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domenica, gennaio 10, 2010

A FERRI E FUOCO

Scritto da: MDO // Category: 1955,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 10:12 pm

Ecco una splendida immagine di Romolo Ferri su Mondial 125cc scattata durante il IX GT San Remo svoltosi il 3 Aprile 1955. Durante questa gara Ferri segna il giro più veloce nella sua classe in 2 minuti 06 secondi e 2/5 alla media oraria di Km. 96.266 e conquista il primo posto sul podio seguito da Giuseppe Lattanzi su Mondial a 8 secondi e da Carlo Ubbiali su MV Agusta a 42”. Nella classe 250cc sarà Enrico Lorenzetti a vincere su Moto Guzzi bialbero ed infine nella mezzo litro Libero Liberati su Gilera 4 cilindri. Su Romolo Ferri non ho altro materiale lascio quindi il post aperto a chiunque voglia aiutarci a conoscere meglio questo pilota.

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mercoledì, novembre 18, 2009

ESTRATTO GT 1951

Scritto da: MDO // Category: 1951,Cineteca,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO // 12:32 am

Dunque non c’è mai fine alle sorprese, eccovi un nuovo documento video girato durante il Gran Trofeo del 1951, purtroppo però il filmato non è completo, è visibile solamente un estratto della mezzo litro, Valdinoci, Bandirola, Artesiani, Ceglie e Graham sono visibili nelle riprese, inutile dirvi che è incredibile vedere il pubblico numerosissimo e il circuito immerso nella splendida cornice di campagne e giardini…

http://www.marinadiospedaletti.it/audio/ceglieantonio1951.flv
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martedì, ottobre 27, 2009

AGO’S MV

Scritto da: MDO // Category: 1971,GOLDENYEARS,LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA // 1:21 am

MV Ospedaletti 1971

Cari aficionados vi trasmetto questa istantanea scattata nel 1971 sul rettifilo di Ospedaletti… la numero 1 in questione è  la MV di Agostini ma il perchè fosse ferma e chi sia il meccanico accanto è a me oscuro….

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sabato, settembre 26, 2009

SIDECARS & 125 C.C.

IN SERRATA LOTTA SUL CIRCUITO DI OSPEDALETTI
Alberti (Morini) e Frigerio (Gilera) i due vincitori
L’On. Brusasca sidecarista di eccezione

La III manifestazione motoristica, effettuata domenica sul Circuito di Ospedaletti, ha registrato uno scarso afflusso di pubblico ma un notevolissimo successo agonistico e sportivo.
Il sole cocente, il susseguirsi a troppo breve scadere di tempo di simili manifestazioni, una insufficiente propaganda sulla stampa e per radio sono i coefficienti delle tribune semi-deserte e dello scarso interessamento suscitato dalle due prove motociclistiche: ne prendano nota gli organizzatori e ne traggano profitto per l’avvenire.
Dal lato agonistico – abbiamo già detto – successo pieno. La III prova del campionato nazionale motociclistico fino a 125 c.c., è stata tutto un emozionante alternarsi di macchine in lotta per il 1° ed il 2°, per il 3° ed il 4° posto. E la lotta non è venuta meno anche quando lo sfortunato Gastaldi, portatosi al IV posto, cadeva malamente in curva dalla sua M.W. ritirandosi e lasciando così campo libero alle macchine della Morini. Al 45° giro Alberti Raffaele, su Morini, dopo un inseguimento spettacolare raggiungeva il compagno di squadra Magi Renato e lo batteva di sola mezza macchina sulla linea d’arrivo.

Meno combattuta ma avvincente e spettacolare la II prova di campionato nazionale per sidecars. Frigerio Ercole, su Gilera, si portava in prima posizione al primo giro e conduceva la gara fino al termine. Sfortunato l’inseguimento di Milani Alfredo attardato ai box da noie al motore, quando già stava per raggiungere Frigerio; serrato ma tardivo il finale di Milani Albino il quale terminava secondo, con soli 4” di vantaggio, avendo compiuto l’ultimo giro in 2’25” 1/5 alla media di Km. 83.801 (giro più veloce).

