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mercoledì, dicembre 9, 2009

Galà 1966

Scritto da: MDO // Category: 1966,GOLDENYEARS,Motoclub Ospedaletti,MOTODROMO,PILOTI // 11:40 pm

Era durante la cena di gala al Casinò di San Remo, il momento in cui venivano premiati i protagonisti delle due ruote dagli organizzatori del Gran Trofeo di Ospedaletti. Alcuni membri del Moto Club “Riviera dei Fiori” avevano l’onore di poter premiare e conoscere i propri beniamini. Ecco alcune belle immagini che ritraggono la premiazione del ’66 e piloti come Renzo Pasolini, Tarquinio Provini, Guido Mandracci, Luigi Taveri…

Da Sx a Dx: Peter, Sergio Priori, Roberto Torre, Eraldo Crespi, X, Paolo Marchioni, X, Marino D'Andre, Roberto Marcati, Marini. Davanti:  Guido Mandracci e X

Da Sx a Dx: (1) Peter, (2) Sergio Priori, (3) Roberto Torre, (4) Eraldo Crespi, (5) X, (6) Paolo Marchioni, (7) X, (8) Marino D'Andre, (9) Roberto Marcati, (10) Marini. Davanti: Guido Mandracci e X

Premiazione Guido Mandracci

Da Sx a Dx: Mario Torterolo, Roberto Castronovo, Amilcare Ballestrieri ?, Gianni Castellano, Paso, Milani?, Battista Crespi, Paolo Marchioni, Roberto Torre, Anna Verra, Mario Barberis, X, Umberto Giannechini, X, Elvio Muratore, Renzo Garelli. Davanti: Celina e Michele Crivello. Casinò di San Remo, 1966: Premiazione di Renzo Pasolini primo nella classe 250 Sport alla XVI edizione del Gran Trofeo Internazionale di San Remo. Accanto al Paso Amilcare Ballestrieri, Gilberto Milani e Giuseppe Mandolini

Da Sx a Dx: (1) Mario Torterolo, (2) Roberto Castronovo, (3) Amilcare Ballestrieri ?, (4) Gianni Castellano, PASO, (6) Angelo Bergamonti, (7) Battista Crespi, (8) Paolo Marchioni, (10) Roberto Torre, (9) Anna Verra, (11) Mario Barberis, (12) ROBERTO GALLINA, (13) Umberto Giannechini, (14) Elvio Muratore, (15) Renzo Garelli. Davanti: (16) Celina e (17) Michele Crivello. Casinò di San Remo, 1966: Premiazione di Renzo Pasolini primo nella classe 250 Sport alla XVI edizione del Gran Trofeo Internazionale di San Remo. Accanto al Paso Angelo Bergamonti, Roberto Gallina

Premiazione del Paso

Da Sx a Dx: Roberto Castronovo, Gianni Castellano, Gianpaolo Leuzzi, Paolo Marchioni, Giuseppe Canale, Aldo Punzo, Battista Crespi, Elvio Muratore, Roberto Torre, X, Umberto Giannechini. Davanti: Provini, Anna Verra, Mario Barberis e Renzo Garelli.  Casinò di San Remo, 1966: Premiazione di Tarquinio Provini primo nella classe 250 alla XVI edizione del Gran Trofeo Internazionale di San Remo

Da Sx a Dx: (1) Roberto Castronovo, (2) Gianni Castellano, (3) Gianpaolo Leuzzi, (4) Paolo Marchioni, (5) Giuseppe Canale, (6) Aldo Punzo, (7) Battista Crespi, (8) Elvio Muratore, (10) Roberto Torre, (9) X, (11) Umberto Giannechini. Davanti: TARQUINIO PROVINI, (14) Anna Verra, (13) Mario Barberis e (12) Renzo Garelli. Casinò di San Remo, 1966: Premiazione di Tarquinio Provini primo nella classe 250 alla XVI edizione del Gran Trofeo Internazionale di San Remo

Da Sx a Dx: Enrico Mattioli, Gabriella Dutto, Battista Crespi, X, Crivello Michele, Alda Astrego, Paolo Marchioni, Roberto Castronovo, Giuseppe Canale ?, Anna Verra, Roberto Torre, X,  Peter, Alfredo Calvini, Elvio Muratore, X, Marino D'Andre, e Silvano Martella. Casinò di San Remo, 1966: Premiazione di Luigi Taveri per la vittoria nella classe 125 alla XVI edizione del Gran Trofeo Internazionale di San Remo.

