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martedì, ottobre 27, 2009

AGO’S MV

Scritto da: MDO // Category: 1971,GOLDENYEARS,LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA // 1:21 am

MV Ospedaletti 1971

Cari aficionados vi trasmetto questa istantanea scattata nel 1971 sul rettifilo di Ospedaletti… la numero 1 in questione è  la MV di Agostini ma il perchè fosse ferma e chi sia il meccanico accanto è a me oscuro….

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mercoledì, ottobre 14, 2009

BENVENUTO TOBIA!

Scritto da: MDO // Category: LITTLE NURBURGRING // 8:18 pm

Cicogna
Il 10/10 è nato un nuovo amico del circuito di Ospedaletti!

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mercoledì, settembre 23, 2009

I SOGNI NON SI AVVERANO MAI?

Scritto da: MDO // Category: LITTLE NURBURGRING,PILOTI,TODAY // 10:55 pm

mdovale
Ciao Luca.
Siamo arrivati da poco, da Tavullia ad Arenzano sono poco più di 440 km e ci abbiamo impiegato quattro ore e mezza con due soste perchè mi veniva sonno. Ho letto sul blog che Grassetti è di Montecchio; ci siamo passati oggi!!! In quella zona, ad ogni paese abbini il nome di un pilota. Fantastico, si respira proprio aria di motori!

A Valentino Rossi
C/O Fans Club Valentino Rossi
TAVULLIA PU

Carissimo Vale
Sono un tuo tifoso insieme a mio figlio Francesco. È la seconda volta che veniamo a Tavullia con la speranza di incontrarti, anche se sappiamo che è molto difficile, ma nel contempo immaginiamo quanta gente vorrebbe farlo non lasciandoti un attimo in pace e ci sentiamo un pò scocciatori……..
Ti allego alla presente alcuni adesivi di MDO marinadiospedaletti, il Blog del Circuito di Sanremo Ospedaletti del mio amico Luca Vieri. Vedi se ti va di farci un giro, è molto bello e racconta la storia di quel piccolo TT dall’ inizio all’ ultima gara del 1972 e dell’ultima rievocazione storica dell’anno scorso con Ago, Lucchinelli, Gallina, Lazzarini e una fila interminabile di altri campioni.
Un Sogno?
Sarebbe bello vedere un adesivo di MDO sulla tua M1 !!!!!
Vasco dice che i sogni non si avverano mai, ma io dico sempre a mio figlio che bisogna correre il rischio di passare per ingenui, ma bisogna crederci fino in fondo!

Grazie per l’attenzione.
Un caro Saluto.                Lorenzo e Francesco

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martedì, settembre 22, 2009

LIBERO BORSARI

Scritto da: MDO // Category: 1952,GOLDENYEARS,LITTLE NURBURGRING,MOTODROMO,PILOTI,TODAY // 1:06 am

splash mdo
Ciao a tutti, riporto qui la mail arrivata ad MDO con cui il fratello di Libero Borsari, Augusto, ci chiede aiuto nella ricerca di documentazione. Grazie per eventuali informazioni!

Egr. sig Vieri,
a seguito della mia presenza al revival del circuito dello scorso anno e visto il vs sito ho pensato di inviarvi questa mail per vedere se magari avevate o se potevate aiutarmi nel reperire qualche testimonianza fotografica o cinematografica relativa al Gran Trofeo del 1952 della classe 500 al quale ha partecipato con poca fortuna mio fratello Libero Borsari in sella ad una Guzzi 500. Sfortunatamente il tempo ed alcune vicissitudini hanno fatto si che le poche testimonianze che possedevo siano andate perse e quindi mi ritrovo ora solo con uno spezzone dell’Istituto Luce in cui compare per pochi secondi e con una foto della partenza che lo ritrae in prima fila con il n° 16. Dato che all’epoca avevo solo 3 anni mi viene detto che fu la sua gara più bella ed entusismante e solo una scivolata nel finale gli tolse la soddisfazione di giocarsi con Duke la vittoria. Purtroppo fu anche l’ultima sua gara dato che pochi giorni dopo morì durante le prove del Circuito di Mestre.
Non so se potrete aiutarmi ma vi rigrazio comunque anticipatamente per l’interessamento e resto a vostra disposisizione

