
Lombardi su moto Guazzoni a pochi metri prima del curvone del Piccadilly.
lunedì, maggio 18, 2009
Signore e signori, ladies and gentlemen… ecco a voi un filmato davvero eccezionale, alla ricerca di materiale esclusivo sul nostro circuito ci siamo imbattuti in questo preziosissimo documento in bianco e nero della mitica “s.i.”, sembra davvero di rivivere quel fantastico giorno, i “siluri” pronti alla partenza sono lanciati sulle strade di Ospedaletti da uomini come Fangio, il principe Bira, Sommer, Campos, Chiron, Whitehead… i più grandi nomi italiani invece quali Ascari, Villoresi, Farina e Biondetti non furono presenti suscitando così un certo rammarico da parte degli spettatori, ma la corsa incendiò dopo pochi giri gli animi del pubblico, Bonetto su Ferrari contrastò validamente gli avversari stranieri e il piccolo principe siamese Bira stupì il pubblico con una serie di giri velocissimi in entrambe le manches, la prima lo vide rimontare in meno di otto giri sino alla terza posizione dopo una brutta partenza, l’uscita di Sommer poi gli permise di conquistare il secondo posto. Nella seconda manche in un duello a fuoco per ben 15 giri con l’argentino Campos, stabilì il nuovo primato della pista alla velocità di 104,896 Km/h. (link gp 1949).
Vincerà l’argentino Juan Manuel Fangio, conquistando così la sua prima vittoria in Europa su Maserati 4clt/48 (Maserati San Remo), era la domenica del 4 aprile del 1949, in una fantastica giornata di primavera i piloti corsero per 90 giri (3,38 Km) suddivisi in due manches da 45 ciascuna, per un totale di 304,200 Km. terminando a notte fatta… Qualche giorno prima, il 10 di aprile si disputò il 3° gran trofeo motociclistico con la vittoria di Bruno Ruffo su Moto Guzzi Albatros nella classe 250cc e di Umberto Masetti nella 500cc su Gilera Saturno “San Remo”..
martedì, maggio 5, 2009

LE CLASSIFICHE
Finale
1. Achille Varzi (Maserati 1800 quattro cilindri) che compie i 30 giri del percorso di km. 55,860 in 34’39”6, alla media oraria di km. 96,699.
2. Piero Dusio (Maserati 6 cil.) in 35’26”2.
3. Giovanni Rocco (Maserati 6 c.) in 35’31”.
4. Ermini Pasqualino (Maserati 4 cil.) in 35’40”6, fermato al 29. giro.
Giro più veloce: il quarto, di Varzi, in 1’07” alla media di chilometri orari 100,048.
Ritirati: Villoresi Emilio al 2. giro e Lurani all’11.
PRIMA BATTERIA
1. Dusio Piero (Maserati 6 cil.) che compie i 25 giri del percorso pari a km. 46,550 in 30’29”4, alla media oraria di km. 91,603.
2. Villoresi Emilio (Maserati 6 cil.) in 32’01”.
3. Villa (Bugatti) in 31’48”4, (fermato al 20. giro); 4. Bianco (Maserati) in 32’48” (fermato al 18. giro).
Giro più veloce: il 19. di Dusio in 1’10”2 alla media oraria di chilometri 95,487.
SECONDA BATTERIA
1. Varzi Achille (Maserati 4 cil.) che compie i 25 giri del percorso pari a km. 46,550 in 29’0” alla media oraria di km. 95,979.
2. Ermini Pasquale (Maserati 4 cil.) in 29’18”3, fermato al 24. giro.
Giro più veloce: Il 2. di Varzi in 1’07”8 alla media oraria di chilometri 98,867.
Ritirati: Marazza al 5. e Villoresi al 15. giro.
TERZA BATTERIA
1. Rocco Giovanni (Maserati 6 cil.) che compie 25 giri pari a km. 45,550 in 29’56” alla media oraria di km. 93,307.
2. Lurani Giovanni (Maserati 4 cil.) in 31’31”, compreso 1′ di penalizzazione per partenza anticipata.
Giro più veloce: Il 2. di Rocco in 1’10”2, alla media di km. 95
Ritirati: Rovere al 4., Barbieri al 5. e Carnevali al 12. giro.
LA BELLA GARA
(dal nostro inviato)
SAN REMO. 25.
Dopo dieci lunghi mesi di assenza, Achille Varzi è ritornato alle gare ed il suo ritorno ha coinciso con una brillantissima e significativa vittoria.
