L’inizio della nostra storia, le immagini del primo Gp San Remo. Era il 1937 e Achille Varzi rientrando da un periodo di inattività colse la vittoria sfrecciando nella stretta morsa di Via Vittorio, una feritoia nel cuore della vecchia San Remo.
http://www.marinadiospedaletti.it/audio/1937.flvmercoledì, ottobre 7, 2009
Test invernali Lancia-Ferrari
Durante la stagione invernale del 1954 la Lancia scelse il Circuito di Ospedaletti come base per i test della D24 e la nuova D50. Il clima rivierasco permise alla squadra corse di testare le macchine ed effettuare le prove tecniche in anticipo. Poiché l’intenzione di Gianni Lancia era quella di far debuttare la D50 nel Gran Premio di Francia, in calendario per il 4 luglio, i collaudi procedettero a ritmo sostenuto. In febbraio e all’inizio della primavera la vettura, anche per fattori meteorologici, venne spedita spesso sulla riviera ligure, sul circuito di Ospedaletti.
Ai test le macchine furono affidate ad Alberto Ascari, Eugenio Castellotti e Luigi Villoresi.
mercoledì, settembre 2, 2009
Uomini e Macchine
III G.P. Automobilistico di Sanremo
Corridori di sette nazioni alla partenza. Debutto di due nuove Maserati e della “Monoposto della speranza”.
Lunedì mattina, verso le ore 11 un gruppo di tecnici hanno proceduto al collaudo del tracciato del Circuito di Ospedaletti. La pista che, come è noto, misura m. 3.380 ed ha una larghezza media di m. 10, è stata trovata in ottimo stato. Hanno firmato il verbale di collaudo l’ing. Bauscotto dell’ A.N.A.S., l’ing. Bianco del Genio Civile, l’ing. Romano dell’Ispettorato della Motorizzazione Civile, il dr. Perotta dell’ A.C.I., erano presenti al collaudo il dr. Vismar – segretario generale del circuito ed infaticabile organizzatore della corsa – , l’ing. Parodi del comune di Sanremo, il dr. Gioscia Vice Questore di Imperia ed il Sindaco di Ospedaletti.
Collaudato il tracciato si vanno ora ultimando i preparativi per l’allestimento dei servizi di corsa, delle tribune, delle protezioni, ed in questi ultimi giorni il lavoro ha assunto un ritmo veramente febbrile. Domani inizieranno le prove: esse si prevedono molto interessanti dato che i piloti vorranno conoscere quali, possano essere le effettive possibilità delle loro macchine sul duro percorso. Il tracciato verrà compiuto, per il Gran Premio Automobilistico Sanremo, 85 volte, con un percorso complessivo di 287 km. La media potrà oscillare intorno ai 100 km. Il percorso presenta un rettifilo di circa 1.200 metri sull’Aurelia, dove le macchine raggiungeranno alte velocità, e leggere salite con curve lievemente sopraelevate nella parte a monte. Sarà proprio il percorso a monte che metterà a dura prova l’esperienza dei piloti e la saldezza delle macchine. Le curve richiederanno sicurezza di guida e misurazione al centimetro. Il tracciato è dunque duro ed impegnativo e la gara risulterà senza dubbio emozionante e combattuta.
Ventitrè sono le macchine iscritte al Gran Premio di Sanremo: undici corridori prenderanno il via per l’Italia, sette per la Francia, uno per l’Argentina. Saranno in lizza anche i colori degli Stati Uniti d’America, la Svizzera, il Brasile e l’Inghilterra.
La corsa dovrebbe però ridursi ad un duello fra l’Italia e la Francia, fra le nostre Maserati e le Talbot della nazione amica.
