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domenica, agosto 2, 2009

Solo lei nel cuore

Scritto da: MDO // Categoria: DRIVERS, LITTLE NURBURGRING, MOTO DA CORSA, Motoclub Ospedaletti // 10:17 pm

La storia di un Settebello raccontata dal suo innamorato, il pilota che l’ha portato in gara dal 1961 al 1966. Dopo averlo ceduto nel 1975 “in un momento di abbandono”, non l’ha mai perso di vista. E finalmente l’ha riportato a casa per Natale 2005.

di Orlando Dall’Ava

Ognuno ha le sue storie motociclistiche da raccontare, come, quando, perchè. Permettete che vi racconti la mia?

Sono nato a San Remo nel ‘42 e causa guerra i miei si sono trasferiti a San Romolo, una frazione della Città dei Fiori a 14 chilometri e 800 metri.
Tutti gli anni sin dal 1930 il tracciato Sanremo-San Romolo ospitava in agosto una gara in salita, con la partecipazione di tantissimi concorrenti su ogni mezzo, dal Cucciolo alla Indian. Arrivavano spettatori da tutti i paesi della Riviera e dell’entroterra, formando una cornice fittissima, a rischio vita, tra quelli che invadevano la sede stradale e quelli che decidevano di attraversarla durante la gara. In una di queste edizioni un certo Franco Castagna su Morini Settebello colse la vittoria assoluta. Rimasi fulminato dalla bellezza di questa Moto Morini, nessun altro mezzo reggeva il confronto con lei, ne fui talmente conquistato che in casa creai un vero e proprio tormentone, finalizzato all’acquisto di un Settebello 175.

Un giorno scopro che in città un salumiere vendeva un Settebello usato, ma voleva 280.000 lire, un’enormità! Troppo lunga da raccontare la mia battaglia con i genitori. Mio padre, preso dallo sfinimento, aveva due possibilità: o farmi tacere per sempre a suon di legnate o comperarmi questa moto. Scelse fortunatamente la seconda. Il Settebello in questione era stato immatricolato nel 1954 e mi fu regalato nel 1960 ma al momento dell’atto il notaio dovette intestare la moto a mio papà in quanto non avevo ancora diciotto anni.
Superfluo descrivere la mia gioia: non l’avevo ancora a casa e già pensavo a come trasformarla.

Come prima cosa mi feci mandare da Milano un freno anteriore Oldani al prezzo di 30.000 lire… una spesa pazzesca! Esaurite così le mie risorse economiche, mi dedicai al fai-da-te, costruendo un serbatoio da corsa in alluminio come quelli che vedevo sulle pagine di Motociclismo. Lo sagomai e poi lo portai in una carrozzeria in città dove un vecchietto con la fiamma autogena mi univa le parti, un’operazione non facile per i tempi. Poi decisi di fare la sella ma mi mancava la lamiera per fare il codino; mia madre aveva comprato una batteria di pentole nuove per il nostro ristorante, io cercai la più adatta, tagliai i manici e mi misi a modellarla. Quando portai la sella e il codino dal solito vecchietto perchè unisse le parti, mentre era all’opera con gli occhialoni scuri esclamò: “Ma questa era una casseruola!”.

La mia elaborazione continuava, feci i due semi-manubri con una piega diversa, arretrai i comandi a pedale modellando anche le piastre di sostegno, e poi altri lavori, ma il motore pur essendo un molle a spillo era ancora un motore normale. Intanto durante l’inverno mi allenavo con questa moto; al mattino presto mi mettevo la tuta e casco e scendevo da casa fino alla periferia di Sanremo. Arrivato lì il motore era caldo, cambiavo la candela calda con una fredda e poi risalivo i 14 chilometri come se fossi in autodromo, destra e sinistra sempre a manetta, fortunatamente non scendeva mai nessuno, le strade erano tutte asfaltate, era un ottimo banco di prova. E confesso che queste prove venivano fatte a scarico aperto, senza targa e niente assicurazione…

Il 16 luglio 1961 mi presentai alla mia prima gara, una salita, la Toirano-Bardineto (Savona). Mi aveva accompagnato Riccardo Dalmasso ex pilota ufficiale Motom, che mi insegnò a fare i rapporti. Non avevo mai visto il posto, ma tanta era la voglia di dimostrare, tanta la determinazione che mi lanciai su come un ossesso, e feci il primo assoluto! Conservo ancora la coppa d’argento offerta dall’allora Ministro del Tesoro Paolo Emilio Taviani. Intanto le mie conoscenze aumentavano, diventai amico di Walter Scagliarini (il meccanico della Morini che seguiva Agostini), un’amicizia tuttora solidissima. Walter aiutava tutti, specialmente quelli senza soldi come me.

