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martedì, febbraio 13, 2007

CORRERE TRA I GAROFANI

Scritto da: Picche // Category: GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 10:59 pm

OSPEDALETTI
di Roberto Patrignani
Il saliscendi della Riviera dei Fiori, ricavato su un tratto dell’Aurelia, palcoscenico delle gare di velocità del dopoguerra.
Per restare nel tema dei circuiti tortuosi e impegna­tivi, come quello di Clermont Ferrand, descritto sul numero uno della nostra rivi­sta (Motor Collection), ci addentriamo questa volta nel saliscendi dello stradale di Ospedaletti, disputato dal 1947 al 1972, sia pure con varie interruzioni nell’ arco di questo periodo. Il tracciato di Ospedaletti, conosciuto nei primi tempi come Circuito di Sanremo (quattro chilometri dell’Aurelia dividono le due località della festosa Riviera Ligure di Ponente), non ha in realtà nulla da spartire con il temuto percorso dei Monti dell’Auvergne, perchè quanto era tetro, isolato, minaccioso il primo, tanto era piacevolissi­mo, allegro e “comodissimo” il secondo, che si svolgeva nel bel mezzo della cittadina balneare, impegnando nientemeno che l’Aurelia, tanto che il traffico, filobus compresi, veniva dirot­tato in una stretta strada a ridosso della ferrovia, a mare.

Caduta di PatrignaniBenchè impegnativo e privo di cosiddetti spazi di fuga, in alcuni punti del tracciato si poteva cadere impunemente. Lo dimostra l’atterraggio innocuo di Patrignani con la Morini 250 alla curva del Muraglione.

Allora non c’era neppure l’au­tostrada che adesso svetta a mezza collina per congiungersi con la Costa Azzurra e che per­tanto avrebbe evitato del tutto la zona del circuito per chi avesse avuto fretta e poca pas­sione per le corse motociclisti­che. Ma non c’era neppure l’Autostrada per raggiungere Ospedaletti, in quanto, da Milano, si percorreva la Serravalle per sfociare a Genova e poi via lentamente lungo un percorso pittoresco fin che si vuole, ma stretto, con numerosi passaggi a livello e pochissimo scorrevole. E’ per questa ragione che per tutti i­ concorrenti andare a correre a Ospedaletti diventava… un’ au­tentica vacanza. Sì perché, ben sapendo che bisognava forzata­mente prendersela calma, conoscendo la bellezza dei luo­ghi, l’accoglienza nei giorni della gara e la buona cucina locale, la trasferta di Ospedaletti diventava un viag­gio di piacere con annessa gara. Una occasione per porta­re mogli, figli, fidanzata; cosa questa sconsigliabile in moltis­simi altri posti di fama supe­riore ma di assai poco gradevo­le soggiorno. La corsa si svolge­va di preferenza al volgere del­l’autunno; prima di tutto per evitare l’affollamento estivo, disporre di begli alberghi, libe­ri di beneficiare, senza troppa ressa, di quel meraviglioso clima che i cartelli stradali indicano esplicitamente come “il più mite della Riviera”. Ospedaletti è infatti frequenta­ta anche d’inverno per i suoi effetti salutari e, in tal senso, assai conosciuto anche all’este­ro. Molti inglesi l’avevano elet­ta a residenza invernale negli anni Trenta e non pochi corri­dori di fama come Fergus Anderson, Geoffrey Duke, Enrico Lorenzetti, vi hanno abitato per qualche tempo, mentre tutt’ ora residente é Giuseppe Colnago, diversi altri ex hanno scelto di trascorrere li o nella vicina Bordighera il periodo delle vacanze estive o invernali. Tutta questa enfasi perché Ospedaletti ha lasciato un impareggiabile ricordo in tutti coloro, corridori, accom­pagnatori o spettatori, che hanno avuto il privilegio di disputare o assistere a questa corsa unica nel suo genere e, a dispetto della assoluta mancan­za di spazi di fuga, molto meno’ pericolosa di quanto possano far pensare i …muri, muretti e case che guarniscono l’intero tracciato. Solo un malaugurato insieme di circo­stanze negative ha causato la morte di Oscar Clemencich nella edizione del 1950, sotto la pioggia, colpito da una delle leve del manubrio, nella cadu­ta quasi da fermo. Il parco macchine era situato in un pic­colo spiazzo nel bel mezzo del viale alberato che attraversa tutta la cittadina (l’Aurelia), dove adesso si trova la chiesa principale. Ci stavano tutti: anche teams importanti come la MV Agusta, la Gilera, la Moto Guzzi e tutti quanti, ufficiali e privati. Oggi questo sembra un miracolo irripetibile perché basterebbe un Motor Home, di quelli giganteschi attualmente in vigore con rela­tivi annessi, per occupare inte­ramente quell’ area che allora, con familiarità del tutto scom­parsa, era normale, gradevole e persino entusiasmante, divide­re insieme come una grande famiglia. La disputa, l’antago­nismo erano riservati alla gara, ma scesi di moto tutto si rass­serenava: grandi tavolate, pas­seggiate distensive la sera, a lavoro ultimato, il nascere di confidenze, anche tra “avversa­ri” che poi magari si spegneva­no al successivo appuntamen­to, in una gara piovosa in terra straniera, nel fango di un pad­dock rudimentale e il ben diverso “sostentamento” di un panino con wurstel e senape, rispetto … le trofie al pesto, la grigliata di pesce, i “gianchetti” all’agro e il vino dell’ entroterra ligure, insomma, non si vive di sole moto. La prima edizione del Circuito di Sanremo ­Ospedaletti si è svolta nel 1947 sul percorso che misurava 2.625 metri e aveva senso di marcia “orario” anziché oppo­sto come avviene a partire dal 1949 quando il giro raggiunge i 3.380 metri, con dodici curve da marce basse, in salita e discesa e zona traguardo situata dove l’Aurelia piega appena appena in una ampia ansa che con il passare degli anni e l’au­mentare della velocità diven­terà il punto più pericoloso dell’intero tracciato: pochi cen­timetri dividevano il marcia­piede dall’alto muro retrostan­te e vedere le 500 affrontarlo a manetta era da … rabbrividire. La prima edizione è vinta da Bruno Francisci con la Guzzi 250 Albatros e da Carlo Bandirola con la GiIera Saturno, rispettivamente alla media di 79,450 e 82,477 km/h. Bandirola sarà un assi­duo di Ospedaletti e vincerà ancora, ma è importante quella prima affermazione del ‘47 perché fa battezzare Saturno “Sanremo” la nuova versione della monocilindrica Gilera. Tra i vincitori di quei primi anni troviamo Ruffo, Ambrosini, Lorenzetti, Masetti, Colnago, Valdinoci. Nel 1952 la prima importante presenza straniera: è invitato Geoffrey Duke con la Norton che non manca di confermarsi il campione che è, vincendo la corsa. Successivamente ritro­viamo Bandirola vittorioso con la MV quattro cilindri, Liberati, Ubbiali, Ferri, nuova­mente Lorenzetti. Pensare che in quel periodo la Moto Guzzi aveva il potere (e sul posto incontrava larghi favori in que­sto senso) di far chiudere il percorso per diverse sedute d’allenamento nei mesi inver­nali. Oggi si va in Australia, Nuova Zelanda, Malesia a pro­vare i nuovi modelli. Una volta “bastava” recarsi a Ospedaletti. Un vero peccato che in quella zona della Liguria non esiste nell’ entroterra un tracciato permanente e moderno, per poter utilizzare le moto nell’in­tero arco dell’ anno, grazie al clima. Dopo una pausa di inat­tività il tradizionale appunta­mento di Ospedaletti ripren­de a partire dal 1961, grazie soprattutto alla spinta del comandante Michele Allavena e dai giovani e appassionatissi­mi soci del Moto Club Ospedaletti.