Per l’occasione la Maserati ha deciso di inviare due nuove macchine 1500 cmc. di cilindrata con doppio compressore a due stadii, la cui potenza si avvicina ai 300 H.P. : esse saranno guidate da Villoresi ed Ascari. La Francia sarà presente con quattro Talbot affidate al monegasco Chiron – che guarda alla corsa come alla rivincita del Gran Premio di Montecarlo dove ha inseguito inutilmente la rombante Maserati del nostro Farina -, a Giraud Cabantous – il vincitore dello scorso anno – , a Rosier e all’italiano Comotti. Oltre alle Talbot saranno in gara una B.M.W. guidata da Martin ed una Maserati affidata a Louveau. Il campione di Francia, Chaboud sarà a bordo di una Delahaye, l’unica macchina monoposto denominata dai Francesi la «monoposto della speranza» dato che è l’unica in grado di contrastare la vittoria delle macchine delle altre Nazioni.
Figurano in gara anche due principi: Bira, che corre per l’Italia, e Troubeskoy, meglio conosciuto negli ambienti sportivi sotto il nome di principe Igor. Egli è il marito della nota stella cinematografica Barbara Hutton, considerata una delle donne più ricche d’America, e guiderà una SIMCA Gordini con i colori degli Stati Uniti. John Gordon, l’asso di Brookland, si presenterà con la sua fragorosa ERA ; di lui si ricorda l’onorevole gara disputata al Gran Premio Torino dello scorso anno.
Chico Landi difenderà i colori brasiliani correndo su Maserati: egli quest’anno ha già ottenuto due lusinghiere vittorie nei Gran Premi di San Paolo e Rio de Janeiro. La Svizzera sarà rappresentata da Risher su SIMCA Gordini, l’Argentina da Galvez su Maserati.
Passiamo ora in rassegna il gruppo delle rosse macchine italiane cui dovrebbe – secondo il pronostico – toccare la vittoria. Oltre ai già citati, Ascari e Villoresi che correranno su due nuove Maserati, l’Italia allinea Farina, Sommer su Ferrari 2000, De Graffenried specialista nelle corse in salita su Maserati, la matricola Bucci vincitore del Gran Premio di Buenos Aires del ’47 che guiderà una delle maestose Maserati della Scuderia Milan, mentre l’altra è affidata a Fagioli, il popolare corridore che ha ripreso quest’anno la sua attività che è ancora ricordato da tutti gli sportivi per le strabilianti prove del ’30 e del ’33, quando conquistò il titolo di campione assoluto di velocità segnando i 250 km-orari sul circuito di Monza.
Numeroso e ben selezionato appare quindi il lotto dei partecipanti al III Gran Premio Automobilistico Sanremo che si disputerà domenica nella meravigliosa cornice di Ospedaletti, sarà una corsa suggestiva, duramente combattuta da uomini e da macchine il cui valore è già consacrato dalla esperienza e dalla fama.
Non ci rimane quindi che dare appuntamento ai nostri lettori nel recinto del circuito, certi di poter garantire una corsa vivacissima e degna di essere vissuta.
NORME PER L’INGRESSO AL CIRCUITO
Il III Gran Premio Automobilistico inizierà domenica alle ore 16: il pubblico è invitato ad accedere alle tribune non oltre le 15,30 e dal prato non oltre le 15. Per facilitare l’afflusso degli spettatori la S.T.E.L. effettuerà corse straordinarie con partenza da piazza Colombo con una frequenza di una corsa ogni 7 minuti e da Taggia con una frequenza di 20 minuti. La S.A.P. effettuerà corse straordinarie da Diano Marina, Imperia, Sanremo, Grimaldi e Ventimiglia e Bordighera con una frequenza di una corsa ogni 20 minuti. Funzioneranno appositi parcheggi per autopullmann, autovetture, motocicli e biciclette.
Le prove ufficiali avranno luogo domani e dopodomani ed inizieranno alle ore 15; prezzo unico di accesso all’Autodromo per le prove L. 200.
