Agire

Flash Feed Scroll Reader


lunedì, febbraio 1, 2010

DUKE & BORSARI

Scritto da: MDO // Categoria: 1952, DRIVERS, GOLDENYEARS // 7:53 pm


Un’inedita immagine di Geoffrey Duke e Libero Borsari subito dopo la premiazione delle mezzo litro al GT del ‘52. Duke, grande anche per doti umane avvicinò Libero e in modo sbrigativo ma cordiale complimentandosi e consolandolo per l’epilogo non fortunato della sua gara volle fare la foto assieme. Bello davvero vedere questi due giovani uno già grande campione, l’altro che cercava di diventarlo, assieme e sorridenti.

Augusto Borsari

lunedì, febbraio 1, 2010

SANREMO UN CIRCUITO, UN’ACCADEMIA

Scritto da: MDO // Categoria: 1952, EMEROTECA, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS, MOTO DA CORSA, MOTODROMO // 2:05 am

Il motociclismo italiano non dimenticherà mai quanto deve al circuito di Sanremo. Uscito dalla guerra coi ricordi di un prestigio che sembrava fosse stato spazzato via dalla bufera, il nostro sport si trovò privo degli elementi dinamici che avevano costituito l’incalcolabile ricchezza del suo patrimonio: e senza circuiti adatti, senza solide organizzazioni, senza controlli tecnici efficenti ( non era facile alla Federazione riprendere le redini del movimento, già un tempo saldamente governato ) la stessa valorosa pattuglia dei campioni pareva sacrificata.

Ma Sanremo innalzò fra le palme il mare e i monti il suo traguardo, e quel traguardo rivalorizzò gli antichi campioni, fu di spinta ai giovani corridori ma soprattutto fu d’esempio alle organizzazioni per cui l’affascinante circuito fu preso ovunque a modello e il motociclismo ritrovò la via maestra.

Questo per non dimenticare.

C’è poi il particolare. C’è il percorso dalle tipiche caratteristiche tecniche. C’è il tracciato di gara trasformato in autodromo permanente legato ad Ospedaletti, una perla della periferia sanremese. La natura ha certamente favorito l’impostazione della pista, l’opera dell’uomo ha ritoccato con svolazzante fantasia l’opera della natura e la corsa fu contemporaneamente catalogata fra le più belle e le più aspre, e ad essa convennero i piloti degli sport motoristici chi per riconfermarsi campione, chi per guadagnarsi un faticoso titolo di supremazia.

Gli uomini che in questo ultimo periodo di storia motociclistica hanno tenuto, e ancora detengono, i primi posti nella classificazione dei valori sono tutti passati al vaglio di Sanremo e chi ha vinto in questa corsa ha trionfato.
Non è una gara, non una competizione ma un’accademia ! Chi vince a Sanremo, trionfa ! E gli si schiudono le porte della notorietà, le premesse della gloria futura sono positive, non illudono ma consacrano.

La più recente edizione del Gran Trofeo Internazionale Motociclistico Sanremo si svolse nel 1952 con la partecipazione di Geoffrey Duke, anche in quell’anno campione del mondo ma con macchina inglese, che realizzò una formidabile prodezza in poco più di ventiquattro ore vincendo due gare, alla vigilia della corsa italiana, al di là della Manica e rinverdire il giorno dopo gli allori a Ospedaletti, dove era giunto in volo poco prima della gara.

Ad avversari, Geoffrey Duke aveva nella classe 500 la vecchia volpe Pagani e il vincitore del precedente circuito sanremese Valdinoci su Gilera, nonchè due «matricole»: Libero Borsari con la Guzzi Dondolino e Giani Martino con la personale Gilera Saturno. La prova s’iniziò con una facile galoppata di Duke, senza far presagire i tremendi squarci che il valore dei corridori avrebbe inflitto alla monotonia che dava l’impressione di predominare.