Classe 500 del 1956Sopra, primo giro della classe 500 nel 1956. Siamo alla curva del Piccadily che, dall’Aurelia porta verso la parte alta e tortuosa del circuito. Liberati, con la Gilera quattro cilindri n.78 vincerà la corsa ripetendo l’impresa dell’e­dizione precedente. Sopra, primo giro della classe 500 nel 1956. Siamo alla curva del Piccadily che, dall’Aurelia porta verso la parte alta e tortuosa del circuito. Liberati, con la Gilera quattro cilindri n.78 vincerà la corsa ripetendo l’impresa dell’e­dizione precedente.

Troviamo nuovi vincitori come Gilberto Milani, Tarquinio Provini, il sudafricano Paddy Driver. Arrivano anche le moto giap­ponesi e la Honda 125 vince con Taveri per ben cinque volte dal 1926 al 1967. Nel 1962 Provini stabilisce con la Morini 250 bialbero il record sul giro a 110.921 km/h che resisterà fino al 1968, battuto da Phil Read con la Yamaha 250 a 113.191. Ma il primato assoluto del circuito va ascritto a Giacomo Agostini che con la MV 350 tre cilindri raggiunge i 117.679 km/h nel 1972, anno che segnerà anche la fine dell’epopea del Circuito di Ospedaletti che, nel frattempo, ha visto primeggiare anche Francesco Villa, Benedicto Caldarella con la Gilera quattro, Torras con la Bultaco, Venturi, Pasolini, Bergamonti, Herrero con la Ossa, Bryans con la Honda, Parlotti, Carruthers e altri grandi nome dell’ epoca. E quanto pubblico, proveniente dall’Italia e dalla vicina Francia, ogni edizione un successo in tutti i sensi. C’è sempre del rammarico per tutto quanto è irripetibile, ma nel caso di Ospedaletti la nostalgia è doppia, per l’atmosfera del tutto speciale, irricreabile altrove. La speranza è che tutto non vada perduto e a quacuno venga prima o poi in mente di organizzare una bella rievocazione storica, un tributo che il circuito della Riviera dei Fiori certo si merita, per essere stato per tanti anni un irripetibile pacoscenico per le entusiasman­ti imprese del nostro sport.

