In quegli anni (anni 60) sentivamo la mancanza di avere a nostra disposizione un locale tutto per noi dove poter organizzare feste con le ragazze e dove poterci ritrovare ogni sera per poter discutere di quella che era la nostra grande passione “le moto”. Passione che ci univa e ci divideva nel tifo, discussioni che si protraevano per ore sulle prestazioni delle moto e dei loro piloti.
I genitori dei fratelli MARCHIONI (PAOLO e MAURO) possedevano un paio di magazzini sotto la loro abitazione (via Angela Ascenzo) dove pulivano e confezionavano i fiori da portare al mercato, a noi venne destinato il più piccolo dei magazzini (dove adesso c’è il calzolaio Pilone) era un locale talmente piccolo che lo battezzammo “IL BUCO” pochi metri quadrati dove sistemammo una scrivania, qualche sedia e tappezzammo le pareti con le foto dei nostri beniamini, foto che eravamo riusciti ad avere scrivendo alle case motociclistiche Italiane e straniere, con nostra sorpresa ricevemmo anche foto e depliant dalla Casa Madre della Honda dal Giappone, foto che noi ad ogni gran premio di Ospedaletti facevamo autografare dai vari piloti e poi mettevamo in bella mostra sulle pareti della nostra sede.
La sede era piccola per noi, troppo piccola e Paolo tanto fece che riuscì a convincere i suoi genitori per farci sistemare in un magazzino vicino e molto più grande del primo del quale rimase il nome “IL BUCO”.
Le pareti tappezzate di foto, una scrivania con sopra un cilindro con pistone che fungeva da portacenere, un camino sempre spento, su una mensola un giradischi che in occasione delle feste che si riuscivano ad organizzare suonava in sordina motivi di quegli anni. Ricordo che alle pareti avevamo appeso oggetti fatti artigianalmente da noi: uno scudo con due lance incrociate fatto di canne con disegni tribali, a chi chiedeva cosa rappresentasse dicevamo che era stato ritrovato nella piana di Zama dove Garibaldi sconfisse Annibale, c’era anche una specie di zufolo sempre fatto di canne con disegni, quello era un richiamo per elefanti.
Eravamo impregnati di spensieratezza e sempre pronti allo scherzo.
PAOLO MARCHIONI lanciò un giorno l’idea di fondare un Moto Club a Ospedaletti idea che pian piano prese forma ed ebbe il consenso di noi tutti. C’era l’idea, la voglia, mancava il nome. Serate trascorse in discussioni infinite su che nome dare al nostro Moto Club, c’era chi proponeva i nomi più strani e chi proponeva di dedicarlo a piloti ormai scomparsi, non si riusciva a mettersi d’accordo.
Una sera, mentre stavamo come al solito discutendo su quale fosse il nome più appropriato per il futuro sodalizio entrò PAOLO e disse “basta, il nostro Moto Club non avrà ne un nome strano e difficile da ricordare ne il nome di un personaggio deceduto, dovrà essere un nome facile da ricordare e che in un certo senso richiami la nostra terra, SI CHIAMERÀ MOTO CLUB RIVIERA DEI FIORI.
Avevamo la sede, c’era il nome si poteva partire con l’affiliazione alla F.M.I. Federazione Motociclistica Italiana. Quell’anno il neonato Moto Club Riviera dei Fiori ricevette dalla F.M.I. la medaglia d’oro per essere il Moto Club con il maggior numero di neo iscritti in Italia.
CHE SODDISFAZIONE!!!
Ed ora il Gran Premio. Non volevamo essere semplici spettatori del Gran Premio di Ospedaletti, ma dietro le quinte far parte dell’organizzazione. In quegli anni il Gran Premio di Ospedaletti era organizzato dal Moto Club Sanremo, Patron della manifestazione era il Comandante Allavena al quale noi offrimmo la nostra disponibilità ad essere impiegati sulle varie postazioni del percorso o in qualsiasi settore organizzativo servisse aiuto, la proposta fu accettata ed a noi fu affidata l’organizzazione delle postazioni telefoniche e segnalazioni dislocate lungo il percorso e collegate con la centrale collocata nel settore box in Piazza Europa.
