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mercoledì, marzo 26, 2008

Lavori in corso per la rievocazione storica.

Scritto da: MDO // Category: LITTLE NURBURGRING,TODAY // 5:39 pm

Tornano finalmente gli scacchi sui cordoli del circuito. E’ una bella sensazione vedere marcate a fresco le curve sinuose del nostro tracciato e per MDO un sogno che diventa realtà! Il circuito ha la pellaccia dura come il suo asfalto, purtroppo datato e malconcio ma è già un bel traguardo vederlo riapparire, pronto per essere messo alla prova.. MDO è stato e continuerà ad essere la voce e la memoria storica dei protagonisti e “fans” del mitico tracciato ospedalettiano, perchè ospedalettiani sono in molti, soprattutto e per paradosso, al di fuori di ospedaletti.  La rievocazione storica del circuito sarà il 6-7 settembre 2008.  Per info non scrivete a mdo ma direttamente al sito  ”"”"ufficiale”"”"  del comune:  http://www.comune.ospedaletti.im.it/circuito   Ecco le immagini:  Ripristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchiRipristino cordoli a scacchi 

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martedì, febbraio 19, 2008

La curva degli ulivi a scacchi!

Scritto da: MDO // Category: 1949,AUTO DA CORSA,AUTODROMO // 1:32 pm

Gp del 1949 - P. Whitehead (F125) , R. Sommer (F125)

Da qualche settimana ad Ospedaletti sono ricomparse le bandiere a scacchi sul circuito! Nei prossimi giorni pubblicherò le immagini che rievocano i tempi d’oro e le sinuosità del “piccolo nurburgring”. Intanto vi mostro questa splendida immagine della curva degli ulivi durante il Gp del 1949, in cui si vedono in primo piano: P. Whitehead (f125) e R. Sommer (f125).

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venerdì, febbraio 1, 2008

Paolo Isnardi

Scritto da: MDO // Category: 1966,MOTO DA CORSA,PILOTI // 10:35 am

Isnardi su Ospedaletti nel 1966

(Paolo Isnardi su Ospedaletti – vedi 1966, il Paso su Ospedaletti )

Un altro brillante pilota ligure, attivo a cavallo fra gli anni sessanta e settanta, ci ha lasciato. Si tratta di Paolo Isnardi, simpatico e turbolento personaggio di gran cuore e spirito indomito che, particolarmente in sella alle MotoBi 175 ha saputo esprimersi al meglio, conquistando il Campionato Italiano Juniores del 1970. Nato a Sanremo il 21 gennaio 1946, si può dire cresciuto motociclisticamente in quel brillante ambiente di grandi appassionati che gravitavano intorno al Circuito di Ospedaletti nel suo lungo periodo di “splendore”, Isnardi ha corso con varie Marche e in diverse cilindrate, oltre che essersi cimentato nei Rally automobilistici, ma deve alla pesarese MotoBi le soddisfazioni maggiori. E’ stato lo stesso Amilcare Ballestrieri – prima ufficiale MotoBi e poi Benelli – a presentare e raccomandare a Marco Benelli il giovane talento concittadino che non avrebbe certo deluso.

Qui Paolo vince il campionato italiano junior 175 su Motobi, anno 1970.

Qui Paolo vince il campionato italiano junior 175 su Motobi, anno 1970.

Ballestrieri dice oggi che Isnardi aveva atteggiamenti estroversi e divertenti, alla Valentino Rossi : Gli piaceva stupire, fare scherzi, divertire la compagnia. I tempi non erano però forse maturi per accettare con il dovuto senso dell’umorismo le sue trovate, per cui veniva considerato da qualcuno un pò troppo originale. Sposatosi nel 1970 con Fiorella e padre di Massimiliano, nato l’8 gennaio 1972, da diversi anni a questa parte Isnardi trattava mobili e ultimamente materassi nel suo negozio in centro a Sanremo. Non si faceva comunque pregare quando si prospettava qualche nuova avventura sportiva. L’ultima di queste gli è stata fatale. Lo scorso 28 luglio stava partecipando assieme al figlio Massimiliano ad un Rally notturno che si svolgeva nel circondario di Limone Piemonte con una Jeep. Durante una sosta, l’auto occupava un pò troppo la stretta strada, per cui lo stesso Isnardi decideva di spostarla più verso il ciglio erboso, quando una ruota finiva con l’affondare nel terreno cedevole. E’ stato allora che, mettendosi a valle dell’auto per aiutare a rimetterla in carreggiata, Paolo ha perso l’equilibrio ed è finito nella scarpata. Un incidente incredibile che ha lasciato tutti costernati per la dinamica così assurda e – non possiamo tacerlo – anche per la tipica sbrigatività di Paolo che troppo generosamente e impulsivamente è andato a collocarsi dove il pericolo era maggiore. Ancora una volta Paolo Isnardi ha seguito il suo impulso: rischiare. Il fato non gli ha riservato la gloria di chi gioca la propria vita per vincere una gara. Ma a pensarci bene la sua vita è stata tutta una gara e, per certi versi, sappiamo non facile. Salutiamo un caro amico coraggioso, spiritoso, generoso e porgiamo le nostre condoglianze a chi, standogli vicino, gli ha voluto bene.