(da Motor Collection) Si ringrazia Roberto Patrignani per la documentazione.

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giovedì, febbraio 1, 2007

Gp Senza Titolo…

Scritto da: MDO // Category: GOLDENYEARS,LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 3:56 am

Un ringraziamento a Flavio Ottonello che ha riportato alla luce altre immagini inedite.. ma di che anno stiamo parlando? Commenti e date possono essere segnalati in basso, grazie!
(Foto per gentile concessione dell’Archivio De Bon)
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domenica, dicembre 3, 2006

Concluso sul Circuito di Sanremo-Ospedaletti il “tricolore” seniores 1972

Scritto da: MDO // Category: 1972,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 7:42 pm

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SPLENDIDA CONFERMA DI AGOSTINI (DOPPIA) E DI IEVA, GRAN RITORNO DI PASOLINI, IL NOME NUOVO E’ COCCHI

SANREMO – Il Campionato Italiano seniores si è concluso domenica 8 ottobre sulla Riviera dei Fiori che ha accolto con uno splendido sole ed una temperatura primaverile i centauri chiamati al terzo ed ultimo Impegno della caccia al titolo nazionale! Conferme e novità hanno caratterizzato la bellissima manifestazione come al solito dinamicamente organizzata dall’inesauribile comandante Allavena il quale a sera, nel discorso pronunciato durante la signorile premiazione nel salone del Casino sanremese, ha dato a tutti appuntamento al 1973 per la ventitreesima edizione del Gran Trofeo Internazionale di Sanremo-Ospedaletti: un augurio che accogliamo volentieri per la fortuna di una competizione che tiene alte le sorti dell’attività velocistica nella zona nordoccidentale del Paese, mentre ci permettiamo di raccomandare al Moto Club organizzatore qualche ulteriore sforzo per meglio attrezzare il difficile tracciato in fatto di sicurezza.
Torniamo alle gare ed al campionato.
Giacomo Agostini ha colto la seconda doppietta dl stagione, dopo quella iridata, confermandosi tricolore nelle classi 350 e 500. Salgono così a 13 i titoli nazionali conquistati dal 30enne centauro bresciano: sono due da junior nel 1963 (velocità e montagna) con la Morini 175, e 11 da senior così suddivisi:

Renzo Pasolini con l’Aermacchi bicilindrica precede la MV 4 cilindri di AgostiniGiacomo Agostini in azione con la MV Augusta 350Nella corsa delle 350 Pasolini è scattato in testa al viaPasolini vola con la sua Aermacchi verso la vittoria nella classe 250Gara delle 125Walter VillaL’olandese De Vries con la Kreidler 50Alberto Ieva con la MalancaOtello Buscherini (Morbidelli 125)

1965 Morini 250
1965 MV Agusta 500
1966 MV Agusta 500
1968 MV Agusta 500
1969 MV Agusta 500
1970 MV Agusta 350 e 500
1971 MV Agusta 350 e 500
1972 MV Agusta 350 e 500.