Il campione è intatto nella grandissima classe e la folla, il cui spirito raramente si sbaglia, ha sottolineato questa vittoria nel primo circuito automobilistico di San Remo con alte grida e con visibile gioia Aveva ritrovato uno dei suoi campioni preferiti, e voleva salutarne il ritorno e la immediata vittoria con lo slancio sincero che derivava dal duplice fortunato evento. Il campione dal canto suo deve avere sentito il sottile brivido che viene dallo spettacolo di mille spettatori che sapeva adunati anche per lui, e il calore della lotta gli deve avere agito come stimolante sui nervi e sul cuore.
ESIBIZIONI DI CLASSE
Superata con facilità e con stile ammirevoli la porta obbligata della batteria, Achille Varzi nel finale ha dato spettacolo, ritrovando in pieno sè stesso, irresistibile e pur composto nella serrata azione nei pochi giri in cui ebbe da superare Dusio sgattaiolato rapidissimo in prima posizione, meraviglioso poi, quando, libera la strada davanti, si doveva proseguire alla conquista della già intravista vittoria. I dieci mesi di assenza dalle corse, non hanno arrugginito Achille Varzi. E’ bastato qualche giro di prova per mettere a suo agio il pilota che pur non conosceva il mezzo meccanico a disposizione, e sono bastati pochi giri in corsa per far ritrovare al campione il senso della lotta e i mezzi e lo stile per conquistare il successo.
La vittoria del primo circuito di San Remo, conquistata di fronte ai giovani dello sport automobilistico nazionale, potrà forse non aggiungere molto alla fama grandissima di Varzi, uso a ben più aspri cimenti. Ma essa ha servito soprattutto a due cose: a far cadere una volta per tutte e per sempre le dicerie correvano sul suo conto………(parte illeggibile)……….. corse e di vincere; e Varzi ha dato al circuito l’aureola del suo grane nome. Un ritorno, insomma, e un debutto idealmente riuniti da un duplice vittorioso lauro.
LE BATTERIE E LA FINALE
Nel complesso, il primo circuito di San Remo è riuscito una manifestazione interessante e ben congegnata. Lo spettacolo delle quattro partenze e dei quattro arrivi, la relativa brevità dei percorsi, la quasi assoluta uguaglianza delle vetture e l’ardore posto da ognuno dei corridori in ogni momento della lotta sono stati altrettanti motivi a favore dell’interesse della corsa.
Fatta eccezione per la prima batteria, nella quale Dusio, partito in testa, è sempre rimasto in prima posizione davanti a Villoresi Emilio, leggermente ritardato dal non perfetto funzionamento della macchina, nelle altre due si è lottato veramente a fondo. E tanto in quella vinta da Varzi, nella quale Villoresi Luigi e Righetti si sono impegnati al limite estremo delle possibilità e di quelle delle macchine, al punto da fare il gioco dell’ottimo « Pasquino » che, dopo avere inseguito a distanza, poteva superarli entrambi approfittando dei sopravvenuti guasti di macchina, quanto nell’ultima, nella quale Rocco si è duramente impegnato per superare Lurani, la folla ha vissuto momenti di autentico godimento sportivo.
La finale fu appassionante nei primi tre giri durante i quali Varzi, partito con circospezione passò all’inseguimento e all’attacco di Dusio. L’ottimo dilettante torinese si difese bene, per niente intimorito dal grande nome dell’avversario. Varzi passò avanti in virtù di una classe che rifulgeva ad ogni istante: per la scioltezza dell’azione, per la tempestività dell’attacco, per la decisione e per lo stile. Quando alla fine del terzo giro Varzi passò Dusio, la gara non cadde egualmente. Perchè da un lato Varzi continuò a dare spettacolo di abilità e di classe e perchè alle calcagna di Dusio si gettò l’ottimo pilota napoletano Rocco. Per molti giri, anzi, Rocco lentamente rosicchiò metro su metro il vantaggio che nella sfuriata iniziale, per tenere testa a Varzi, Dusio era riuscito a prendere su di lui; poi la distanza si stabilì e rimase invariata perchè se Rocco moltiplicava coraggio e bravura, Dusio non era da meno. L’arrivo vide Varzi primo con 37” di anticipo e il primato assoluto sul giro ad oltre cento di media, Dusio secondo e Rocco terzo a poco più di 4”.