di Roberto Patrignani
Tratto da Motociclismo d’Epoca, nr 10, Ottobre 2002.

Grazie Manlio! (mdo)

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mercoledì, gennaio 30, 2008

Ciao Roberto

Scritto da: MDO // Category: LITTLE NURBURGRING,PILOTI,TODAY // 6:21 pm

Salutare Roberto Patrignani, scrittore e motociclista è un grande dispiacere. È scomparso così il 22 gennaio all’età di 72 anni, una delle memorie storiche più importanti del motociclismo italiano.
Per noi “ospedalettiani” il ricordo va ad un amico che ha corso e scritto emozionanti pagine sul nostro leggendario circuito.

Ospedaletti Circuit Blog

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martedì, gennaio 22, 2008

Eric Dunsdon. Bedfordshire. England

Scritto da: Eric Dunsdon // Category: LITTLE NURBURGRING,U.K. // 10:07 am

Congratulations on the great web site. I have been fascinated by the Gran Premio San Remo since reading of the motor races as a schoolboy back in the early 1950′s.  Your site, with its historic photographs and race details is of great interest to me. Mille grazie!.  Best wishes to all concerned in keeping this historic circuit alive in the memory. Best wishes, Eric Dunsdon.

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lunedì, gennaio 14, 2008

VISTA AEREA SUL CIRCUITO

Scritto da: MDO // Category: AUTODROMO,MOTODROMO,TODAY // 7:30 pm

Ecco una panoramica del Circuito visto dall’alto. 3380 m. ‘.. tremilatrecentottanta metri a metà fra le case del centro più caldo della Riviera dei Fiori e la collina ..’

Circuito dal CieloCircuito dal CieloCircuito dal CieloCircuito dal CieloCircuito dal CieloCircuito dal CieloCircuito dal CieloCircuito dal CieloCircuito dal CieloCircuito dal CieloCircuito dal CieloCircuito dal CieloCircuito dal CieloCircuito dal CieloCircuito dal Cielo

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lunedì, gennaio 7, 2008

IL GRANDE PASO!!!

Scritto da: kaciaro // Category: MOTO DA CORSA,PILOTI // 5:04 pm

TT 1969, questo salto esprime tutta la grinta agonistica del grande paso!!!!

Nato a rimini nel 1938, da padre pilota di buon livello nazionale, era dotato di uno stile personale ed aggressivo, ha affrontato senza timori reverenziali i più grandi piloti di sempre quali: Agostini, Hailwood e Read, a volte superandoli, a volte cedendo alla maggior potenza dei mezzi in possesso hai suoi rivali, ma mostrando sempre una grinta ed una determinazione fuori dal comune. Esordì a 20 anni nel cross, passando ben presto alla velocità (prima non erano così precoci come ora)
Nel ’62 in sella ad una Aermacchi 175, battè per 2 volte un altro giovane talentuoso Giacomo Agostini. Anno di pausa per il servizio militare il ’63, ma in Sardegna a modo di conoscere Anna la sua futura moglie la quale gli darà 2 figli Sabrina e Renzo Stefano.
Nel ’64 si classifica secondo nel campionato italiano delle 250 e 500 (dove per giunta gareggia con una 350) ad Assen ottiene un sorprendente 4 posto dietro ai mostri sacri dell’ epoca: Redman, Hailwood ed Agostini, ed allora più che mai Assen era considerato un autentico tempio sacro del motociclismo, giunge 4° anche al Nuburgring e 5° a Brno. Nel ’66 ottiene buoni risultati in campo nazionale ed il 3° posto in olanda dietro hai soliti Hailwood ed Agostini.
Nel ’67 viene chiamato a sviluppare l’inedita Benelli 500 4 cilindri, continuando a gareggiare anche nelle classi 250 e 350, ed è proprio con la 350 che giunge 2 volte 3° in germania ed olanda dietro hai soliti noti, in italia vince a Modena nella 500, mentre a Riccione e Milano Marittima ottiene 2 secondi posti dietro la MV. Vince a Cesenatico con la 350, e con al 250 vince a Milano Marittima.