Mentre stava per terminare la prima prova è giunto all’autodromo l’on. Brusasca, Sottosegretario agli Esteri, accompagnato dagli on.li Viale e Gismondi, dal Sindaco di Ospedaletti Dr. Bregliano e dal vice Sindaco di Sanremo, Asquasciati. L’on. Brusasca montava a bordo di un sidecar e visitava il percorso; successivamente si congratulava con gli organizzatori e si intratteneva con il vincitore delle 125 c.c.

Ed ecco le classifiche delle due corse:

III prova campionato nazionale classe fino a 125 c.c. : 1) Alberti Raffaele (Morini) che compie i 45 giri del percorso pari a km. 152.100 in ore 1.57’20” 2/5 alla media di km. 77.776; 2) Magi Renato (id.) in 1 ora 57’20” e 2/5 ; 3) Vighi Gualtiero (i.d.) ; 4) Spazzoli Pietro (i.d.) ; 5) Zabini Alcide (i.d.) ; 6) Cipolla Mario (M.W.) ; 7) Ferri Romolo (M.V.) ; 8) Del Rosso Elio (Morini) ; 9) Mazzoncini Dino (Vespa) ; 10) Bettoni Federico (Morini) ; 11) Greco Bruno (D.K.W.) Partenti 23. Giro più veloce il 5° di Bertoni Franco su M.V. in 2’32” alla media di km. 80.053.

II gara di campionato nazionale per sidecars classe fino a 600 c.c. : 1) Frigerio Ercole (Gilera) che compie 30 giri del percorso pari a km. 101.400 in 1.14’33” e 1/5 alla media di km. 81.662 ; 2) Milani Albino (Gilera) in 1 ora 14’37” ; 3) Carrù Giuseppe (Carrù) ; 4) Milani Alfredo (Gilera) ; 5) Borri Guido (Gilera) ; 6) Benini Camillo (B.M.W.) ; 7) Colombo Eugenio (Guzzi) ; 8) Re Giacomo (Guzzi) ; 9) Merlo Ernesto (Gilera) ; 10) Tesini Dante (Gilera) ; 11) Toni Fausto (Gilera) ; 12) Prati Renato (Guzzi). Partenti 15: giro più veloce il 30° di Milani Albino in 2’25” e 1/5 alla media di km. 33.801

L’Eco della Riviera, Mercoledì 11 Agosto 1948

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sabato, settembre 12, 2009

TARQUINIO PROVINI VELOCISSIMO

Scritto da: MDO // Category: 1961,1962,1963,1966,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA,PILOTI // 2:32 am
Tarquinio Provini sul ponte della quadrata in sella alla monoclindrica Morini 250 bialbero

Tarquinio Provini sul ponte della quadrata in sella alla monoclindrica Morini 250 bialbero

Cari aficionados, rispolverando le classifiche va all’attenzione un dato che merita di accompagnare questa istantanea scattata sul ponte della quadrata. La foto cattura la scia del grande Provini, velocissimo, in corsa verso il rettifilo del circuito, alla conquista del podio nella classe 250 cc. Per ben tre stagioni, dal 1961 al 1963, partecipa al Gran Trofeo San Remo conquistando sempre il primo posto sul podio e segnando ogni volta il giro più veloce sulla monoclindrica Morini bialbero 250. La «coppia d’assi» Provini-Morini segnò nel 1962 proprio ad Ospedaletti, le sorti del campionato italiano 250, con la vittoria della casa bolognese sulle 4 cilindri che da qualche anno facevano ormai la voce grossa. Provini vinse la gara davanti al compagno di squadra Tassinari, e stravolse il campionato mettendo in crisi i tecnici Honda che mai avrebbero pensato ad una sconfitta da parte di una monocilindrica.

