Flash Feed Scroll Reader


Stampa

martedì, 5 settembre 2006

UNA GITA IN RIVIERA

Post inserito da: philread alle ore: 19:10 // Classificato in:
LITTLE NURBURGRING,MOTODROMO,PILOTI,STORIE //

Quando si raccontano gli anni 60 e 70 a persone che non li hanno vissuti, bisogna dare delle spiegazioni su come era diversa la vita di tutti i giorni e come l’informazione fosse pionieristica rispetto ad ora. Magari può sembrare banale, ma è l’unico modo per capire come certi avvenimenti avessero una grande risonanza.

Parlando di “corse di moto“, bisogna specificare che la unica rivista era “Motociclismo“, che la “Gazzetta dello sport” quasi ignorava le due ruote a motore, per non parlare della TV…

Si leggevano gli scarni resoconti, si vedevano le pochissime gare alla tele (Monza, Modena e la “Temporada romagnola”), l’opinione pubblica vedeva di mal’occhio il motociclismo…le foto in bianco e nero erano l’unico contatto con il “Continental Circus“. Ma anche noi pochi appassionati, precisamente i liguri, avevamo le grandi occasioni: il “nazioni” a Monza, Modena il 19 Marzo, e…IL CIRCUITO DI OSPEDALETTI!

Lasciamoci andare ai ricordi…partenza domenica mattina col treno con fermata straordinaria a Ospedaletti (lo dicevano anche al Gazzettino della Liguria, alla radio); zainetto con i rigorosi panini della mamma; l’attesa di vedere dal vero i nostri eroi che conoscevamo in bianco e nero, su quelle piste mitiche e lontane come il TT, l’Ulster, Assen, il Nurburgring…

Si parlava di Jarno Saarinen, il “Finlandese volante” che si era permesso di battere il grande Ago, di Read il terribile inglese, del Paso con tutta la sua sfortuna nell’avere perso il titolo per un infortunio nella 250 mondiale…

Un nostro amico sapeva imitare benissimo con la voce il rumore delle MV, Benelli, Aermacchi, Norton, e allora negli scompartimenti si correvano dei veri e propri gran premi!

Arrivati finalmente alla stazione si usciva salendo nelle stradine per andare al rettilineo di partenza.

Ricordo che in garages di privati c’erano i team ufficiali: fantastico, vedevi le MV e tutto il resto a mezzo metro, con Arturo Magni che dirigeva le operazioni di messa a punto e magari se eri fortunato vedevi uscire Ago dall’albergo…

Giacomo Agostini esce all’albergo Italia


Stampa

martedì, 5 settembre 2006

Numero 50

Post inserito da: MDO alle ore: 18:30 // Classificato in:
EMEROTECA,LITTLE NURBURGRING //

.. E con questo sono 50 i post dell’Ospedaletti Circuit Blog!
Per festeggiare riportiamo qui di seguito la recensione del blog apparsa sul quotidiano “La Stampa” del 30.08.06.

UN SITO INTERNET E UN «BLOG» RILANCIANO LA MEMORIA DI QUANDO LA CITTADINA OSPITAVA I CAMPIONI DEL VOLANTE E DELLE DUE RUOTE

OSPEDALETTI
E’ un mito che non si appanna. Nonostante, ormai, sia davvero un ricordo del passato: l’ultimo Gran Premio di Sanremo, stile Formula uno, risale al 1951; l’ultima gara automobilistica (gran turismo) al 1954; l’ultimo Gran Premio motociclistico al 1972 (a sfrecciare, sull’ultimo traguardo, fu Renzo Pasolini). Ma il tempo che passa non cancella il ricordo del Circuito di Ospedaletti anche se, fisicamente, il tempo lo sta cancellando: strade e case hanno modificato quello che era, negli Anni 40 per le auto e fino agli Anni 60 per le moto, un circuito-cult. Ma c’è chi lo ricorda. E lo rimpiange. Ben sapendo che i ricordi e i rimpianti rimarranno tali perchè è improponibile far tornare i bolidi, a quattro o due ruote, a gareggiare su quella pista. Dopo le rievocazioni avvenute, episodicamente, negli ultimi anni (ci fu anche un’intitolazione simbolica del circuito a Bernie Ecclestone, il patron della Formula uno), adesso la «memoria» del vecchio circuito è passata su internet.