Fonte: L’Eco della Riviera – giugno 1948
domenica, agosto 23, 2009
Fiat Stanguellini 1100cc
Il 17 Aprile 1947 nella classe 1100 cc., Guido Scagliarini (qui sopra immortalato sul curvone del Piccadilly, dietro la Stanguellini di Luigi Zanetti ) condurrà la sua Fiat Stanguellini fuori pista al 13° giro durante uno spericolato inseguimento, segnando il miglior giro della corsa ma costretto al ritiro. La leadership incontrastata della corsa è di Comirato che vedrà a pochi metri dall’arrivo proprio sul rettifilo l’incredibile rottura del motore, lasciando così a Torelli la vittoria, seguito a netta distanza da Nissotti e Zanetti, gli unici concorrenti che riuscirono a concludere la gara.
lunedì, giugno 29, 2009
L’ARGENTINO CLEMAR BUCCI

Nel 1948 il circuito di Ospedaletti ottenne l’omologazione per i Gran Premi di velocità. Vennero così effettuate importanti modifiche al tracciato in vista degli 85 giri di gara. La lunghezza fu portata dai 2.621 agli attuali 3.380 metri, realizzando il viadotto di raccordo con la via Aurelia, venne rifatto integralmente il manto stradale e le imponenti tribune lungo il rettifilo.
Il 27 giugno vide il trionfo delle Maserati con le nuove 1500 affidate ad Alberto Ascari, Gigi Villoresi e l’argentino Clemar Bucci. Giuseppe Farina su Maserati fu costretto al ritiro al 28° giro per un guasto all’acceleratore. Vinse Ascari (scuderia Ambrosiana) con una media di 93,906 Km/h aggiudicandosi così il suo primo Gran Premio di F1. A ricordo della vittoria, la Maserati 4CLT/48 venne ribattezzata “Maserati San Remo“. Il giro più veloce quello di Villoresi con ben 99,412 Km/h.

Clemar Bucci, su Maserati 4CL (Scuderia Milano), arrivò terzo dietro ad Ascari e Villoresi. Corse così la sua prima gara in europa proprio ad Ospedaletti come farà l’anno successivo il suo compatriota argentino Fangio. Conclusa la sua carriera sportiva divenne imprenditore e costruttore d’auto per passione. Autore di fantastiche vetture come la Bucci 300, modello poco noto al di fuori dell’Argentina, è una riproduzione perfetta della Mercedes 300 SLR con cui Stirling Moss dominò la Mille Miglia nel 1955.

lunedì, maggio 18, 2009
S.Remo 1949: Fangio corre e vince la prima gara in europa
Signore e signori, ladies and gentlemen… ecco a voi un filmato davvero eccezionale, alla ricerca di materiale esclusivo sul nostro circuito ci siamo imbattuti in questo preziosissimo documento in bianco e nero della mitica “s.i.”, sembra davvero di rivivere quel fantastico giorno, i “siluri” pronti alla partenza sono lanciati sulle strade di Ospedaletti da uomini come Fangio, il principe Bira, Sommer, Campos, Chiron, Whitehead… i più grandi nomi italiani invece quali Ascari, Villoresi, Farina e Biondetti non furono presenti suscitando così un certo rammarico da parte degli spettatori, ma la corsa incendiò dopo pochi giri gli animi del pubblico, Bonetto su Ferrari contrastò validamente gli avversari stranieri e il piccolo principe siamese Bira stupì il pubblico con una serie di giri velocissimi in entrambe le manches, la prima lo vide rimontare in meno di otto giri sino alla terza posizione dopo una brutta partenza, l’uscita di Sommer poi gli permise di conquistare il secondo posto. Nella seconda manche in un duello a fuoco per ben 15 giri con l’argentino Campos, stabilì il nuovo primato della pista alla velocità di 104,896 Km/h. (link gp 1949).