Nel ‘68 giunge 2 volte sencondo al famigerato TT dietro a Bill Ivy nella 250 e dietro ad Agostini nella 350 ed inoltre trionfa con numerose vittorie nel campionato italiano delle 250 e 500.
Nel ’69 vince nuovamente il campionato italiano delle classi 250 e 350, queste vittorie accenderanno il tifo e la rivalità tra i 2 campioni alimentata anche da giornali e televisione e i loro tifosi ma senza mai scendere di tono come spesso accade oggi purtroppo, in riviera sono tutti per Paso chiaramente. Sfiora il titolo mondiale nella 250 dove un paio di incidenti avvantaggiano il compagno di squadra, l’australiano Kelvin Carruthers, a lui restano le vittorie al gp d’olanda, cecoslovacchia, e germania orientale.
Nel ’70 non ottiene risultati di rilievo, a causa delle nuove disposizioni che limitano hai bicilindrici la possibilità di correre nella 250, quindi la Benelli 4 cilindri è inevitabilmente tagliata fuori, Paso corre con la 350 vincendo a Rimini e Riccione, mentre a livello mondiale, arriva 3 volte secondo dietro ad Agostini nei gp di Assen, Brno e Saschering. Nel gp delle nazioni deve ritirarsi con la Benelli 500 dopo aver stabilito il giro veloce alla media di 203km/h, a fine anno dopo vari dissapori con la Benelli arriva il divorzio. Nel ’71 torna alla Aermacchi – hd, scuderia che ha preparato moto 250-350 bicilindriche a 2T tutta l’annata però viene dedicata alla messa a punto di tali moto, con l’aiuto dei validi tecnici Gilberto Milani e Mascheroni. nel ’72 arrivano i primi risultati di rilievo nella 250 vince il gp delle nazioni ad Imola il gp di Jugoslavia e il gp di spagna e giungendo anche 4 volte secondo, battuto da grandi campioni come Read, Saarinen, e Ron Gould, giungendo 2° nel mondiale dietro Saarinen giunge 3° invece nella classifica delle 350. Vince con numerose vittorie il campionato italiano delle 250. Corre anche il gp dell’ontario con una Harley Davidson 750 giungendo 3° nel ’73 con la nuova Aermacchi-hd raffreddata a liquido si aggiudica il campionato italiano (titolo che gli verrà assegnato alla memoria), con numerose vittorie nella tragica e conclusiva gara di monza gareggia nella 350, partito in ritarto recupera su tutti e raggiunge in testa anche Agostini, ma un grippaggio a 3 giri dal termine lo priva di una possibile vittoria. Poi la tragedia al via della 500 dove in una paurosa carambola perde la vita insieme ad un altro grande e amatissimo pilota il finlandese Jarno Saarinen, così si conclude una delle giornate più tragiche della storia del motociclismo agonistico. Renzo resta comunque un pilota amatissimo dagli appassionati dell’epoca che lo preferivano al plurititolato Agostini forse perchè lo vedevano meno divo e più vicino a loro in quanto appunto Renzo gareggiò con più frequenza nei campionati italiani infiammando gli animi di centinaia di tifosi nella mitica mototemporada romagnola.. non ti dimenticheremo mai grande

Roma 28-2-2005 Kaciaro

Vedi gli articoli precedenti sul Paso:
Renzo Pasolini vince ad Ospedaletti
Il Paso su Ospedaletti

Renzo Pasolini
Duello Pasolini - Agostini nella 350 cc 1972Pasolini prima della partenza della gara 1972