Al «via» Valdinoci fila come un dardo verso la più prossima curva, quella che immette nel tortuoso percorso delle colline seguito da Pagani mentre Duke ostacolato nell’azione da alcuni concorrenti non riesce a farsi luce con troppa facilità. Il primo giro è presto compiuto e davanti alle tribune guizzano Valdinoci, Colnago, Borsari, Pagani; quindi leggermente intervallati Duke; Giani Martino, Soprani, Guglielminetti, Bianchi, Galante, Fagiolini, Wheeler e Biondelli. Valdinoci si mantiene in testa anche durante il secondo giro con a ruota Pagani, ma Duke è già terzo avendo preso d’infilata Colnago e Borsari. Le posizioni centrali, in un primo tempo, sono confuse come avviene durante le fasi d’impostazione di ogni gara. Al terzo giro il campione del mondo si lancia a fondo, supera Pagani e minaccioso insegue Valdinoci che conserva però una parte del suo lieve vantaggio.

Duke s’impegna maggiormente e il forlivese durante il quarto giro retrocede al secondo posto. Al quinto giro la media dell’asso inglese è di Km. 95,151; Valdinoci conserva il secondo posto, terzo è Pagani. Leggermente in ritardo sopravvengono Colnago, Borsari, Giani Martino (Guglielminetti è in «panne») poi la sfilata dei concorrenti prosegue con Bianchi in posizione, Soprani in ottava, Fagiolini in nona. Wheeler e Galante (che dovrà abbandonare) chiudono la serie dei passaggi. Al sesto giro Pagani si porta in seconda posizione e Valdinoci si accoda al milanese. Invariate restano le altre posizioni. Al quarto giro Duke aveva stabilito il tempo di 2′02”3/5 alla media di Km. 99,249; Pagani e Valdinoci tentavano di resistere bravamente all’azione di Duke ma il campione del mondo per parecchi giri continuerà a guadagnare dai due ai quattro secondi per passaggio. Con un bellissimo scatto Valdinoci al decimo giro ritorna al secondo posto in classifica mentre Borsari, molto decisamente, passa al quarto davanti a Giani Martino e a Colnago che procedono di conserva. Seguono: Fagiolini che ha lasciato la compagnia di Soprani e di Bianchi e gli altri ancora in gara.

La fisionomia della competizione è determinata da tre gruppi di corridori il cui sforzo agonistico aumenta continuamente. In testa Duke inseguito da Valdinoci e da Pagani, poi Borsari che trascina Giani Martino e Colnago, infine Fagiolini in testa al terzo drappello composto da Bianchi e Soprani.

La media di Duke aumenta leggermente e Pagani segue sempre Valdinoci come un’ombra. Intanto, aumentando la sua velocità, Bianchi riprende Fagiolini e passa all’ottava posizione mentre Colnago tenta di sganciarsi da Giani Martino. Borsari, sempre quarto, compie tentativi su tentativi per congiungersi con Pagani e con Valdinoci, guadagnando notevolmente terreno.

Duke dà l’impressione di passeggiare e la sua media al quindicesimo giro sfiora i Km. 97, con 19” di vantaggio su Valdinoci e Pagani, e di 30” su Borsari. Alla ventesima tornata Duke doppia Soprani e rosicchia ben due giri a Wheeler mentre Borsari incoraggiato dal pubblico s’impegna con ogni sua risorsa e ben presto piomba alle spalle di Pagani e Valdinoci.

Giani Martino si trova in quinta posizione; davanti a Colnago che cede lentamente. Al venticinquesimo giro la classifica è la seguente: 1. Duke in 52′40”; 2. Pagani in 52′49”; 3. Valdinoci in 52′50”; 4. Borsari in 52′55”; 5. Giani Martino in 53′; 6. Colnago. Seguono Fagiolini e Bianchi che dovranno però abbandonare poco dopo.
Giani Martino, frattanto, con un allungo impetuoso piomba alle spalle di Borsari e lo supera al venticinquesimo giro per poi portare lo scompiglio nel « tandem » Pagani-Valdinoci. In questa fase Giani Martino eguaglia il miglior tempo di Duke alla velocità di Km. 99,249 sul giro. Ma le prodezze del genovese non sono finite e infatti al ventinovesimo passaggio Giani Martino migliora il tempo di Duke con 2′01”3/5 alla velocità di Km. 100,066 vicino al record assoluto sul giro appartenente a Bandirola su M.V. alla media di Km. 102,210.

Giani Martino non è ancora contento e attacca furiosamente Valdinoci e Pagani; dei due è soltanto Pagani che riesce a seguirlo mentre Valdinoci per la difettosa manovra del cambio perde terreno. Poi ecco Borsari che rinviene minaccioso; la media generale di Duke è superiore ai 97,415 all’ora e il suo vantaggio su Giani Martino di circa mezzo al trentacinquesimo giro.