Giacomo è così – seppure di una sola unltà, 13 contro 12 – più titolato come campione d’Italia che come campione del mondo: vedremo in futuro come si svilupperanno le due strade dell’attività dell’asso bresciano, tenuto conta che la concorrenza va sempre più pericolosamente affilando le armi sia in campo nazionale che in campo mondiale. Renzo Pasolini è tornato in possesso di un casco tricolore, il primo conquistato con l’Aermacchi, dopo la doppietta 1969 con le Benelli 250 e 350: egli si è imposto nella 250 dominando la corsa dal principio alla fine. Nella 125 è salito alla ribalta un nome nuovo per l’albo d’oro del campionato italiano, ma ben conosciuto dagli appassionati di motociclismo, soprattutto emiliani: si tratta di Adriano Cocchi il quale con la sua Yamaha ha disputato una stagione molto soddisfacente che gli è valsa il titolo grazie a due secondi posti tra gli italiani (Modena e Sanremo) ed un quarto posto a Pesaro. Nella 50 ha confermato la sua posizione di numero uno in italia il biondino romano Alberto Ieva, con la differenza che quest’anno ha corso con la bolognese, Malanca mentre l’anno passato si era imposto con la pesarese Morbidelli.
Le gare sono state tutte validissime e spettacolari. Nelle cilindrate maggiori entusiasmante è stato il duello tra Agostini e Pasolini, un confronto che se da una parte ha confermato una certa superiorità globale, a tutt’oggi, del binomio dodici volte iridato, d’altra parte ha messo in evidenza i progressi tangibili fatti dalla Casa di Schiranna con le sue bicilindriche in continuo miglioramento grazie anche all’esperienza delle corse, miglioramento che è frutto di concreti ed incessanti sforzi di perfezionamento di motori e telai.
Pasolini, dal canto suo, sul piano dell’abilità personale – tanto esaltata da un tracciato sinuoso e altalenante così impegnativo – non è stato assolutamente inferiore al suo grande rivale: e pensate che, reduce dalla trasferta americana ad Ontario dove si era piazzato ottimo terzo su Harley Davidson 750 nella 250 Miglia vinta da Smart su Kawasaki, il riminese a Sanremo ancora non era riuscito a smaltire lo scompenso fisico provocato dal doppio sbalzo di fuso orario. Egli comunque è partito in testa in entrambe le gare, è stato superato, ha riconquistato la testa della corsa nella 500 per un’incertezza in curva di Agostini (9° giro) e nella 350 quando il campione del mondo (ancora alle 9″ tornata) si è trovato attardato dal sorpasso di Consalvi.
Ai due terzi di entrambe le gare Agostini ha forzato e se ne è andato definitivamente verso le sue meritate vittorie: nella 350, con un telaio sperimentale e non ottimo, Pasolini è finito a 10″9, nella 500 è stato invece costretto al ritiro per guasto al motore (era un 380 cc) al penultimo giro. Per la cronaca ecco i tempi in prova dei sei antagonisti:
nella 350 Agostini 1 ’44″9 – Pasolini 1 ’47″;
nella 500 Agostini 1,45″2 – Pasolini 1 ’47″4
Bravissimo in entrambe le gare Walter Villa, il quale nelle 350 con la Yamaha si è piazzato quarto (terzo è stato lo svedese Andersson) mentre nella 500, al termine di uno spettacolare, irresistibile inseguimento, dalla posizione di partenza piuttosto arretrata, ottavo o nono posto, si catapultava sul traguardo per conquistare la piazza d’onore con la sua Kawasaki dopo aver superato anche la MV Agusta di Alberto Pagani, troppo poco allenato per poter sperare di emergere a Ospedaletti.
Nella 250 Pasolini ha imposto irresistibilmente la superiorità della sua Aermacchi, ed ha fatto corsa a parte!! Successo tutto italiano in questa interessante e affollata cilindrata è stato completato dal secondo posto di Walter Villa con la macchina artigianalmente preperata nell’officina di Modena da lui e dal fratello Francesco. II centauro emiliano è stato ancora una volta magnifico perchè partito da lontano si è preso il lusso di raggiungere e superare Mandracci, Giansanti e Andersson. Una nota particolare merita la sfortuna di Mandracci, iI centauro di casa al quale bastava di arrivare terzo degli italiani per confermarsi tricolore: ebbene, a due giri dalla fine era proprio in terza posizione dietro Pasolini, Villa e Andersson (ma lo svedese ovviamente non contava per Il campionato) quando era malauguratamente costretto al ritiro perchè si era spezzata di netto una robusta leva d’acciaio del cambio, guaio che in due anni il sanremese non aveva mai registrato sulla sua Yamaha.
Molto sfortunato anche Otello Buscherini, il quale aveva in pugno la vittoria e quasi certamente il titolo nella 125, in cui era stato sempre in testa con la sua Morbidelli, quando al 17° giro cadeva rovinosamente al secondo ponticello, non riportava danni ma finiva nelle retrovie: addio sogni di gloria per il pur bravissimo forlivese. La corsa andava nelle mani di Mortimer il quale precedeva Jansson e Ieva: questi aveva sperato di vincere anche questo titolo dopo la caduta di Buscherini, ma Cocchi vigilava e non perdeva la tramontana e si contentava del quarto posto (secondo degli italiani) che gli permetteva di laurearsi tricolore in tutta tranquillità.

BelIa, ma senza colpi di scena la gara delle 50: De Vries, vice campione del mondo della categoria, andava in testa alla partenza e gli altri Io rivedevano solo a gioco fatto, sul podio del vincitore.
Le Malanca di Buscherini e Ieva procedevano di conserva davanti al gruppo senza curarsi del vantaggio che il fortissimo olandese della Kreidler andava accumulando, poichè al forlivese interessava arrivare primo degli italiani ed al romano di conquistare un piazzamento utile per confermarsi campione d’ltalia. Nessun inconveniente turbava questi elementari piani di battaglia, e la corsa si concludeva con i tre primattori felici e contenti, dopo aver doppiato tutta la concorrenza nella quale Lusuardi, che era da tener d’occhio dopo il successo di Pesaro, non ha potuto confermare appieno le sue buone qualità perchè costretto al ritiro all’8° giro mentre era salito in quarta posizione.
Per lui e per tanti altri se ne riparlerà l’anno prossimo. .

di Renato D’Ulisse – Motitalia 1972
CLASSIFICHE UFFICIALI

Classe 50:
1) De Vries ( Kreidler ) 37’54″ media 96,317 (nuovo record precedente di Kunz su Kreidler 92,224 nel 1971);
2) Buscherini ( Malanca ) 39’07″
3) Jeve ( id. ) 39’51
4) Bianchi ( Minarelli ) a 1 giro
5) Pileri ( Kreidler )
6) Pasquier ( Derby )
7) Ringhini ( Ringhini )
8) F. Villa ( Villa )
9) Cipriani ( Veglia )
10) Mariannini ( Guazzoni ) a 2 giri
11) Spinello ( Villa ) a 4 giri.