Mi fece un primo aggiornamento della ciclistica, cambiando il forcellone che aveva i tubi tondi con quello a tubi ovali e sostituendomi il freno posteriore con uno da 160 mm prelevato da una moto sinistrata di Tassinari. Completò l’opera con i cerchi da 18” (al posto degli originali da 19”) mise la batteria più piccola con il suo alloggiamento e l’impianto di di scarico “casa”.

Intanto avevo dovuto mettermi a lavorare e il tempo per le corse si era ridotto, ero diventato un collaudatore del reparto esperienze FIAT e facevo test in Canada, Patagonia, Tunisia, Belgio e Corsica. Questo mi aprì le porte al mondo dei Rally, prima alla Lancia, poi al Jolly Club di Milano, poi ancora con la GM di Conrero a Torino e infine a Settimo Milanese nel reparto corse dell’Alfa Romeo, l’Autodelta, dove rimasi sino alla chiusura. Però appena potevo andavo a correre con il Settebello, fino al 1966. Nel frattempo Scagliarini mi fece una seconda ed ultima revisione, questa volta solo il motore; mi cambiò albero, biella, cilindro e pistone, tutto il gruppo ingranaggi della primaria, tutti i cuscinetti, mi mise un cambio ravvicinato nuovo, mi sostituì la testa con una ex-Casa col selettore in bronzo che era stata scartata perchè si era spanato il filetto della candela (Walter la riutilizzò inserendo al posto del filetto un elicoide d’acciaio), poi sostituì il carter centrale sinistro completo con la distribuzione per le aste corte, tant’è che questo motore restò senza numeri perchè Walter non li aveva più battuti. Messo in moto sembrava un violino, 10.500-11.000 giri, splendido e indistruttibile.

Negli anni della mia parentesi automobilistica fui più volte contattato da un mio amico di famiglia che voleva questo Settebello: mi opposi per molto tempo fino a quando un giorno, mi chiedo ancora perchè, gli cedetti questa moto per pochi soldi. Questo amico si chiamava Paolo Marchioni ( 1 ), era di Ospedaletti, un grande appassionato. Con il passare degli anni fui preso dalla sindrome della moto vecchia, partecipai al primo mercatino di Imola nel cortile del Consorzio Agrario di Benito Battilani, ma soprattutto da allora cercai disperatamente di ritornare in possesso del “mio” Settebello, di cui conservavo ancora il libretto intestato a mio padre e la targa. Intanto l’amico al quale l’avevo venduto era emigrato in Francia. Per farla breve dopo lettere infinite e centinaia di telefonate andai due volte a Parigi dove risiedeva, l’ultima volta nel 2005, ci accordammo che sarebbe tornato ad Ospedaletti e mi avrebbe chiamato per definire il tutto. Purtroppo per lui non lo vidi più, una malattia improvvisa se lo portò via.

I familiari però conoscevano la nostra storia e mi assicurarono che qualora avessero deciso di disfarsi della moto mi avrebbero chiamato. E così alla vigilia di Natale 2005 Mauro Marchioni, fratello del povero Paolo, mi telefonò dicendomi di andare a prendere la moto. Così il Settebello tornava a casa. Che felicità! Non saranno molti quelli che dopo cinquant’anni ritrovano la propria moto da corsa come l’avevano lasciata, ancora con i documenti e la targa, perchè in realtà non è che volessi un Settebello, avrei potuto comprarmelo originale, o taroccato come purtroppo ne vedo tanti, ma io volevo il “mio” Settebello, amo le storie autentiche, in quella moto c’è la parte più bella della mia giovinezza , l’esaltazione di quegli splendidi anni, sensazioni che il ciclo della vita impedisce di ripetersi. (note 2 )

Orlando Dall’Ava
Fonte: Motociclismo d’Epoca

  1. I fratelli Paolo e Mauro Marchioni (vedi foto) furono due tra i fondatori del primo Moto Club di Ospedaletti
  2. Con questa moto il pilota ligure ha vinto varie gare in salita come la Toirano-Bardineto del 1961, la Bogliasco-Sessarego del 1963 e la Pontedecimo-Giovi del 1965. Ha partecipato anche alla Sei Ore di Monza 1965 con ottimo piazzamento. Corse inoltre sul circuito di Ospedaletti, Misano e Lecco, sempre con buoni risultati per un privato impegnato solo saltuariamente nell’attività agonistica. Vive e lavora nel suo ristorante a San Romolo, suo figlio Davide è un protagonista del mondo agonistico italiano Enduro

venerdì, luglio 17, 2009

READ’S DUCATI

Scritto da: MDO // Categoria: 1971, DRIVERS, GOLDENYEARS, MOTO DA CORSA, MOTODROMO // 7:37 pm

1971: Phil Read su  Ducati 500 bicilindrica (V-Twin)

1971: Phil Read su Ducati 500 bicilindrica (V-Twin)

