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martedì, febbraio 28, 2006

LE CORSE AUTOMOBILISTICHE

Scritto da: MDO // Category: AUTO DA CORSA,AUTODROMO,EMEROTECA,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS // 11:46 pm

LE CORSE AUTOMOBILISTICHE sono nate sulle strade di tutti i giorni. Per anni e anni sono state piste e circuiti “stradali” gli assoluti teatri delle corse più celebri, degli episodi più drammatici, dei trionfi più sofferti. E’ il caso della mitica Targa Florio, della Mille Miglia, di tanti circuiti oggi dimenticati in Francia (Rouen, Reims, Clermont Ferrand), in Belgio (Spa, dove si è tornati dopo dieci anni di… silenzio), per non parlare di Le Mans, ricavata da strade nazionali e dipartimentali adattate a circuito.
In Italia, severe leggi sulla sicurezza hanno condannato molte piste, corollario di epici duelli in auto come in moto: chi si ricorda di Siracusa, Caserta, Posillipo, per le auto, e della miriade di circuiti cittadini per le moto sorti in Romagna (Rimini, Riccione, Cesenatico), nella patria del “motour”? Fino all’inizio degli anni ’70, il tricolore delle moto verteva, oltre che in Romagna, anche su un circuito ligure semipermanente: Ospedaletti, che nei lontanissimi anni Cinquanta era arrivato ad ospitare anche le Formula 1.
La “tagliola” della sicurezza ha finito per stroncare, dal 1973 in poi, anche questo circuito, che si sviluppava nell’entroterra ligure, sulle colline piene di fiori e di serre. Era una pista tutta saliscendi, molto tortuosa, che consentiva insperate rivincite a piloti e “centauri” dotati di mezzi tecnicamente inferiori, che col “cuore” sopperivano ai cavalli in meno nel propulsore.
Per due giorni, dopo anni di… dimenticatoio, un pò come accade a Gloria Swanson sul set di “Sunset Boulevard”, Ospedaletti è tornata a rivivere, a respirare l’odore del gas di scarico, dell’olio di ricino, delle gomme che stridono sull’asfalto.
Merito del “Veteran Car Club” ligure che, di comune accordo col presidente dell’azienda di soggiorno, Adelmo Crespi, ha voluto ricordare questo circuito dove negli anni Cinquanta duellarono all’ultima curva Ascari e Fangio, e dove hanno trionfato centauri del calibro di Masetti, Duke, Liberati, Ubbiali , Pasolini e Read.

Le “nonne” erano tante, bellissime, tirate a lucido; e la “promenade” della Regina Margherita sembra di essere tornata di colpo negli anni Trenta, grazie a un incredibile salto temporale.
Le “Veterane” si sono sfidate senza risparmiarsi i colpi, sia nella gimkana tra i birilli che nella prova di regolarità sul vecchio circuito. Poco importa che sia stato un dominio delle Lancia (questa volta però il “genio” di Cesare Florio non c’entra…), con la Lambda di Franco Martucci – prima immatricolazione 1926 – davanti all’Aurelia “B 20″ di Giuseppe Dosi di Como; in realtà ha vinto il circuito, riproponendo un commovente flash back su un certo modo di concepire le corse, quando gli sponsor erano pochissimi, e tutti rigorosamente tecnici, e i “ragionieri del rischio” non riuscivano neppure a qualificarsi nella griglia di partenza.

Ad Adelmo Crespi sono venuti gli occhi lucidi nel mostrarci le foto che ci ha consentito di riprodurre. La partenza del “bagnatissimo” Gran Premio del 1950, con oltre venti monoposto che si avventano nel tornante posto in fondo al rettilineo di partenza, quando la pista lascia l’Aurelia per “scollinare” verso l’entroterra, e la bella immagine del duello, nella curva del “bocciodromo” nella parte alta del percorso, tra un certo Juan Manuel Fangio, su Alfa Romeo, e Ascari su Ferrari.