Vincerà l’argentino Juan Manuel Fangio, conquistando così la sua prima vittoria in Europa su Maserati 4clt/48 (Maserati San Remo), era la domenica del 4 aprile del 1949, in una fantastica giornata di primavera i piloti corsero per 90 giri (3,38 Km) suddivisi in due manches da 45 ciascuna, per un totale di 304,200 Km. terminando a notte fatta… Qualche giorno prima, il 10 di aprile si disputò il 3° gran trofeo motociclistico con la vittoria di Bruno Ruffo su Moto Guzzi Albatros nella classe 250cc e di Umberto Masetti nella 500cc su Gilera Saturno “San Remo”..
martedì, maggio 5, 2009
1937: VARZI GETTA IL SEME DEL MITICO GP S. REMO

LE CLASSIFICHE
Finale
1. Achille Varzi (Maserati 1800 quattro cilindri) che compie i 30 giri del percorso di km. 55,860 in 34’39”6, alla media oraria di km. 96,699.
2. Piero Dusio (Maserati 6 cil.) in 35’26”2.
3. Giovanni Rocco (Maserati 6 c.) in 35’31”.
4. Ermini Pasqualino (Maserati 4 cil.) in 35’40”6, fermato al 29. giro.
Giro più veloce: il quarto, di Varzi, in 1’07” alla media di chilometri orari 100,048.
Ritirati: Villoresi Emilio al 2. giro e Lurani all’11.
PRIMA BATTERIA
1. Dusio Piero (Maserati 6 cil.) che compie i 25 giri del percorso pari a km. 46,550 in 30’29”4, alla media oraria di km. 91,603.
2. Villoresi Emilio (Maserati 6 cil.) in 32’01”.
3. Villa (Bugatti) in 31’48”4, (fermato al 20. giro); 4. Bianco (Maserati) in 32’48” (fermato al 18. giro).
Giro più veloce: il 19. di Dusio in 1’10”2 alla media oraria di chilometri 95,487.
SECONDA BATTERIA
1. Varzi Achille (Maserati 4 cil.) che compie i 25 giri del percorso pari a km. 46,550 in 29’0” alla media oraria di km. 95,979.
2. Ermini Pasquale (Maserati 4 cil.) in 29’18”3, fermato al 24. giro.
Giro più veloce: Il 2. di Varzi in 1’07”8 alla media oraria di chilometri 98,867.
Ritirati: Marazza al 5. e Villoresi al 15. giro.
TERZA BATTERIA
1. Rocco Giovanni (Maserati 6 cil.) che compie 25 giri pari a km. 45,550 in 29’56” alla media oraria di km. 93,307.
2. Lurani Giovanni (Maserati 4 cil.) in 31’31”, compreso 1′ di penalizzazione per partenza anticipata.
Giro più veloce: Il 2. di Rocco in 1’10”2, alla media di km. 95
Ritirati: Rovere al 4., Barbieri al 5. e Carnevali al 12. giro.
LA BELLA GARA
(dal nostro inviato)
SAN REMO. 25.
Dopo dieci lunghi mesi di assenza, Achille Varzi è ritornato alle gare ed il suo ritorno ha coinciso con una brillantissima e significativa vittoria.
Il campione è intatto nella grandissima classe e la folla, il cui spirito raramente si sbaglia, ha sottolineato questa vittoria nel primo circuito automobilistico di San Remo con alte grida e con visibile gioia Aveva ritrovato uno dei suoi campioni preferiti, e voleva salutarne il ritorno e la immediata vittoria con lo slancio sincero che derivava dal duplice fortunato evento. Il campione dal canto suo deve avere sentito il sottile brivido che viene dallo spettacolo di mille spettatori che sapeva adunati anche per lui, e il calore della lotta gli deve avere agito come stimolante sui nervi e sul cuore.
ESIBIZIONI DI CLASSE
Superata con facilità e con stile ammirevoli la porta obbligata della batteria, Achille Varzi nel finale ha dato spettacolo, ritrovando in pieno sè stesso, irresistibile e pur composto nella serrata azione nei pochi giri in cui ebbe da superare Dusio sgattaiolato rapidissimo in prima posizione, meraviglioso poi, quando, libera la strada davanti, si doveva proseguire alla conquista della già intravista vittoria. I dieci mesi di assenza dalle corse, non hanno arrugginito Achille Varzi. E’ bastato qualche giro di prova per mettere a suo agio il pilota che pur non conosceva il mezzo meccanico a disposizione, e sono bastati pochi giri in corsa per far ritrovare al campione il senso della lotta e i mezzi e lo stile per conquistare il successo.