Phil Read giù per « la quadrata » al suo debutto con la Ducati 500 durante il Gp del 1971. Dal 1958, dopo 10 anni di lunga assenza dal mondo delle corse, Ducati otterrà un ottimo secondo posto dietro la mitica MV 3 cilindri di Agostini. Per la casa di Borgo Panigale fu un grande risultato, la moto venne sviluppata in soli 6 mesi! Fu durante la preparazione alla terza tappa che la Ducati pensò ad Hailwood come pilota, ma Mike non fu disponibile e la moto venne affidata nelle mani di Phil Read che proprio ad Ospedaletti ripagò la fiducia, conquistando il secondo posto. Ecco un documento di qualche tempo fa, ai box proprio quel giorno. (link)

L'altra Ducati ufficiale di Gilberto Parlotti

L'altra Ducati ufficiale di Gilberto Parlotti

Ducati 500 bicilindrica 1971

Ducati 500 bicilindrica 1971

mercoledì, luglio 8, 2009

Renzo Pasolini Jr.

Scritto da: MDO // Categoria: DRIVERS, LITTLE NURBURGRING, MOTO DA CORSA, TODAY // 2:27 am

Stefano Renzo Pasolini

Renzo Pasolini Jr. lo abbiamo incontrato a Carpasio il giorno della cronoscalata valida per il campionato italiano della montagna.. Dopo la chiacchierata con Giovanni Burlando abbiamo raggiunto, tra le fila di tende e camper attrezzati a box, Stefano Renzo Pasolini. L’atmosfera del campionato di montagna è davvero particolare, la preparazione alla gara è vissuta con tutti, i bivacchi sono appostati lungo la salita prima della linea di partenza, ci sono famiglie e piloti che vivono insieme i due giorni di corsa ed è un susseguirsi di volti immersi nella magica tensione che precede la gara. Sappiamo che Renzo è tra queste tende, alla linea di partenza chiedo ai cronometristi se mi fanno dare un’occhiata al tabulato di gara, mi dicono che corre con il numero 2, poi chiedo più giù, vicino ad una tenda e mi dicono che è proprio lì a fianco.. Renzo è un caro amico di Bruno Pellegrini, per gli amici di Mdo un caro amico, nonchè l’autore del sito ufficiale del Paso. Tramite lui avevo contattato Stefano qualche tempo fa, ma le notizie qui corrono e mentre ci scambiamo un’occhiata e faccio per avvicinarmi, lui mi precede dicendomi che gli avevano detto che lo stavamo cercando… Paso Jr. corre qui, nelle gare in salita, un ambiente ancora puro che per certi versi ricorda lo spirito autentico del motociclismo.. difficile dire di più, anche perchè personalmente non ho vissuto nel periodo in cui correva suo papà, ma su questo blog parliamo talmente tanto di queste storie che ormai è un pò come averle dentro.
Renzo Jr. si sta preparando ad affrontare la seconda manches e tra poco toccherà alla sua categoria, la 500 classica, io un pochino emozionato gli scatto una foto e gli chiedo se verrà ad Ospedaletti il prossimo anno..
Mentre ci salutiamo e facciamo per avviarci, scatto ancora qualche foto alla sua Honda 500 e lo fotografo con Daniele Allamnd che corre su Ducati nella stessa categoria. Ecco le immagini!

Stefano Renzo Pasolini sulla sua Honda 500

Renzo Pasolini Jr. e Daniele Allamnd categoria 500cc Classica

La Honda 500 di Renzo Jr.

lunedì, giugno 29, 2009

L’ARGENTINO CLEMAR BUCCI

Scritto da: MDO // Categoria: 1948, AUTO DA CORSA, AUTODROMO, DRIVERS, GOLDENYEARS // 11:30 pm

Clemar Bucci - Eucalypti - GP 1948

Nel 1948 il circuito di Ospedaletti ottenne l’omologazione per i Gran Premi di velocità. Vennero così effettuate importanti modifiche al tracciato in vista degli 85 giri di gara. La lunghezza fu portata dai 2.621 agli attuali 3.380 metri, realizzando il viadotto di raccordo con la via Aurelia, venne rifatto integralmente il manto stradale e le imponenti tribune lungo il rettifilo.
Il 27 giugno vide il trionfo delle Maserati con le nuove 1500 affidate ad Alberto Ascari, Gigi Villoresi e l’argentino Clemar Bucci. Giuseppe Farina su Maserati fu costretto al ritiro al 28° giro per un guasto all’acceleratore. Vinse Ascari (scuderia Ambrosiana) con una media di 93,906 Km/h aggiudicandosi così il suo primo Gran Premio di F1. A ricordo della vittoria, la Maserati 4CLT/48 venne ribattezzata “Maserati San Remo“. Il giro più veloce quello di Villoresi con ben 99,412 Km/h.