Moto Morini 250 bialbero

Moto Morini 250 bialbero

Nel ’64 Provini decide di lasciare la Morini per passare alla guida di una 4 cilindri, la Benelli; rimpiazzato così dal giovane Giacomo Agostini, comincia a famigliarizzare col nuovo mezzo, ma malgrado la grande classe da campione la moto non riesce ad essere sempre competitiva quell’anno, intanto l’eco della stampa accresce la rivalità tra i due rivali: Provini ed Agostini. L’anno seguente il campione torna a dominare e si aggiudica il titolo italiano dopo una serie di splendide vittorie. Il “Re delle 250″ al GT del 15 Maggio 1966 vince ad Ospedaletti davanti a Gilberto Milani e Renzo Pasolini segnando anche il tempo più veloce al 22° giro in 1 minuto 52 secondi e 2 alla media oraria di 108.449 km/h. Tre mesi più tardi al TT inglese lo aspetta un brutto scherzo del destino… Riporto qui i fatti di quel brutto giorno:

25 agosto 1966. Per 30 anni, furono i portuali inglesi ad essere considerati “colpevoli” di quella gravissima caduta del campione italiano e di altri gravi incidenti di quelle giornate. Causa uno sciopero durato molte settimane, quell’anno la data del TT fu posticipata da giugno a fine agosto. E due mesi facevano la differenza rispetto all’alzata del sole sull’Isola di Man. Anche perché le prove ufficiali venivano effettuate a ridosso … dell’alba. Durante il giorno il traffico tornava ad occupare il circuito

…Era un giovedi mattina, quel 25 agosto 1966, e Provini sul rettifilo che porta al Ballaugh, sui 230 all’ora, supera il cartello che annuncia “Beware sun next 9 miles”, “Attenzione al sole nelle prossime nove miglia”. L’urlo della sua Benelli 4 cilindri nero fumo lacera la boscaglia circostante e, d’improvviso, s’ammutolisce. Accecato dal sole (così si disse per decenni), il pilota emiliano perde il controllo del bolide e va a schiantarsi su un terrapieno, per poi ricadere vicino all’asfalto, privo di conoscenza e, apparentemente, in fin di vita. Ma la verità è un’altra. Al TT la Benelli, in vista della corsa successiva di Monza, stava sperimentando una nuova 350 “quattro” , un bolide che battè subito il record della pista. Vista la competitività del nuovo mezzo, Provini chiede ai meccanici di far “riposare” il nuovo motore e di continuare a provare con la vecchia 250 che però va subito in tilt. La notte, meccanici e pilota decidono di “eliminare” un cilindro, tagliando una biella alla base dell’albero motore, non essendoci più tempo per aprire il carter. Il giovedì mattina, il motore a “tre” supera addirittura i 16 mila giri. Ma appena Provini, in quel punto maledetto, per il sole, chiude il gas, il motore s’inchioda e innesca il tremendo incidente. Si era tranciato il moncherino di biella che i meccanici avevano lasciato attaccato all’albero motore. Quel moncherino forò il carter finendo tra gli ingranaggi del cambio, che si bloccò, sparando moto e pilota. Che tempi! Così Provini descrisse l’accaduto: “ Sono volato via come sparato da un cannone. Subito ho avvertito un dolore lancinante nella parte terminale della spina dorsale e mi è sembrato che le gambe non facessero più parte del mio corpo, lontane da me, soverchiate da un peso enorme. Ero rosso di sangue ovunque. Sono rimasto almeno un’ora con un tremendo dolore che mi spaccava a metà. Invano, quando sentivo il suono assordante dei motori facevo un cenno alle meteore che mi sfrecciavano davanti. Passarono in tanti, ma nessuno si accorse di me. Il lungo calvario è continuato fintanto che un buon samaritano con la barba mi si è parato davanti. Con cinghia e bretelle ha tentato di unire alla parte più viva, quella che non sentivo più. Molto tempo dopo, su una traballante vettura nera sono stato trasportato all’ospedale di Douglas e lì sono rimasto fino al 5 settembre. Poi il volo in Italia e la difficile rinascita al Rizzoli di Bologna”. Provini aveva subito altri gravi incidenti, fra cui quello di Spa Francorchamps del 1960, con la rottura dell’osso del collo. Stavolta era la frattura alla spina dorsale. Tarquinio si riprese piano piano e addirittura tornò ad esibirsi con la sua Benelli 250 quattro, regalatagli dalla casa pesarese. Tarquinio, spesso, chiedeva al suo gatto bolognese chi era l’altro gatto nero senza coda che quel giorno gli tagliò la strada all’isola di Man. (fonte: Motoblog)