migliori saluti
Augusto Borsari

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domenica, agosto 23, 2009

Fiat Stanguellini 1100cc

1947: Guido Scagliarini su Fiat Stanguellini 1100

1947: Guido Scagliarini su Fiat Stanguellini 1100

Il 17 Aprile 1947 nella classe 1100 cc., Guido Scagliarini (qui sopra immortalato sul curvone del Piccadilly, dietro la Stanguellini di Luigi Zanetti ) condurrà la sua Fiat Stanguellini fuori pista al 13° giro durante uno spericolato inseguimento, segnando il miglior giro della corsa ma costretto al ritiro. La leadership incontrastata della corsa è di Comirato che vedrà a pochi metri dall’arrivo proprio sul rettifilo l’incredibile rottura del motore, lasciando così a Torelli la vittoria, seguito a netta distanza da Nissotti e Zanetti, gli unici concorrenti che riuscirono a concludere la gara.

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lunedì, agosto 17, 2009

AMICI DI BERGAMONTI

Scritto da: MDO // Category: 1972,GOLDENYEARS,LITTLE NURBURGRING,Motoclub Ospedaletti // 1:14 pm
Bandana di servizio del 1972 utilizzata dai membri del moto club di Ospedaletti

Bandana di servizio del 1972 utilizzata dai membri del primo Moto club di Ospedaletti, dedicata dai ragazzi ad Angelo Bergamonti, scomparso nel tragico incidente del Gp di Riccione l

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domenica, agosto 2, 2009

Solo lei nel cuore

Scritto da: MDO // Category: LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,Motoclub Ospedaletti,PILOTI // 10:17 pm

La storia di un Settebello raccontata dal suo innamorato, il pilota che l’ha portato in gara dal 1961 al 1966. Dopo averlo ceduto nel 1975 “in un momento di abbandono”, non l’ha mai perso di vista. E finalmente l’ha riportato a casa per Natale 2005.

di Orlando Dall’Ava

Ognuno ha le sue storie motociclistiche da raccontare, come, quando, perchè. Permettete che vi racconti la mia?

Sono nato a San Remo nel ’42 e causa guerra i miei si sono trasferiti a San Romolo, una frazione della Città dei Fiori a 14 chilometri e 800 metri.
Tutti gli anni sin dal 1930 il tracciato Sanremo-San Romolo ospitava in agosto una gara in salita, con la partecipazione di tantissimi concorrenti su ogni mezzo, dal Cucciolo alla Indian. Arrivavano spettatori da tutti i paesi della Riviera e dell’entroterra, formando una cornice fittissima, a rischio vita, tra quelli che invadevano la sede stradale e quelli che decidevano di attraversarla durante la gara. In una di queste edizioni un certo Franco Castagna su Morini Settebello colse la vittoria assoluta. Rimasi fulminato dalla bellezza di questa Moto Morini, nessun altro mezzo reggeva il confronto con lei, ne fui talmente conquistato che in casa creai un vero e proprio tormentone, finalizzato all’acquisto di un Settebello 175.

Un giorno scopro che in città un salumiere vendeva un Settebello usato, ma voleva 280.000 lire, un’enormità! Troppo lunga da raccontare la mia battaglia con i genitori. Mio padre, preso dallo sfinimento, aveva due possibilità: o farmi tacere per sempre a suon di legnate o comperarmi questa moto. Scelse fortunatamente la seconda. Il Settebello in questione era stato immatricolato nel 1954 e mi fu regalato nel 1960 ma al momento dell’atto il notaio dovette intestare la moto a mio papà in quanto non avevo ancora diciotto anni.
Superfluo descrivere la mia gioia: non l’avevo ancora a casa e già pensavo a come trasformarla.