Clemar Bucci su Maserai 4CLT incalza il curvone davanti alle tribune dove sorgerà il Piccadilly - GP 1948

Clemar Bucci, su Maserati 4CL (Scuderia Milano), arrivò terzo dietro ad Ascari e Villoresi. Corse così la sua prima gara in europa proprio ad Ospedaletti come farà l’anno successivo il suo compatriota argentino Fangio. Conclusa la sua carriera sportiva divenne imprenditore e costruttore d’auto per passione. Autore di fantastiche vetture come la Bucci 300, modello poco noto al di fuori dell’Argentina, è una riproduzione perfetta della Mercedes 300 SLR con cui Stirling Moss dominò la Mille Miglia nel 1955.

Alberto Ascari alla premiazione va a salutare Clemar Bucci (terzo posto) - 1948

giovedì, giugno 18, 2009

Intervista a Giovanni Burlando

Scritto da: MDO // Categoria: DRIVERS, LITTLE NURBURGRING, MOTO DA CORSA, TODAY // 12:45 am

Carpasio, 14 giugno 2009
Prima edizione della Carpasio – Prati Piani valida per il campionato italiano di montagna.

Giovanni Burlando

Ed eccoci sulle tracce di Giovanni Burlando, dopo la serie di commenti sul post di G. Lombardi, erroneamente scambiato per il centauro genovese, il nostro amico Lorenzo Valle lo ha contattato nei giorni scorsi nella sua officina a Genova e ha saputo della partecipazione alla prima cronoscalata Carpasio – Prati Piani, dove lo abbiamo incontrato.

La giornata è soleggiata e calda, Carpasio è uno splendido borgo ligure nel primo entroterra della valle Argentina a circa 20 minuti di strada da Arma di Taggia. Qui è stata organizzata dal Motoclub di Imperia la prima cronoscalata valida per il campionato italiano di montagna, e qui che i due Burlando, padre e figlio, gareggeranno nella categoria moto d’epoca nel primo pomeriggio, dobbiamo solo trovarli…
Le moto stanno effettuando le prove ufficiali e tra le molte postazioni lungo la strada cominciamo a chiedere di Giovanni che ha deciso da quello che ci dice un pilota di accamparsi proprio sulla cima del percorso, dopo il traguardo, a Piani! 3 km c.a. più in sù… Ovviamente la strada è chiusa al traffico e si decide quindi di prendere ed andare sù, io Vale “Palmiro” e Fico. Dopo un passaggio fortuito su camion ed ultimo pezzo su scooter, eccomi finalmente di fronte a Burlando, ovviamente a tavola con famiglia e amici.

Ciao Giovanni finalmente ti ho trovato!

Dopo un primo scambio di saluti, una sorsata d’acqua fresca ed il racconto dell’iniziale errore che mi ha portato sin lì, inizio un pò emozionato a fare le prime domande, e la prima non poteva che essere:

MDO –  Conoscevi Giovanni Lombardi e avete mai corso insieme?
B –  Certo, lo conoscevo però non abbiamo mai corso insieme. Lui correva nella minima categoria 50, mentre io facevo la 125. E anche dopo quando lui ha corso nelle 125 non ci siamo mai trovati insieme. Recentemente purtroppo è scomparso.

MDO – Quindi non hai esordito nella minima…
B – No, ho cominciato con le cronoscalate e la Benelli 125 nel ‘58 alla Doria Creto. Sono 50 anni ininterrotti di gare.
Moglie – Un vero Guinness!

MDO – Tra gli amici del sito si è aperta una discussione che prende spunto dalla tua partecipazione nella minima a Cesenatico nel ‘70, quando correvi sulla Gori Bimm…
B – È vero! Ma quella è stata solo una partecipazione sporadica.

MDO – Quindi dalle cronoscalate sei passato ai circuiti cittadini, come Ospedaletti?
B – All’epoca si correva un pò dappertutto, Rimini, Riccione, Ospedaletti…. allora di circuiti ce n’erano un pò ovunque

MDO – Ad Ospedaletti quante volte hai corso e con quali moto?
B –  Non ricordo di preciso, la prima volta deve essere stata nel ‘61 con la Benelli 125…

MDO – A me risultano il ‘63, ‘69 e ‘71 ma mi mancano ancora alcuni dati. Per quanto riguarda la meccanica, la preparazione eri tu ad occupartene?
B – sì, ho sempre curato io anche la parte meccanica della gara.

MDO –  Chi ricordi tra i tuoi avversari?
B – Ballestrieri, Mandracci e Isnardi…

MDO – Questi erano i liguri… poi c’erano anche tanti altri grandi nomi…
B – Sì, ma c’erano anche gli stranieri perchè era una gara internazionale, e partecipavano tutti quelli che facevano il mondiale.

MDO – Abituato alle salite, come ti sei trovato ad Ospedaletti, avevi feeling con il tracciato?
Moglie – Era il suo preferito
B – Sì certo, Abituato alle salite era un circuito tortuoso che assomigliava per certi versi ad una cronoscalata.