Provini ad Ospedaletti sulla Benelli 250

1966: Provini ad Ospedaletti sulla Benelli 250 4 cilindri

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giovedì, settembre 3, 2009

AGOSETTEBELLO

Scritto da: MDO // Category: 1962,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 7:05 pm
1962: Giacomo Agostini su Morini Settebello classe 175 cadetti

1962: Giacomo Agostini su Morini Settebello classe 175 cadetti

Giacomo Agostini 1962

Nel ‘62 Agostini debutta nel Trofeo FMI cadetti con la Morini, ad Ospedaletti domina la gara nella classe 175cc con la sua Settebello vincendo con un netto distacco di 8”2 su Amilcare Ballestrieri – MotoBi.

Il giro d'onore assieme al secondo arrivato Amilcare Ballestrieri (Motobi), sulla destra si riconosce il volto sorridente di Alfonso Morini e dietro i suoi fedeli Crippa e Ronzani

Il giro d'onore assieme al secondo arrivato Amilcare Ballestrieri (Motobi), sulla destra si riconosce il volto sorridente di Alfonso Morini e dietro i suoi fedeli Crippa e Ronzani

Fonte: Moto Morini Special – Moto Morini Club Italia official site

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domenica, agosto 2, 2009

Solo lei nel cuore

Scritto da: MDO // Category: LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,Motoclub Ospedaletti,PILOTI // 10:17 pm

La storia di un Settebello raccontata dal suo innamorato, il pilota che l’ha portato in gara dal 1961 al 1966. Dopo averlo ceduto nel 1975 “in un momento di abbandono”, non l’ha mai perso di vista. E finalmente l’ha riportato a casa per Natale 2005.

di Orlando Dall’Ava

Ognuno ha le sue storie motociclistiche da raccontare, come, quando, perchè. Permettete che vi racconti la mia?

Sono nato a San Remo nel ’42 e causa guerra i miei si sono trasferiti a San Romolo, una frazione della Città dei Fiori a 14 chilometri e 800 metri.
Tutti gli anni sin dal 1930 il tracciato Sanremo-San Romolo ospitava in agosto una gara in salita, con la partecipazione di tantissimi concorrenti su ogni mezzo, dal Cucciolo alla Indian. Arrivavano spettatori da tutti i paesi della Riviera e dell’entroterra, formando una cornice fittissima, a rischio vita, tra quelli che invadevano la sede stradale e quelli che decidevano di attraversarla durante la gara. In una di queste edizioni un certo Franco Castagna su Morini Settebello colse la vittoria assoluta. Rimasi fulminato dalla bellezza di questa Moto Morini, nessun altro mezzo reggeva il confronto con lei, ne fui talmente conquistato che in casa creai un vero e proprio tormentone, finalizzato all’acquisto di un Settebello 175.

Un giorno scopro che in città un salumiere vendeva un Settebello usato, ma voleva 280.000 lire, un’enormità! Troppo lunga da raccontare la mia battaglia con i genitori. Mio padre, preso dallo sfinimento, aveva due possibilità: o farmi tacere per sempre a suon di legnate o comperarmi questa moto. Scelse fortunatamente la seconda. Il Settebello in questione era stato immatricolato nel 1954 e mi fu regalato nel 1960 ma al momento dell’atto il notaio dovette intestare la moto a mio papà in quanto non avevo ancora diciotto anni.
Superfluo descrivere la mia gioia: non l’avevo ancora a casa e già pensavo a come trasformarla.

Come prima cosa mi feci mandare da Milano un freno anteriore Oldani al prezzo di 30.000 lire… una spesa pazzesca! Esaurite così le mie risorse economiche, mi dedicai al fai-da-te, costruendo un serbatoio da corsa in alluminio come quelli che vedevo sulle pagine di Motociclismo. Lo sagomai e poi lo portai in una carrozzeria in città dove un vecchietto con la fiamma autogena mi univa le parti, un’operazione non facile per i tempi. Poi decisi di fare la sella ma mi mancava la lamiera per fare il codino; mia madre aveva comprato una batteria di pentole nuove per il nostro ristorante, io cercai la più adatta, tagliai i manici e mi misi a modellarla. Quando portai la sella e il codino dal solito vecchietto perchè unisse le parti, mentre era all’opera con gli occhialoni scuri esclamò: “Ma questa era una casseruola!”.