Un sito ( www.marinadiospedaletti.it ), ne ripercorre la storia: prima i circuiti automobilistici dove gareggiarono piloti che si chiamavano Fangio, Moss, Ascari, Villoresi e persino Nuvolari; poi quelli motociclistici con i «grandi» del tempo, Pasolini, Bergamonti, il «mitico» Agostini, Read e così via. Bella la documentazione fotografica e, in molti casi, anche con filmati d’epoca. Fa un certo effetto vedere corso Regina Margherita trasformato in una sorta di circuito di Monza con le palme con le auto in pista, muri di folla ai lati e intravedere, qua e là, una Ospedaletti pre-boom edilizio con larghi spazi verdi oggi occupati da complessi residenziali. C’è anche una preziosità: la mappa del circuito per l’edizione 1947 con traguardo e box sistemati davanti a quello che era l’Hotel Regina La novità del sito, però, è quella del blog. Anzi dell’«Ospedaletti Circuit Blog». Una sorta di forum dove ognuno può dire la sua. «Un blog senza testa, nè coda, ma benvoluto da amici e affezionati», dicono i promotori on-line. Che avevamo già fatto i primi esperimenti in materia fin dal 2003.

Un «blog» frequentatissimo anche dagli stranieri. A testimonianza di come l’antico circuito rivierasco (che qualcuno aveva ribattezzato, a suo tempo, come il «piccolo Nurburgring») sia rimasto impresso nella memoria automobilistica. Un «blog» da cui si traggono notizie interessanti e curiose. C’à chi manda una foto con un motociclista, Rossi, in gara nel 1965. Possibile sia Valentino Rossi? Evidentemente no per motivi anagrafici. La risposta arriva subito dopo: era Graziano Rossi, suo padre, pilota anche lui. E c’è chi racconta un fatto. «Durante l’ultimo Gran Premio di Monaco Barry Boor, fotografo motosportivo inglese, ha fatto un giro di ricognizione sul tracciato del circuito per riprenderlo in modo integrale». E il sito riporta tutte le foto del circuito com’è oggi. Segno che il mito resiste. Con qualche speranza, forse illusoria. Il «blog» ha lanciato, infatti, anche un referendum fra i suoi frequentatori sulla possibilità della rinascita del circuito. In fondo perchè non sperare?

b. m. La Stampa 30.08.06

Stampa

lunedì, 4 settembre 2006

FOTO STUPENDA !!

Post inserito da: kaciaro alle ore: 0:25 // Classificato in:
1972,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS,LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI //

Girando per il web ho trovato questa stupenda foto, un amico tempo fà mi ha detto che è stata scattata nel circuito di Ospedaletti, vi metto il suo dettagliatissimo commento e poi lo inviterò personalmente qua, lui si che ne sà di cose………

“bella foto, siamo a ospedaletti, circuito cittadino vicino a sanremo. per noi genovesi era comodissimo: si prendeva il treno e facevano la fermata straordinaria: zainetto e panini. alla mattina potevi vedere i piloti, tutti anche ago, paso, read, saarinen: potevi fotografare e chiedere l’autografo e azzardare qualche parola in inglese… si vedeva benissimo, come al TT: mi ricordo nel 72 il paso con l’harley 350 maggiorata per correre in 500, si ritirò al tornante piccadilly e tornò a piedi al traguardo: lo seguimmo a piedi, in silenzio come si segue una processione!!! nella foto il n° 11 è silvano bertarelli, genovese, con la kawa 500, che insieme a il campana fu uno dei primi a correre con la mitica verdona a tre cilindri (l’importatore era marino abbo di genova). ragazzi che ricordi, a volte mi commuovo….”

ecco la stupenda foto

ago bertarelli e campanelli

Stampa

venerdì, 1 settembre 2006

ROCKETS SENZA TITOLO

Post inserito da: MDO alle ore: 12:58 // Classificato in:
GOLDENYEARS,LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI //

Posto qui una serie di interessanti immagini, ma nella maggior parte senza dati nè nomi.. eventuali segnalazioni sono benvenute e possono essere scritte in fondo a questo post. grazias!