MDO – Hai corso anche con Pasolini?
B – Sì, tra l’altro oggi qui c’è suo figlio, anche lui corre nel campionato di montagna.

(Ndr – Abbiamo trovato anche Stefano Renzo Pasolini, a breve un pezzo su Paso Jr.)

MDO  -  So che sei socio del moto club Sestrese, il presidente è Angelo Strano, c’è anche lui qui oggi?
B – Sì c’è anche lui. Un pò di gare in passato le ha fatte.

MDO – Tu tiri come un matto ancora adesso!
B – Faccio come posso…

A tavola con Giovanni e famiglia ne approfitto per chiacchierare anche con Marco, il figlio di Giovanni anche lui qui oggi in gara per la cronoscalata.

MDO – Marco, hai qualche ricordo di quando tuo padre correva sul circuito di Ospedaletti?
B – Purtroppo no perchè ero troppo piccolo, sono del ‘71.  Verso la fine degli anni ‘70 i primi anni ‘80 allora mi ricordo.

MDO – Ti ricordi la San Romolo-Monte bignone?  Giovanni, Orlando Dall’Ava lo conosci?
B  - … Da una vita..

MDO – Ma come mai non si corre più la San Romolo? Chi la organizzava?
B – La organizzava un ispettore di Polizia, poi non si è più fatta. Era una bella gara su un bel tracciato ben organizzata.

MDO – Una gara famosa che si è persa così senza un motivo.
B – Quando è andato via quest’ispettore non ci furono più gli ok per i permessi.

MDO – Oggi come oggi è possibile organizzare  gare su tracciati cittadini come Ospedaletti secondo te? Magari con i sidecar?
B –  Con i sidecar è ancora più difficile. Il problema più grosso per le gare di velocità sono i permessi perchè è pericoloso. Se si potesse fare ad Ospedaletti sarebbe più facile da organizzare per la struttura del paese con la via di sbocco.

MDO – Giovanni, mi saluti gli amici di MDO e del circuito di Ospedaletti?
B – Certamente! Saluti da Burlando a tutti gli amici di Ospedaletti.

MDO – Grazie
B – Prego!

Risultati Carpasio-Prati Piani 2009

Carpasio – Prati Piani 2009

martedì, maggio 26, 2009

Giovanni Lombardi

Scritto da: MDO // Categoria: DRIVERS, MOTO DA CORSA // 1:19 pm

Giovanni Lombardi su Moto Guazzoni

Lombardi su moto Guazzoni a pochi metri prima del curvone del Piccadilly.

lunedì, maggio 18, 2009

S.Remo 1949: Fangio corre e vince la prima gara in europa

Signore e signori, ladies and gentlemen… ecco a voi un filmato davvero eccezionale, alla ricerca di materiale esclusivo sul nostro circuito ci siamo imbattuti in questo preziosissimo documento in bianco e nero della mitica “s.i.”, sembra davvero di rivivere quel fantastico giorno, i “siluri” pronti alla partenza sono lanciati sulle strade di Ospedaletti da uomini come Fangio, il principe Bira, Sommer, Campos, Chiron, Whitehead… i più grandi nomi italiani invece quali Ascari, Villoresi, Farina e Biondetti non furono presenti suscitando così un certo rammarico da parte degli spettatori, ma la corsa incendiò dopo pochi giri gli animi del pubblico, Bonetto su Ferrari contrastò validamente gli avversari stranieri e il piccolo principe siamese Bira stupì il pubblico con una serie di giri velocissimi in entrambe le manches, la prima lo vide rimontare in meno di otto giri sino alla terza posizione dopo una brutta partenza, l’uscita di Sommer poi gli permise di conquistare il secondo posto. Nella seconda manche in un duello a fuoco per ben 15 giri con l’argentino Campos, stabilì il nuovo primato della pista alla velocità di 104,896 Km/h. (link gp 1949).
Vincerà l’argentino Juan Manuel Fangio, conquistando così la sua prima vittoria in Europa su Maserati 4clt/48 (Maserati San Remo), era la domenica del 4 aprile del 1949, in una fantastica giornata di primavera i piloti corsero per 90 giri (3,38 Km) suddivisi in due manches da 45 ciascuna, per un totale di 304,200 Km. terminando a notte fatta… Qualche giorno prima, il 10 di aprile si disputò il 3° gran trofeo motociclistico con la vittoria di Bruno Ruffo su Moto Guzzi Albatros nella classe 250cc e di Umberto Masetti nella 500cc su Gilera Saturno “San Remo”..

martedì, maggio 5, 2009

1937: VARZI GETTA IL SEME DEL MITICO GP S. REMO

Scritto da: MDO // Categoria: 1937, AUTO DA CORSA, AUTODROMO, DRIVERS, EMEROTECA, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS // 12:00 am

Il Littoriale

LE CLASSIFICHE

Finale
1. Achille Varzi (Maserati 1800 quattro cilindri) che compie i 30 giri del percorso di km. 55,860 in 34′39”6, alla media oraria di km. 96,699.
2. Piero Dusio (Maserati 6 cil.) in 35′26”2.
3. Giovanni Rocco (Maserati 6 c.) in 35′31”.
4. Ermini Pasqualino (Maserati 4 cil.) in 35′40”6, fermato al 29. giro.