Seguono: Pagani terzo, Valdinoci quarto, Borsari quinto, Colnago sesto, Soprani a un giro e ormai irrimediabilmente in ritardo l’inglese Wheeler.

Al quarantacinquesimo giro Borsari con una violenta sgroppata guadagna la seconda posizione inseguito da Pagani che si prodiga ammirevolmente. A questo punto la gara entra nel vivo, e offrirà un finale superbo. Borsari riduce il distacco di Duke a 25”, poi è Pagani che passa al comando e il distacco scende a 19” mentre Giani Martino e Valdinoci perdono contatto dagli inseguitori di Duke. Il pubblico accoglie il passaggio di Borsari e di Pagani con alti clamori e il vantaggio del campione del mondo al quarantaseiesimo giro scende a 16”; poi a 11” durante il quarantasettesimo, poi a 7” al termine del quarantottesimo; poi a 4” mentre l’entusiasmo della folla sale alle stelle.

Ma Borsari non ha fortuna e al cinquantesimo giro, poco prima della fine per il cattivo funzionamento del cambio, non riesce a mantenersi nella curva che viene affrontata alla fine del rettilineo d’arrivo, e cade. Pagani a sua volta non insiste nell’azione e Duke porta il suo vantaggio a oltre 10”.

La battaglia è finita. Borsari abbandona. Valdinoci con un brillante finale riesce ad avere ragione di Giani Martino. Al quarantottesimo giro Borsari, nel vivo della lotta, aveva segnato con la sua Guzzi Dondolino il giro più veloce della giornata in 2′01”1/5 pari a Km. 100,396 di media. La corsa termina con l’applaudito arrivo del campione del mondo.

di De Deo Ceccarelli
Per gentile concessione di Augusto Borsari.

mercoledì, gennaio 20, 2010

PILOTI: Pieraldo Cipriani

Scritto da: MDO // Categoria: 1971, 1972, DRIVERS, GOLDENYEARS, MOTO DA CORSA, MOTODROMO // 12:48 am

Pieraldo Cipriani pilota genovese, padre del giovane Claudio recentemente impegnato con il team cipriani nel trofeo Dunlop Cup, partecipò nel 1971 ad Ospedaletti nella classe 50cc su moto Minarelli posizionandosi al nono posto dietro ad Armando Toracca. L’anno sucessivo corse nelle 250cc su Yamaha (foto sopra) e nella classe 50cc su Minarelli-Veglia posizionandosi ancora al nono posto dietro a Francesco Villa su Villa 50cc. Nell’immagine qui sotto dovrebbe essere il 1971 sulla Minarelli… Agli amici l’ardua sentenza….

domenica, gennaio 10, 2010

A FERRI E FUOCO

Scritto da: MDO // Categoria: 1955, DRIVERS, GOLDENYEARS, MOTO DA CORSA, MOTODROMO // 10:12 pm

Ecco una splendida immagine di Romolo Ferri su Mondial 125cc scattata durante il IX GT San Remo svoltosi il 3 Aprile 1955. Durante questa gara Ferri segna il giro più veloce nella sua classe in 2 minuti 06 secondi e 2/5 alla media oraria di Km. 96.266 e conquista il primo posto sul podio seguito da Giuseppe Lattanzi su Mondial a 8 secondi e da Carlo Ubbiali su MV Agusta a 42”. Nella classe 250cc sarà Enrico Lorenzetti a vincere su Moto Guzzi bialbero ed infine nella mezzo litro Libero Liberati su Gilera 4 cilindri. Su Romolo Ferri non ho altro materiale lascio quindi il post aperto a chiunque voglia aiutarci a conoscere meglio questo pilota.

venerdì, gennaio 1, 2010

REALTÀ

Scritto da: MDO // Categoria: 1948, AUTODROMO, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS, MOTODROMO, SIDECARS // 12:00 am

Cessato l’assordante rumore degli argani, delle macchine spaccapietre, dei pesanti rulli compressori, ecco che il nuovo Autodromo di Ospedaletti – per il quale hanno dato la loro febbrile opera, in ansiosa lotta con le ore, senza soste, ingegneri, tecnici e oltre seicento operai per cinque mesi – è divenuto una vivida realtà.