PiccadillyPiccadillycurva degli uliviPiccadillyIl giro orario - 1947Partenza Regina Margheritacurva del Gallo Nerocurva del Gallo Nerocurva PiccadillyPartenza su corso Regina MargheritaCorso Regina MargheritaCorso Regina MargheritaSenza nomeGiro orario - 1947Premiazione senza nome, dietro AllavenaGiro Orario - 1947Corso Regina MargheritaCorso Regina MargheritaSenza nomiGp sotto la pioggiaSenza nomeSenza nomeSenza nomePremiazione - senza nomiGriglia di partenza su corso Regina MargheritaCurva PiccadillyUmberto Masetti al centro e ??Corso Regina MargheritaCorso Regina Margherita

Stampa

giovedì, 31 agosto 2006

IL 18° TRAGUARDO

Post inserito da: MDO alle ore: 0:45 // Classificato in:
1968,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI //

Il Gran Trofeo Internazionale Motociclistico Sanremo-Ospedaletti non interrompe le entusiasmanti edizioni che costituiscono la sua caratteristica ed anche il suo grande privilegio. Sull’autodromo, che nel dopoguerra ridette la dignità agli sport motoristici, il 13 ottobre saranno ancora di scena i centauri nazionali ed esteri ; i primi impegnati ( oltre che con i loro colleghi d’oltr’Alpe ) per la conquista del campionato italiano ; i secondi ( alcuni dei quali divisi da bruciante rivalità ) ben decisi a primeggiare nell’arco della manifestazione sui “tricolori” ; a parte la classe 500 dove il campione del mondo Giacomo Agostini – se non interverrà Hailwood con la “Benelli” o con la “Honda” – non ha avversari.

La classica competizione sanremese costituisce la seconda prova del campionato nazionale ; la prima si è svolta a Riccione, la terza avrà luogo a Roma, all’autodromo di Vallelunga. Le cilindrate in gara sono la classe promiscua ( ma con classifiche separate ) 350 e 500 nonchè la 250 cc. e la 125 cc. La formula si è rivelata accettabile anche sulla scorta delle esperienze del secondo anno, ma a Sanremo-Ospedaletti dovrebbe avere un successo più marcato; specialmente nella cilindrata più grossa dove Renzo Pasolini – su “Benelli” 350 – potrebbe, probabilmente avvantaggiato dalla natura del percorso – tentare di puntare alla vittoria assoluta e non solo di classe. In ogni modo un duello Renzo Pasolini e Giacomo Agostini non è da escludere, almeno all’inizio, perchè nessuno dei due assi si rassegnerà a farsi distanziare dall’avversario.
Non si tratta più, in questo caso, di potenza di macchine, di doti di accelerazione, di maggiore frenatura da sfruttare, di velocità più alta: si tratta, invece, della rivalità che fra Agostini e Pasolini ha scavato quest’anno un solco, sia nelle gare organizzate in Italia, sia nelle prove del campionato del mondo alle quali – in sella alla quattro cilindri 350 – ha preso parte l’alfiere della “Benelli”.

Il Gran Trofeo Internazionale Sanremo rappresenterà dunque la seconda prova del campionato italiano ; dopo la gara di Riccione le classifiche nelle varie cilindrate sono le seguenti:

Classe 500: 1) Agostini ( M.V. Agusta ) p. 23; 2) Bergamonti ( Patton ) p.18; 3) Pagani ( Linto ) p.14; 4) Bertarelli ( Patton ) p.11

Classe 350: 1) Pasolini ( Benelli ) p. 23; 2) Spaggiari ( Ducati ) p.18; 3) Milani ( Aermacchi ) p.14

Classe 250: 1) Pasolini ( Benelli ) p. 23; 2) Bergamonti ( Aermacchi ) p.18; 3) Parlotti ( Ducati ) p.14; 4) Visenzi ( Yamaha ) p.11

Classe 125: 1) W. Villa ( Montesa ) p.23; 2) Lazzerini ( Bultaco ) p.18; 3) Burlando ( Honda ) p.14; 4) Bertarelli ( Motobi ) p.11

Sul difficile percorso dell’autodromo di Ospedaletti molte posizioni possono mutare ; non dobbiamo dimenticare che diversi uomini di primo piano ( fra i quali Francesco Villa ), a Riccione sono stati molto sfortunati e che ambiscono riguadagnare il terreno perduto. A questo punto potremmo dire che la competizione sanremese sarà determinante per la conquista del campionato italiano; ben difficilmente la lotta per i “caschi tricolori” si risolverà a Vallelunga : le classifiche della corsa della riviera dei fiori avranno, secondo noi, un peso decisivo sulle sorti del campionato nazionale.

