Vai a questo argomento sul ForumEccoci! Finalmente è arrivato il momento tanto atteso!
Per noi queste due incredibili giornate sono iniziate con una telefonata di mio padre “ci sono le prime moto lungo l’Aurelia!“.
Così in un lampo: lavati, vestiti, pronti.
Abbiamo parcheggiato di fronte al “Piccadilly“, presenza costante in tante immagini del Gran Trofeo di San Remo. Quasi subito ci imbattiamo in una signora seduta accanto alla Moto Guzzi di Patrignani. “Allora è tutto vero! Allora ci sono davvero!”, abbiamo pensato scambiandoci uno sguardo incredulo.
E’ iniziata così la nostra avventura dei due giorni all’interno di uno sport più vero.
Proseguendo, troviamo una sfilata di Aermacchi, Moto Morini “Settebello”, Motobi, Mondial, Ducati, Benelli, Yamaha, Bultaco, che danno bella mostra di sé su tappeti di moquette rossa. Più avanti, tutte in fila, incontriamo le altre “miss”, MV Agusta, Gilera “Saturno San Remo” “Piuma”, Parilla, Norton, Matchless, Ariel, Triumph, Rumi… Vespa e Lambretta. Siamo di fronte al punto d’accoglienza, preparato per l’arrivo dei piloti, poco più avanti di fronte al Casinò, o meglio quel che ne rimane, parte la discesa dei box. Qui è tutto un frenetico movimento per registrare e posizionare le protagoniste di domani. Che giornata, anche il sole tiepido e brillante accoglie e dà il benvenuto ai partecipanti.
Dopo un mattino carico di emozioni, facciamo il primo incontro di questi giorni, Franco Bonadonna, scrittore appassionato estimatore di motori. Franco partito da Genova in sella alla sua Triumph, è venuto fin qui per seguire l’evento, c’eravamo conosciuti via mail alcuni giorni prima, quando aveva contattato MDO per avere informazioni sul Trofeo San Remo. Adesso seduti ad un soleggiato tavolino di un bar sulla passeggiata dell’imperatrice chiacchieriamo di moto (di donne) e di quello che il circuito ha rappresentato e Franco estrae dalla tasca un luccicante cd… nuovo materiale per tutti noi ragazzi!
A San Remo, al Casinò, c’è la presentazione ufficiale della kermesse ma non ci andiamo, proprio non riusciamo a restare lontani da Ospedaletti. In queste ore siamo troppo emozionati e curiosi di scoprire tutte le sorprese che queste giornate hanno in serbo e non vogliamo perderci nulla.
Arrivati, troviamo il circuito vestito per la gara, le circa tremila balle di fieno sono state posizonate e fare il giro del circuito a bordo della mia roboante Vespa è veramente suggestivo.
In serata si va a San Remo, per la notte bianca, solo per poco si deve andare subito a nanna; domani sveglia presto.
E’ il grande giorno. Siamo sul circuito affollato di gente, di fronte a noi sfreccia la prima batteria con le moto più anziane, decidiamo di godercela alla curva del Piccadilly che porta alla salita. Che magia essere avvolti dall’urlo dei bolidi che incalzano sulla prima rampa con vigore. Quando ci si sposta alla curva del “Gallo Nero” troviamo che sono state inserite delle varianti per rendere meno veloce la traiettoria. Nonostante il rallentamento lo spettacolo non ne risente, sempre più entusiasti assistiamo ai passaggi della IV batteria. Di fronte a noi scivola la il numero 25, la sua moto fa scintille sull’asfalto, fortunatamente la Ducati ed il pilota non riportano gravi conseguenze. Decidiamo di fare il giro del circuito per seguire le varie manches in più punti così da vivere appieno la Giornata. Lungo il “Ponticello” vediamo sfrecciare la Yamaha Vitaloni di Guido Mandracci condotta da Vincenzo Novella. Che emozione! Il passaggio a tutta manetta delle restanti batterie della mattina li ammiriamo davanti a villa Christi.
Scendiamo quindi lungo le scalette e arriviamo di fronte all’Alexandra, qui si svelano le reali identità di tre dei supereroi che con le loro armi, sagaci commenti, articoli succosi e tanta documentazione, hanno combattuto il polveroso mostro dell’oblio: Da Genova Phil Read, quotidianamente detto Manlio, Kamikawa da Rimini alias Bruno e da Torino Virgilio alias Virgilio, anche loro come noi felici di essere qui oggi. Con loro stringiamo la mano a Sergio Bongiovanni che corre con la sua Velocette e a Ollearo alla guida della Norton. Virgilio ci regala anche il piacere di conoscere Wanda, figlia del mitico Balliano che ha fatto cantare tanti motori su questo percorso.
Dopo la pausa seguiamo le batterie del pomeriggio sulla quadrata, sotto un sole rovente mitigato da un piacevole vento, vediamo sfrecciare le 250cc. Ci spostiamo poco più in alto guadagnando una posizione impareggiabile, le moto percorrendo la quadrata si stagliano contro uno splendido mare che con le sue onde sembra acclamare questi mitici centauri. L’incanto è completo, sport e natura si fondono insieme creando un connubio che lascia senza fiato. In questo luogo un po’ magico incontriamo altri due amici di Mdo, innamorati di questo posto e questi luoghi, Lorenzo e Francesco Valle.
Velocemente corriamo verso il rettifilo per seguire la batteria dei campioni.
Eccoli, tutti schierati per la partenza:
| 1 | AGOSTINI Giacomo |
| 2 | BALLESTRIERI Amilcare |
| 3 | BONERA Gianfranco |
| 4 | BONGIOVANNI Sergio |
| 5 | CAMPANELLI Paolo |
| 6 | GALLINA Roberto |
| 7 | GATTI Giampietro |
| 8 | GIORDANO Costanzo |
| 9 | GUARNIERI Guido |
| 10 | LAZZARINI Eugenio |
| 11 | LUCCHINELLI Marco |
| 12 | PATRIGNANI Franco |
| 13 | PERRONE Gianni |
| 14 | ROZZA Cesare |
| 15 | TENCONI Angelo |
| 16 | VENTURI Remo |
| 17 | ZITO Vittorio |
Il rombo dei motori fa tremare i polsi, Agostini parte per primo tra gli applausi e poi è battaglia. Nessuno si risparmia, nessuno vuole stare dietro, altro che gara non competitiva. Bolidi e campioni fanno vedere tutto il loro valore. Alla fine è Roberto Gallina a
vincere, a bordo della sua Benelli.
La lunga attesa di questi anni è stata ripagata e quello che sembrava una chimera è una realtà. Il circuito è vivo e sempre amato. Che spettacolo e a presto!