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giovedì, gennaio 3, 2008

UNO DEGLI ULTIMI GRANDI!!!! SILVIO GRASSETTI

Scritto da: kaciaro // Category: MOTO DA CORSA,PILOTI // 10:25 am

Grassetti con Isnardi alla partenza


SILVIO GRASSETTI – Nato il 24/2/1938 a Montecchio in provincia di Pesaro, diciamo che è cresciuto coi motori nel sangue, in quanto il padre ex dipendente Benelli decide di aprire un’officina proprio sotto casa coi fratelli maggiori di Silvio. Naturale il suo avvio alla corse da giovanissimo, nel ’56 vince tra i cadetti a Modena con un Benelli leoncino a 2t, con la stessa moto arriva secondo nel campionato italiano juniores nel ’58. Nel ’59 viene ingaggiato ufficialmente dalla Benelli, per far esordire la nuova 250 bialbero, Silvio ottiene buoni piazzamenti sia in campo nazionale che mondiale, nel’61 e’ secondo nel campionato italiano dietro a Provini. Nel’62 coglie una delle vittorie piu’ belle ed importanti della sua carriera, in sella alla nuova Benelli 250 a 4 cilindri vince a Cesenatico, davanti a piloti del calibro di: Provini, Redman e Philips, guida anche le Bianchi 350 e 500 cogliendo sempre ottimi piazzamenti. Nel’63 guida la MV500 4 cilindri e la Benelli 250 sempre a 4 cilindri, i piazzamenti sono sempre tanti e Silvio si aggiudica anche il campionato italiano della 500. Nel’64 e’ al fianco di Agostini, alla guida della Morini 250 bialbero, ottiene i soliti buoni piazzamenti e contribuisce allo sviluppo del mezzo, ma la sua stagione è caratterizzata da una brutta caduta a Milano Marittima con fratture del cranio, coma e temporanea paresi facciale poi risoltasi per fortuna. Negli anni successivi,non ottiene risultati di rilievo anche per la scarsa competitività delle moto Bianchi. Nel’67 corre la Morini 250 e con la Benelli 350 4 cilindri ottenedo i soliti buoni piazzamenti che gli valgono la conquista del titolo italiano nella 350. Nel’68 corre sempre con la Benelli, ottenendo sempre ottimi piazzamenti. Nel ’69 guida una Yamaha 250 da privato, mentre viene ingaggiato per guidare la famigerata Jawa 350 4 cilindri ,per farvi capire la pericolosita’ di tale moto lo stesso anno il grande Bill Ivy morì in sella alla stessa in Germania. Silvio ottiene una bella vittoria al gp di Yugoslavia ad Opatija circuito pericolosissimo come ricordano in tanti. Nel ’70 guida ancora la Yamaha 250 e la MZ 350 E 250 con la quale ottiene i soliti degni piazzamenti e si aggiudica il titolo italiano delle 250. Nel’71 guida la Mz 250 con la quale ottiene 2 splendide vittorie nel Gp di Austria al Salzburgring e nel Gp di Belgio a Spa Francorchamps, giunge 3° a Monza, dove giunge 2° anche sulla 350. Nel’72 il miglior risultato e’ il 2°posto al Gp di Finlandia in sella alla MZ 250. Poi arriva il terribile incidente che mette fine alla sua carriera, nel ’74 a Spa Francorchamps mentre enta in pista dai box viene centrato da un pilota ad altissima velocità, Silvio riporta altre gravi fratture craniche, rimane per 18 giorni in coma a Liegi poi la forte tempra di Silvio ha la meglio e lo riporta all’affetto dei suoi cari, lavora a tutt’oggi nella sua officina partecipa regolarmente alle rievocazioni in giro per il mondo, io ho avuto l’onore e il piacere di parlarci quest’anno in occasione della rievocazione di Rimini, PERSONA SCHIETTA E SEMPLICE come non se ne vedono più, gli faccio vedere una foto dove e’ dietro a Sheene mi chiede se ne puo’ avere una copia con profonda emozione…..quante storie avrebbe un tipo come lui da raccontare……certo se era francese o tedesco, c’erano bei siti e libri su di lui …ma invece essendo un tranquillo vecchietto che ha vissuto per anni tra i grandi del motociclismo di tutti i tempi si trova poco o nulla in rete vi sembra giusto???? Spero apprezziate questo mio piccolo tributo che mi e’ costato molte ore di ricerche…. Con affetto e profondo rispetto!!!!!!!! KACIARO GENNAIO ‘08

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giovedì, dicembre 6, 2007

L’ ORLANDO VALDINOCI

Scritto da: MDO // Category: 1951,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 4:55 pm

Orlando Valdinoci, vincitore Gran Premio di Sanremo 1951 Gilera 500cc

Orlando Valdinoci (14 settembre 1922 – 10 ottobre 2007)
La sua prima corsa fu in una gara di regolarità internazionale nel 1939 nella Coppa del Duce con una Gilera 500cc otto bulloni. Dopo la pausa per la guerra riinizia a correre nel 1947 sempre con la Gilera 500cc e vince la Predappio Rocca delle Caminate e numerose altre gare.