Mentre scriviamo il M. C. Sanremo, presieduto da quella bella figura di sportivo che è il comandante Michele Allavena, è in trattative con i vari Hailwood, Read, Ivy , Bryans ( che “sparano” cifre favolose per essere ingaggiati ), Graham , Anscheidt , ecc. ma anche se i campioni esteri non dovessero partecipare alla grande manifestazione ligure, questa non perderà il suo prestigio poichè non mancheranno altri piloti di valore ( quali ad esempio Jack Findlay , secondo classificato nel campionato mondiale della classe 500 ) ; piloti ben degni di battersi con gli italiani.

D’altra parte una gara a tinta nazionale, cioè prevalentemente fra i “nostri”, avrebbe un effettivo valore propagandistico e favorirebbe dei ragazzi che nelle prove a carattere internazionale risultano purtroppo sommersi dalla marea avversaria a cagione dei loro mezzi tecnici di modesto rendimento. Si pensi che essi formano l’ossatura dello sport motociclistico italiano.

De Deo Ceccarelli

Stampa

mercoledì, 30 agosto 2006

Maserati San Remo, the next Maserati

Post inserito da: MDO alle ore: 15:52 // Classificato in:
AUTO DA CORSA,LITTLE NURBURGRING,TODAY //

Andreas Kurbos di nazionalità tedesca, ha presentato all’Istituto Europeo di Torino il progetto di una concept car che si ispira alla mitica Maserati Sanremo che esordì per la prima volta vincendo sul circuito di Ospedaletti.

“Una nuova interpretazione per la Maserati del lusso e dell’individualità nel futuro. Una combinazione di stile italiano e tecnologie nuove su una stationwagon di 5 m 20. All’interno ci sono quattro poltrone in un ambiente dal sapore Lounge e sportivo”

Stampa

martedì, 22 agosto 2006

I primati del circuito di Ospedaletti

Post inserito da: MDO alle ore: 9:42 // Classificato in:
1968,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI //

AUTODROMO DI OSPEDALETTI – Km. 3.380
fonte: programma ufficiale dell’anno 1968

CLASSE 125
Sul percorso generale: TAVERI – Honda
Km/h 100,600 – 1966
Sul giro: W. VILLA – Mondial 1’54″9
Km/h 105,901 – 1964

CLASSE 250
Sul percorso generale: PROVINI – Morini
Km/h 107,301 – 1962
Sul giro: PROVINI – Morini 1’49″7
Km/h 110,921 – 1962

CLASSE 500
Sul percorso generale: VENTURI – Bianchi
Km/h 110,148 – 1963
Sul giro: VENTURI – M.V. – Privat 1’46″7
Km/h 114,093 – 1962

CLASSE 175 SPORT
Sul percorso generale: AGOSTINI – Morini
Km/h 100,106 – 1962
Sul giro: AGOSTINI – Morini
Km/h 102,857 – 1962

CLASSE 125 SPORT
Sul percorso generale: BALLESTRIERI – Motobi
Km/h 95,333 – 1963
Sul giro: BALLESTRIERI – Motobi
Km/h 97,033 – 1963

martedì, 1 agosto 2006

Barry Boor shoot the track!

Post inserito da: MDO alle ore: 15:23 // Classificato in:
AUTODROMO,INTERNATIONAL DOCUMENTS,LITTLE NURBURGRING,MOTODROMO,TODAY,U.K. //

..E chi l’ha detto che il circuito di Ospedaletti è stato dimenticato in Europa? Durante lo scorso GP di Monaco l’amico BARRY BOOR, storico fotografo moto-sportivo inglese, ha voluto farsi un giro di ricognizione sul nostro tracciato per riprenderlo in modo integrale.. Ecco qui il materiale che ha reso disponibile per MDO.

Thanks Barry!

“.. First, a circuit plan to aid the viewer in locating where each image was taken and in which direction I was looking at the time.”