Come prima cosa mi feci mandare da Milano un freno anteriore Oldani al prezzo di 30.000 lire… una spesa pazzesca! Esaurite così le mie risorse economiche, mi dedicai al fai-da-te, costruendo un serbatoio da corsa in alluminio come quelli che vedevo sulle pagine di Motociclismo. Lo sagomai e poi lo portai in una carrozzeria in città dove un vecchietto con la fiamma autogena mi univa le parti, un’operazione non facile per i tempi. Poi decisi di fare la sella ma mi mancava la lamiera per fare il codino; mia madre aveva comprato una batteria di pentole nuove per il nostro ristorante, io cercai la più adatta, tagliai i manici e mi misi a modellarla. Quando portai la sella e il codino dal solito vecchietto perchè unisse le parti, mentre era all’opera con gli occhialoni scuri esclamò: “Ma questa era una casseruola!”.

La mia elaborazione continuava, feci i due semi-manubri con una piega diversa, arretrai i comandi a pedale modellando anche le piastre di sostegno, e poi altri lavori, ma il motore pur essendo un molle a spillo era ancora un motore normale. Intanto durante l’inverno mi allenavo con questa moto; al mattino presto mi mettevo la tuta e casco e scendevo da casa fino alla periferia di Sanremo. Arrivato lì il motore era caldo, cambiavo la candela calda con una fredda e poi risalivo i 14 chilometri come se fossi in autodromo, destra e sinistra sempre a manetta, fortunatamente non scendeva mai nessuno, le strade erano tutte asfaltate, era un ottimo banco di prova. E confesso che queste prove venivano fatte a scarico aperto, senza targa e niente assicurazione…

Il 16 luglio 1961 mi presentai alla mia prima gara, una salita, la Toirano-Bardineto (Savona). Mi aveva accompagnato Riccardo Dalmasso ex pilota ufficiale Motom, che mi insegnò a fare i rapporti. Non avevo mai visto il posto, ma tanta era la voglia di dimostrare, tanta la determinazione che mi lanciai su come un ossesso, e feci il primo assoluto! Conservo ancora la coppa d’argento offerta dall’allora Ministro del Tesoro Paolo Emilio Taviani. Intanto le mie conoscenze aumentavano, diventai amico di Walter Scagliarini (il meccanico della Morini che seguiva Agostini), un’amicizia tuttora solidissima. Walter aiutava tutti, specialmente quelli senza soldi come me.

Mi fece un primo aggiornamento della ciclistica, cambiando il forcellone che aveva i tubi tondi con quello a tubi ovali e sostituendomi il freno posteriore con uno da 160 mm prelevato da una moto sinistrata di Tassinari. Completò l’opera con i cerchi da 18” (al posto degli originali da 19”) mise la batteria più piccola con il suo alloggiamento e l’impianto di di scarico “casa”.

Intanto avevo dovuto mettermi a lavorare e il tempo per le corse si era ridotto, ero diventato un collaudatore del reparto esperienze FIAT e facevo test in Canada, Patagonia, Tunisia, Belgio e Corsica. Questo mi aprì le porte al mondo dei Rally, prima alla Lancia, poi al Jolly Club di Milano, poi ancora con la GM di Conrero a Torino e infine a Settimo Milanese nel reparto corse dell’Alfa Romeo, l’Autodelta, dove rimasi sino alla chiusura. Però appena potevo andavo a correre con il Settebello, fino al 1966. Nel frattempo Scagliarini mi fece una seconda ed ultima revisione, questa volta solo il motore; mi cambiò albero, biella, cilindro e pistone, tutto il gruppo ingranaggi della primaria, tutti i cuscinetti, mi mise un cambio ravvicinato nuovo, mi sostituì la testa con una ex-Casa col selettore in bronzo che era stata scartata perchè si era spanato il filetto della candela (Walter la riutilizzò inserendo al posto del filetto un elicoide d’acciaio), poi sostituì il carter centrale sinistro completo con la distribuzione per le aste corte, tant’è che questo motore restò senza numeri perchè Walter non li aveva più battuti. Messo in moto sembrava un violino, 10.500-11.000 giri, splendido e indistruttibile.