Da Sx a Dx: Enrico Mattioli, Gabriella Dutto, Battista Crespi, X, Crivello Michele, Alda Astrego, Paolo Marchioni, Roberto Castronovo, Giuseppe Canale ?, Anna Verra, Roberto Torre, X, Peter, Alfredo Calvini, Elvio Muratore, X, Marino D'Andre, e Silvano Martella. Casinò di San Remo, 1966: Premiazione di Luigi Taveri per la vittoria nella classe 125 alla XVI edizione del Gran Trofeo Internazionale di San Remo.

Guido Mandracci e Paolo Marchioni

Guido Mandracci e Paolo Marchioni presidente del MC Ospedaletti "Riviera dei Fiori"

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giovedì, novembre 5, 2009

La storia del Moto Club Ospedaletti “Riviera dei Fiori”

Scritto da: MDO // Category: GOLDENYEARS,LITTLE NURBURGRING,Motoclub Ospedaletti,MOTODROMO // 12:21 am

In quegli anni (anni 60) sentivamo la mancanza di avere a nostra disposizione un locale tutto per noi dove poter organizzare feste con le ragazze e dove poterci ritrovare ogni sera per poter discutere di quella che era la nostra grande passione “le moto”. Passione che ci univa e ci divideva nel tifo, discussioni che si protraevano per ore sulle prestazioni delle moto e dei loro piloti.

I genitori dei fratelli MARCHIONI (PAOLO e MAURO) possedevano un paio di magazzini sotto la loro abitazione (via Angela Ascenzo) dove pulivano e confezionavano i fiori da portare al mercato, a noi venne destinato il più piccolo dei magazzini (dove adesso c’è il calzolaio Pilone) era un locale talmente piccolo che lo battezzammo “IL BUCO” pochi metri quadrati dove sistemammo una scrivania, qualche sedia e tappezzammo le pareti con le foto dei nostri beniamini, foto che eravamo riusciti ad avere scrivendo alle case motociclistiche Italiane e straniere, con nostra sorpresa ricevemmo anche foto e depliant dalla Casa Madre della Honda dal Giappone, foto che noi ad ogni gran premio di Ospedaletti facevamo autografare dai vari piloti e poi mettevamo in bella mostra sulle pareti della nostra sede.

La sede era piccola per noi, troppo piccola e Paolo tanto fece che riuscì a convincere i suoi genitori per farci sistemare in un magazzino vicino e molto più grande del primo del quale rimase il nome “IL BUCO”.
Le pareti tappezzate di foto, una scrivania con sopra un cilindro con pistone che fungeva da portacenere, un camino sempre spento, su una mensola un giradischi che in occasione delle feste che si riuscivano ad organizzare suonava in sordina motivi di quegli anni. Ricordo che alle pareti avevamo appeso oggetti fatti artigianalmente da noi: uno scudo con due lance incrociate fatto di canne con disegni tribali, a chi chiedeva cosa rappresentasse dicevamo che era stato ritrovato nella piana di Zama dove Garibaldi sconfisse Annibale, c’era anche una specie di zufolo sempre fatto di canne con disegni, quello era un richiamo per elefanti.
Eravamo impregnati di spensieratezza e sempre pronti allo scherzo.

PAOLO MARCHIONI lanciò un giorno l’idea di fondare un Moto Club a Ospedaletti idea che pian piano prese forma ed ebbe il consenso di noi tutti. C’era l’idea, la voglia, mancava il nome. Serate trascorse in discussioni infinite su che nome dare al nostro Moto Club, c’era chi proponeva i nomi più strani e chi proponeva di dedicarlo a piloti ormai scomparsi, non si riusciva a mettersi d’accordo.