Circuit plan13456789101112131415161718192021222324262829303132333435363738

mercoledì, 26 luglio 2006

Alberto Pagani

Post inserito da: MDO alle ore: 9:28 // Classificato in:
ITALIAN DOCUMENTS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI //

Alberto PaganiCommentando la carriera sportiva di suo figlio Alberto, Nello Pagani ebbe a dire che se gli è mancato qualcosa per essere un campione affermato, questa è stata la «cattiveria». Infatti per diventare un fuoriclasse bisogna avere quella totale volontà di emergere che porta a guidare e a costruire la propria carriera con la più assoluta determinazione.

Alberto Pagani, un bel ragazzo intelligente, signorile e spigliato nel modo di fare, perfettamente padrone dell’inglese e del «saper vivere» internazionale, è stato dunque uno dei migliori piloti italiani degli Anni Sessanta, ma pur avendo ottenuto importanti affermazioni anche in gare di campionato mondiale, per un insieme di circostanze non ha raggiunto i più elevati traguardi. D’altro canto, in cuor suo, è probabile che non mirasse neppure così in alto, conscio della realtà degli eventi che gli impedivano, quando non disponeva delle moto competitive, di sognare affermazioni impossibili e peraltro, quando con la MV tre cilindri ebbe il mezzo all’altezza, il suo ruolo di «gregario» di Agostini gli impedì impennate fuori luogo.

Per queste potenti ma impegnative motociclette, Alberto Pagani non aveva forse neppure la necessaria esuberanza fisica, tanto che dolori ai polsi nei circuiti più tormentati (come Ospedaletti) lo misero talvolta in difficoltà. Alberto Pagani non vanta dunque titoli mondiali o italiani, ma la vittoria in alcune gare di campionato mondiale con Linto ed MV, alcune vittorie internazionali in varie cilindrate, eccellenti prestazioni tra cui fa spicco un terzo posto ottenuto al Tourist Trophy con la Paton 250 nel ‘64 e un secondo con la MV 500 nel ‘72, la conquista di importanti record mondiali con la Moto Guzzi nel ‘69.
A conclusione della sua carriera, nel 1972, era tra i piloti che potevano vantare una delle più complete esperienze, avendo corso in ogni parte del mondo, compresi Sudamerica e Giappone, e in tutte le cilindrate, compresa la classe 50 nella quale portò in gara in forma ufficiale le tedesche Kreidler. Una carriera pertanto invidiabile (costellata anche da alcuni incidenti, nessuno dei quali veramente grave) che ancor giovane, ad attività conclusa, gli ha consentito di godere di una ben meritata reputazione di serietà e competenza messa a frutto come direttore sportivo di importanti team, dopo essere stato, per lungo tempo, collaudatore di prototipi prima alla Aermacchi, quindi alla MV Agusta: un lavoro faticoso e certamente più modesto di altri incarichi a livelli superiori cui avrebbe potuto assurgere facilmente, ma cui ha rinunciato per il piacere di avere sempre una motocicletta a portata di mano. E non saremo certo noi a dargli torto…

Alberto Pagani è nato a Milano, primogenito di Nello Pagani, il 29 agosto del 1938, e risiede alla Schiranna a Varese (anche se è sempre in giro per il mondo) con la moglie Gitty, di origine tedesca, e con la figlia Nadia, nata nel 1965 (per curiosità va segnalato che la sorella di Gitty è moglie di un altro celebre corridore motociclista, i neozelandese Frank Perris).