Negli anni della mia parentesi automobilistica fui più volte contattato da un mio amico di famiglia che voleva questo Settebello: mi opposi per molto tempo fino a quando un giorno, mi chiedo ancora perchè, gli cedetti questa moto per pochi soldi. Questo amico si chiamava Paolo Marchioni ( 1 ), era di Ospedaletti, un grande appassionato. Con il passare degli anni fui preso dalla sindrome della moto vecchia, partecipai al primo mercatino di Imola nel cortile del Consorzio Agrario di Benito Battilani, ma soprattutto da allora cercai disperatamente di ritornare in possesso del “mio” Settebello, di cui conservavo ancora il libretto intestato a mio padre e la targa. Intanto l’amico al quale l’avevo venduto era emigrato in Francia. Per farla breve dopo lettere infinite e centinaia di telefonate andai due volte a Parigi dove risiedeva, l’ultima volta nel 2005, ci accordammo che sarebbe tornato ad Ospedaletti e mi avrebbe chiamato per definire il tutto. Purtroppo per lui non lo vidi più, una malattia improvvisa se lo portò via.

I familiari però conoscevano la nostra storia e mi assicurarono che qualora avessero deciso di disfarsi della moto mi avrebbero chiamato. E così alla vigilia di Natale 2005 Mauro Marchioni, fratello del povero Paolo, mi telefonò dicendomi di andare a prendere la moto. Così il Settebello tornava a casa. Che felicità! Non saranno molti quelli che dopo cinquant’anni ritrovano la propria moto da corsa come l’avevano lasciata, ancora con i documenti e la targa, perchè in realtà non è che volessi un Settebello, avrei potuto comprarmelo originale, o taroccato come purtroppo ne vedo tanti, ma io volevo il “mio” Settebello, amo le storie autentiche, in quella moto c’è la parte più bella della mia giovinezza , l’esaltazione di quegli splendidi anni, sensazioni che il ciclo della vita impedisce di ripetersi. (note 2 )

Orlando Dall’Ava
Fonte: Motociclismo d’Epoca

  1. I fratelli Paolo e Mauro Marchioni (vedi foto) furono due tra i fondatori del primo Moto Club di Ospedaletti
  2. Con questa moto il pilota ligure ha vinto varie gare in salita come la Toirano-Bardineto del 1961, la Bogliasco-Sessarego del 1963 e la Pontedecimo-Giovi del 1965. Ha partecipato anche alla Sei Ore di Monza 1965 con ottimo piazzamento. Corse inoltre sul circuito di Ospedaletti, Misano e Lecco, sempre con buoni risultati per un privato impegnato solo saltuariamente nell’attività agonistica. Vive e lavora nel suo ristorante a San Romolo, suo figlio Davide è un protagonista del mondo agonistico italiano Enduro
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mercoledì, luglio 8, 2009

Renzo Pasolini Jr.

Scritto da: MDO // Category: LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,PILOTI,TODAY // 2:27 am

Stefano Renzo Pasolini

Renzo Pasolini Jr. lo abbiamo incontrato a Carpasio il giorno della cronoscalata valida per il campionato italiano della montagna.. Dopo la chiacchierata con Giovanni Burlando abbiamo raggiunto, tra le fila di tende e camper attrezzati a box, Stefano Renzo Pasolini. L’atmosfera del campionato di montagna è davvero particolare, la preparazione alla gara è vissuta con tutti, i bivacchi sono appostati lungo la salita prima della linea di partenza, ci sono famiglie e piloti che vivono insieme i due giorni di corsa ed è un susseguirsi di volti immersi nella magica tensione che precede la gara. Sappiamo che Renzo è tra queste tende, alla linea di partenza chiedo ai cronometristi se mi fanno dare un’occhiata al tabulato di gara, mi dicono che corre con il numero 2, poi chiedo più giù, vicino ad una tenda e mi dicono che è proprio lì a fianco.. Renzo è un caro amico di Bruno Pellegrini, per gli amici di Mdo un caro amico, nonchè l’autore del sito ufficiale del Paso. Tramite lui avevo contattato Stefano qualche tempo fa, ma le notizie qui corrono e mentre ci scambiamo un’occhiata e faccio per avvicinarmi, lui mi precede dicendomi che gli avevano detto che lo stavamo cercando… Paso Jr. corre qui, nelle gare in salita, un ambiente ancora puro che per certi versi ricorda lo spirito autentico del motociclismo.. difficile dire di più, anche perchè personalmente non ho vissuto nel periodo in cui correva suo papà, ma su questo blog parliamo talmente tanto di queste storie che ormai è un pò come averle dentro.
Renzo Jr. si sta preparando ad affrontare la seconda manches e tra poco toccherà alla sua categoria, la 500 classica, io un pochino emozionato gli scatto una foto e gli chiedo se verrà ad Ospedaletti il prossimo anno..
Mentre ci salutiamo e facciamo per avviarci, scatto ancora qualche foto alla sua Honda 500 e lo fotografo con Daniele Allamnd che corre su Ducati nella stessa categoria. Ecco le immagini!