Una sera, mentre stavamo come al solito discutendo su quale fosse il nome più appropriato per il futuro sodalizio entrò PAOLO e disse “basta, il nostro Moto Club non avrà ne un nome strano e difficile da ricordare ne il nome di un personaggio deceduto, dovrà essere un nome facile da ricordare e che in un certo senso richiami la nostra terra, SI CHIAMERÀ MOTO CLUB RIVIERA DEI FIORI.

Avevamo la sede, c’era il nome si poteva partire con l’affiliazione alla F.M.I. Federazione Motociclistica Italiana. Quell’anno il neonato Moto Club Riviera dei Fiori ricevette dalla F.M.I. la medaglia d’oro per essere il Moto Club con il maggior numero di neo iscritti in Italia.
CHE SODDISFAZIONE!!!

Ed ora il Gran Premio. Non volevamo essere semplici spettatori del Gran Premio di Ospedaletti, ma dietro le quinte far parte dell’organizzazione. In quegli anni il Gran Premio di Ospedaletti era organizzato dal Moto Club Sanremo, Patron della manifestazione era il Comandante Allavena al quale noi offrimmo la nostra disponibilità ad essere impiegati sulle varie postazioni del percorso o in qualsiasi settore organizzativo servisse aiuto, la proposta fu accettata ed a noi fu affidata l’organizzazione delle postazioni telefoniche e segnalazioni dislocate lungo il percorso e collegate con la centrale collocata nel settore box in Piazza Europa.

Non eravamo gli unici a garantire il servizio, c’erano con noi anche ragazzi provenienti da altri Moto Club della provincia. Coordinatore di tutto l’apparato organizzativo erano i fratelli Marchioni Paolo e Mauro. Sui manifesti e sui bracciali degli addetti al percorso comparve anche il nome del Moto Club “Riviera dei Fiori”.

Per i Soci fondatori del nostro Moto Club c’era un tavolo riservato al Casinò di Sanremo la sera delle premiazioni. Tutto questo ci faceva sentire importanti. Tutto questo dovuto all’interesse , alla costanza e a volte alla testardaggine, ma soprattutto alla grande passione della persona della quale sentiamo molto la mancanza: MARCHIONI PAOLO.

GRAZIE PAOLO.

Come Paolo altri Soci e compagni di avventura ci hanno lasciato, non li cito per paura di dimenticare qualcuno, il loro ricordo mi accompagnerà piacevolmente per sempre. È stato bello dividere con tutti Voi questa meravigliosa avventura. CIAO

ROMEO

Ho visto tempo fa quell’orrendo tabellone che riproduceva il circuito di Ospedaletti, dico orrendo perchè chi lo ha partorito a quanto pare ha dato alle curve ed ai vari settori del percorso nomi inventati di sana pianta. Per esattezza:

In origine la partenza veniva data poco prima del bar Piccadilly spostata poi all’altezza di piazza Europa. Partendo in senso antiorario:

rettilineo di partenza in fondo al quale troviamo la curva a gomito a sinistra chiamata “curva del Piccadilly” a seguire salita e curva “del Riviera” e salita “del Miramare” che devono il nome a due alberghi esistenti prima dell’ultima guerra, a destra curva “del Gallo Nero” poi doppia curva del “Mulino” e curva “di Chiappa” leggera salita che porta alla curva “del Ponticello” breve rettilineo a seguire la doppia curva “della Villa Cristhie” breve rettilineo in discesa ed ecco la curva “Clemencich” (prende il nome dal pilota che qui nel 1950 in una caduta perse la vita) breve discesa prima di arrivare alla curva “Quadrata” nome dovuto alla forma del muretto al suo interno, curva e discesa del cimitero all’uscita della quale i piloti spalancavano il gas per affrontare il rettilineo d’arrivo.

Questo per chi c’era e ricorda, ma soprattutto per chi non sa e crede di sapere.

Romeo Cavicchia, Moto Club Riviera dei Fiori per MDO.