Ha cominciato a correre nel 1956, diciott’anni, gareggiando in circuito nella categoria juniores con le MV 125 ufficiali, grazie all’intervento del padre, che a quei tempi era direttore sportivo della Casa. Se gli inizi furono facilitati, dopo che la MV lasciò questo settore Alberto Pagani si adattò a fare «gavetta» con una Ducati 125 monoalbero, con la quale disputò delle buone corse in Italia e si spinse ben presto all’estero per fare in fretta quell’esperienza indispensabile per diventare corridore di mestiere.
Nel 1960 lo troviamo già al Tourist Trophy dove corre nella classe 125 con una MV prestatagli dall’amico Webster (con la quale arriva dodicesimo) e nelle classi 350 e 500 (tren tunesimo e ventinovesimo) con le Norton Manx del preparatore Lacey. Quello stesso anno porta al debutto a Stoccarda anche la Aermacchi 250, ma senza fortuna. Va comunque datp attp ad Alberto Pagani il merito di aver condotto la Casa varesina a tentare la via dei gran premi, maggiorando la sua 175 e battendo così per primo una strada che avrebbe in seguito portato la Aermacchi a produrre in serie le sue 250 e 350 ad aste e bilancieri per corridori privati oltre a partecipare ir proprio ufficialmente.
Nel ‘61 con la Aermacchi 175, Al berto Pagani coglie la sua prima im portante vittoria nella combattutissi. ma gara per le moto sport a Monza Sempre con la Aermacchi coglierà altri due successi nelle Sei Ore di Monza, nel ‘64 in coppia con Visenzi e ne ‘65 in coppia con Mandolini.
Con le Aermacchi 250 e 350 Alberto corre dovunque all’estero, anche in prove di campionato mondiale, e nel ‘62 lo troviamo ben piazzato in alcune importanti gare fra cui il T.T., dove è quinto nella 250. Nel ‘62 la Honda gli affida per il G. P. delle Nazioni a Monza una 125 e una 250 quattro cilindri che Alberto porta brillantemente al terzo posto dopo Redman (Honda) e Provini (Morini); con la 125 è quinto.
Nel ‘63 è anche alla guida delle Kreidler 50 ufficiali, con le quali, insieme ad altri buoni piazzamenti, è terzo al G.P. d’Argentina dominato dalle Suzuki.

Nel ‘64 corre con la Paton 250 con la quale, oltre al notevole terzo posto al T.T. di cui si è già detto, è quinto al Sachsenring. Nel ‘65 una brutta caduta al G.P. delle Nazioni a Monza lo immobilizza per qualche tempo. Nel ‘66 vanno ricordati i bei terzi posti ottenuti a Monza con le Aermacchi 250 e 350 e a Fisco, in Giappone, con la 350. Nel ‘67 altri buoni risultati con la Aermacchi 350: quarto a Hockenheim, quarto al Tourist Trophy, quinto a Brno e quarto a Monza.
Nel ‘68 corre con la Linto 500, una bicilindrica realizzata dal progettista Lino Tonti in collaborazione col vareàino Premoli, costituita da due motori Aermacchi 250 accoppiati. Con questa macchina Alberto Pagani è secondo al Sachsen ring dopo Agostini e quarto a Monza. Meglio ancora gli riuscirà di fare nel ‘69 perché porterà alla vittoria la Linto nel Gran Premio delle Nazioni a Imola (assenti Agostini e la MV per polemica sul cambiamento di sede Monza-lmola), conquistando il suo primo successo in un gran premio. Anche nel ‘70, con la stessa macchina, fanno spicco i terzi posti al Gran Premio di Francia a Le Mans, ad Assen e a lmatra.

Nel ‘71 e nel ‘72 è finalmente ingaggiato dalla MV che in caso di défaillance della macchina di Agostini sente il bisogno di un secondo pilota, ligio però alle disposizioni e non battagliero come lo era stato Bergamonti. In questi due anni Alberto Pagani raccoglie alcune soddisfazioni di rilievo con la vittoria a Monza nel 71, classe 500, mentre nel ‘72, sempre nella 500, spiccano i secondi posti del Nùrburgring, di lmola, del Tourist Trophy, di Assen, del Belgio, di lmatra, e la vittoria al G.P. di Iugoslavia. Alberto Pagani finisce secondo nella graduatoria mondiale e in quella di campionato italiano, ed è con questi brillanti risultati che chiude la sua intensa e proficua carriera.

Articolo estratto da: LA NOTIZIA
http://www.lanotizia.it

sabato, 22 luglio 2006

La tragedia di Oscar Clemencich

Post inserito da: MDO alle ore: 11:26 // Classificato in:
1950,GOLDENYEARS,MOTODROMO,PILOTI //

Il 1950 segna una delle date più tristi della storia del circuito di Ospedaletti. In una gara valida per il Campionato Italiano di velocità perisce Oscar Clemencich. L’anno successivo viene organizzato un trofeo in onore di questo indimenticabile pilota e contemporaneamente il presidente Paolo Moretti decide di intitolare a Clemencich il Moto Club Monza.

Fonte: Moto Club Monza

Documento senza titolo