Ospedaletti morì perchè giudicato troppo pericoloso, tutto incassato com’era tra muretti e case, sebbene, per ironia della sorte, un solo uomo, un centauro, Oscar Clemencich vi avesse trovato la morte nel 1950. Cancellato nel 1973 Ospedaletti, altri “budelli” (contornati da muretti o da micidiali lame taglienti dei guardrail) sono ben presto affiorati alla ribalta della Formula 1: Montjuich , Long Beach , Detroit , Las Vegas e Dallas , hanno goduto di ben altre “agevolazioni”, e solo dopo grandi tragedie o profondi disaccordi economici sono scomparsi dalla scena alcuni di questi affascinanti circuiti.
Due pesi e due misure? Senza dubbio.
Ma il contrasto stride ancor di più se si pensa a “come”, e “su cosa” correvano i piloti a Ospedaletti, in quegli anni.

Il papà di Guido Rancati , Erasmo, ricorda ancor oggi che Ospedaletti ebbe un… antenato a Sanremo nel 1937, in un circuito stracittadino ricavato dall’unione di via Asquasciati, via Roma e via Matteotti: vi trionfò un certo Achille Varzi, su Maserati 1500, passando per primo sotto la bandiera a scacchi dopo 55 chilometri di corsa.

Ma il vero debutto di Ospedaletti è rimandato a dieci anni dopo, nel 1947, quando”scattano” insieme gli albi d’oro delle corse automobilistiche e di quelle riservate alle “due ruote”. Le auto hanno corso ad Ospedaletti dal 1947 al 1951.
Le gare erano tutte organizzate da quello stesso Automobile Club di Sanremo che oggi si occupa del rally mondiale.

Nel 1947 si correva in senso orario e la pista misurava 2.621 Km. A quei tempi, ben poche auto si erano salvate dallo scempio della guerra, e si dovettero racimolare qua e là “bolidi” e piloti. Tra le varie classi in gara la spuntò un certo Cabantous su Delahaye 4500 : coprì i 65,525 chilometri del percorso alla media di 73,370 chilometri orari.
Dal 1948 tocca alla “Formula 1″ e il circuito si adegua cambiando senso di marcia e portando la sua lunghezza, grazie a un nuovo tratto di strada, a 3,380 Km.

Vince Alberto Ascari, su Maserati 1500 con doppio compressore, che copre i 287,300 chilometri della gara alla media di 93,906 kmh. Il “muro” dei cento all’ora di media verrà abbattuto nel 1949 da Juan Manuel Fangio, che con 100,562 kmh batte tutti sulla distanza di 304,200 chilometri.

Nel 1950 la pioggia “bagna” l’esordio vincente della nuova squadra Alfa Romeo (la stessa che quell’anno vincerà il primo Campionato del mondo di Formula 1), col solito Fangio, che piega Ascari, su Ferrari, dopo una tenace lotta: immutata la distanza rispetto al 1949, più bassa invece la media per l’asfalto bagnato (95,992 kmh).

Ultima edizione nel 1951 e nuova vittoria di Ascari, su Ferrari 4500 , alla media record di 103,039 kmh. Ma questo “canto del cigno” di Ospedaletti (per quanto riguarda le auto” va ricordato anche per la bella corsa di un inglese, Stirling Moss ,che conduce a un sorprendente quinto posto finale una piccola monoposto, la ” H.W.M. ” di soli 2000 cc.
Scomparse la auto, Ospedaletti sopravvisse altri vent’anni grazie alle moto, e al fascino che seppe esercitare sui “centauri” grazie al clima mite, e all’ambiente (che finì per fare presa anche su chi voleva rilassarsi, nei mesi invernali di pausa, come molti “driver” inglesi).
Per organizzare le prove e la corsa, e consentire il regolare svolgimento, non si esitava a deviare il traffico dall’Aurelia (una parte della quale era occupata dal tracciato) su una strada sottostante, che costeggia la ferrovia.
Sapete chi è il “recordman” assoluto?
Giacomo Agostini, con la MV 350 , che vinse nel 1972 a 117,679 chilometri orari di media.
E pensare che il Tourist Trophy, all’isola di Man, si corre ancor oggi…