La vittoria del primo circuito di San Remo, conquistata di fronte ai giovani dello sport automobilistico nazionale, potrà forse non aggiungere molto alla fama grandissima di Varzi, uso a ben più aspri cimenti. Ma essa ha servito soprattutto a due cose: a far cadere una volta per tutte e per sempre le dicerie correvano sul suo conto………(parte illeggibile)……….. corse e di vincere; e Varzi ha dato al circuito l’aureola del suo grane nome. Un ritorno, insomma, e un debutto idealmente riuniti da un duplice vittorioso lauro.
LE BATTERIE E LA FINALE
Nel complesso, il primo circuito di San Remo è riuscito una manifestazione interessante e ben congegnata. Lo spettacolo delle quattro partenze e dei quattro arrivi, la relativa brevità dei percorsi, la quasi assoluta uguaglianza delle vetture e l’ardore posto da ognuno dei corridori in ogni momento della lotta sono stati altrettanti motivi a favore dell’interesse della corsa.
Fatta eccezione per la prima batteria, nella quale Dusio, partito in testa, è sempre rimasto in prima posizione davanti a Villoresi Emilio, leggermente ritardato dal non perfetto funzionamento della macchina, nelle altre due si è lottato veramente a fondo. E tanto in quella vinta da Varzi, nella quale Villoresi Luigi e Righetti si sono impegnati al limite estremo delle possibilità e di quelle delle macchine, al punto da fare il gioco dell’ottimo « Pasquino » che, dopo avere inseguito a distanza, poteva superarli entrambi approfittando dei sopravvenuti guasti di macchina, quanto nell’ultima, nella quale Rocco si è duramente impegnato per superare Lurani, la folla ha vissuto momenti di autentico godimento sportivo.
La finale fu appassionante nei primi tre giri durante i quali Varzi, partito con circospezione passò all’inseguimento e all’attacco di Dusio. L’ottimo dilettante torinese si difese bene, per niente intimorito dal grande nome dell’avversario. Varzi passò avanti in virtù di una classe che rifulgeva ad ogni istante: per la scioltezza dell’azione, per la tempestività dell’attacco, per la decisione e per lo stile. Quando alla fine del terzo giro Varzi passò Dusio, la gara non cadde egualmente. Perchè da un lato Varzi continuò a dare spettacolo di abilità e di classe e perchè alle calcagna di Dusio si gettò l’ottimo pilota napoletano Rocco. Per molti giri, anzi, Rocco lentamente rosicchiò metro su metro il vantaggio che nella sfuriata iniziale, per tenere testa a Varzi, Dusio era riuscito a prendere su di lui; poi la distanza si stabilì e rimase invariata perchè se Rocco moltiplicava coraggio e bravura, Dusio non era da meno. L’arrivo vide Varzi primo con 37” di anticipo e il primato assoluto sul giro ad oltre cento di media, Dusio secondo e Rocco terzo a poco più di 4”.
SUCCESSO ORGANIZZATIVO
L’esperimento tentato dunque con questo primo circuito di San Remo, il più cittadino e il più breve fra tutti i circuiti, ha quindi pienamente raggiunto lo scopo. Non soltanto nessun incidente è venuto a turbare la serenità di una giornata sportivamente ideale, ma chiarissima in ogni momento è stata la visione che ha avuto la folla, serrate e leali le diverse battaglie, irreprensibilmente regolari i risultati, avvincente e mai languente lo spettacolo.
Gli organizzatori di San Remo hanno dunque vinto in pieno la bella battaglia e l’hanno vinta profondendo tesori di passione e di volontà e permettendo a Renzo Castagneto, che è stato l’organizzatore tecnico e il direttore di corsa, di preparare un quadro organizzativo eccellente e di inserirvi una serie di competizioni sportivamente complete.