SUCCESSO ORGANIZZATIVO
L’esperimento tentato dunque con questo primo circuito di San Remo, il più cittadino e il più breve fra tutti i circuiti, ha quindi pienamente raggiunto lo scopo. Non soltanto nessun incidente è venuto a turbare la serenità di una giornata sportivamente ideale, ma chiarissima in ogni momento è stata la visione che ha avuto la folla, serrate e leali le diverse battaglie, irreprensibilmente regolari i risultati, avvincente e mai languente lo spettacolo.
Gli organizzatori di San Remo hanno dunque vinto in pieno la bella battaglia e l’hanno vinta profondendo tesori di passione e di volontà e permettendo a Renzo Castagneto, che è stato l’organizzatore tecnico e il direttore di corsa, di preparare un quadro organizzativo eccellente e di inserirvi una serie di competizioni sportivamente complete.
I CORRIDORI E LE MACCHINE
Vi è dunque di che compiacersi per questo eccellente debutto di San Remo nel campo delle manifestazioni automobilistiche: occorrerà non disperdere il seme gettato su un terreno che darà immediati vigorosi germogli.
Fra i corridori, dopo Varzi, grande impressione hanno dato Dusio, che ha anche il vanto di avere stabilito il tempo migliore sul giro dopo quello costituente il primato segnato da Varzi, e Rocco che ha vinto la batteria e che si è battuto benissimo nella finale.
Rocco ha, come Dusio, affermato una classe degna di tutto il rispetto. Lurani, quando la macchina lo assecondò, fece ottima impressione, così come ottima impressione hanno fatto i due fratelli Villoresi, entrambi irruenti e coraggiosi; Righetti che è sempre alla ruota dei più veloci; Ermini, che è stato addirittura cronometrico. Rovere non potè neppure impegnarsi, e quasi altrettanto capitò a Bianco e a Marazza.
Tecnicamente la vittoria della Maserati quattro cilindri messa a disposizione di Varzi da Gino Rovere, costituisce un’altra riprova della bontà della costruzione Maserati anche perchè il circuito era duro e selezionatore.
Dell’organizzazione si è implicitamente detto più sopra. Si può aggiungere che apparve eccellente in ogni dettaglio compresi il servizio di cronometraggio che Ottolini, Radice, Mazzier e Nebuloni disimpegnarono a meraviglia, e quello di segnalazione che fu completo, con tempestive e precise comunicazioni. Tutto il comitato organizzatore del circuito di San Remo vuole un plauso alto e sincero e con esso Renzo Castagneto che fu all’altezza della sua solida fama.
Una numerosissima folla ha assistito alla gara. Era presente, oltre alle autorità locali, anche il Presidente della Commissione Sportiva Automobilistica Italiana comm. Giuseppe Furmanik.
Corrado Filippini
Fonte: Il Littoriale, Roma 26 luglio 1937
lunedì, aprile 27, 2009

Per combattere il grigiore del maltempo e febbricitanti per la voglia d’estate, vi mostro una bella immagine ovviamente scattata sull’anello di Ospedaletti nei primi anni 70… Si correva così, con il vento nei capelli, sulla scia dei grandi campioni che ogni anno calcavano la pellaccia del mitico circuito… Ecco allora sul ponticello a cavallo di un MotoBi 125cc Franco Da Sacco fotografato dagli amici in un bel pomeriggio di sole…
lunedì, aprile 20, 2009
Sette nazioni prenderanno parte al 1° Circuito Internazionale Motocilistico « città di Sanremo », che si correrà domani sull’anello di Ospedaletti. La corsa che verrà disputata su 60 giri del circuito pari a Km. 157,500, si prevede assai interessante ed emotiva per il numero e per i nomi dei concorrenti che sono garanzia di spiccato spirito agonistico. Vedremo, sia pure su scala ridotta, il tradizionale duello Guzzi-Gilera, mentre particolare interesse rivestirà il confronto tra la macchine italiane e le estere. I corridori da ieri hanno iniziato la lotta contro il cronometro che designerà i sedici concorrenti ammessi alla gara finale. La corsa sarà aperta alle categorie 250 e 500 e le partenze avverranno rispettivamente alle ore 14.30 ed alle 17. Domani Ospedaletti accoglierà di nuovo la folla innumerevole degli appassionati del motore. Auguriamoci che la competizione riesca come è nelle previsioni.
ULTIMA EDIZIONE ISCRITTI
Classe 250 cc.