Giro più veloce:  il quarto, di Varzi, in 1′07” alla media di chilometri orari 100,048.
Ritirati: Villoresi Emilio al 2. giro e Lurani all’11.

PRIMA BATTERIA 

1. Dusio Piero (Maserati 6 cil.) che compie i 25 giri del percorso pari a km. 46,550 in 30′29”4, alla media oraria di km. 91,603.
2. Villoresi Emilio (Maserati 6 cil.) in 32′01”.
3. Villa (Bugatti) in 31′48”4, (fermato al 20. giro); 4. Bianco (Maserati) in 32′48” (fermato al 18. giro).

Giro più veloce: il 19. di Dusio in 1′10”2 alla media oraria di chilometri 95,487.

SECONDA BATTERIA

1. Varzi Achille (Maserati 4 cil.) che compie i 25 giri del percorso pari a km. 46,550 in 29′0” alla media oraria di km. 95,979.
2. Ermini Pasquale (Maserati 4 cil.) in 29′18”3, fermato al 24. giro.

Giro più veloce: Il 2. di Varzi in 1′07”8 alla media oraria di chilometri 98,867.
Ritirati: Marazza al 5. e Villoresi al 15. giro.

TERZA BATTERIA

1. Rocco Giovanni (Maserati 6 cil.) che compie 25 giri pari a km. 45,550 in 29′56” alla media oraria di km. 93,307.
2. Lurani Giovanni (Maserati 4 cil.) in 31′31”, compreso 1′ di penalizzazione per partenza anticipata.

Giro più veloce: Il 2. di Rocco in 1′10”2, alla media di km. 95
Ritirati: Rovere al 4., Barbieri al 5. e Carnevali al 12. giro.

LA BELLA GARA 
(dal nostro inviato)

SAN REMO. 25.
Dopo dieci lunghi mesi di assenza, Achille Varzi è ritornato alle gare ed il suo ritorno ha coinciso con una brillantissima e significativa vittoria.
Il campione è intatto nella grandissima classe e la folla, il cui spirito raramente si sbaglia, ha sottolineato questa vittoria nel primo circuito automobilistico di San Remo con alte grida e con visibile gioia Aveva ritrovato uno dei suoi campioni preferiti, e voleva salutarne il ritorno e la immediata vittoria con lo slancio sincero che derivava dal duplice fortunato evento. Il campione dal canto suo deve avere sentito il sottile brivido che viene dallo spettacolo di mille spettatori che sapeva adunati anche per lui, e il calore della lotta gli deve avere agito come stimolante sui nervi e sul cuore.

ESIBIZIONI DI CLASSE 

Superata con facilità e con stile ammirevoli la porta obbligata della batteria, Achille Varzi nel finale ha dato spettacolo, ritrovando in pieno sè stesso, irresistibile e pur composto nella serrata azione nei pochi giri in cui ebbe da superare Dusio sgattaiolato rapidissimo in prima posizione, meraviglioso poi, quando, libera la strada davanti, si doveva proseguire alla conquista della già intravista vittoria. I dieci mesi di assenza dalle corse, non hanno arrugginito Achille Varzi. E’ bastato qualche giro di prova per mettere a suo agio il pilota che pur non conosceva il mezzo meccanico a disposizione, e sono bastati pochi giri in corsa per far ritrovare al campione il senso della lotta e i mezzi e lo stile per conquistare il successo.
La vittoria del primo circuito di San Remo, conquistata di fronte ai giovani dello sport automobilistico nazionale, potrà forse non aggiungere molto alla fama grandissima di Varzi, uso a ben più aspri cimenti. Ma essa ha servito soprattutto a due cose: a far cadere una volta per tutte e per sempre le dicerie correvano sul suo conto………(parte illeggibile)……….. corse e di vincere; e Varzi ha dato al circuito l’aureola del suo grane nome. Un ritorno, insomma, e un debutto idealmente riuniti da un duplice vittorioso lauro.