MOTO CLUB “RIVIERA DEI FIORI”
SOCI FONDATORI

PAOLO MARCHIONI
MAURO MARCHIONI
ALFIERO FELTRINELLI
MICHELE CRIVELLO
ALDO PUNZO
VITTORIO BELLI
RENZO BREGLIANO
ROMEO CAVICCHIA
ENRICO TORRE

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lunedì, agosto 17, 2009

AMICI DI BERGAMONTI

Scritto da: MDO // Category: 1972,GOLDENYEARS,LITTLE NURBURGRING,Motoclub Ospedaletti // 1:14 pm
Bandana di servizio del 1972 utilizzata dai membri del moto club di Ospedaletti

Bandana di servizio del 1972 utilizzata dai membri del primo Moto club di Ospedaletti, dedicata dai ragazzi ad Angelo Bergamonti, scomparso nel tragico incidente del Gp di Riccione l

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domenica, agosto 2, 2009

Solo lei nel cuore

Scritto da: MDO // Category: LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,Motoclub Ospedaletti,PILOTI // 10:17 pm

La storia di un Settebello raccontata dal suo innamorato, il pilota che l’ha portato in gara dal 1961 al 1966. Dopo averlo ceduto nel 1975 “in un momento di abbandono”, non l’ha mai perso di vista. E finalmente l’ha riportato a casa per Natale 2005.

di Orlando Dall’Ava

Ognuno ha le sue storie motociclistiche da raccontare, come, quando, perchè. Permettete che vi racconti la mia?

Sono nato a San Remo nel ’42 e causa guerra i miei si sono trasferiti a San Romolo, una frazione della Città dei Fiori a 14 chilometri e 800 metri.
Tutti gli anni sin dal 1930 il tracciato Sanremo-San Romolo ospitava in agosto una gara in salita, con la partecipazione di tantissimi concorrenti su ogni mezzo, dal Cucciolo alla Indian. Arrivavano spettatori da tutti i paesi della Riviera e dell’entroterra, formando una cornice fittissima, a rischio vita, tra quelli che invadevano la sede stradale e quelli che decidevano di attraversarla durante la gara. In una di queste edizioni un certo Franco Castagna su Morini Settebello colse la vittoria assoluta. Rimasi fulminato dalla bellezza di questa Moto Morini, nessun altro mezzo reggeva il confronto con lei, ne fui talmente conquistato che in casa creai un vero e proprio tormentone, finalizzato all’acquisto di un Settebello 175.

Un giorno scopro che in città un salumiere vendeva un Settebello usato, ma voleva 280.000 lire, un’enormità! Troppo lunga da raccontare la mia battaglia con i genitori. Mio padre, preso dallo sfinimento, aveva due possibilità: o farmi tacere per sempre a suon di legnate o comperarmi questa moto. Scelse fortunatamente la seconda. Il Settebello in questione era stato immatricolato nel 1954 e mi fu regalato nel 1960 ma al momento dell’atto il notaio dovette intestare la moto a mio papà in quanto non avevo ancora diciotto anni.
Superfluo descrivere la mia gioia: non l’avevo ancora a casa e già pensavo a come trasformarla.

Come prima cosa mi feci mandare da Milano un freno anteriore Oldani al prezzo di 30.000 lire… una spesa pazzesca! Esaurite così le mie risorse economiche, mi dedicai al fai-da-te, costruendo un serbatoio da corsa in alluminio come quelli che vedevo sulle pagine di Motociclismo. Lo sagomai e poi lo portai in una carrozzeria in città dove un vecchietto con la fiamma autogena mi univa le parti, un’operazione non facile per i tempi. Poi decisi di fare la sella ma mi mancava la lamiera per fare il codino; mia madre aveva comprato una batteria di pentole nuove per il nostro ristorante, io cercai la più adatta, tagliai i manici e mi misi a modellarla. Quando portai la sella e il codino dal solito vecchietto perchè unisse le parti, mentre era all’opera con gli occhialoni scuri esclamò: “Ma questa era una casseruola!”.