I CORRIDORI E LE MACCHINE
Vi è dunque di che compiacersi per questo eccellente debutto di San Remo nel campo delle manifestazioni automobilistiche: occorrerà non disperdere il seme gettato su un terreno che darà immediati vigorosi germogli.
Fra i corridori, dopo Varzi, grande impressione hanno dato Dusio, che ha anche il vanto di avere stabilito il tempo migliore sul giro dopo quello costituente il primato segnato da Varzi, e Rocco che ha vinto la batteria e che si è battuto benissimo nella finale.
Rocco ha, come Dusio, affermato una classe degna di tutto il rispetto. Lurani, quando la macchina lo assecondò, fece ottima impressione, così come ottima impressione hanno fatto i due fratelli Villoresi, entrambi irruenti e coraggiosi; Righetti che è sempre alla ruota dei più veloci; Ermini, che è stato addirittura cronometrico. Rovere non potè neppure impegnarsi, e quasi altrettanto capitò a Bianco e a Marazza.
Tecnicamente la vittoria della Maserati quattro cilindri messa a disposizione di Varzi da Gino Rovere, costituisce un’altra riprova della bontà della costruzione Maserati anche perchè il circuito era duro e selezionatore.
Dell’organizzazione si è implicitamente detto più sopra. Si può aggiungere che apparve eccellente in ogni dettaglio compresi il servizio di cronometraggio che Ottolini, Radice, Mazzier e Nebuloni disimpegnarono a meraviglia, e quello di segnalazione che fu completo, con tempestive e precise comunicazioni. Tutto il comitato organizzatore del circuito di San Remo vuole un plauso alto e sincero e con esso Renzo Castagneto che fu all’altezza della sua solida fama.
Una numerosissima folla ha assistito alla gara. Era presente, oltre alle autorità locali, anche il Presidente della Commissione Sportiva Automobilistica Italiana comm. Giuseppe Furmanik.
Corrado Filippini
Fonte: Il Littoriale, Roma 26 luglio 1937
venerdì, aprile 10, 2009
Sul Circuito di Ospedaletti
Ospedaletti, eternamente carezzata dal sole e fasciata di silenzio, ha vissuto domenica, in occasione del primo circuito automobilistico di Sanremo, una grande giornata di entusiasmo sportivo. L’incantevole scenario naturale, risultante da una armonica fusione di verde, d’azzurro e d’oro, il fascino sempre crescente di questo nostro lembo di Riviera, le difficoltà del percorso, il numero di partecipanti alla gara e la foltissima cornice di pubblico hanno decretato alla prima edizione di questa gara, esemplarmente organizzata dall’Azienda Autonoma di Soggiorno e dall’ A.C.I., un completo successo. Alle 15 hanno cominciato a sfrecciare fra le palme stagliatesi sul mare le rosse carrozzerie delle piccole cilindrate. Due i favoriti della categoria: Pesci e Leonardi, che già nelle prove avevano segnato i tempi migliori. Ad essa tenterà di opporsi Martignoni, che adotta un compressore volumetrico ideato dall’Ing. Cattaneo. Ma la macchina di Martignoni non è a punto, ed anche l’atteso duello tra Pesci e Leonardi si risolve in un monologo del secondo che, girando con regolarità quasi cronometrica, mantiene il primo posto da l’inizio alla fine della gara. Secondo è Pesci, terzo Avalle Piero.
Nella categoria sino a 1.100 cc. si prevedeva una vittoria dell’anziano Comirato, di Treviso, su Fiat 1.100; il cui avversario più pericoloso pare Scagliarini. Comirato infatti inizia a guidare il gruppo ed aumentare gradatamente il suo vantaggio di diversi secondi. Poco dopo la metà della gara uno spettacolare sbiellaggio del congegno di distribuzione, proprio davanti alla tribune, gli preclude la via della vittoria. Anche Scagliarini e Fiorenzi sono costretti al ritiro ed è Torelli che con una accorta condotta di gara, riesce ad aggiudicarsi il primo posto. Nuvolari, presente alla partenza sebbene indisposto, dovette ritirarsi al 10° giro e non riuscì ad animare la gara.