Rombo 27 / 1984 – Pag. 46

Circuito di Ospedaletti - Gp San Remo 1950Circuito di Ospedaletti - Gp San Remo 1950

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lunedì, febbraio 13, 2006

22 April 1951, VI Grand Prix

VI Gran Premio di San Remo
22 April 1951 – Ospedaletti: 300.245 km (3.336 km x 90 laps)
During practice Claes crashed his Talbot after brake pipe broke.
Several spectators killed.

1 18 Alberto Ascari Ferrari 375 ’375-3′ 2h57m08.2, 101.70 kph
2 30 Dorino Serafini Ferrari 375 ’375-2′ 2h58m33.0
3 40 Rudolf Fischer Ferrari 212 ’212-110′ 2h59m11.0, 88 laps
4 8 Harry Schell Maserati 4CLT/48 1607 87 laps
5 16 Stirling Moss HWM-Alta 85 laps
6 14 Guy Mairesse Talbot-Lago T26C ’110002′ 84 laps
NC 28 Henri Louveau Talbot-Lago T26C ’110001′ 79 laps
NC 22 Yves Giraud-Cabantous Talbot-Lago T26C ’110009′ 71 laps/retired
NC 26 Luigi Villoresi Ferrari 375 ’375-1′ 63 laps/crash
NC 32 Emanuel de Graffenried Maserati 4CLT/48 ’1601′ 60 laps/suspension
NC 10 David Murray Maserati 4CLT/48 ’1595′ 59 laps
NC 4 Peter Whitehead Ferrari 125 ’125-114′ 56 laps
NC 36 Louis Chiron HWM-Alta 42 laps

Fastest Lap: Alberto Ascari (Ferrari 375), 1:53.8, 105.53 kph

Did Not Finish
34 Reg Parnell Maserati 4CLT/48 ’1596′ 16 laps/rear axle
6 Louis Rosier Talbot-Lago T26C-DA ’110053′ 8 laps/piston
20 “B.Bira” Maserati 4CLT/48 ’1598′ 5 laps/crash damage

Did Not Start
2 Antonio Branca Maserati 4CLT/48 ’1600′
12 Johnny Claes Talbot-Lago T26C-DA ’110052′

Did Not Appear
38 Giuseppe Farina Maserati 4CLT/48

Starting Grud (3-3-3):
1 Ascari - 2 Villoresi - 3 de Graffenried
1:52.0 - 1:52.4 - 1:55.2
4 Serafini - 5 “Bira” - 6 Rosier
1:55.6 - 1:55.8 - 1:59.2
7 Fischer - 8 Schell - 9 Giraud-Cabantous
1:59.2 - 2:01.6 - 2:01.8
10 Moss - 11 Parnell – 12 Murray
2:02.2 - 2:02.4 - 2:03.0
13 Macklin - 14 Whitehead – 15 Louveau
2:03.2 - 2:03.6 - 2:06.4
16 Chiron - 17 Mairesse
2:06.6 - 2:06.8

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lunedì, febbraio 13, 2006

16 April 1950, V Grand Prix

Circuito di Ospedaletti – V Gran Premio di San Remo
16 April 1950 – Ospedaletti: 473.202 km (5.258 km x 90 laps)

  • 1 Juan Manuel Fangio Alfa Romeo 158
    (3h10m08.4, 95.90 kph)
  • 2 Luigi Villoresi Ferrari 125 ’125-C-02′
    (3h11m09.4)
  • 3 Alfredo Piàn Maserati 4CLT/48 ’1599′
    (3h11m37.1, 88 laps)
  • 4 Roberto Vallone Ferrari 166 ‘GP1-49′
    (3h10m36.2, 86 laps)
  • 5 Franco Rol Maserati 4CLT/48 ’1604′
    (3h10m51.4, 84 laps)
  • 6 Louis Chiron Maserati 4CLT/48 ’1606′
    (3h11m56.3, 84 laps)