Giro più veloce: il 12′ di De Vries 2’04″4 media 97.814 (nuovo record: precedente di Kunz su Kreidler 2’10″3 media 93.384 nel 1971)

Ritirati: Rinaudo (15′ giro), Larcher (13′), Lusuardi (8′), Mancini (8′), Cannizzaro (4′), Ribuffo (1′), Mencaglia (1′), Paolucci (1′).

Classe 125:
1) Mortimer ( Yamaha ) 40’42″9 media 104,800 (nuovo record: precedente di Parlottl su Morbidelli .103,729 nel 1971)
2) Jansson (Maico) 40’50″5
3) leva ( Suzuki ) 40’51 “2
4) Cocchi ( Yamaha) 41 ’34″
5) De Lamarre ( id. ) 41’35″7
6) Consalvi ( Aermacchi ) 42’28”
7) Lazzarini ( Lazzarini ) 42’47”8
8) Bianchi ( Morbidelli ) a 1 giro
9) Ribuffo ( Tecnomoto )
10) Canizzaro ( Aermacchi )
11) Giovanardi ( Maico )
12) Novella ( Aermacchi )
13) Pileri ( D.R.S. )
14) Burlando ( Aermacchi )
15) Rinaudo ( i.d. )
16) Paolucci ( i.d. )
17) Buscherini ( Morbidelli ) a 2 giri.

Giro più veloce: il 17° di Mortimer 1’52”5 media 108,160.

Ritirati: Però (12° giro), Isnardi (14°), Tondo (9°).

Classe 250:
1) Pasolini ( Aermacchi ) 38’22”3 media 110,988 (nuovo record: precedente di Read su Yamaha 109,166 nel 1968)
2) W. Villa ( Yamaha ) 38’39”9
3) Andersson ( id. ) 38’52”2
4) Giansanti ( id. ) 38’57”
5) Torelli ( id. ) 39’17”7
6) Jansson ( id. ) 39’26”2
7) Anelli ( id. ) 39’31”4
8) Pileri ( id. ) 39’50”4
9) Bianchin ( id. ) 39’55’4
10) Lega ( id. ) a 1 giro
11) Proni ( id. )
12) Zera ( id. )
13) Necchi ( id. )
14) Orsenigo ( id. )

Giro più veloce: il 5° di Pasolini 1’48” media 112,667.

Ritirati: Mandracci (20° giro), Buffarello (14°), Lazzarini (12°), Gallina e Baroncini (7°), Cipriani (4°).

Classe 350:
1) Agostini ( MV Agusta ) 42’34”9 media 114,302 (nuovo record: precedente di Agostini su MV 113,973 nel 1970)
2) Pasolini ( Aermacchi ) 42’45”8
3) Andersson ( Yamaha ) 43’55”
4) W. Villa ( id. ) 44’19”3
5) Findlay ( id. ) a 1 giro
6) Consalvi ( id. )
7) Proni ( id. )
8) Lancaster ( id. )
9) Loro Vasco ( id. )
10) Maugliani ( id. )
11) Giorgi ( id. )
12) Pederneschi ( id. )
13) Gornati ( id. )

Giro più veloce: il 18° di Agostini 1’43”4 media 117,679 (nuovo record: precedente di Agostini 1’45”5 media 115,336 nel 1970).

Ritirati: Bianchin (15° giro), Marcaccini (10°), Ricca (6°), Bonalumi (7°), Cremonesi (4°), Torelli (3°), Isnardi (2°).

Classe 500:
1) Agostini ( MV Agusta ) 42’44”5 media 113,874
2) W. Villa ( Kawasaki ) 43’50”
3) Pagani ( MV Agusta ) 44’00”4
4) Findlay ( Suzuki – Jada ) a 1 giro.
5) Mandracci ( Suzuki )
6) Torracca ( Paton )
7) Bertarelli ( id. )
8) Giuliano ( Suzuki ) a 2 giri
9) Marcaccini ( Aermacchi )
10) Maugliani ( Seeley ) a 3 giri
11) Mongardi ( Ducati ) a 4 giri

Giro più veloce: il 17° di Agostini 1’44”1 media 116,888

Ritirati: Pasolini (23° giro), Gornati (22°), Mortimer (21°), Gallina (12°), Loro (11°), Campanelli (7°), Baroncini (6°), Zurbani (4°), Lancaster (3°).