Stefano Renzo Pasolini sulla sua Honda 500

Renzo Pasolini Jr. e Daniele Allamnd categoria 500cc Classica

La Honda 500 di Renzo Jr.

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giovedì, giugno 18, 2009

Intervista a Giovanni Burlando

Scritto da: MDO // Category: LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,PILOTI,TODAY // 12:45 am

Carpasio, 14 giugno 2009
Prima edizione della Carpasio – Prati Piani valida per il campionato italiano di montagna.

Giovanni Burlando

Ed eccoci sulle tracce di Giovanni Burlando, dopo la serie di commenti sul post di G. Lombardi, erroneamente scambiato per il centauro genovese, il nostro amico Lorenzo Valle lo ha contattato nei giorni scorsi nella sua officina a Genova e ha saputo della partecipazione alla prima cronoscalata Carpasio – Prati Piani, dove lo abbiamo incontrato.

La giornata è soleggiata e calda, Carpasio è uno splendido borgo ligure nel primo entroterra della valle Argentina a circa 20 minuti di strada da Arma di Taggia. Qui è stata organizzata dal Motoclub di Imperia la prima cronoscalata valida per il campionato italiano di montagna, e qui che i due Burlando, padre e figlio, gareggeranno nella categoria moto d’epoca nel primo pomeriggio, dobbiamo solo trovarli…
Le moto stanno effettuando le prove ufficiali e tra le molte postazioni lungo la strada cominciamo a chiedere di Giovanni che ha deciso da quello che ci dice un pilota di accamparsi proprio sulla cima del percorso, dopo il traguardo, a Piani! 3 km c.a. più in sù… Ovviamente la strada è chiusa al traffico e si decide quindi di prendere ed andare sù, io Vale “Palmiro” e Fico. Dopo un passaggio fortuito su camion ed ultimo pezzo su scooter, eccomi finalmente di fronte a Burlando, ovviamente a tavola con famiglia e amici.

Ciao Giovanni finalmente ti ho trovato!

Dopo un primo scambio di saluti, una sorsata d’acqua fresca ed il racconto dell’iniziale errore che mi ha portato sin lì, inizio un pò emozionato a fare le prime domande, e la prima non poteva che essere:

MDO –  Conoscevi Giovanni Lombardi e avete mai corso insieme?
B –  Certo, lo conoscevo però non abbiamo mai corso insieme. Lui correva nella minima categoria 50, mentre io facevo la 125. E anche dopo quando lui ha corso nelle 125 non ci siamo mai trovati insieme. Recentemente purtroppo è scomparso.

MDO – Quindi non hai esordito nella minima…
B – No, ho cominciato con le cronoscalate e la Benelli 125 nel ’58 alla Doria Creto. Sono 50 anni ininterrotti di gare.
Moglie – Un vero Guinness!

MDO – Tra gli amici del sito si è aperta una discussione che prende spunto dalla tua partecipazione nella minima a Cesenatico nel ’70, quando correvi sulla Gori Bimm…
B – È vero! Ma quella è stata solo una partecipazione sporadica.

