
Un’inedita immagine di Geoffrey Duke e Libero Borsari subito dopo la premiazione delle mezzo litro al GT del ‘52. Duke, grande anche per doti umane avvicinò Libero e in modo sbrigativo ma cordiale complimentandosi e consolandolo per l’epilogo non fortunato della sua gara volle fare la foto assieme. Bello davvero vedere questi due giovani uno già grande campione, l’altro che cercava di diventarlo, assieme e sorridenti.
Augusto Borsari
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ALBO D’ORO AUTODROMO
Piccadilly, MANX GP 2010

Bella immagine, quante cose si vengono a conoscere e si mettono a disposizione di tutti gli appassionati… e chissà quante sono ancora nel cassetto di altri
Talento a parte, il Norton Manx di Duke era superiore alle altre macchine in quel periodo?
Certo un pilota che si permette di vincere 6 mondiali di classe ce n’è a sufficienza e la sua norton era superiore alle altre monocilindriche e pluricindriche, in special modo nei circuiti guidati e dove la coppia motore aveva il suo effetto nell’uscita delle curve
Sono d’accordo, purtroppo (per me Guzzista congenito) in quel periodo la Norton Manx era una macchina superiore, nata per e sul TT, il motore aveva una potenza superiore del 30% alle nostre mono e quasi pari alle 4 cilindri e per giunta montato su un telaio con gli ammortizzatori telescopici degno del soprannome “letto di piume” , che dire …”chapeau” alle nostre macchine e piloti per quanto sono riusciti a fare.
Scusate ma ieri avevo postato un commento ma non lo vedo pubblicato. quindi lo inserisco nuovamente.
Augusto, concordo con Te per quanto riguarda i piloti italiani e le loro moto, Guzzi Gilera monocilindriche che riuscivano con la Loro bravura a dare battaglia alle norton .
Volevo sapere da Augusto se Libero ha partecipato nel trofeo di San Remo alle edizioni del 1951
No, al tempo dell’edizione del ‘51 Libero ha corso nel campionato di IIa categoria, dopo averlo vinto e promosso in Ia cat. nel ‘52 ha fatto le prime tre gare a Faenza, Parma e Voghera e i due circuiti internazionali di Sanremo e Codogno. Nelle ultime due gare montava sul suo Dondolino il motore tipo “Faenza”.
Ciao Augusto, mi spieghi qualcosa del motore tipo “Faenza”?
Di Guzzi da corsa non ne ho visti molti, anche se mi pare che alla mia prima gara a Ospedaletti, nel 68, ce ne fosse uno guidato da Mandolini.
Fu chiamato “Faenza” il motore che debuttò a Faenza nel GP delle Nazioni del ‘48, è stato l’ultimo aggiornamento, del motore nato con il “Condor” nel ‘39, consistente unicamente nell’aggiunta di un terzo cuscinetto a rulli sull’albero motore nel carter lato volano, quello maggiormente sollecitato.
Finiva così nei primi anni ‘50 la storia nelle competizioni di una moto che tanti piloti privati hanno portarono alla vittoria in Italia e all’estero per lasciare posto alle altre realizzazioni Guzzi come il Gambalunga, alcune versioni della mono bialbero, la 4 cil. e l’8 cil.
Come curiosità posso dire che nel listino Guzzi il Condor veniva venduto nel ‘39 a 11.000 lire, aveva 27 Cv a 5.000 giri e velocità 160km/h ; per il Dondolino nel ‘50 ci volevano invece più di 800.000 lire, per 33 CV a 5500 giri e velocità 170 km/h.
Di Dondolino perfettamente restaurati e conservati ne ho visto qualcuno in giro e mi sembrano oggetti di arte meccanica che negli anni hanno consolidato il loro fascino, peccato che non me lo posso permettere ma ne terrei uno al posto della libreria.
E’ questo?
Sembra il modello del ‘48….
E questo potrebbe essere il Norton Manx di Duke.. versione 1949
Vedendo la foto del Dondolino mi viene da dire ” 70 ma non li dimostra” ,visto anche l’interesse dei collezionisti , le quotazioni degli esemplari originali e il numero di “repliche” fatte. Guzzi ne fece 90 circa ma in giro ce ne sono diverse centinaia !
Nel ‘52 Duke onorò il GT usando il più moderno Manx col telaio doppia culla e ammortizzatori posteriori lunghi.
TT ‘51, Duke ed il Norton Manx che userà ad Ospedaletti durante il GT del 1952
Vedi anche questa……
Augusto , dimmi cosa pensava Libero dei vari circuiti italiani stradali e cittadini , quale era il suo preferito ? Dei piloti di allora quale diceva che era il piu’ completo ?
ciao virgilio
virgilio, scusa per il ritardo ma le tue domande hanno richiesto una risposta “pensata”
I circuiti: all’epoca era tale l’entusiasmo, la passione per le due ruote e la velocità che pur conscio dei rischi dei circuiti cittadini Libero come tanti altri giovani piloti non esitò, pur di correre, a partecipare a tutte le manifestazioni, anche a quelle fuori campionato o non internazionali. Da brivido ora per me collegare i moderni circuiti ai viali alberati con marciapiedi, rotaie ecc protetti solo da centinaia di balle di paglia.
Penso però non sarebbe mai arrivato al rifiuto di correre come fece per primo Duke nel ‘53 in Germania
Comunque, oltre all’Autodromo di Modena (a Monza non ha mai corso) rimase entusiasta di Ospedaletti.
I piloti : data la sua riservatezza posso solo pensare alle due foto che avevamo in casa, una di Tenni e quella con Duke (vedi sopra) spero di interpretare correttamente le sue preferenze basate sul coraggio e lo stile.
Ricordo però, senza togliere meriti a nessuno degli altri grandi con cui aveva gareggiato, che un giorno disse di apprezzare particolarmente Valdinoci.
La moto : (un aneddoto) alle prove di Ospedaletti gli fu data in prova una Gilera ufficiale, quando scese dalla moto disse a ns padre ” domani col Dondolino ci corri poi tu”, ne aveva apprezzato il telaio e la maneggevolezza.
Il suo “guzzismo” riprese poi il controllo e gli fece dimenticare anche il problemino della vibrazione dell’anteriore che nei tratti veloci faceva sembrare il manubrio grosso il doppio.
ciao
augusto
Grazie x la Tua completa risposta, non ti preoccupare x il tempo pure io (ho 62 anni ) accedo al computer quando i figli lo lasciano disponibile, il bello è continuarsi ad aggiornare su tutto quello che appartiene al motociclismo, piloti, moto, gare degli anni ormai passati. Io ho di quegli anni ‘50 i ricordi ed i racconti di mio padre che mi ha lasciato e quindi capisco l’entusiasmo dei piloti, i circuiti cittadini, con le balle di paglia, i marciapiedi ed i muretti, e che dire della sicurezza … , non esisteva neppure nelle gare di campionato del mondo fino agli anni ‘80.
Augusto mi piace sentire gli aneddoti e sapere che in prova Libero ebbe la gilera, penso saturno?, ma che poi in gara corse con la sua guzzi che come noto beccheggiava nei curvoni veloci come quello di ospedaletti
Certo che la rivalità tra le guzzi e le gilera era forte ai tempi …
Vedi così ho potuto conoscere un pò di più Libero, anche dal sito del motoclubcento e centauri.
Ancora grazie Augusto
Mio padre Antonio era molto amico di papà Dandolo e mamma Luciana.Dal 1950 al 1955 abbiamo abitato a Sanremo e posso proprio dire con vanto :c’ero anch’io. Ciao Augusto ,un abbraccio Maurizio