Si svolge per Km. 3.380 attorno ad un panorama impareggiabile bellezza, attraversa la Via Aurelia dalla quale si stacca con un ardito ponte in cemento a due luci, corre fra i campi fioriti e aiuole dalla vegetazione tropicale, taglia e bacia ricche coltivazioni di rose profumate.

Sarà percorso non più dai macchinoni pesanti, ma da veloci macchine da corsa, tese – per virtù di uomini e di motori – in uno sforzo supremo per il superamento di tutti i primati.

Rettifilo delle palme: eterno giuoco di luci ed ombre.
Curva degli eucaliptus: sfondo severo di verde cupo.
Angolo degli ulivi: tremolio gioioso di foglie verde argento.
Così – in uno scenario che, tra una festosa gamma di colori, si stende, in un leggero declivio, dalle colline sempre verdi al mare sempre azzurro – si presenta l’autodromo destinato alle competizioni di vasto respiro internazionale.

Ansie, speranze, timori, sono ormai superati, annullati, dagli eventi: in una cornice che non conosce confronti, sfrecceranno macchine rombanti in una lotta serrata che renderà ancora più appassionante la contesa.

27 Giugno 1948 – Gran Premio Automobilistico di Sanremo
25 Luglio 1948 – Gran Trofeo Motociclistico Internazionale
8 Agosto 1948 – Gare per Sidecars e Moto-leggere.
Tre manifestazioni, tre feste fiorite di motori, tre date che richiameranno una folla enorme, la quale, dalle tribune, dai terrazzi, dalle colline, dai marciapiedi, dai giardini, mentre ammirerà il festoso insieme del panorama dato dai fiori e dal mare, seguirà ansiosa, trattenendo il respiro in un’attesa spasmodica, gli assi di tutte le Nazioni in una lotta sportiva di impressionante vigore.

Quel giorno, quei giorni, il rombo dei motori sarà come una carezza di più per l’insieme di un quadro; quel giorno Sanremo – dal prestigioso nome di regina del turismo – ed Ospedaletti – sorella minore, due perle della Riviera dei Fiori, che vedranno giustificato, con naturale orgoglio, il grande sforzo economico ed organizzativo compiuto, avranno creato, non a caso – per virtù di uomini e di eventi – una nuova potente attrattiva per il nostro turismo, ponendosi decisamente all’avanguardia delle migliori e maggiori stazioni climatiche.

Con la realizzazione – ritenuta impossibile ma voluta ad ogni costo – dell’Autodromo, le due grandi industrie – sport e turismo – avranno la loro sede più degna per affiancarsi nel successo, per rifiorire, vivere, riaffermarsi in un ambiente che è e sarà, ne siamo certi, il centro propulsore ed insostituibile per il nostro domani.

Nicola Giacchino
Relazione consuntiva delle competizioni del 1948, redatta dalla segreteria del comune di Ospedaletti

martedì, dicembre 22, 2009

THE BEGINNING

Scritto da: MDO // Categoria: 1937, AUTO DA CORSA, AUTODROMO, CINETECA, GOLDENYEARS // 5:53 pm

L’inizio della nostra storia, le immagini del primo Gp San Remo. Era il 1937 e Achille Varzi rientrando da un periodo di inattività colse la vittoria sfrecciando nella stretta morsa di Via Vittorio, una feritoia nel cuore della vecchia San Remo.

http://www.marinadiospedaletti.it/audio/1937.flv

mercoledì, dicembre 9, 2009

Galà 1966

Scritto da: MDO // Categoria: 1966, DRIVERS, GOLDENYEARS, MOTODROMO, Motoclub Ospedaletti // 11:40 pm

Era durante la cena di gala al Casinò di San Remo, il momento in cui venivano premiati i protagonisti delle due ruote dagli organizzatori del Gran Trofeo di Ospedaletti. Alcuni membri del Moto Club “Riviera dei Fiori” avevano l’onore di poter premiare e conoscere i propri beniamini. Ecco alcune belle immagini che ritraggono la premiazione del ‘66 e piloti come Renzo Pasolini, Tarquinio Provini, Guido Mandracci, Luigi Taveri…

Da Sx a Dx: Peter, Sergio Priori, Roberto Torre, Eraldo Crespi, X, Paolo Marchioni, X, Marino D'Andre, Roberto Marcati, Marini. Davanti:  Guido Mandracci e X