Orlando Valdinoci alla premiazione del Gran Premio di San Remo 1951, festeggiato da Ambrosini

Nel 1949 diventa campione Italiano di seconda categoria nella classe 500cc.
Dopo la vittoria nel circuito di Ospedaletti nel 1951 passa in prima categoria.
Il 14 luglio 1951 è compagno di squadra di Dario Ambrosini con la Benelli 250cc monoalbero per correre il GP di Francia ad Albi ma la squadra si ritira per la morte di Ambrosini durante le prove.
Durante la sua lunga carriera, oltre ad aver vinto numerose gare, e corso con rivali del calibro di Masetti, Bandirola, Amm, Artesiani, Kavanagh, Duke – poteva vantarsi con onore di avere battuto, in seconda categoria, il grande Libero Liberati.

È stato principalmente un pilota Gilera sia con il Saturno 500cc e con il 4 cilindri della casa di Arcore
Orlando Valdinoci era un uomo che aveva vissuto un rapporto odio-amore per le gare di gran fondo, che mai lo ripagarono per quanto meritava.
Arrivò ad essere un professionista, ma mettendo innanzi alla carriera: l’amore per la famiglia e il rispetto per il prossimo. Pensò sempre solo di essere un pilota che correva per passione.

foto e biografia per gentile concessione di Luciano Sansovini.
Associazione Otello Buscherini

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giovedì, novembre 29, 2007

Mr. Guido Mandracci

Scritto da: MDO // Category: MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 6:33 pm

 Guido Mandracci su Ospedaletti1971: Guido Mandracci con il preparatore A. Balliano. C. 250cc 1971Guido Mandracci davanti alla stazione di servizio Total sul rettilineo del Circuito.Mandracci

sopra: Ad Ospedaletti in gara, ai box in piazza Europa, davanti al distributore Total, e in un locale di Arma di Taggia la domenica sera dopo la gara , per festeggiare il titolo italiano 350 cc
sotto: Siamo a Imola, 200 Miglia 1973: dopo avere fatto registrare la pole position, Guido si ritira al primo giro alle Acque Minerali, davanti alla tribuna dove ero seduto. (Manlio)

Mandracci a Imola, 200 Miglia - 1973 - Foto di ManlioMandracci a Imola, 200 Miglia - 1973 - Foto di ManlioMandracci a Imola, 200 Miglia - 1973 - Foto di Manlio

” ... Cominciamo dal Bol d’Or del 1971. Siamo a Le Mans… e sotto la tuta di Mandracci… Mandracci, Guido Mandracci! Guardi, lo scrissi anche pubblicamente, anni fa, credo su Motosprint. Mandracci finì a terra, di notte e riuscì a riportare la moto ai box.
Mentre Brambilla girava…insomma, non è che ci piacesse l’idea di fermare una gara…
Oh eravamo stati in testa dieci ore… E insomma ad un certo punto, e non mi ricordo neppure chi ebbe l’idea per primo, mi dicono: Patrignani, se Guido non si riprende, ti metti la tuta e vai te, eh… Io ero il responsabile della Squadra Guzzi, venivo dai Record di Monza, ero arrivato a Le Mans in moto, per dire, ed ecco che mi ritrovo gli sguardi di tutto il box adosso… E invece? E invece Mandracci risalì in moto e si fece tutto il suo turno. Finimmo terzi! Che gara! Che emozione… Finimmo? Finirono, finirono!
Ho scritto che quel ricordo lo sento ancora ‘inquinato’ dal fatto che io ero lì pronto col casco in mano a fare quello che la squadra mi chiedeva, ma la tuta di Mandracci non la indossai. Lo avrei fatto, ah si’!
Avrei barato sul regolamento pur di non fermare quella gara! Ma non fu necessario. …”