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sabato, dicembre 2, 2006

LA SCOMPARSA DI SERGIO PINZA

Scritto da: flavio // Category: GOLDENYEARS,LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 12:43 am

Sergio PinzaLo scorso 27 ottobre è venuto a mancare Sergio Pinza classe 1930. Pinza aveva iniziato a gareggiare all’inizio degli anni Cinquanta alternandosi alle guide delle sue MV Agusta 125 e Moto Guzzi 500. Nel 1954 con una Moto Guzzi privata si era aggiudicato la classe 500 alla Milano-Taranto ed il Campionato Italiano Cadetti sempre di questa categoria. Grazie a questi successi era stato poi ingaggiato dalla MV Agusta per la stagione seguente fra i Seniores. Con la casa di Cascina Costa Pinza gareggiò nella 175 e nella 500, portando in gara anche la prestigiosa quattro cilindri, con cui concluse all’ottavo posto il CIRCUITO di OSPEDALETTI del 1955.
Sergio Pinza sul Circuito di Ospedaletti

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venerdì, settembre 29, 2006

AGO & PASO

Il Paso ad Ospedaletti fuori dall'albergo

Il Paso ad Ospedaletti fuori dall'albergo

Il bello e l’occhialuto, la fortuna e la sfortuna, il campione e l’eterno mancato, la classe e il coraggio, il mondano e il riservato, le moto migliori e quelle che lo saranno, una bella vecchiaia e il mito della tragedia… i tifosi di Ago sono gente da tribuna, quelli del Paso sono tipi da prato o arrampicati sulle reti; intorno ad Ago solo belle donne, col Paso gli amici della calda Romagna.

Il pubblico si divideva, sugli spalti si litigava: si inveiva contro Ago perchè la sua MV andava forte, addirittura si parlo’ di una sfida ad armi pari per decidere una volta per tutte!

La maggioranza di queste sfide aveva come teatro il Campionato Italiano, perchè per svariati motivi, il Paso spesso non correva all’estero. Si cominciava con Modena il 19 Marzo, poi la “Temporada Romagnola” e perchè no, Ospedaletti! Spesso il Paso vinceva e le gare erano all’ultimo sorpasso…

La mia prima di Ospedaletti fu nel 69, quando nella 500 Ago correva con la MV e Paso con la Benelli 350: eravamo all’esterno della seconda curva “degli ulivi”, dietro alle balle di paglia, praticamente in un orto! Ingaggiarono una sfida all’ultimo sangue: le moto ci sfioravano, l’ululato dei quattro cilindri era infernale e l’odore del Castrol R inebriante…li potevi vedere in faccia, gli occhi vitrei che fissavano l’uscita della curva…vinse Ago ma il Paso si battè come un leone. Fu da quel momento che mi schierai con i Pasoliniani…

Nel 72 fu la ultima edizione, il Paso aveva le Aermacchi Harley Davidson a due tempi e vestiva una bellissima tuta con i colori bianco, nero e arancione delle Harley ufficiali. Ago indossava uno dei primi integrali, e la moto era sempre una MV. Eravamo seduti alla fine della staccata del tornante Piccadilly, all’esterno , quasi li potevi toccare…Anche stavolta vinse Ago, ma perchè il Paso si ritirò, proprio davanti a noi! Saltò la transenna, le persone fecero a gara per offrirgli una sigaretta! A fine gara si avviò ai box, lentamente sul rettilineo: io ed il mio amico Felice lo seguimmo in silenzio come si segue una processione! Il Paso stava camminando verso il suo triste destino…

1969: Ago ad Ospedaletti fuori dall'hotel Firenze

1969: Ago ad Ospedaletti fuori dall'hotel Firenze

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mercoledì, settembre 27, 2006

L’AUTOGRAFO

A Ospedaletti potevi vedere i piloti da vicino, parlare con loro magari in un maccheronico inglese, cacciare autografi, fare foto…allora era così, i piloti non erano dei personaggi inavvicinabili come adesso.

Nel 71, un finlandese cominciava a fare parlare di sé, correndo con una Yamaha privata in 250 e 350 dell’importatore Arwidson: Jarno Saarinen. Si diceva che fosse un ingegnere meccanico, che avesse una bella moglie, Sojli, che lo seguiva sul furgoncino Volkswagen nel Continental Circus insieme all’altro finnico Tepi Lansivuori.

Insomma nel mondo delle gare su pista stavano arrivando i finlandesi, malgrado tutti pensassero che la loro specialità fossero le gare di speedway su ghiaccio. Invece andavano fortissimo anche sull’asfalto: addirittura Jarno col suo stile inconfondibile rivoluzionava il modo di guidare così composto dei grandi campioni come Ago: gomiti larghi, ginocchia divaricate, petto sul serbatoio e traiettorie impossibili.

Fu una vera rivoluzione. Logicamente anche sul bagnato era irresistibile anche per i piloti del calibro di Phil Read. Le sue moto avevano i semimanubri inclinati all’inverosimile e lui rischiava molto.