Da Sx a Dx: (1) Peter, (2) Sergio Priori, (3) Roberto Torre, (4) Eraldo Crespi, (5) X, (6) Paolo Marchioni, (7) X, (8) Marino D'Andre, (9) Roberto Marcati, (10) Marini. Davanti: Guido Mandracci e X

Premiazione Guido Mandracci

Da Sx a Dx: Mario Torterolo, Roberto Castronovo, Amilcare Ballestrieri ?, Gianni Castellano, Paso, Milani?, Battista Crespi, Paolo Marchioni, Roberto Torre, Anna Verra, Mario Barberis, X, Umberto Giannechini, X, Elvio Muratore, Renzo Garelli. Davanti: Celina e Michele Crivello. Casinò di San Remo, 1966: Premiazione di Renzo Pasolini primo nella classe 250 Sport alla XVI edizione del Gran Trofeo Internazionale di San Remo. Accanto al Paso Amilcare Ballestrieri, Gilberto Milani e Giuseppe Mandolini

Da Sx a Dx: (1) Mario Torterolo, (2) Roberto Castronovo, (3) Amilcare Ballestrieri ?, (4) Gianni Castellano, PASO, (6) Angelo Bergamonti, (7) Battista Crespi, (8) Paolo Marchioni, (10) Roberto Torre, (9) Anna Verra, (11) Mario Barberis, (12) ROBERTO GALLINA, (13) Umberto Giannechini, (14) Elvio Muratore, (15) Renzo Garelli. Davanti: (16) Celina e (17) Michele Crivello. Casinò di San Remo, 1966: Premiazione di Renzo Pasolini primo nella classe 250 Sport alla XVI edizione del Gran Trofeo Internazionale di San Remo. Accanto al Paso Angelo Bergamonti, Roberto Gallina

Premiazione del Paso

Da Sx a Dx: Roberto Castronovo, Gianni Castellano, Gianpaolo Leuzzi, Paolo Marchioni, Giuseppe Canale, Aldo Punzo, Battista Crespi, Elvio Muratore, Roberto Torre, X, Umberto Giannechini. Davanti: Provini, Anna Verra, Mario Barberis e Renzo Garelli.  Casinò di San Remo, 1966: Premiazione di Tarquinio Provini primo nella classe 250 alla XVI edizione del Gran Trofeo Internazionale di San Remo

Da Sx a Dx: (1) Roberto Castronovo, (2) Gianni Castellano, (3) Gianpaolo Leuzzi, (4) Paolo Marchioni, (5) Giuseppe Canale, (6) Aldo Punzo, (7) Battista Crespi, (8) Elvio Muratore, (10) Roberto Torre, (9) X, (11) Umberto Giannechini. Davanti: TARQUINIO PROVINI, (14) Anna Verra, (13) Mario Barberis e (12) Renzo Garelli. Casinò di San Remo, 1966: Premiazione di Tarquinio Provini primo nella classe 250 alla XVI edizione del Gran Trofeo Internazionale di San Remo

Da Sx a Dx: Enrico Mattioli, Gabriella Dutto, Battista Crespi, X, Crivello Michele, Alda Astrego, Paolo Marchioni, Roberto Castronovo, Giuseppe Canale ?, Anna Verra, Roberto Torre, X,  Peter, Alfredo Calvini, Elvio Muratore, X, Marino D'Andre, e Silvano Martella. Casinò di San Remo, 1966: Premiazione di Luigi Taveri per la vittoria nella classe 125 alla XVI edizione del Gran Trofeo Internazionale di San Remo.

Da Sx a Dx: Enrico Mattioli, Gabriella Dutto, Battista Crespi, X, Crivello Michele, Alda Astrego, Paolo Marchioni, Roberto Castronovo, Giuseppe Canale ?, Anna Verra, Roberto Torre, X, Peter, Alfredo Calvini, Elvio Muratore, X, Marino D'Andre, e Silvano Martella. Casinò di San Remo, 1966: Premiazione di Luigi Taveri per la vittoria nella classe 125 alla XVI edizione del Gran Trofeo Internazionale di San Remo.