Non eravamo gli unici a garantire il servizio, c’erano con noi anche ragazzi provenienti da altri Moto Club della provincia. Coordinatore di tutto l’apparato organizzativo erano i fratelli Marchioni Paolo e Mauro. Sui manifesti e sui bracciali degli addetti al percorso comparve anche il nome del Moto Club “Riviera dei Fiori”.
Per i Soci fondatori del nostro Moto Club c’era un tavolo riservato al Casinò di Sanremo la sera delle premiazioni. Tutto questo ci faceva sentire importanti. Tutto questo dovuto all’interesse , alla costanza e a volte alla testardaggine, ma soprattutto alla grande passione della persona della quale sentiamo molto la mancanza: MARCHIONI PAOLO.
GRAZIE PAOLO.
Come Paolo altri Soci e compagni di avventura ci hanno lasciato, non li cito per paura di dimenticare qualcuno, il loro ricordo mi accompagnerà piacevolmente per sempre. È stato bello dividere con tutti Voi questa meravigliosa avventura. CIAO
ROMEO
Ho visto tempo fa quell’orrendo tabellone che riproduceva il circuito di Ospedaletti, dico orrendo perchè chi lo ha partorito a quanto pare ha dato alle curve ed ai vari settori del percorso nomi inventati di sana pianta. Per esattezza:
In origine la partenza veniva data poco prima del bar Piccadilly spostata poi all’altezza di piazza Europa. Partendo in senso antiorario:
rettilineo di partenza in fondo al quale troviamo la curva a gomito a sinistra chiamata “curva del Piccadilly” a seguire salita e curva “del Riviera” e salita “del Miramare” che devono il nome a due alberghi esistenti prima dell’ultima guerra, a destra curva “del Gallo Nero” poi doppia curva del “Mulino” e curva “di Chiappa” leggera salita che porta alla curva “del Ponticello” breve rettilineo a seguire la doppia curva “della Villa Cristhie” breve rettilineo in discesa ed ecco la curva “Clemencich” (prende il nome dal pilota che qui nel 1950 in una caduta perse la vita) breve discesa prima di arrivare alla curva “Quadrata” nome dovuto alla forma del muretto al suo interno, curva e discesa del cimitero all’uscita della quale i piloti spalancavano il gas per affrontare il rettilineo d’arrivo.
Questo per chi c’era e ricorda, ma soprattutto per chi non sa e crede di sapere.
Romeo Cavicchia, Moto Club Riviera dei Fiori per MDO.
MOTO CLUB “RIVIERA DEI FIORI”
SOCI FONDATORIPAOLO MARCHIONI
MAURO MARCHIONI
ALFIERO FELTRINELLI
MICHELE CRIVELLO
ALDO PUNZO
VITTORIO BELLI
RENZO BREGLIANO
ROMEO CAVICCHIA
ENRICO TORRE
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ALBO D’ORO AUTODROMO

Piccadilly, 24 HEURES LE MANS MOTO 2011: SATURDAY MORNING



Grazie Romeo per aver fissato su queste pagine il ricordo del vecchio moto club di Ospedaletti. Tante volte su questo blog sono apparsi i volti ed i nomi di Paolo e di altri Soci, era giusto raccontare la storia dei ragazzi. Anche se il “Riviera dei Fiori” non esiste più e l’età mi divide da quel periodo, mi piace pensare di far parte del club scrivendo le pagine di questo sito..