Fastest Lap:
Luigi Villoresi
(Ferrari 125), 2:01.2, 100.31 kph

  • Did Not Finish
  • José Froilán Gonzalez Maserati 4CLT/48 ’1600′ 70 laps/fuel pipe
    Emmanuel de Graffenried Maserati 4CLT/48 ’1601′ 51 laps/oil loss
    Raymond Sommer Ferrari 125 ’125-12C’ 39 laps/fuel pump
    Alberto Ascari Ferrari 125 ’125-C-01′ 32 laps/crash
    Giovanni Bracco Ferrari 166 F2/50 ‘GP2-49′ 28 laps/spin/stall
    Piero Carini Maserati 4CLT/48 ’1608′ 25 laps/spin/stall
    ‘B.Bira’ Maserati 4CLT/48 ’1598′ 11 laps/head gasket
    Felice Bonetto Maserati 4CLT/48 ’1612′ 8 laps/brakes/suspension
    Leslie Brooke Maserati 4CLT/48 ’1595′ 8 laps/mechanical
    Reg Parnell Maserati 4CLT/48 ’1596′ 8 laps/mechanical
    Clemente Biondetti Maserati 4CLT/50 ’1611′ 8 laps/gearbox
    Peter Whitehead Ferrari 125 ’125-10C’ 8 laps/head gasket
    Dorino Serafini Ferrari 125 ’125-08C’ 0 laps/oil pressure
    Rudolf Fischer SVA-Fiat 0 laps/oil pipe
    Harry Schell Talbot-Lago T26C

Pole Position:
Alberto Ascari
(Ferrari 125 ’125-C-01′), 1:52.2

Starting Grid (3-3-3):

1 Ascari (1:52.2) 2 Fangio (1:52.4) 3 Villoresi (1:52.6)
4 Sommer (1:55.0) 5 Gonzalez (1:56.0) 6 Bonetto (1:57.8)
7 Pian (1:58.0) 8 Vallone (1:59.8) 9 Bracco (2:00.4)
10 Carini (2:00.6) 11 Chiron (2:01.0) 12 Rol (2:01.0)
13 Biondetti (2:05.0) 14 Brooke (2:05.2) 15 ‘Bira’ (2:06.2)
16 Whitehead (2:06.2) 17 Parnell (2:08.2) 18 de Graffenried (2:09.0)
19 Serafini (2:12.2) 20 Fischer

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lunedì, febbraio 13, 2006

3 April 1949, IV Grand Prix

Ospedaletti Circuit – IV San Remo Grand Prix – 3 April 1949
Montlhéry: 300.00 km (3.333 km x 45 laps x 2 Heats)

Heat 1
1 Juan Manuel Fangio Maserati 4CLT/48 1h31m33.4, 99.68 kph
2 ‘B.Bira’ Maserati 4CLT/48 1h31m43.0
3 Emmanuel de Graffenried Maserati 4CLT/48 1h32m32.8
4 Felice Bonetto Ferrari 166C 1h32m34.0
5 Benedicto Campos Maserati 4CL 44 laps
6 Peter Whitehead Ferrari 125 44 laps
7 Giovanni Bracco Ferrari 166C 44 laps
8 Bruno Sterzi Ferrari 166SC 43 laps
9 Piero Carini Maserati A6GCS 42 laps
10 Pierre Levegh Talbot T26C 41 laps
11 Roberto Vallone Ferrari 166 Inter 41 laps

Fastest Lap: n/a
Pole Position: n/a

Did Not Finish
Eugène Chaboud Maserati 4CL 38 laps
Raymond Sommer Ferrari 125 37 laps
Fred Ashmore Maserati 4CLT 34 laps
Discoride Lanza Maserati 4CL 24 laps
Louis Rosier Talbot T26C 24 laps
Frank Sechehaye Maserati 4CL 23 laps
Emilio Romano Maserati A6GCS 19 laps
Nello Pagani Maserati 4CL 15 laps
Rudolf Fischer Simca-Gordini 11 10 laps
Ferdinando Righetti Ferrari 166SC 10 laps
Louis Chiron Simca-Gordini 15 8 laps