LE BATTERIE E LA FINALE 

Nel complesso, il primo circuito di San Remo è riuscito una manifestazione interessante e ben congegnata. Lo spettacolo delle quattro partenze e dei quattro arrivi, la relativa brevità dei percorsi, la quasi assoluta uguaglianza delle vetture e l’ardore posto da ognuno dei corridori in ogni momento della lotta sono stati altrettanti motivi a favore dell’interesse della corsa.
Fatta eccezione per la prima batteria, nella quale Dusio, partito in testa, è sempre rimasto in prima posizione davanti a Villoresi Emilio, leggermente ritardato dal non perfetto funzionamento della macchina, nelle altre due si è lottato veramente a fondo. E tanto in quella vinta da Varzi, nella quale Villoresi Luigi e Righetti si sono impegnati al limite estremo delle possibilità e di quelle delle macchine, al punto da fare il gioco dell’ottimo « Pasquino » che, dopo avere inseguito a distanza, poteva superarli entrambi approfittando dei sopravvenuti guasti di macchina, quanto nell’ultima, nella quale Rocco si è duramente impegnato per superare Lurani, la folla ha vissuto momenti di autentico godimento sportivo.
La finale fu appassionante nei primi tre giri durante i quali Varzi, partito con circospezione passò all’inseguimento e all’attacco di Dusio. L’ottimo dilettante torinese si difese bene, per niente intimorito dal grande nome dell’avversario. Varzi passò avanti in virtù di una classe che rifulgeva ad ogni istante: per la scioltezza dell’azione, per la tempestività dell’attacco, per la decisione e per lo stile. Quando alla fine del terzo giro Varzi passò Dusio, la gara non cadde egualmente. Perchè da un lato Varzi continuò a dare spettacolo di abilità e di classe e perchè alle calcagna di Dusio si gettò l’ottimo pilota napoletano Rocco. Per molti giri, anzi, Rocco lentamente rosicchiò metro su metro il vantaggio che nella sfuriata iniziale, per tenere testa a Varzi, Dusio era riuscito a prendere su di lui; poi la distanza si stabilì e rimase invariata perchè se Rocco moltiplicava coraggio e bravura, Dusio non era da meno. L’arrivo vide Varzi primo con 37” di anticipo e il primato assoluto sul giro ad oltre cento di media, Dusio secondo e Rocco terzo a poco più di 4”.

SUCCESSO ORGANIZZATIVO 

L’esperimento tentato dunque con questo primo circuito di San Remo, il più cittadino e il più breve fra tutti i circuiti, ha quindi pienamente raggiunto lo scopo. Non soltanto nessun incidente è venuto a turbare la serenità di una giornata sportivamente ideale, ma chiarissima in ogni momento è stata la visione che ha avuto la folla, serrate e leali le diverse battaglie, irreprensibilmente regolari i risultati, avvincente e mai languente lo spettacolo.
Gli organizzatori di San Remo hanno dunque vinto in pieno la bella battaglia e l’hanno vinta profondendo tesori di passione e di volontà e permettendo a Renzo Castagneto, che è stato l’organizzatore tecnico e il direttore di corsa, di preparare un quadro organizzativo eccellente e di inserirvi una serie di competizioni sportivamente complete.

I CORRIDORI E LE MACCHINE 

Vi è dunque di che compiacersi per questo eccellente debutto di San Remo nel campo delle manifestazioni automobilistiche: occorrerà non disperdere il seme gettato su un terreno che darà immediati vigorosi germogli.
Fra i corridori, dopo Varzi, grande impressione hanno dato Dusio, che ha anche il vanto di avere stabilito il tempo migliore sul giro dopo quello costituente il primato segnato da Varzi, e Rocco che ha vinto la batteria e che si è battuto benissimo nella finale.
Rocco ha, come Dusio, affermato una classe degna di tutto il rispetto. Lurani, quando la macchina lo assecondò, fece ottima impressione, così come ottima impressione hanno fatto i due fratelli Villoresi, entrambi irruenti e coraggiosi; Righetti che è sempre alla ruota dei più veloci; Ermini, che è stato addirittura cronometrico. Rovere non potè neppure impegnarsi, e quasi altrettanto capitò a Bianco e a Marazza.
Tecnicamente la vittoria della Maserati quattro cilindri messa a disposizione di Varzi da Gino Rovere, costituisce un’altra riprova della bontà della costruzione Maserati anche perchè il circuito era duro e selezionatore.
Dell’organizzazione si è implicitamente detto più sopra. Si può aggiungere che apparve eccellente in ogni dettaglio compresi il servizio di cronometraggio che Ottolini, Radice, Mazzier e Nebuloni disimpegnarono a meraviglia, e quello di segnalazione che fu completo, con tempestive e precise comunicazioni. Tutto il comitato organizzatore del circuito di San Remo vuole un plauso alto e sincero e con esso Renzo Castagneto che fu all’altezza della sua solida fama.
Una numerosissima folla ha assistito alla gara. Era presente, oltre alle autorità locali, anche il Presidente della Commissione Sportiva Automobilistica Italiana comm. Giuseppe Furmanik.