1) Bruno (Francia), New Imperiale; 2) M. Cann (Inghilterra), Guzzi ; 3) V.M. Webster (Ing.), Guzzi; 4) F. Andersson (Ing.), Guzzi; 5) H. Kaufmann (Svizzera), Guzzi; 6) J. Fracta (Cecoslovacchia); 7) R. Blatter (Svizzera), Guzzi; 8) R. Alberti (Italia), Guzzi; 9) A. Milani (Italia), Guzzi; 10) A. Rossetti (Italia), Benelli; 11) R. Alippi (Italia), Guzzi; 12) C. Mastellari (Italia), Guzzi; 13) Gianni Leoni (Italia), Guzzi; 14) D. Ambrosini (Italia), Guzzi; 15) N. Martelli (Italia), Guzzi; 16) B. Francisi (Italia), Guzzi; 17) G. Bellocchio (Italia), Guzzi.
Classe 500 cc.
1) R. Loyer (Francia), Velocette 350; 2) C. Honel (Francia), Norton 500; 3) Tuson (Francia), Motobecane ; 4) J. Behra (Francia), Guzzi 500; 5) J.W. Beevers (Inghilterra), Norton 500 ; 6) G. Werner (Svizzera), Bianchi 500 ; 7) G. Poel (Olanda), Velocette 350 ; 8) L. Van Rijswijk (Olanda), Velocette 350 ; 9) Masserini (Italia), Gilera 500; 10) E. Lorenzetti (Italia), Guzzi 500 ; 11) Guido Leoni (Italia), Guzzi 500; 12) A. Brini (Italia), Gilera 500 ; 13) F. Balzarotti (Italia), Guzzi 500 ; 14) L. Ruggeri (Italia), Guzzi 500 ; 15) O. Tenni (Italia), Guzzi 500; 16) N. Pagani (Italia), Gilera 500; 17) J. Ruggeri (Italia), Gilera 500; 18) C. Bandirola (Italia), Gilera 500; 19) O. Clemencich (Italia), Gilera 500; 20) B. Ruffo (Italia), Gilera 500; 21) U.Rovais (Italia), Guzzi 500.
I Tempi segnati ieri
Ieri Omobono Tenni, uno dei maggiori esponenti della « Guzzi », è stato il più veloce, compiendo i 2625 metri del giro nel tempo di 1’56”4/5, ad una media che supera gli 80 all’ora. Lo ha seguito Balzarotti con 1’57”4. Ancora Tenni con una 250 cc. ha fatto i 78 ed oltre di media, mentre Martelli ha messo al suo attivo un 2’1”4, Ambrosini un 2’4”1; Francisci 2’5”3. Gli stranieri sono stati tutti al di sopra dei 2 minuti e Behra s’è dimostrato il più audace con 2’1”3/5 seguito da Werner 2’4”1.
fonte: L’Eco della Riviera
venerdì, aprile 10, 2009
Ospedaletti, eternamente carezzata dal sole e fasciata di silenzio, ha vissuto domenica, in occasione del primo circuito automobilistico di Sanremo, una grande giornata di entusiasmo sportivo. L’incantevole scenario naturale, risultante da una armonica fusione di verde, d’azzurro e d’oro, il fascino sempre crescente di questo nostro lembo di Riviera, le difficoltà del percorso, il numero di partecipanti alla gara e la foltissima cornice di pubblico hanno decretato alla prima edizione di questa gara, esemplarmente organizzata dall’Azienda Autonoma di Soggiorno e dall’ A.C.I., un completo successo. Alle 15 hanno cominciato a sfrecciare fra le palme stagliatesi sul mare le rosse carrozzerie delle piccole cilindrate. Due i favoriti della categoria: Pesci e Leonardi, che già nelle prove avevano segnato i tempi migliori. Ad essa tenterà di opporsi Martignoni, che adotta un compressore volumetrico ideato dall’Ing. Cattaneo. Ma la macchina di Martignoni non è a punto, ed anche l’atteso duello tra Pesci e Leonardi si risolve in un monologo del secondo che, girando con regolarità quasi cronometrica, mantiene il primo posto da l’inizio alla fine della gara. Secondo è Pesci, terzo Avalle Piero.