(da Anima Guzzista, intervista a Roberto Patrignani )

Guido Mandracci, oltre che un corridore di notevole valore, è stato un personaggio molto interessante sotto molteplici aspetti. Ha vinto un campionato italiano, ha conquistato dei record mondiali, è stato idolo dei francesi per le sue prodezze al Bol d’Or, si è distinto a Daytona e in numerose altre gare per moto di grossa cilindrata; eppure la sua carriera non gli ha dato tutto quello che avrebbe potuto meritare e nel ’76 ha smesso di correre, un pò in sordina, ritrovandosi in fase prematuramente calante e con dei mezzi ormai non più all’altezza della situazione. Questo è stato l’epilogo di una carriera che, se soltanto le cose avessero preso una piega diversa, avrebbe potuto riservargli ancora moltissime soddisfazioni. Ma abbiamo visto tante volte che le fortune dei corridori non sempre viaggiano di pari passo con il loro intimo valore. Guido Mandracci, un viso simpatico e sorridente, divoratore di bistecche, play-boy, ma anche profondo conoscitore di meccanica, giocatore di bridge, idraulico di prima professione, subacqueo per hobby, un carattere fortissimo e all’occorrenza autoritario, è nato a Imperia il 22 ottobre 1942 e vive con la moglie ad Arma di Taggia dove è proprietario di un’officina. (mdo. Guido Mandracci è mancato in questi ultimi mesi)

1971: Mandracci e Balliano si avviano alla partenza delle 350cc

Di statura media ma con la stazza di un sollevatore di pesi, Mandracci ha spesso trovato nelle risorse del proprio fisico la capacità di distinguersi anche nelle gare più dure. Il primo esempio di questa sua particolare attitudine l’ha dato nel 1969 quando è stato chiamato, insieme ad altri piloti, dalla Moto Guzzi per battere a Monza una serie di record mondiali sulle lunghe distanze. Prima ancora la sua attività sportiva si era svolta prevalentemente sulle piccole cilindrate: ha cominciato infatti nel 1965 con le gare in salita dopo essersi distinto con i Go-kart. Con la Bultaco 125 vince nel ’65 la Cernobbio-Bisbino ed è secondo nella Aosta-Pila e nella Doria-Creto, concludendo al secondo posto il campionato. L’anno successivo, sempre con la moto spagnola, gareggia anche in circuito fra gli juniores ottenendo però risultati modesti, proporzionati alle possibilità della moto. Nel ’67 vince con la Bultaco la Sassi-Superga, poi con una Morini 125 è secondo a Monza. Nel 1968 con la Bultaco vince ancora la Sassi-Superga ed è primo nella Castelnuovo-Albugnano, nella quale vince anche la classe 250 con una Ducati. Nel 1969 con una Aermacchi Aletta 125 le cose vanno meglio: vince difatti le gare di Monza e Ospedaletti, poi col secondo posto di Imola e il secondo di Roseto degli Abruzzi è terzo nel campionato juniores. A fine stagione, su indicazione di Brambilla, fa parte del Team Moto Guzzi per i record e si scopre la vocazione per le grosse cilindrate.

Passa tra i seniores nel ’70 ma la stagione non è particolarmente ricca di soddisfazioni. Lo è invece la successiva, quando grazie all’aiuto fornito dallo sponsor Balliano può correre con l’ex Yamaha 250 di Carruthers, con la quale non solo vincerà il titolo italiano seniores ma disputerà gare superlative, come quella di apertura a Modena, nel corso della quale batte nientemeno che Phil Read; sarà poi secondo a Rimini dietro Parlotti, terzo a Riccione dopo Read e Pasolini, ancora terzo a Cesenatico, settimo a Salisburgo, quarto a Ospedaletti (primo degli italiani).

Sul finire di stagione prende parte in coppia col suo scopritore Vittorio Brambilla al Bol d’Or con una Moto Guzzi. Sono loro a monopolizzare l’interesse della gara che, a causa di una caduta di Mandracci su una chiazza di miscela e di alcuni altri inconvenienti, concluderanno al terzo posto.