Heat 2
1 Juan Manuel Fangio Maserati 4CLT/48 1h29m55.2, 101.48 kph
2 ‘B.Bira’ Maserati 4CLT/48 1h30m21.0
3 Benedicto Campos Maserati 4CL 1h31m41.4
4 Emmanuel de Graffenried Maserati 4CLT/48 1h32m17.2
5 Felice Bonetto Ferrari 166C 44 laps
6 Roberto Vallone Ferrari 166 Inter 42 laps
7 Piero Carini Maserati A6GCS 42 laps
8 Giovanni Bracco Ferrari 166C 41 laps
9 Frank Sechehaye Maserati 4CL 40 laps

Fastest Lap: B.Bira (Maserati 4CLT/48), 1:56.0, 104.89 kph
Pole Position: Juan Manuel Fangio (Maserati 4CLT/48)

Did Not Finish
Eugene Chaboud Maserati 4CL 31 laps
Pierre Levegh Talbot T26C 15 laps
Discoride Lanza Maserati 4CL 7 laps
Peter Whitehead Ferrari 125 6 laps

Did Not Start
Raymond Sommer Ferrari 125
Bruno Sterzi Ferrari 166SC

Aggregate
1 Juan Manuel Fangio Maserati 4CLT/48 3h01m28.6, 99.26 kph
2 ‘B.Bira’ Maserati 4CLT/48 3h02m27.8
3 Emmanuel de Graffenried Maserati 4CLT/48 89 laps
4 Benedicto Campos Maserati 4CL 89 laps
5 Felice Bonetto Ferrari 166C 88 laps
6 Giovanni Bracco Ferrari 166 85 laps
7 Piero Carini Maserati A6 GCS 84 laps
8 Roberto Vallone Ferrari 166 Inter 83 laps
9 Eugène Chaboud Maserati 4CL 69 laps
10 Frankie Sechehaye Maserati 4CL 63 laps

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sabato, febbraio 11, 2006

27 June 1948, III Grand Prix

Ospedaletti Circuit, III San Remo Grand Prix
27 June 1948 – San Remo: 283.54 km (3.336 km x 85 laps)

  1. Alberto Ascari Maserati – 4CLT/48 ’1594′ – 3h03m34.094.87 kph
  2. Luigi Villoresi Maserati – 4CLT/48 ’1597′ – 84 laps
  3. Clemar Bucci Maserati – 4CL ’1502′ – 83 laps
  4. Raymond Sommer Ferrari – 166 ’014L’ – 82 laps
  5. Louis Rosier Talbot-Lago – T26C ’110001′ – 81 laps
  6. Louis Chiron Talbot-Lago – ’39 – 80 laps
  7. ‘B.Bira’ Maserati 4CL – 80 laps
  8. Yves Giraud-Cabantous Talbot – Lago T26 – 79 laps
  9. Eugène Chaboud Delahaye – 135S – 78 laps
  10. Rudolf Fischer Simca-Gordini – 11 – 78 laps

Giro più veloce – Fastest Lap:

Luigi Villoresi (Maserati 4CLT/48), 2:02.6, 99.37 kph
Pole Position: Alberto Ascari (Maserati 4CLT/48)

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giovedì, gennaio 26, 2006

HALL OF FAME FORMULA 1

Scritto da: MDO // Category: 1948,1949,1950,1951,AUTO DA CORSA,AUTODROMO,GOLDENYEARS,PILOTI // 5:27 pm

AUTODROMO DI OSPEDALETTI: LIBRO D’ORO DELLA FORMULA 1

1948 – Formula 1 – Alberto Ascari – Maserati 4CLT
1949 – Formula 1 – Juan Manuel Fangio – Maserati 4CLT
1950 – Formula 1 – Juan Manuel Fangio – Alfa Romeo 158
1951 – Formula 1 – Alberto Ascari – Ferrari 375

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mercoledì, gennaio 25, 2006

Prendendo L’Aperitivo.