Nella categoria sino a 1.100 cc. si prevedeva una vittoria dell’anziano Comirato, di Treviso, su Fiat 1.100; il cui avversario più pericoloso pare Scagliarini. Comirato infatti inizia a guidare il gruppo ed aumentare gradatamente il suo vantaggio di diversi secondi. Poco dopo la metà della gara uno spettacolare sbiellaggio del congegno di distribuzione, proprio davanti alla tribune, gli preclude la via della vittoria. Anche Scagliarini e Fiorenzi sono costretti al ritiro ed è Torelli che con una accorta condotta di gara, riesce ad aggiudicarsi il primo posto. Nuvolari, presente alla partenza sebbene indisposto, dovette ritirarsi al 10° giro e non riuscì ad animare la gara.
Viene quindi il turno delle grosse cilindrate. Vediamo schierarsi alla partenza la macchina azzurra di Giraud – una Delahaye 3.600 -, la vecchia Alfa 2.300 di Balestrero, la Fraser Nash di Moore. Queste macchine dovrebbero essere le protagoniste della gara. Tuttavia il concorso è mancato fra i tre piloti in quanto Moore era costretto al ritiro e Balestrero, pur battendosi animosamente, non poteva colmare il dislivello tecnico esistente fra le due macchine. Giraud aumentava progressivamente il suo vantaggio e segnava anche il miglior tempo assoluto sulla pista al 23° giro, percorso in 2’22” 3/5 alla media di Km. 77.080. Balestrero termina secondo, Ghersi – su Alfa 2.900 – terzo. Dopo il tradizionale omaggio di fiori ai tre vincitori, offerti dalla signora Bobba, dalla signorina Cataldo e dalla signora Vallée, attorniate da una folla di tifosi, iniziava l’esodo da Ospedaletti. Interminabili colonne di macchine e di pedoni si muovevano verso Sanremo. Gli albergatori non avevano certo da lamentarsi.
Fonte: L’Eco della Riviera, Aprile 1947
lunedì, aprile 6, 2009
Sembra che gli eventi del 2009 portino la data della rievocazione lontano e non si sa per quale motivo non siano ancora stati rilasciati comunicati per l’appuntamento di settembre, che coinvolge numerosi appassionati alla partecipazione del Trofeo San Remo. A febbraio, dopo il crollo della parte a ponente della via XX Settembre, la viabilità è stata interrotta. Ad oggi se il tratto stradale rimanesse così, sarebbe impossibile dirottare altrove il traffico dalla via Aurelia. Via XX, storica via di sfogo per il Circuito di Ospedaletti sarà operativa? Vi invito a rimanere sintonizzati per saperne di più.
Ospedaletti Circuit blog
giovedì, marzo 26, 2009

Ecco un bel documento del ponticello datato 16 aprile 1950. Fangio è davanti sul motore Alfa Romeo 158 rincorso da Alberto Ascari su Ferrari 125 Gp49. Nelle qualifiche la “pole” fu di Ascari, II Fangio, III Villoresi (Ferrari 125 Gp49) …. vincerà Fangio dopo 90 giri di fuoco inseguito da Villoresi e Alfredo Pian su Maserati 4clt/48. Ascari si ritirò per un incidente al 60° giro.
L’Alfa Romeo 158, nata presso la Scuderia Ferrari nel 1937, rimase sui campi di gara fino agli anni 50. Contando su continui miglioramenti, dominò le prime gare di Formula 1 del dopoguerra. Dopo la prima vittoria di Fangio a San Remo, il direttore generale dell’Alfa Romeo Antonio Alessio pronunciò questo discorso alla radio Argentina: «Sono lieto di portare il saluto dell’Alfa Romeo agli sportivi argentini nel giorno in cui il vostro campione Manuel Fangio assume per la prima volta la guida delle nostre macchine sugli autodromi d’Europa. Questo connubio tra il grande pilota argentino e la produzione automobilistica italiana d’avanguardia supera però l’avvenimento sportivo e meccanico per ribadire, attraverso gli oceani che pur sempre meno ci dividono, gli indissolubili legami di fraternità fra i nostri due popoli».
La Ferrari 125 F1 debuttò a Torino il 5 settembre del 1948 alla guida di Sommer che arrivò al terzo posto sotto una pioggia battente. Questa prima versione montava un motore V12 a 60° di 1497cc. sovralimentato con un compressore volumetrico Roots e sviluppava una potenza di 230 CV a 7000 giri/min. Nel 1949 la 125 F1 venne dotata di un compressore Roots a doppio stadio che le permise di raggiungere i 290 Cv a 7500 g/m.
Eccola alla partenza del Gp Di San Remo alla guida di Sommer, era una splendida giornata il 3 aprile del 1949. Nel 1950 la Ferrari modifica ancora la macchina e porta la potenza a 315 CV a 7500 g/m.