Viene quindi il turno delle grosse cilindrate. Vediamo schierarsi alla partenza la macchina azzurra di Giraud – una Delahaye 3.600 -, la vecchia Alfa 2.300 di Balestrero, la Fraser Nash di Moore. Queste macchine dovrebbero essere le protagoniste della gara. Tuttavia il concorso è mancato fra i tre piloti in quanto Moore era costretto al ritiro e Balestrero, pur battendosi animosamente, non poteva colmare il dislivello tecnico esistente fra le due macchine. Giraud aumentava progressivamente il suo vantaggio e segnava anche il miglior tempo assoluto sulla pista al 23° giro, percorso in 2’22” 3/5 alla media di Km. 77.080. Balestrero termina secondo, Ghersi – su Alfa 2.900 – terzo. Dopo il tradizionale omaggio di fiori ai tre vincitori, offerti dalla signora Bobba, dalla signorina Cataldo e dalla signora Vallée, attorniate da una folla di tifosi, iniziava l’esodo da Ospedaletti. Interminabili colonne di macchine e di pedoni si muovevano verso Sanremo. Gli albergatori non avevano certo da lamentarsi.
Fonte: L’Eco della Riviera, Aprile 1947
giovedì, marzo 26, 2009
ALFANGIO Vs FERRASCARI

Ecco un bel documento del ponticello datato 16 aprile 1950. Fangio è davanti sul motore Alfa Romeo 158 rincorso da Alberto Ascari su Ferrari 125 Gp49. Nelle qualifiche la “pole” fu di Ascari, II Fangio, III Villoresi (Ferrari 125 Gp49) …. vincerà Fangio dopo 90 giri di fuoco inseguito da Villoresi e Alfredo Pian su Maserati 4clt/48. Ascari si ritirò per un incidente al 60° giro.
L’Alfa Romeo 158, nata presso la Scuderia Ferrari nel 1937, rimase sui campi di gara fino agli anni 50. Contando su continui miglioramenti, dominò le prime gare di Formula 1 del dopoguerra. Dopo la prima vittoria di Fangio a San Remo, il direttore generale dell’Alfa Romeo Antonio Alessio pronunciò questo discorso alla radio Argentina: «Sono lieto di portare il saluto dell’Alfa Romeo agli sportivi argentini nel giorno in cui il vostro campione Manuel Fangio assume per la prima volta la guida delle nostre macchine sugli autodromi d’Europa. Questo connubio tra il grande pilota argentino e la produzione automobilistica italiana d’avanguardia supera però l’avvenimento sportivo e meccanico per ribadire, attraverso gli oceani che pur sempre meno ci dividono, gli indissolubili legami di fraternità fra i nostri due popoli».
La Ferrari 125 F1 debuttò a Torino il 5 settembre del 1948 alla guida di Sommer che arrivò al terzo posto sotto una pioggia battente. Questa prima versione montava un motore V12 a 60° di 1497cc. sovralimentato con un compressore volumetrico Roots e sviluppava una potenza di 230 CV a 7000 giri/min. Nel 1949 la 125 F1 venne dotata di un compressore Roots a doppio stadio che le permise di raggiungere i 290 Cv a 7500 g/m.
Eccola alla partenza del Gp Di San Remo alla guida di Sommer, era una splendida giornata il 3 aprile del 1949. Nel 1950 la Ferrari modifica ancora la macchina e porta la potenza a 315 CV a 7500 g/m.

giovedì, gennaio 22, 2009









ALBO D’ORO AUTODROMO

Piccadilly, 24 HEURES LE MANS MOTO 2011: SATURDAY MORNING