Scritto da: MDO // Category: 1947,AUTO DA CORSA,AUTODROMO,EMEROTECA,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS // 11:17 pm

Quando da tanti mesi si vive specie a Milano nel freddo, con la neve, nell’acqua che viene giù con un’opprimente costanza, il dover parlare e scrivere di Sanremo diventa una specie di supplizio di Tantalo.
Se ne cianciava giorni or sono al “Mi bar”, ritrovo di mezzogiorno degli automobilisti milanesi e di quelli di passaggio. Cortese, l’irreprensibile Cortese, reduce dal trionfo del Cairo m’intratteneva su Sanremo e Montecarlo. Non si parlava dei due circuiti, ma proprio delle due città.
” Montecarlo – diceva lui – è celebre per il suo Casino ”
” Sanremo ha fatto celebre il suo Casino ” – dicevo io.
” Se però nomini Montecarlo, per associazione di idee pensi a scintillanti sale da giuco, ricordi i romanzi di Dekobra, Lucio d’Ambra e Guido da Verona, con le donne fatali, inguainate in seriche vesti, ondeggianti e terribili. E sembra già di scorgere in un angolo sospettose spie internazionali scambiarsi segnali misteriosi.
Ed ecco il baro, amico di tutti; o immagini un uomo steso al suolo, con una pistola ancora fumante stretta nella mano. Sanremo invece è un’altra cosa.
” Non vi incontrerai Aga-Han e le Dolly-Sister , ma quando dici Sanremo, dici sole, mare, fiori, tripudio di vita. Gioia di vivere. E’ così. Montecarlo è notturna e misteriosa, Sanremo è diurna e festosa.
” A Sanremo anche se perdi al giuco, quando esci dal Casino hai di fronte il mare, la luna, le palme. Ti riconcili subito con la vita “.
” E’ vero, è vero ” mi si risponde.
Allora d’accordo su questo, si venne a parlare della corsa.
Cortese asseriva che per lui è una delizia correre fra gli eucalipti e i fiori. Minetti poi esternava il suo entusiasmo per il Circuito di Ospedaletti.
Biricchino. L’altro anno ha vinto la sua categoria e pensa che la zona gli porti fortuna.
Ma più che ad ogni altro, Sanremo ha portato fortuna a Bertani che, con la Fiat-1100 trasformata da Stanguellini, ha iniziato la brillante annata. Infatti si aggiudicò un primo assoluto.
Quest’anno la selezione sarà più severa. La “qualificazione” che avverrà durante le prove ufficiali, lascerà in gara sette corridori per categoria. Saranno quindi i migliori a battagliare. E qui un “si dice” quasi certo, secondo il quale ci saranno le ” Cisitalia “. Questo sarà il gran colpo. Si parla che verrà aggiunta la ” Categoria Corsa ” alla quale parteciperanno solo le ” Cisitalia “. Non facciamo scherzi. Se questa notizia sarà confermata la corsa acquisterà un sapore di novità eccezionale.
Per la prima volta, vedremo i campioni combattere ad armi uguali, a prescindere, s’intende dal fattore fortuna.
Il percorso di Ospedaletti, si presenta interessante per il suo tormentoso tracciato. Richiede abilità di piloti, potenza di freni e di trasmissioni. Quindi un collaudo più che severo per uomini e macchine.
Bisogna tener calcolo che nelle officine si è molto lavorato per dare alle macchine stesse quei perfezionamenti che sono frutto dell’esperienza dello scorso anno. Non bisogna dimenticare che il 1946 è stato il primo anno di ripresa delle corse ; quindi il “punto” non era perfetto. Ma i nostri piloti non mancano di audacia, e le difficoltà del percorso non solo non li spaventano, ma ne aumentano l’ardore.
L’organizzazione ha lavorato bene non badando a spese e apportando tutti quegli accorgimenti che la tecnica suggerisce, con un senso di responsabilità veramente encomiabile.
Attendiamo con ansia il risultato della difficile prova.