La mia elaborazione continuava, feci i due semi-manubri con una piega diversa, arretrai i comandi a pedale modellando anche le piastre di sostegno, e poi altri lavori, ma il motore pur essendo un molle a spillo era ancora un motore normale. Intanto durante l’inverno mi allenavo con questa moto; al mattino presto mi mettevo la tuta e casco e scendevo da casa fino alla periferia di Sanremo. Arrivato lì il motore era caldo, cambiavo la candela calda con una fredda e poi risalivo i 14 chilometri come se fossi in autodromo, destra e sinistra sempre a manetta, fortunatamente non scendeva mai nessuno, le strade erano tutte asfaltate, era un ottimo banco di prova. E confesso che queste prove venivano fatte a scarico aperto, senza targa e niente assicurazione…

Il 16 luglio 1961 mi presentai alla mia prima gara, una salita, la Toirano-Bardineto (Savona). Mi aveva accompagnato Riccardo Dalmasso ex pilota ufficiale Motom, che mi insegnò a fare i rapporti. Non avevo mai visto il posto, ma tanta era la voglia di dimostrare, tanta la determinazione che mi lanciai su come un ossesso, e feci il primo assoluto! Conservo ancora la coppa d’argento offerta dall’allora Ministro del Tesoro Paolo Emilio Taviani. Intanto le mie conoscenze aumentavano, diventai amico di Walter Scagliarini (il meccanico della Morini che seguiva Agostini), un’amicizia tuttora solidissima. Walter aiutava tutti, specialmente quelli senza soldi come me.

Mi fece un primo aggiornamento della ciclistica, cambiando il forcellone che aveva i tubi tondi con quello a tubi ovali e sostituendomi il freno posteriore con uno da 160 mm prelevato da una moto sinistrata di Tassinari. Completò l’opera con i cerchi da 18” (al posto degli originali da 19”) mise la batteria più piccola con il suo alloggiamento e l’impianto di di scarico “casa”.

Intanto avevo dovuto mettermi a lavorare e il tempo per le corse si era ridotto, ero diventato un collaudatore del reparto esperienze FIAT e facevo test in Canada, Patagonia, Tunisia, Belgio e Corsica. Questo mi aprì le porte al mondo dei Rally, prima alla Lancia, poi al Jolly Club di Milano, poi ancora con la GM di Conrero a Torino e infine a Settimo Milanese nel reparto corse dell’Alfa Romeo, l’Autodelta, dove rimasi sino alla chiusura. Però appena potevo andavo a correre con il Settebello, fino al 1966. Nel frattempo Scagliarini mi fece una seconda ed ultima revisione, questa volta solo il motore; mi cambiò albero, biella, cilindro e pistone, tutto il gruppo ingranaggi della primaria, tutti i cuscinetti, mi mise un cambio ravvicinato nuovo, mi sostituì la testa con una ex-Casa col selettore in bronzo che era stata scartata perchè si era spanato il filetto della candela (Walter la riutilizzò inserendo al posto del filetto un elicoide d’acciaio), poi sostituì il carter centrale sinistro completo con la distribuzione per le aste corte, tant’è che questo motore restò senza numeri perchè Walter non li aveva più battuti. Messo in moto sembrava un violino, 10.500-11.000 giri, splendido e indistruttibile.