Ma tutti sappiamo come andò a finire… Adesso che mi ritrovo il suo autografo, fatto nel “Paddock” di Ospedaletti, penso a quel giorno in cui Jarno era solamente un “roockie” ed invece adesso fa parte del mito delle due ruote e per la nostra generazione di “Ospedalettiani” un ricordo indimenticabile!

L'autografo di Jarno

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martedì, settembre 12, 2006

Libro d’Oro del Motodromo di Ospedaletti

  • Aggiornato sino al 1967
  • Classe 125
    1954 Ubbiali – M.V. Agusta
    1955 Ferri – Mondial
    1961 G. Milani – Patton
    1962 Taveri – Honda
    1963 Taveri – Honda
    1964 Taveri – Honda
    1965 F. Villa – Mondial
    1966 Taveri – Honda
    1967 Taveri – Honda
  • Classe 250
    1947 Francisci – Guzzi
    1948 Ambrosini – Benelli
    1949 Ruffo – Guzzi
    1950 Lorenzetti – Guzzi
    1951 Ambrosini – Benelli
    1952 Ruffo – Guzzi
    1955 Lorenzetti – Guzzi
    1956 Lorenzetti – Guzzi
    1961 Provini – Morini
    1962 Provini – Morini
    1963 Provini – Morini
    1964 Agostini – Morini
    1965 R. Torras – Bultaco
    1966 T. Provini – Benelli
    1967 S. Grassetti – Benelli
  • Classe 500
    1947 Bandirola – Gilera Saturno
    1948 Bandirola – Gilera Saturno
    1949 Masetti – Gilera Saturno
    1950 Colnago – Gilera Saturno
    1951 Valdinoci – Gilera Saturno
    1952 Duke – Norton
    1954 Bandirola – M.V. Agusta
    1955 Liberati – Gilera 4 cilindri
    1956 Liberati – Gilera 4 cilindri
    1961 Driver – Norton
    1962 Venturi – M.V. Agusta
    1963 Venturi – Bianchi
    1964 Caldarella – Gilera
    1965 G. Agostini – M.V. 4 cilindri
    1966 G. Agostini – M.V. 4 cilindri
    1967 C. Bergamonti – Patton
  • Classe 175 Sport
    1954 Brambilla – M.V. Agusta
    1961 L. Rossi – Motobi
    1962 Agostini – Morini
    1964 Ballestrieri – Motobi
  • Classe 125 Sport
    1963 Ballestrieri – Motobi
  • Classe 250 S.I.
    1966 Pasolini Renzo – Aermacchi
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lunedì, settembre 4, 2006

FOTO STUPENDA !!

Girando per il web ho trovato questa stupenda foto, un amico tempo fà mi ha detto che è stata scattata nel circuito di Ospedaletti, vi metto il suo dettagliatissimo commento e poi lo inviterò personalmente qua, lui si che ne sà di cose………

“bella foto, siamo a ospedaletti, circuito cittadino vicino a sanremo. per noi genovesi era comodissimo: si prendeva il treno e facevano la fermata straordinaria: zainetto e panini. alla mattina potevi vedere i piloti, tutti anche ago, paso, read, saarinen: potevi fotografare e chiedere l’autografo e azzardare qualche parola in inglese… si vedeva benissimo, come al TT: mi ricordo nel 72 il paso con l’harley 350 maggiorata per correre in 500, si ritirò al tornante piccadilly e tornò a piedi al traguardo: lo seguimmo a piedi, in silenzio come si segue una processione!!! nella foto il n° 11 è silvano bertarelli, genovese, con la kawa 500, che insieme a il campana fu uno dei primi a correre con la mitica verdona a tre cilindri (l’importatore era marino abbo di genova). ragazzi che ricordi, a volte mi commuovo….”

ecco la stupenda foto

ago bertarelli e campanelli

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venerdì, settembre 1, 2006

ROCKETS SENZA TITOLO

Scritto da: MDO // Category: GOLDENYEARS,LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 12:58 pm

Posto qui una serie di interessanti immagini, ma nella maggior parte senza dati nè nomi.. eventuali segnalazioni sono benvenute e possono essere scritte in fondo a questo post. grazias!

PiccadillyPiccadillycurva degli uliviPiccadillyIl giro orario - 1947Partenza Regina Margheritacurva del Gallo Nerocurva del Gallo Nerocurva PiccadillyPartenza su corso Regina MargheritaCorso Regina MargheritaCorso Regina MargheritaSenza nomeGiro orario - 1947Premiazione senza nome, dietro AllavenaGiro Orario - 1947Corso Regina MargheritaCorso Regina MargheritaSenza nomiGp sotto la pioggiaSenza nomeSenza nomeSenza nomePremiazione - senza nomiGriglia di partenza su corso Regina MargheritaCurva PiccadillyUmberto Masetti al centro e ??Corso Regina MargheritaCorso Regina Margherita

