… “Secondo i loro regolamenti, le due gare di Ospedaletti sono manifestazioni aperte e internazionali. Queste manifestazioni significano che sono ammessi a partecipare non solo i soci dell’Automobile Club e del Moto Club di Sanremo, ma qualsiasi concorrente e qualsiasi corridore italiano o straniero, purchè munito della prescritta licenza internazionale di concorrente e di conduttore, rilasciata dalle Commissioni Sportive Internazionali e, per esse dalle Associazioni Nazionali aderenti alle Federazioni Internazionali Automobilistica e Motociclistica (F.I.A. e F.I.C.M.).
Sono poi definite gare di velocità, nelle quali unico criterio di vittoria è il tempo impiegato nel percorso. Come è noto, vi sono anche gare di regolarità, di consumo ecc. o miste.
Macchine ammesse alla corsa automobilistica sono quelle classificate dalle norme sportive nella categoria “sport” rispondenti ai requisiti prescritti dall’annesso C del codice sportivo internazionale, notando che a tali macchine è consentito l’uso del compressore.
Le macchine ammesse sono divise in tre classi secondo la cilindrata del motore (fino a 750 cmc., da oltre 750 cmc. e da oltre 1100 cmc.).
Alla gara non possono partecipare più di 7 autovetture prescelte fra quelle iscritte, che avranno compiuto i migliori tempi (cioè che avranno compiuto il percorso nel tempo più breve) durante le prove ufficiali. Questa particolarità della gara rende interessante anche lo svolgimento delle prove che saranno effettuate prima delle gare finali di ciascuna classe.
Alla gara motociclistica sono ammesse le macchine della categoria A del Regolamento sportivo e sono divise in due classi (fino a 250 cmc. e da oltre 250 a 500 cmc.). Alla gara finale saranno ammesse fino a 16 moto secondo il tempo migliore raggiunto nelle prove. Non è il caso di indugiarsi nell’esporre le molte altre norme generali e particolari dei regolamenti di queste gare che sono il frutto di tutte quelle condizioni e circostanze, di cui sopra si è fatto cenno. Tali norme potranno variare nelle future edizioni col variare delle condizioni e delle circostanze stesse.
Un fattore che invece può diventare permanente e contribuire al successo delle gare di quest’anno e di quelle che si disputeranno negli anni venturi è il percorso.
Il percorso di Ospedaletti si snoda nella incantevole Valle delle rose, al cui sbocco sul mare giacciono le case di Ospedaletti; questa piccola e ripida vallatella che ai doni del sole e del mare di altre prossime località della Riviera, al suo dolce e ben famoso clima e alle bellezze aggiunte dall’operosità umana nelle coltivazioni di rose e garofani, di eucaliptus e di mimose, di palme e di ulivi, presenta un fascino virgiliano che fa dimenticare le maestose e prossime, anche se non fitte, costruzioni alberghiere.
Il silenzio operoso e tranquillo di questa valle benedetta dalla natura e dalla laboriosità umana sarà rotto per alcuni giorni dal continuo e rombante scoppio dei motori, che richiamerà con lo spettacolo virile e incandescente delle gare motoristiche le folle e queste conosceranno, godranno e apprezzeranno l’incantesimo di questo piccolo angolo d’Italia. Molti dimenticheranno, in queste ore e in questi luoghi, le torbide e tristi lotte della vita quotidiana e sentiranno il desiderio di rifugiarsi in quest’angolo per ritemprare le forze dello spirito e del corpo.
Il percorso ha una lunghezza di m. 2625. Dopo una leggera curva di m. 270 in lievissima pendenza (da m. 10 a m. 7,216) sul corso Margherita, segna una brusca curva (raggio m. 12) ad angolo retto, dislivello seguito da due controcurve (raggio m. 18 e raggio m. 11) nel breve spazio di circa 420 m. con un dislivello sempre in salita di m. 40 (8,88%).
Questa serie di curve scabrose a quanto può prevedersi, metterà a più dura prova i muscoli e la virtuosità dei corridori, nonchè gli organi delle macchine, i freni, i cambi, le gomme, ecc.
Dopo un tratto di circa 570 m., ad andamento di varia pendenza e di leggerissima curva, si giunge alla Curva degli ulivi (raggio m. 29) che è il punto più alto del percorso (m. 57); quindi si inizia la discesa, prima lieve e poi più ripida, su un tratto di 663 m. con un dislivello di m. 43,518 (6,56%).
Il percorso che deve essere ripetuto 25 volte dalle autovetture e 60 dai motocicli, è ben duro e può ritenersi come un severo collaudo di uomini e di macchine in questa iniziale manifestazione della annata sportiva.
Se sarà accolto il desiderio espresso dalla Commissione Sportiva Automobilistica Italiana, di congiungere direttamente la Curva delle mimose al corso Margherita, eliminando la curva stessa e quella precedente e migliorando il passaggio dal corso Margherita alla via De Medici, il percorso acquisterà nelle future edizioni delle manifestazioni un andamento forse meno emozionante, ma più interessante sotto un’aspetto tecnico e sportivo, consentendo un migliore sfruttamento delle possibilità velocistiche dei motori.”
Michele Suglia
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