Negli anni della mia parentesi automobilistica fui più volte contattato da un mio amico di famiglia che voleva questo Settebello: mi opposi per molto tempo fino a quando un giorno, mi chiedo ancora perchè, gli cedetti questa moto per pochi soldi. Questo amico si chiamava Paolo Marchioni ( 1 ), era di Ospedaletti, un grande appassionato. Con il passare degli anni fui preso dalla sindrome della moto vecchia, partecipai al primo mercatino di Imola nel cortile del Consorzio Agrario di Benito Battilani, ma soprattutto da allora cercai disperatamente di ritornare in possesso del “mio” Settebello, di cui conservavo ancora il libretto intestato a mio padre e la targa. Intanto l’amico al quale l’avevo venduto era emigrato in Francia. Per farla breve dopo lettere infinite e centinaia di telefonate andai due volte a Parigi dove risiedeva, l’ultima volta nel 2005, ci accordammo che sarebbe tornato ad Ospedaletti e mi avrebbe chiamato per definire il tutto. Purtroppo per lui non lo vidi più, una malattia improvvisa se lo portò via.

I familiari però conoscevano la nostra storia e mi assicurarono che qualora avessero deciso di disfarsi della moto mi avrebbero chiamato. E così alla vigilia di Natale 2005 Mauro Marchioni, fratello del povero Paolo, mi telefonò dicendomi di andare a prendere la moto. Così il Settebello tornava a casa. Che felicità! Non saranno molti quelli che dopo cinquant’anni ritrovano la propria moto da corsa come l’avevano lasciata, ancora con i documenti e la targa, perchè in realtà non è che volessi un Settebello, avrei potuto comprarmelo originale, o taroccato come purtroppo ne vedo tanti, ma io volevo il “mio” Settebello, amo le storie autentiche, in quella moto c’è la parte più bella della mia giovinezza , l’esaltazione di quegli splendidi anni, sensazioni che il ciclo della vita impedisce di ripetersi. (note 2 )

Orlando Dall’Ava
Fonte: Motociclismo d’Epoca

  1. I fratelli Paolo e Mauro Marchioni (vedi foto) furono due tra i fondatori del primo Moto Club di Ospedaletti
  2. Con questa moto il pilota ligure ha vinto varie gare in salita come la Toirano-Bardineto del 1961, la Bogliasco-Sessarego del 1963 e la Pontedecimo-Giovi del 1965. Ha partecipato anche alla Sei Ore di Monza 1965 con ottimo piazzamento. Corse inoltre sul circuito di Ospedaletti, Misano e Lecco, sempre con buoni risultati per un privato impegnato solo saltuariamente nell’attività agonistica. Vive e lavora nel suo ristorante a San Romolo, suo figlio Davide è un protagonista del mondo agonistico italiano Enduro
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venerdì, luglio 17, 2009

READ’S DUCATI

Scritto da: MDO // Category: 1971,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 7:37 pm

1971: Phil Read su  Ducati 500 bicilindrica (V-Twin)

1971: Phil Read su Ducati 500 bicilindrica (V-Twin)

Phil Read giù per « la quadrata » al suo debutto con la Ducati 500 durante il Gp del 1971. Dal 1958, dopo 10 anni di lunga assenza dal mondo delle corse, Ducati otterrà un ottimo secondo posto dietro la mitica MV 3 cilindri di Agostini. Per la casa di Borgo Panigale fu un grande risultato, la moto venne sviluppata in soli 6 mesi! Fu durante la preparazione alla terza tappa che la Ducati pensò ad Hailwood come pilota, ma Mike non fu disponibile e la moto venne affidata nelle mani di Phil Read che proprio ad Ospedaletti ripagò la fiducia, conquistando il secondo posto. Ecco un documento di qualche tempo fa, ai box proprio quel giorno. (link)

L'altra Ducati ufficiale di Gilberto Parlotti

L'altra Ducati ufficiale di Gilberto Parlotti

Ducati 500 bicilindrica 1971

Ducati 500 bicilindrica 1971

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mercoledì, luglio 8, 2009

Renzo Pasolini Jr.