Nel ’72 Mandracci << divorzia >> da Balliano e per conto proprio partecipa alle classi 250 (Yamaha) e 500 (Suzuki bicilindrica); ancora una volta, dopo il quinto posto (terzo degli italiani) di Modena e il terzo (secondo degli italiani) di Pesaro, si trova a condurre il campionato delle 250, ma sul circuito di Ospedaletti, a pochi chilometri da casa sua, è costretto al ritiro, concludendo il campionato al terzo posto dopo Pasolini e Giansanti. Con la 500 è quinto a Pesaro e a Ospedaletti. Tra le migliori gare disputate durante la stagione vanno ricordate quella di Avignone (classe 250) e quella di Misano con la 750 Suzuki, concluse vittoriosamente.

Altra epica impresa al Bol d’Or con la Moto Guzzi, questa volta in coppia con Riva: i due restano al comando 18 ore su 24, poi Mandracci è nuovamente vittima di una caduta e ci si mette anche un guaio al preselettore per cui finiranno al quarto posto, ma col massimo degli onori.

Nel 1973, insieme a Findlay, viene ingaggiato dalla SAIAD Suzuki di Torino che ha allestito il Suzuki Europa Racing Team, impegnato nella classe 500 con le nuove bicilindriche due tempi che hanno lo scopo di tastare il terreno in vista della futura uscita delle quattro cilindri, e nella classe 750 con le tre cilindri due tempi. Con una di queste macchine Mandracci fa una gara bellissima a Daytona, arrivando fino al quarto posto quando è messo fuori combattimento da un guasto all’accensione. Nelle gare con la 500, non sempre le cose vanno come dovrebbero perchè le moto non sono sufficientemente competitive; tuttavia, elaborando personalmente i motori, Mandracci riesce talvolta a sorprendere, in prova o in gara.

C’è un momento della stagione in cui la MV Agusta mostra di interessarsi a questo pilota e, se non si trovasse sotto contratto con un’altra marca, verrebbe probabilmente ingaggiato.

I migliori risultati della stagione con la 500 sono un terzo posto a Misano e un quarto a Salisburgo; con la 750 vince una gara a Le Castellet, è quarto a Imatra, terzo a Barcellona e vince in coppia con Findlay la Mille Miglia di Imola.

Il ’74 con il miraggio delle quattro cilindri in arrivo, potrebbe essere l’anno della <<consacrazione>>; invece le cose si mettono subito male: allenandosi a Misano in vista di Daytona, Mandracci cade e si rompe un piede.

Si riprende per partecipare alla 200 Miglia di Imola, spicca un tempo strepitoso in prova, nettamente il migliore, ma in gara è fermo per un guasto già al primo giro. Segue la prova di Misano in cui cade ancora. Solo a stagione ormai inoltrata potrà scendere nuovamente in pista.

Nell’anno seguente non c’è più l’appoggio della SAIAD perchè la Suzuki corre ora con un’organizzazione propria nella quale ormai per il nostro pilota non c’è più posto. Tuttavia, memore delle sue belle imprese nelle gare di durata, la francese Japauto lo chiama in squadra per l’ Endurance, ma anche qui la fortuna non lo assiste: sta disputando una bella gara alla Mille Chilometri del Mugello quando al penultimo giro, a causa di una scorrettezza subita in curva, cade a forte velocità rimanendo a lungo privo di sensi. Al Bol d’Or, in coppia con Bourgeois, si prodiga in una delle sue spettacolari rimonte, ma purtroppo, come tante volte gli è accaduto, il motore cede e anche questa gara è finita.

Quello stesso anno, sponsorizzato dalla Vitaloni e assistito come sempre dal suo fido amico-corridore Vincenzo Novella, partecipa ancora una volta al campionato seniores con due Yamaha, senza riuscire a ottenere risultati importanti. Sconfortato, dopo qualche ulteriore tentativo, Guido Mandracci, campione in potenza ma troppo spesso ostacolato dagli eventi nella sua ascesa, abbandona definitivamente le competizioni e si dedica, nella sua Arma di Taggia, all’officina per la preparazione di moto speciali per una clientela di élite.

Guido Mandracci. foto di PatrignaniGuido Mandracci è stato un pilota di livello notevole, ma troppo spesso ostacolato dalla sfortuna. La sua stagione migliore è quella del 1971, durante la quale, con la Yamaha 250, ex di Carruthers, riesce a battere persino Read sul circuito di Modena e a conquistare il titolo di campione italiano.

fonte: Enciclopedia Due Ruote – Istituto Geografico De Agostini