Fa sempre piacere sentire questi racconti e soprattutto ricordare la disponibiltà delle persone a rendersi utili ad organizzare la manifestazione. Bravi e complimenti. Io negli anni 70 facevo parte dell’organizzazione di alcune gare in salita in piemonte, e so quindi quanto è necessaria la disponibiltà e la responsabilità di tutte le persone che si mettono a dsiposizione per il perfetto funzionamento delle manifestazioni motoristiche. Ancora un bravo a tutti voi
Scusate ma le Gilera che si vedono nella foto ….e il motobi …
intendi dire che ti vien voglia di tirare il gas?
Ormai …, pero’ mi rimane il rimpianto di non avere mai girato ad Ospedaletti , un vero peccato
Tu ci puoi girare quando vuoi!!!! Devi solo trovare un mezzo anteriore al 72.
Oramai sono oltre 20 anni che non guido piu’ una moto da corsa, e l’unica moto che ho tenuta e’ una MBa 125 del 78, nella tutta ormai non ci entro propio piu ….
meglio andare a vedere …
Vorresti raccontarmi che non sei più capace di guidare una moto da competizione? Non ci credo! Sei stato pilota e non puoi diventare un “brocco” solo perchè sono vent’anni che non guidi.

Nella passata edizione c’ era gente che andava forte, ma c’erano altri che andavano poco più che a spasso.
Comunque ho letto il regolamento e non mi pare che il passato agonistico sia un presupposto per l’ accettazione dell’ iscrizione, mi sembra piuttosto che molto rilevante sia il mezzo con cui ci si iscrive “moto di particolare interesse storico sportivo costruite entro il 72″. Non ti resta che cercare un mezzo e visto che nell’ambiente di gente ne conosci, non dovrebbe essere un problema…..
Fuori tema: stasera ho letto su un calendario che è San Virgilio, anche se in ritardo, Auguri!!!
Probabilmente qualcosa ricordo , ad esmpio la prima in alto …
Dai dai dai……. Non raccontare storielle…..
Luca, tu che lo conosci meglio di me, non dici niente?
Ciao ragazzi, ma mi piacerebbe tantissimo poter chiudere per un giorno il circuito e divertirmi a girare con voi, secondo me Virgilio avrebbe da dirci un sacco di cose, e chissà magari capiterà di poterlo fare! Dubito la prossima rievocazione almeno per me, senza moto la vedo dura e poi non ho mai avuto esperienze in merito! Virgilio ci alleghi una foto della tua MBA? Ancora meglio, qualche foto tua in moto? Mi piacerebbe tantissimo e mi stupisce di non avertelo mai chiesto! Lorenzo vale anche per te, hai qualche bella foto tua in moto?

aNCHE SE UN PO’ IN RITADO E ME NE SCUSO GRAZIE A LORENZO X GLI AUGURI
Bella idea Luca, neanch’io ci ho mai pensato!!!
Dai Virgilio, allega la foto della MBA e qualcuna o anche tutte quelle di quando correvi, magari forse ti ho anche visto, anzi, ti ho visto certamente perchè quell’ ambiente l’ho frequentato dal 75/76 all’ 81.
Di foto in moto non ne ho, o almeno non in mio possesso. Ne avevo una bellissima sul Motobi 250 trasformato, del 1970, ma per svariati motivi, non è più in mio possesso…..
Girare sul circuito è un sogno che non voglio ancora abbandonare e se non ci riuscirò con una moto da corsa, qualche giro con traffico aperto con la Hornet ce lo voglio fare
questa e’ la famosa MBA (Morbideli Benelli Armi) costruita ad urbino dal 1978 per i piloti privati e commercializzate in tutto il mondo .
Prima del 78 le moto si chiamavano semplicemente Morbidelli e si riconoscono anche in quanto sui cater motore era costruito dalla Ferrari e il Cavallino rampante sul cater stesso lo evidenziava
Bellissima Virgilio, non sapevo che MBA fosse l’abbreviazione di tre case, ma quanto era veloce ? Quanto tempo hai corso con lei? Ho trovato due link interessanti sulle MBA ma in inglese:
1 – The morbidelli project
2 – Forum di Autosport
… Morbidelli 125cc, direi che esteticamente è come la tua MBA…
… 1978 …
Altra vista della MBA, ora vedo di ritrovare la scheda tecnica e fornire le caratteristiche principali cosi’ sono piu’ preciso
Ciao Virgilio, è bellissima! La seconda di chi è? Il manubrio è molto spiovente, alla Jarno Saarinen; nasceva così o è una regolazione tua?