Guido Mandracci e Paolo Marchioni

Guido Mandracci e Paolo Marchioni presidente del MC Ospedaletti "Riviera dei Fiori"

mercoledì, novembre 18, 2009

ESTRATTO GT 1951

Scritto da: MDO // Categoria: 1951, CINETECA, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS, MOTO DA CORSA, MOTODROMO // 12:32 am

Dunque non c’è mai fine alle sorprese, eccovi un nuovo documento video girato durante il Gran Trofeo del 1951, purtroppo però il filmato non è completo, è visibile solamente un estratto della mezzo litro, Valdinoci, Bandirola, Artesiani, Ceglie e Graham sono visibili nelle riprese, inutile dirvi che è incredibile vedere il pubblico numerosissimo e il circuito immerso nella splendida cornice di campagne e giardini…

http://www.marinadiospedaletti.it/audio/ceglieantonio1951.flv

giovedì, novembre 5, 2009

La storia del Moto Club Ospedaletti “Riviera dei Fiori”

Scritto da: MDO // Categoria: GOLDENYEARS, LITTLE NURBURGRING, MOTODROMO, Motoclub Ospedaletti // 12:21 am

In quegli anni (anni 60) sentivamo la mancanza di avere a nostra disposizione un locale tutto per noi dove poter organizzare feste con le ragazze e dove poterci ritrovare ogni sera per poter discutere di quella che era la nostra grande passione “le moto”. Passione che ci univa e ci divideva nel tifo, discussioni che si protraevano per ore sulle prestazioni delle moto e dei loro piloti.

I genitori dei fratelli MARCHIONI (PAOLO e MAURO) possedevano un paio di magazzini sotto la loro abitazione (via Angela Ascenzo) dove pulivano e confezionavano i fiori da portare al mercato, a noi venne destinato il più piccolo dei magazzini (dove adesso c’è il calzolaio Pilone) era un locale talmente piccolo che lo battezzammo “IL BUCO” pochi metri quadrati dove sistemammo una scrivania, qualche sedia e tappezzammo le pareti con le foto dei nostri beniamini, foto che eravamo riusciti ad avere scrivendo alle case motociclistiche Italiane e straniere, con nostra sorpresa ricevemmo anche foto e depliant dalla Casa Madre della Honda dal Giappone, foto che noi ad ogni gran premio di Ospedaletti facevamo autografare dai vari piloti e poi mettevamo in bella mostra sulle pareti della nostra sede.

La sede era piccola per noi, troppo piccola e Paolo tanto fece che riuscì a convincere i suoi genitori per farci sistemare in un magazzino vicino e molto più grande del primo del quale rimase il nome “IL BUCO”.
Le pareti tappezzate di foto, una scrivania con sopra un cilindro con pistone che fungeva da portacenere, un camino sempre spento, su una mensola un giradischi che in occasione delle feste che si riuscivano ad organizzare suonava in sordina motivi di quegli anni. Ricordo che alle pareti avevamo appeso oggetti fatti artigianalmente da noi: uno scudo con due lance incrociate fatto di canne con disegni tribali, a chi chiedeva cosa rappresentasse dicevamo che era stato ritrovato nella piana di Zama dove Garibaldi sconfisse Annibale, c’era anche una specie di zufolo sempre fatto di canne con disegni, quello era un richiamo per elefanti.
Eravamo impregnati di spensieratezza e sempre pronti allo scherzo.

PAOLO MARCHIONI lanciò un giorno l’idea di fondare un Moto Club a Ospedaletti idea che pian piano prese forma ed ebbe il consenso di noi tutti. C’era l’idea, la voglia, mancava il nome. Serate trascorse in discussioni infinite su che nome dare al nostro Moto Club, c’era chi proponeva i nomi più strani e chi proponeva di dedicarlo a piloti ormai scomparsi, non si riusciva a mettersi d’accordo.

Una sera, mentre stavamo come al solito discutendo su quale fosse il nome più appropriato per il futuro sodalizio entrò PAOLO e disse “basta, il nostro Moto Club non avrà ne un nome strano e difficile da ricordare ne il nome di un personaggio deceduto, dovrà essere un nome facile da ricordare e che in un certo senso richiami la nostra terra, SI CHIAMERÀ MOTO CLUB RIVIERA DEI FIORI.