Scritto da: MDO // Category: LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,PILOTI,TODAY // 2:27 am

Stefano Renzo Pasolini

Renzo Pasolini Jr. lo abbiamo incontrato a Carpasio il giorno della cronoscalata valida per il campionato italiano della montagna.. Dopo la chiacchierata con Giovanni Burlando abbiamo raggiunto, tra le fila di tende e camper attrezzati a box, Stefano Renzo Pasolini. L’atmosfera del campionato di montagna è davvero particolare, la preparazione alla gara è vissuta con tutti, i bivacchi sono appostati lungo la salita prima della linea di partenza, ci sono famiglie e piloti che vivono insieme i due giorni di corsa ed è un susseguirsi di volti immersi nella magica tensione che precede la gara. Sappiamo che Renzo è tra queste tende, alla linea di partenza chiedo ai cronometristi se mi fanno dare un’occhiata al tabulato di gara, mi dicono che corre con il numero 2, poi chiedo più giù, vicino ad una tenda e mi dicono che è proprio lì a fianco.. Renzo è un caro amico di Bruno Pellegrini, per gli amici di Mdo un caro amico, nonchè l’autore del sito ufficiale del Paso. Tramite lui avevo contattato Stefano qualche tempo fa, ma le notizie qui corrono e mentre ci scambiamo un’occhiata e faccio per avvicinarmi, lui mi precede dicendomi che gli avevano detto che lo stavamo cercando… Paso Jr. corre qui, nelle gare in salita, un ambiente ancora puro che per certi versi ricorda lo spirito autentico del motociclismo.. difficile dire di più, anche perchè personalmente non ho vissuto nel periodo in cui correva suo papà, ma su questo blog parliamo talmente tanto di queste storie che ormai è un pò come averle dentro.
Renzo Jr. si sta preparando ad affrontare la seconda manches e tra poco toccherà alla sua categoria, la 500 classica, io un pochino emozionato gli scatto una foto e gli chiedo se verrà ad Ospedaletti il prossimo anno..
Mentre ci salutiamo e facciamo per avviarci, scatto ancora qualche foto alla sua Honda 500 e lo fotografo con Daniele Allamnd che corre su Ducati nella stessa categoria. Ecco le immagini!

Stefano Renzo Pasolini sulla sua Honda 500

Renzo Pasolini Jr. e Daniele Allamnd categoria 500cc Classica

La Honda 500 di Renzo Jr.

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giovedì, giugno 18, 2009

Intervista a Giovanni Burlando

Scritto da: MDO // Category: LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,PILOTI,TODAY // 12:45 am

Carpasio, 14 giugno 2009
Prima edizione della Carpasio – Prati Piani valida per il campionato italiano di montagna.

Giovanni Burlando

Ed eccoci sulle tracce di Giovanni Burlando, dopo la serie di commenti sul post di G. Lombardi, erroneamente scambiato per il centauro genovese, il nostro amico Lorenzo Valle lo ha contattato nei giorni scorsi nella sua officina a Genova e ha saputo della partecipazione alla prima cronoscalata Carpasio – Prati Piani, dove lo abbiamo incontrato.

La giornata è soleggiata e calda, Carpasio è uno splendido borgo ligure nel primo entroterra della valle Argentina a circa 20 minuti di strada da Arma di Taggia. Qui è stata organizzata dal Motoclub di Imperia la prima cronoscalata valida per il campionato italiano di montagna, e qui che i due Burlando, padre e figlio, gareggeranno nella categoria moto d’epoca nel primo pomeriggio, dobbiamo solo trovarli…
Le moto stanno effettuando le prove ufficiali e tra le molte postazioni lungo la strada cominciamo a chiedere di Giovanni che ha deciso da quello che ci dice un pilota di accamparsi proprio sulla cima del percorso, dopo il traguardo, a Piani! 3 km c.a. più in sù… Ovviamente la strada è chiusa al traffico e si decide quindi di prendere ed andare sù, io Vale “Palmiro” e Fico. Dopo un passaggio fortuito su camion ed ultimo pezzo su scooter, eccomi finalmente di fronte a Burlando, ovviamente a tavola con famiglia e amici.

Ciao Giovanni finalmente ti ho trovato!

Dopo un primo scambio di saluti, una sorsata d’acqua fresca ed il racconto dell’iniziale errore che mi ha portato sin lì, inizio un pò emozionato a fare le prime domande, e la prima non poteva che essere:

MDO –  Conoscevi Giovanni Lombardi e avete mai corso insieme?
B –  Certo, lo conoscevo però non abbiamo mai corso insieme. Lui correva nella minima categoria 50, mentre io facevo la 125. E anche dopo quando lui ha corso nelle 125 non ci siamo mai trovati insieme. Recentemente purtroppo è scomparso.