La mia elaborazione continuava, feci i due semi-manubri con una piega diversa, arretrai i comandi a pedale modellando anche le piastre di sostegno, e poi altri lavori, ma il motore pur essendo un molle a spillo era ancora un motore normale. Intanto durante l’inverno mi allenavo con questa moto; al mattino presto mi mettevo la tuta e casco e scendevo da casa fino alla periferia di Sanremo. Arrivato lì il motore era caldo, cambiavo la candela calda con una fredda e poi risalivo i 14 chilometri come se fossi in autodromo, destra e sinistra sempre a manetta, fortunatamente non scendeva mai nessuno, le strade erano tutte asfaltate, era un ottimo banco di prova. E confesso che queste prove venivano fatte a scarico aperto, senza targa e niente assicurazione…

Il 16 luglio 1961 mi presentai alla mia prima gara, una salita, la Toirano-Bardineto (Savona). Mi aveva accompagnato Riccardo Dalmasso ex pilota ufficiale Motom, che mi insegnò a fare i rapporti. Non avevo mai visto il posto, ma tanta era la voglia di dimostrare, tanta la determinazione che mi lanciai su come un ossesso, e feci il primo assoluto! Conservo ancora la coppa d’argento offerta dall’allora Ministro del Tesoro Paolo Emilio Taviani. Intanto le mie conoscenze aumentavano, diventai amico di Walter Scagliarini (il meccanico della Morini che seguiva Agostini), un’amicizia tuttora solidissima. Walter aiutava tutti, specialmente quelli senza soldi come me.

Mi fece un primo aggiornamento della ciclistica, cambiando il forcellone che aveva i tubi tondi con quello a tubi ovali e sostituendomi il freno posteriore con uno da 160 mm prelevato da una moto sinistrata di Tassinari. Completò l’opera con i cerchi da 18” (al posto degli originali da 19”) mise la batteria più piccola con il suo alloggiamento e l’impianto di di scarico “casa”.

Intanto avevo dovuto mettermi a lavorare e il tempo per le corse si era ridotto, ero diventato un collaudatore del reparto esperienze FIAT e facevo test in Canada, Patagonia, Tunisia, Belgio e Corsica. Questo mi aprì le porte al mondo dei Rally, prima alla Lancia, poi al Jolly Club di Milano, poi ancora con la GM di Conrero a Torino e infine a Settimo Milanese nel reparto corse dell’Alfa Romeo, l’Autodelta, dove rimasi sino alla chiusura. Però appena potevo andavo a correre con il Settebello, fino al 1966. Nel frattempo Scagliarini mi fece una seconda ed ultima revisione, questa volta solo il motore; mi cambiò albero, biella, cilindro e pistone, tutto il gruppo ingranaggi della primaria, tutti i cuscinetti, mi mise un cambio ravvicinato nuovo, mi sostituì la testa con una ex-Casa col selettore in bronzo che era stata scartata perchè si era spanato il filetto della candela (Walter la riutilizzò inserendo al posto del filetto un elicoide d’acciaio), poi sostituì il carter centrale sinistro completo con la distribuzione per le aste corte, tant’è che questo motore restò senza numeri perchè Walter non li aveva più battuti. Messo in moto sembrava un violino, 10.500-11.000 giri, splendido e indistruttibile.

Negli anni della mia parentesi automobilistica fui più volte contattato da un mio amico di famiglia che voleva questo Settebello: mi opposi per molto tempo fino a quando un giorno, mi chiedo ancora perchè, gli cedetti questa moto per pochi soldi. Questo amico si chiamava Paolo Marchioni ( 1 ), era di Ospedaletti, un grande appassionato. Con il passare degli anni fui preso dalla sindrome della moto vecchia, partecipai al primo mercatino di Imola nel cortile del Consorzio Agrario di Benito Battilani, ma soprattutto da allora cercai disperatamente di ritornare in possesso del “mio” Settebello, di cui conservavo ancora il libretto intestato a mio padre e la targa. Intanto l’amico al quale l’avevo venduto era emigrato in Francia. Per farla breve dopo lettere infinite e centinaia di telefonate andai due volte a Parigi dove risiedeva, l’ultima volta nel 2005, ci accordammo che sarebbe tornato ad Ospedaletti e mi avrebbe chiamato per definire il tutto. Purtroppo per lui non lo vidi più, una malattia improvvisa se lo portò via.