giovedì, marzo 19, 2009

Qualche giorno fa ha fatto capolino su MDO Michele Ceglie, figlio del pilota al quale è dedicato questo articolino. Su questo circuito si cresce ogni giorno! Non avevo mai sentito parlare del grande pilota Gilera che nel 1949 vinse il titolo con la casa di Arcore. La Gilera Saturno lo portò a vincere, la San Remo lo portò in sella nel 1957 ( 4 minuti nel 1950” con il numero 88, ma negli annali non trovo il suo nome. Spero che qualcuno leggendo queste righe possa aiutarci a far luce. Virgilio Casetti riporta una testimonianza dell’amico torinese Sergio Bongiovanni ricordando a memoria che guidava con maestria la gilera 500 cc. “… mi ha detto che andava veramente molto forte e se lo dice lui e più che vero, ancora oggi non fa sconti a nessuno. Sergio però non si ricorda di che citta era..” Nel ’57 chiuse la sua carriera sportiva e vendette la bellissima Saturno (Ad oggi Michele non sa chi acquistò la Saturno). Fece il meccanico a Bari sino al 1962 poi si trasferì con la famiglia in Lombardia dove lavorò come dipendente del concessionario Guzzi a Milano. Infine aprì una sua officina e diventò rivenditore del marchio Gilera sino alla fine. Queste sono le notizie in nostro possesso che riguardano Antonio Ceglie, se qualcuno volesse parlarci ancora di lui è il benvenuto. Intanto Virgilio che ha un fiuto molto particolare per i dettagli ha scovato un articolo di Motociclismo del 1950 che lo riguarda. Spero che Michele ne sia felice. Qui il link al sito che ha dedicato al papà.

venerdì, marzo 13, 2009


di Virgilio Casetti
In ricordo di Ermanno Giuliano, pilota torinese che emigrò in quel di Bologna nel 1970 come collaudatore della Ducati, per vivere la sua passione per le gare in moto ed essere più vicino al centro del motociclismo italiano. E’ stato apprezzato oltre che da pilota a livello agonistico anche per le sue doti tecniche e creative che portava sulle moto con cui gareggiava.
Ermanno Giuliano era soprannominato dagli amici “SGICH” per il suo fisico esile. Era nato vicino ad Asti nel 1945.
Le sue prime vittorie , da junior, risalgono al 1969 con la Aermacchi Aletta 125 cc nei circuiti cittadini di CUNEO e CAMERINO. Nel ’69 si classifica anche 2° ad Ospedaletti dopo un accanita battaglia con Guido Mandracchi ed Paolo Isnardi . Si ricordano anche le numerose vittorie nelle gare in salita dove lo si vede impegnato con la Ducati 250. Quell’ anno si classifica secondo nel campionato della montagna solo per un disguido all’iscrizione nell’ultima gara, e nel 1970 passa senior, ottenendo subito ottimi risultati con la sua aletta 125cc
Ermanno Giuliano era un pilota eclettico ma molto molto veloce, ha gareggiato in tutte le categorie la 50 cc la 125, forse la sua preferita, la 250 la 500 e la 750 cc
Ricordo in sintesi le marche delle moto utilizzate:
50 cc. MALANCA ufficiale
125 cc. Aermacchi, DRS, Malanca, Morbidelli
250 cc. Ducati
500 cc. Ducati GP ufficiale bicilindrica, Suzuki, Monark/Crescent, Ducati mono
750 cc. Norton commando derivata di serie, Ducati
Le sue piste preferite erano i circuiti cittadini come Ospedaletti, Camerino ecc.
Palmares: 1969 E’ primo a Cuneo Camerino, 2 ad Ospedaletti.
1970 Passa senior e corre principalmente nella 125 con aermacchi, poi partecipa ad alcune gare con la 50 cc e la 500 Suzuki
1971 1° ad Imola nelle prime gare derivate di serie con la Norton 750 commando pr
1972 E’ secondo dietro Ago, con la ducati Bicilindrica ufficiale a Cesenatico e si classifica 4 nel Campionato italiano senior dietro solo ad Agostini, Pagani, Gallina
Lo si ricorda come un puro del motociclismo, come tantissimi altri piloti di quel periodo.
Vittima di un malore mentre stava facendo il bagno in Sicilia ci ha lasciati il 18 giugno 1978
Virgilio Casetti