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giovedì, agosto 31, 2006

IL 18° TRAGUARDO

Scritto da: MDO // Category: 1968,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 12:45 am

Il Gran Trofeo Internazionale Motociclistico Sanremo-Ospedaletti non interrompe le entusiasmanti edizioni che costituiscono la sua caratteristica ed anche il suo grande privilegio. Sull’autodromo, che nel dopoguerra ridette la dignità agli sport motoristici, il 13 ottobre saranno ancora di scena i centauri nazionali ed esteri ; i primi impegnati ( oltre che con i loro colleghi d’oltr’Alpe ) per la conquista del campionato italiano ; i secondi ( alcuni dei quali divisi da bruciante rivalità ) ben decisi a primeggiare nell’arco della manifestazione sui “tricolori” ; a parte la classe 500 dove il campione del mondo Giacomo Agostini – se non interverrà Hailwood con la “Benelli” o con la “Honda” – non ha avversari.

La classica competizione sanremese costituisce la seconda prova del campionato nazionale ; la prima si è svolta a Riccione, la terza avrà luogo a Roma, all’autodromo di Vallelunga. Le cilindrate in gara sono la classe promiscua ( ma con classifiche separate ) 350 e 500 nonchè la 250 cc. e la 125 cc. La formula si è rivelata accettabile anche sulla scorta delle esperienze del secondo anno, ma a Sanremo-Ospedaletti dovrebbe avere un successo più marcato; specialmente nella cilindrata più grossa dove Renzo Pasolini – su “Benelli” 350 – potrebbe, probabilmente avvantaggiato dalla natura del percorso – tentare di puntare alla vittoria assoluta e non solo di classe. In ogni modo un duello Renzo Pasolini e Giacomo Agostini non è da escludere, almeno all’inizio, perchè nessuno dei due assi si rassegnerà a farsi distanziare dall’avversario.
Non si tratta più, in questo caso, di potenza di macchine, di doti di accelerazione, di maggiore frenatura da sfruttare, di velocità più alta: si tratta, invece, della rivalità che fra Agostini e Pasolini ha scavato quest’anno un solco, sia nelle gare organizzate in Italia, sia nelle prove del campionato del mondo alle quali – in sella alla quattro cilindri 350 – ha preso parte l’alfiere della “Benelli”.

Il Gran Trofeo Internazionale Sanremo rappresenterà dunque la seconda prova del campionato italiano ; dopo la gara di Riccione le classifiche nelle varie cilindrate sono le seguenti:

Classe 500: 1) Agostini ( M.V. Agusta ) p. 23; 2) Bergamonti ( Patton ) p.18; 3) Pagani ( Linto ) p.14; 4) Bertarelli ( Patton ) p.11

Classe 350: 1) Pasolini ( Benelli ) p. 23; 2) Spaggiari ( Ducati ) p.18; 3) Milani ( Aermacchi ) p.14

Classe 250: 1) Pasolini ( Benelli ) p. 23; 2) Bergamonti ( Aermacchi ) p.18; 3) Parlotti ( Ducati ) p.14; 4) Visenzi ( Yamaha ) p.11

Classe 125: 1) W. Villa ( Montesa ) p.23; 2) Lazzerini ( Bultaco ) p.18; 3) Burlando ( Honda ) p.14; 4) Bertarelli ( Motobi ) p.11

Sul difficile percorso dell’autodromo di Ospedaletti molte posizioni possono mutare ; non dobbiamo dimenticare che diversi uomini di primo piano ( fra i quali Francesco Villa ), a Riccione sono stati molto sfortunati e che ambiscono riguadagnare il terreno perduto. A questo punto potremmo dire che la competizione sanremese sarà determinante per la conquista del campionato italiano; ben difficilmente la lotta per i “caschi tricolori” si risolverà a Vallelunga : le classifiche della corsa della riviera dei fiori avranno, secondo noi, un peso decisivo sulle sorti del campionato nazionale.

Mentre scriviamo il M. C. Sanremo, presieduto da quella bella figura di sportivo che è il comandante Michele Allavena, è in trattative con i vari Hailwood, Read, Ivy , Bryans ( che “sparano” cifre favolose per essere ingaggiati ), Graham , Anscheidt , ecc. ma anche se i campioni esteri non dovessero partecipare alla grande manifestazione ligure, questa non perderà il suo prestigio poichè non mancheranno altri piloti di valore ( quali ad esempio Jack Findlay , secondo classificato nel campionato mondiale della classe 500 ) ; piloti ben degni di battersi con gli italiani.

D’altra parte una gara a tinta nazionale, cioè prevalentemente fra i “nostri”, avrebbe un effettivo valore propagandistico e favorirebbe dei ragazzi che nelle prove a carattere internazionale risultano purtroppo sommersi dalla marea avversaria a cagione dei loro mezzi tecnici di modesto rendimento. Si pensi che essi formano l’ossatura dello sport motociclistico italiano.

De Deo Ceccarelli