I familiari però conoscevano la nostra storia e mi assicurarono che qualora avessero deciso di disfarsi della moto mi avrebbero chiamato. E così alla vigilia di Natale 2005 Mauro Marchioni, fratello del povero Paolo, mi telefonò dicendomi di andare a prendere la moto. Così il Settebello tornava a casa. Che felicità! Non saranno molti quelli che dopo cinquant’anni ritrovano la propria moto da corsa come l’avevano lasciata, ancora con i documenti e la targa, perchè in realtà non è che volessi un Settebello, avrei potuto comprarmelo originale, o taroccato come purtroppo ne vedo tanti, ma io volevo il “mio” Settebello, amo le storie autentiche, in quella moto c’è la parte più bella della mia giovinezza , l’esaltazione di quegli splendidi anni, sensazioni che il ciclo della vita impedisce di ripetersi. (note 2 )

Orlando Dall’Ava
Fonte: Motociclismo d’Epoca

  1. I fratelli Paolo e Mauro Marchioni (vedi foto) furono due tra i fondatori del primo Moto Club di Ospedaletti
  2. Con questa moto il pilota ligure ha vinto varie gare in salita come la Toirano-Bardineto del 1961, la Bogliasco-Sessarego del 1963 e la Pontedecimo-Giovi del 1965. Ha partecipato anche alla Sei Ore di Monza 1965 con ottimo piazzamento. Corse inoltre sul circuito di Ospedaletti, Misano e Lecco, sempre con buoni risultati per un privato impegnato solo saltuariamente nell’attività agonistica. Vive e lavora nel suo ristorante a San Romolo, suo figlio Davide è un protagonista del mondo agonistico italiano Enduro
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lunedì, aprile 27, 2009

IL VENTO NEI CAPELLI

Scritto da: MDO // Category: 1970,LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,Motoclub Ospedaletti // 3:28 pm

Franco Da Sacco
Per combattere il grigiore del maltempo e febbricitanti per la voglia d’estate, vi mostro una bella immagine ovviamente scattata sull’anello di Ospedaletti nei primi anni 70… Si correva così, con il vento nei capelli, sulla scia dei grandi campioni che ogni anno calcavano la pellaccia del mitico circuito… Ecco allora sul ponticello a cavallo di un MotoBi 125cc Franco Da Sacco fotografato dagli amici in un bel pomeriggio di sole…

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venerdì, febbraio 3, 2006

AGOSTINI & HAILWOOD, 23 Maggio 1965

.. Ho recuperato nei giorni scorsi delle immagini inedite del Circuito, sono datate 23 Maggio 1965 e sono state scattate durante i preparativi al GP da mio padre.. un backstage dell’epoca in cui appaiono Mike Hailwood e Giacomo Agostini che se la ridono.. ed in altre solo Hailwood con occhiali da sole impenetrabili!
Si vedono inoltre alcuni soci del Moto Club di Ospedaletti storico, compaiono i fratelli Marchioni ed una squadra di servizio.

Ecco le immagini, e se qualcuno ha voglia di intervenire ricordo che potete farlo scrivendo direttamente al fondo di questo post.

Luca


Giacomo Agostini e Mike HailwoodMike Hailwood e Giacomo AgostiniMike Hailwood 1965Ospedaletti 1965Venturi c.c. 5005.jpgDue Cani - 19651965StrumentazioneOspedaletti 196513.jpgMike HailwoodFratelli MarchioniFrom dx to sx down: Breccione Giancarlo, Sigismondi Silvio, Feltrinelli Alfiero, Bregliano Renzino, Toto', Cavicchia Romeo, Cassini Gianmario, Giovannini Luciano, D'Ignazio Mauro, Belli Vittorio, Foto: Dino Vieri 14.jpgQuadrata