MDO – Quindi non hai esordito nella minima…
B – No, ho cominciato con le cronoscalate e la Benelli 125 nel ’58 alla Doria Creto. Sono 50 anni ininterrotti di gare.
Moglie – Un vero Guinness!

MDO – Tra gli amici del sito si è aperta una discussione che prende spunto dalla tua partecipazione nella minima a Cesenatico nel ’70, quando correvi sulla Gori Bimm…
B – È vero! Ma quella è stata solo una partecipazione sporadica.

MDO – Quindi dalle cronoscalate sei passato ai circuiti cittadini, come Ospedaletti?
B – All’epoca si correva un pò dappertutto, Rimini, Riccione, Ospedaletti…. allora di circuiti ce n’erano un pò ovunque

MDO – Ad Ospedaletti quante volte hai corso e con quali moto?
B –  Non ricordo di preciso, la prima volta deve essere stata nel ’61 con la Benelli 125…

MDO – A me risultano il ’63, ’69 e ’71 ma mi mancano ancora alcuni dati. Per quanto riguarda la meccanica, la preparazione eri tu ad occupartene?
B – sì, ho sempre curato io anche la parte meccanica della gara.

MDO –  Chi ricordi tra i tuoi avversari?
B – Ballestrieri, Mandracci e Isnardi…

MDO – Questi erano i liguri… poi c’erano anche tanti altri grandi nomi…
B – Sì, ma c’erano anche gli stranieri perchè era una gara internazionale, e partecipavano tutti quelli che facevano il mondiale.

MDO – Abituato alle salite, come ti sei trovato ad Ospedaletti, avevi feeling con il tracciato?
Moglie – Era il suo preferito
B – Sì certo, Abituato alle salite era un circuito tortuoso che assomigliava per certi versi ad una cronoscalata.

MDO – Hai corso anche con Pasolini?
B – Sì, tra l’altro oggi qui c’è suo figlio, anche lui corre nel campionato di montagna.

(Ndr – Abbiamo trovato anche Stefano Renzo Pasolini, a breve un pezzo su Paso Jr.)

MDO  -  So che sei socio del moto club Sestrese, il presidente è Angelo Strano, c’è anche lui qui oggi?
B – Sì c’è anche lui. Un pò di gare in passato le ha fatte.

MDO – Tu tiri come un matto ancora adesso!
B – Faccio come posso…

A tavola con Giovanni e famiglia ne approfitto per chiacchierare anche con Marco, il figlio di Giovanni anche lui qui oggi in gara per la cronoscalata.

MDO – Marco, hai qualche ricordo di quando tuo padre correva sul circuito di Ospedaletti?
B – Purtroppo no perchè ero troppo piccolo, sono del ’71.  Verso la fine degli anni ’70 i primi anni ’80 allora mi ricordo.

MDO – Ti ricordi la San Romolo-Monte bignone?  Giovanni, Orlando Dall’Ava lo conosci?
B  - … Da una vita..

MDO – Ma come mai non si corre più la San Romolo? Chi la organizzava?
B – La organizzava un ispettore di Polizia, poi non si è più fatta. Era una bella gara su un bel tracciato ben organizzata.

MDO – Una gara famosa che si è persa così senza un motivo.
B – Quando è andato via quest’ispettore non ci furono più gli ok per i permessi.

MDO – Oggi come oggi è possibile organizzare  gare su tracciati cittadini come Ospedaletti secondo te? Magari con i sidecar?
B –  Con i sidecar è ancora più difficile. Il problema più grosso per le gare di velocità sono i permessi perchè è pericoloso. Se si potesse fare ad Ospedaletti sarebbe più facile da organizzare per la struttura del paese con la via di sbocco.

MDO – Giovanni, mi saluti gli amici di MDO e del circuito di Ospedaletti?
B – Certamente! Saluti da Burlando a tutti gli amici di Ospedaletti.

MDO – Grazie
B – Prego!

Risultati Carpasio-Prati Piani 2009

Carpasio – Prati Piani 2009