UMBERTO VISCONTI

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martedì, gennaio 17, 2006

Estratto 1947: Motivi tecnici e sportivi..

Motivi tecnici e sportivi del Circuito Automobilistico città di San Remo.
La prova inaugurale della stagione automobilistica internazionale italiana che si svolgerà sul Circuito di Ospedaletti, presenta senza dubbio degli aspetti caratteristici che certamente la faranno assurgere ad una importanza davvero singolare.

La corsa sanremese è stata fissata come « léver du rideau » delle grandi manifestazioni per vetture sport e gli organizzatori hanno senz’altro prescelto la regolamentazione internazionale colla formula più ampia, ammettendo tutte le macchine aderenti ai postulati dell’Annesso C del Codice Sportivo Internazionale senza fare discriminazioni fra motori sovralimentati o ad alimentazione atmosferica. Se una regolamentazione così liberale può lasciare in un certo senso alquanto perplessi dato le tendenze costruttive attuali, d’altra parte la corsa di San Remo viene ad acquistare una caratteristica sua propria e particolarmente importante poichè evidentemente essa sarà una specie di vaglio di tutta la più efficiente costruzione di vetture sport in attività di servizio.

Assisteremo senza dubbio ad un confronto tecnicamente e sportivamente interessante oltre che assai istruttivo perchè vedremo le macchine costruite secondo la vecchia scuola a diretto confronto con quelle di più moderna concezione anche se meno potenti e, agli inizi di una stagione automobilistica internazionale che si preannuncia densa di manifestazioni importantissime, sarà sommamente utile vedere in azione i mezzi che daranno vita alle competizioni del 1947. É quindi ovvio il concludere che la corsa di San Remo servirà anche a dare un più preciso orientamento tecnico tanto dal lato organizzativo quanto da quello riferentesi ai partecipanti alle prossime corse.

La data del Circuito di San Remo avrebbe potuto destare delle serie preoccupazioni per la vicinanza pericolosa delle « 1000 Miglia » e probabilmente la incomparabile manifestazione bresciana avrebbe distolto non pochi fra i più quotati concorrenti alla bella manifestazione rivierasca. L’opportuno spostamento della « 1000 Miglia » accresce indubbiamente l’interesse del Circuito sanremese che viene ad assumere l’aspetto di prova generale di uomini e di macchine in vista delle massime competizioni per vetture sport della stagione 1947.
Dalle prime notizie che si hanno circa i partecipanti alle tre brevi ma accanite contese alle quali assisteremo sul difficile e probante tracciato del Circuito di Ospedaletti è ormai certo che vedremo in corsa le macchine più interessanti di tutta la gamma della produzione internazionale.
Nella Classe 750 c.c. assisteremo all’incontro fra le Fiat preparate da Stanguellini finora imbattute, e le altre « Topolino » trasformate fra cui la debuttante macchina sovralimentata da Guido Cattaneo affidata a Martignoni. E chissà che qualche efficente vetturetta munita di un motore B.M.W. bicilindrico non faccia da terzo incomodo.
Nella Classe 1100 c.c. vedremo certamente le più celebri realizzazioni del Mago modenese, in lizza colle altre Fiat 1100, le più pericolose delle quali saranno quelle munite di testata Roselli « Testadoro ». In questa classe assisteremo ad uno dei numeri più sensazionali della giornata motoristica sanremese, il debutto della nuova e attesissima edizione biposto-sport della Cisitalia. Basterebbe questa attrattiva per dare il tono più eccezionale al Circuito di San Remo. Le due vetture Cisitalia saranno probabilmente affidate a due assi, uno dei quali sarà Piero Taruffi. Si tratta di campioni che ci faranno assistere ad una esibizione del più classico virtuosismo e sarà tecnicamente interessantissimo vedere il comportamento a parità di condizioni regolamentari (Categoria Sport) fra le nuovissime Cisitalia e le gagliarde rappresentanti della generazione automobilistica precedente. Se ci fosse anche qualche SIMCA della Scuderia Gordini, la corsa di San Remo potrebbe solo per la competizione nella Classe 1100 c.c. assurgere al ruolo di Criterium Europeo di questa classe d’avvenire.