Corrado Filippini
Fonte: Il Littoriale, Roma 26 luglio 1937

lunedì, aprile 27, 2009

IL VENTO NEI CAPELLI

Scritto da: MDO // Categoria: 1970, LITTLE NURBURGRING, MOTO DA CORSA, Motoclub Ospedaletti // 3:28 pm

Franco Da Sacco
Per combattere il grigiore del maltempo e febbricitanti per la voglia d’estate, vi mostro una bella immagine ovviamente scattata sull’anello di Ospedaletti nei primi anni 70… Si correva così, con il vento nei capelli, sulla scia dei grandi campioni che ogni anno calcavano la pellaccia del mitico circuito… Ecco allora sul ponticello a cavallo di un MotoBi 125cc Franco Da Sacco fotografato dagli amici in un bel pomeriggio di sole…

lunedì, aprile 20, 2009

Son di turno i Centauri

Scritto da: MDO // Categoria: 1947, DRIVERS, EMEROTECA, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS, MOTO DA CORSA, MOTODROMO // 7:14 pm

Sette nazioni prenderanno parte al 1° Circuito Internazionale Motocilistico « città di Sanremo », che si correrà domani sull’anello di Ospedaletti. La corsa che verrà disputata su 60 giri del circuito pari a Km. 157,500, si prevede assai interessante ed emotiva per il numero e per i nomi dei concorrenti che sono garanzia di spiccato spirito agonistico. Vedremo, sia pure su scala ridotta, il tradizionale duello Guzzi-Gilera, mentre particolare interesse rivestirà il confronto tra la macchine italiane e le estere. I corridori da ieri hanno iniziato la lotta contro il cronometro che designerà i sedici concorrenti ammessi alla gara finale. La corsa sarà aperta alle categorie 250 e 500 e le partenze avverranno rispettivamente alle ore 14.30 ed alle 17. Domani Ospedaletti accoglierà di nuovo la folla innumerevole degli appassionati del motore. Auguriamoci che la competizione riesca come è nelle previsioni.

ULTIMA EDIZIONE ISCRITTI

Classe 250 cc.
1) Bruno (Francia), New Imperiale;  2) M. Cann (Inghilterra), Guzzi ;  3) V.M. Webster (Ing.), Guzzi;  4)  F. Andersson (Ing.), Guzzi;  5) H. Kaufmann (Svizzera), Guzzi;  6) J. Fracta (Cecoslovacchia);  7) R. Blatter  (Svizzera), Guzzi;  8)  R. Alberti  (Italia), Guzzi;  9)  A. Milani (Italia), Guzzi;  10) A. Rossetti (Italia), Benelli;  11)  R. Alippi (Italia), Guzzi;  12)  C. Mastellari (Italia), Guzzi;  13)  Gianni Leoni (Italia), Guzzi;  14)  D. Ambrosini (Italia), Guzzi;  15)  N. Martelli (Italia), Guzzi;  16)  B. Francisi (Italia), Guzzi;  17)  G. Bellocchio (Italia), Guzzi.

Classe 500 cc.
1)  R. Loyer (Francia), Velocette 350;  2)  C. Honel (Francia), Norton 500;  3)  Tuson (Francia), Motobecane ;  4)  J. Behra (Francia), Guzzi 500;  5)  J.W. Beevers (Inghilterra), Norton 500 ;  6) G. Werner (Svizzera), Bianchi 500 ;  7) G. Poel (Olanda), Velocette 350 ;  8)  L. Van Rijswijk (Olanda), Velocette 350 ;  9)  Masserini (Italia), Gilera 500;  10)   E. Lorenzetti (Italia), Guzzi 500 ;  11)  Guido Leoni (Italia), Guzzi 500;  12)  A. Brini (Italia), Gilera 500 ;  13)  F. Balzarotti (Italia), Guzzi 500 ;  14)  L. Ruggeri (Italia), Guzzi 500 ;  15)  O. Tenni (Italia), Guzzi 500;  16)  N. Pagani (Italia), Gilera 500;  17)  J. Ruggeri (Italia), Gilera 500;  18)  C. Bandirola (Italia), Gilera 500;  19)  O. Clemencigh (Italia), Gilera 500;  20)  B. Ruffo (Italia), Gilera 500;  21)  U.Rovais (Italia), Guzzi 500.

I Tempi segnati ieri
Ieri Omobono Tenni, uno dei maggiori esponenti della « Guzzi », è stato il più veloce, compiendo i 2625 metri del giro nel tempo di 1′56”4/5, ad una media che supera gli 80 all’ora. Lo ha seguito Balzarotti con 1′57”4. Ancora Tenni con una 250 cc. ha fatto i 78 ed oltre di media, mentre Martelli ha messo al suo attivo un 2′1”4, Ambrosini un 2′4”1; Francisci 2′5”3. Gli stranieri sono stati tutti al di sopra dei 2 minuti e Behra s’è dimostrato il più audace con 2′1”3/5 seguito da Werner 2′4”1.

fonte: L’Eco della Riviera



Trofeo Sanremo 2010