Avevamo la sede, c’era il nome si poteva partire con l’affiliazione alla F.M.I. Federazione Motociclistica Italiana. Quell’anno il neonato Moto Club Riviera dei Fiori ricevette dalla F.M.I. la medaglia d’oro per essere il Moto Club con il maggior numero di neo iscritti in Italia.
CHE SODDISFAZIONE!!!

Ed ora il Gran Premio. Non volevamo essere semplici spettatori del Gran Premio di Ospedaletti, ma dietro le quinte far parte dell’organizzazione. In quegli anni il Gran Premio di Ospedaletti era organizzato dal Moto Club Sanremo, Patron della manifestazione era il Comandante Allavena al quale noi offrimmo la nostra disponibilità ad essere impiegati sulle varie postazioni del percorso o in qualsiasi settore organizzativo servisse aiuto, la proposta fu accettata ed a noi fu affidata l’organizzazione delle postazioni telefoniche e segnalazioni dislocate lungo il percorso e collegate con la centrale collocata nel settore box in Piazza Europa.

Non eravamo gli unici a garantire il servizio, c’erano con noi anche ragazzi provenienti da altri Moto Club della provincia. Coordinatore di tutto l’apparato organizzativo erano i fratelli Marchioni Paolo e Mauro. Sui manifesti e sui bracciali degli addetti al percorso comparve anche il nome del Moto Club “Riviera dei Fiori”.

Per i Soci fondatori del nostro Moto Club c’era un tavolo riservato al Casinò di Sanremo la sera delle premiazioni. Tutto questo ci faceva sentire importanti. Tutto questo dovuto all’interesse , alla costanza e a volte alla testardaggine, ma soprattutto alla grande passione della persona della quale sentiamo molto la mancanza: MARCHIONI PAOLO.

GRAZIE PAOLO.

Come Paolo altri Soci e compagni di avventura ci hanno lasciato, non li cito per paura di dimenticare qualcuno, il loro ricordo mi accompagnerà piacevolmente per sempre. È stato bello dividere con tutti Voi questa meravigliosa avventura. CIAO

ROMEO

Ho visto tempo fa quell’orrendo tabellone che riproduceva il circuito di Ospedaletti, dico orrendo perchè chi lo ha partorito a quanto pare ha dato alle curve ed ai vari settori del percorso nomi inventati di sana pianta. Per esattezza:

In origine la partenza veniva data poco prima del bar Piccadilly spostata poi all’altezza di piazza Europa. Partendo in senso antiorario:

rettilineo di partenza in fondo al quale troviamo la curva a gomito a sinistra chiamata “curva del Piccadilly” a seguire salita e curva “del Riviera” e salita “del Miramare” che devono il nome a due alberghi esistenti prima dell’ultima guerra, a destra curva “del Gallo Nero” poi doppia curva del “Mulino” e curva “di Chiappa” leggera salita che porta alla curva “del Ponticello” breve rettilineo a seguire la doppia curva “della Villa Cristhie” breve rettilineo in discesa ed ecco la curva “Clemencigh” (prende il nome dal pilota che qui nel 1950 in una caduta perse la vita) breve discesa prima di arrivare alla curva “Quadrata” nome dovuto alla forma del muretto al suo interno, curva e discesa del cimitero all’uscita della quale i piloti spalancavano il gas per affrontare il rettilineo d’arrivo.

Questo per chi c’era e ricorda, ma soprattutto per chi non sa e crede di sapere.

Romeo Cavicchia, Moto Club Riviera dei Fiori per MDO.

MOTO CLUB “RIVIERA DEI FIORI”
SOCI FONDATORI

PAOLO MARCHIONI
MAURO MARCHIONI
ALFIERO FELTRINELLI
MICHELE CRIVELLO
ALDO PUNZO
VITTORIO BELLI
RENZO BREGLIANO
ROMEO CAVICCHIA
ENRICO TORRE

martedì, ottobre 27, 2009

AGO’S MV

Scritto da: MDO // Categoria: 1971, GOLDENYEARS, LITTLE NURBURGRING, MOTO DA CORSA // 1:21 am

MV Ospedaletti 1971

Cari aficionados vi trasmetto questa istantanea scattata nel 1971 sul rettifilo di Ospedaletti… la numero 1 in questione è  la MV di Agostini ma il perchè fosse ferma e chi sia il meccanico accanto è a me oscuro….



Trofeo Sanremo 2010