Nella classe maggiore è ben difficile prevedere quali vetture si allineeranno al traguardo di partenza data l’incertezza e sopratutto la disparità dei mezzi a disposizione dei concorrenti. Il percorso di Ospedaletti rappresenta tuttora una incognita avvincente per tutti e solamente dopo le prime prove ci sarà dato di poter esprimere chiaramente un giudizio. Comunque è certo che nella classe maggiore vedremo i grossi calibri dell’automobilismo europeo darsi un’aspra battaglia.
Basta il nome incomparabile di Tazio Nuvolari accoppiato a quello di una inedita Lancia-Aprilia trasformata per la « Scuderia Milan » dall’ing. Speluzzi, quello di Chaboud e di Vallée esponenti della nota « Ecurie France » sulle poderose Delahaye, quello di Guido Barbieri colla sua 6 cil. Maserati 1500 c.c. vincitrice a Mantova e Voghera nel 1946 e per l’occasione sovralimentata e quindi con oltre 165 CV di potenza, quello dell’asso francese Louis Chiron che dovrebbe pilotare una possente Talbot 4500 c.c., per dare alla corsa di San Remo un carattere di estremo interesse. Che dire poi di Renato Balestrero che disporrà di una potente Alfa Romeo a compressore, di Rovelli colla « 2 litri » B.M.W., Ghersi, Ermini colla sua vittoriosa Alfa Romeo 2500 c.c., lo svizzero De Grafenried, ecc. ecc.?

Abbiamo parlato solamente dell’interesse tecnico delle prove nelle due classi minori.
Questo non deve far pensare che in queste classi non vi sia anche un interesse sportivo di primo piano. Vedremo in queste classi i « matadores » delle piccole cilindrate e accanto agli Avalle, Bonetto, Comirato, Quintavalle, Gurgo Salice, Pesci ed Arezzi, tutti uomini provati e di sicuro rendimento, delle autentiche promesse per l’avvenire del nostro automobilismo sportivo, come Scagliarini, Zanetti, Leonardi, Fioruzzi, promesse che si possono ormai considerare come delle realtà acquisite.
A tutte le considerazioni che abbiamo fatto più sopra e che si riferiscono allo schieramento dei concorrenti del Circuito di San Remo, schieramento che si può ritenere assolutamente soddisfacente anche se Enzo Ferrari non è ancora della partita, un altro elemento di fondamentale importanza dà alla prova sanremese il sicuro crisma del successo: il percorso.
Siamo ormai abituati a circuiti cittadini o di simile tipo che finiscono ad essere spesso monotoni nelle loro caratteristiche piatte e direi quasi urbanistiche.

Il Circuito di Ospedaletti nella sua cornice incomparabile racchiude invece anche nella brevità dei suoi 2,700 Km. tutti gli elementi più classici che possono provare senza possibilità di appello le qualità degli uomini e delle macchine.
Nulla di artificiale e di provvisorio in questo mirabile tracciato dove ripresa, potenza ed accellerazione, stabilità, frenata e tenuta saranno provate integralmente e dove la classe del pilota avrà ampio campo in cui manifestarsi.

Crediamo di essere facili profeti preannunciando al rinato circuito di San Remo sul percorso di Ospedaletti un avvenire radioso sotto ogni punto di vista. La zona ridente ed ospitale, la data indovinata che potrà diventare classica come grande corsa di apertura della stagione internazionale, il circuito sostanzialmente magnifico ed in ultima analisi tutte le particolari prerogative di San Remo e le possibilità organizzative davvero eccezionali, sono elementi positivi di assoluta certezza e di affidamento sicuro.

Giovanni Lurani