MDO – Quindi dalle cronoscalate sei passato ai circuiti cittadini, come Ospedaletti?
B – All’epoca si correva un pò dappertutto, Rimini, Riccione, Ospedaletti…. allora di circuiti ce n’erano un pò ovunque

MDO – Ad Ospedaletti quante volte hai corso e con quali moto?
B –  Non ricordo di preciso, la prima volta deve essere stata nel ’61 con la Benelli 125…

MDO – A me risultano il ’63, ’69 e ’71 ma mi mancano ancora alcuni dati. Per quanto riguarda la meccanica, la preparazione eri tu ad occupartene?
B – sì, ho sempre curato io anche la parte meccanica della gara.

MDO –  Chi ricordi tra i tuoi avversari?
B – Ballestrieri, Mandracci e Isnardi…

MDO – Questi erano i liguri… poi c’erano anche tanti altri grandi nomi…
B – Sì, ma c’erano anche gli stranieri perchè era una gara internazionale, e partecipavano tutti quelli che facevano il mondiale.

MDO – Abituato alle salite, come ti sei trovato ad Ospedaletti, avevi feeling con il tracciato?
Moglie – Era il suo preferito
B – Sì certo, Abituato alle salite era un circuito tortuoso che assomigliava per certi versi ad una cronoscalata.

MDO – Hai corso anche con Pasolini?
B – Sì, tra l’altro oggi qui c’è suo figlio, anche lui corre nel campionato di montagna.

(Ndr – Abbiamo trovato anche Stefano Renzo Pasolini, a breve un pezzo su Paso Jr.)

MDO  -  So che sei socio del moto club Sestrese, il presidente è Angelo Strano, c’è anche lui qui oggi?
B – Sì c’è anche lui. Un pò di gare in passato le ha fatte.

MDO – Tu tiri come un matto ancora adesso!
B – Faccio come posso…

A tavola con Giovanni e famiglia ne approfitto per chiacchierare anche con Marco, il figlio di Giovanni anche lui qui oggi in gara per la cronoscalata.

MDO – Marco, hai qualche ricordo di quando tuo padre correva sul circuito di Ospedaletti?
B – Purtroppo no perchè ero troppo piccolo, sono del ’71.  Verso la fine degli anni ’70 i primi anni ’80 allora mi ricordo.

MDO – Ti ricordi la San Romolo-Monte bignone?  Giovanni, Orlando Dall’Ava lo conosci?
B  - … Da una vita..

MDO – Ma come mai non si corre più la San Romolo? Chi la organizzava?
B – La organizzava un ispettore di Polizia, poi non si è più fatta. Era una bella gara su un bel tracciato ben organizzata.

MDO – Una gara famosa che si è persa così senza un motivo.
B – Quando è andato via quest’ispettore non ci furono più gli ok per i permessi.

MDO – Oggi come oggi è possibile organizzare  gare su tracciati cittadini come Ospedaletti secondo te? Magari con i sidecar?
B –  Con i sidecar è ancora più difficile. Il problema più grosso per le gare di velocità sono i permessi perchè è pericoloso. Se si potesse fare ad Ospedaletti sarebbe più facile da organizzare per la struttura del paese con la via di sbocco.

MDO – Giovanni, mi saluti gli amici di MDO e del circuito di Ospedaletti?
B – Certamente! Saluti da Burlando a tutti gli amici di Ospedaletti.

MDO – Grazie
B – Prego!

Risultati Carpasio-Prati Piani 2009

Carpasio – Prati Piani 2009
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lunedì, aprile 27, 2009

IL VENTO NEI CAPELLI

Scritto da: MDO // Category: 1970,LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,Motoclub Ospedaletti // 3:28 pm

Franco Da Sacco
Per combattere il grigiore del maltempo e febbricitanti per la voglia d’estate, vi mostro una bella immagine ovviamente scattata sull’anello di Ospedaletti nei primi anni 70… Si correva così, con il vento nei capelli, sulla scia dei grandi campioni che ogni anno calcavano la pellaccia del mitico circuito… Ecco allora sul ponticello a cavallo di un MotoBi 125cc Franco Da Sacco fotografato dagli amici in un bel pomeriggio di sole…