La seconda Mobidelli e’ di un carissiomo amico , quello con cui si facevano le trasferte insieme .Si tratta del modello 1977 come si nota sul serbatoio la scritta non e’ MBA ma ancora MOBIDELLI Benelli Armi ed aveva i carte fatti in Ferrari con evidenza del cavallino rampante
Ecco la Morbidelli versione 1977
Sotto il plexiglas c’è scritto Orsenigo. Mi ricorda il nome di un preparatore, ma anche di un pilota fine 60 primi 70; tu di certo sai darmi una risposta…. E’ la stessa persona?
Si certo tratta , del GRANDE e compianto ANGELO ORSENIGO , pilota negli anni 60 . Orsenigo ha guidato moto dalla cat. 50 fino alle 750 cc ,come molti dei piloti di quegli anni , ducati , morini , jamaha e e naturalmente MBA .
Cordiale gentile sempre con il sorriso sulle labbra Angelo Orsenigo era l’escusivista in Italia e per l’Europa delle MBA .
Praticamente tutti i piloti passavano nel suo negozio di parabiago , dove si trovavano tutte le novita’ , moto e ricambi delle MBA.
Posso affermare senza ombra di dubbio che chi come me ha posseduto una MBA ha conosciuto e stimato Orsenigo
Prima pilota e poi team manager della scuderia che negli anni 70 80 portava il suo nome .
Naturamente Orsenigo ha anche gareggiato ad Ospedaletti ed infatti e’ immortalato tra le varie immagini del sito di MDO.
Ancora giovane purtroppo Angelo ci ha lasciati nel 2004 ….
Per notizie piu’ approfondite si puo’ vedere il suo sito
http://WWW.ORSENIGOMOTO.IT
Orsenigo corse ad Ospedaletti nel 1972: http://www.marinadiospedaletti.it/?p=533
Luca , vedi che ANGELO ORSENIGO ha gareggiato anche negli anni 60 ad esempio nel 69 ha gareggitao in 3 categorie …. 50 cc , 125 , e 250 cc .
Eccolo con il num 88 su ducati 250 cc
http://www.marinadiospedaletti.it/?paged=11 foto num 14 nel 72 impegnato nelle curv e in discesa
Ho trovato sul sito un’immagine di Orsenigo sulla MBA a Misano nel ’76….
.. e un’altra l’anno dopo durante la sua ultima stagione.
CIAO Luca
innanzitutto complimenti per il blog, attraverso le sue pagine ho ripercorso
con gli occhi della memoria la storia del nostro autodromo, ho rivisto gli amici con i quali con passione e caparbietà abbiamo fortemente voluto il MOTO CLUB RIVIERA DEI FIORI mi manca tutto questo, mi mancano immensamente quegli amici che non ci sono più, mi manca il rombo dei motori quel rombo che PAOLO MARCHIONI definiva simpaticamente come ” il raglio di un asino che arriva fino in cielo” quella era per tutti noi una musica celestiale. Caro Luca sai cosa mi manca anche tanto? Quell’odore di olio ricinato che aleggiava sul tracciato del circuito nei giorni delle prove e della gara, odore che condiva le nostre discussioni in attesa del via, odore che noi cercavamo di riprodurre versando nei serbatoi dei nostri motorini flaconi di olio di ricino comprati in farmacia, era un modo per unire ai ricordi il loro odore, era un modo di addolcire l’attesa del prossimo Gran Premio. Ciao Luca e ANCORA GRAZIE.
ROMEO
Quell’ odore per noi è ancora OSSIGENO PURO !!!