
il 28/02 è nato un altro nuovo amico del Circuito di Ospedaletti…
lunedì, marzo 5, 2012

martedì, febbraio 7, 2012
La terza edizione della rievocazione storica del trofeo motociclistico Sanremo-Ospedaletti si terrà dall’1 al 2 di settembre 2012.
Trovate qui il regolamento e la scheda di partecipazione. Per maggiori informazioni consultate il sito della manifestazione: http://www.circuitospedaletti.it
venerdì, dicembre 16, 2011

In quei giorni frequentavo la IV B del Liceo Scientifico Orazio Grassi di Savona e la scuola era appena ripresa dopo quasi quattro mesi di vacanze.
Io e il mio compagno di classe Ugo Omet rimpiangevamo già l’estate.
Eravamo entrambi motociclisti in erba, io cavalcavo ancora un cinquantino (Lambretta 50 cl “Lui”, l’antesignano degli scooter moderni) mentre Ugo viaggiava già con una bellissima BENELLI 125.
Inutile dire che dedicavamo molto più tempo allo studio di MOTOCICLISMO che di qualunque libro di testo e che decidemmo di andare al “Gran Premio di Ospedaletti” per una giornata “full immersion” nella nostra materia preferita.
Partimmo da Savona col treno delle 6, eccitatissimi di fronte alla prospettiva di vedere le moto da corsa ed i campioni che ci appassionavano.
Effettivamente ad Ospedaletti campioni e moto erano piuttosto “accessibili”.
Ugo era ovviamente tifoso della BENELLI ed era interessato ad avere l’autografo di colui che fino all’anno prima era stato l’alfiere della casa di Pesaro, Renzo Pasolini; a me sarebbe piaciuto avere quello di Fabio Taglioni, progettista della DUCATI, per la quale già facevo il tifo a causa della passione nata nell’officina del concessionario DUCATI e TRIUMPH di Savona, il nonno di un mio caro amico.
Con Pasolini fummo fortunati, gentile e disponibile, non ci trattò con sufficienza ma firmò di buon grado due autografi.
Incontrammo anche Giacomo Agostini, che ci fece dare da qualcuno del suo staff una cartolina promozionale ma non ebbe il tempo di autografarla.
Purtroppo non incontrammo Taglioni ma vedemmo da vicino la sua più recente creatura, la DUCATI 500 da Gran Premio.
Le gare furono entusiasmanti.
Ricordo il “suono” della MORBIDELLI 125: le moto passavano vicinissime a noi spettatori e l’acuto del bicilindrico 2 tempi era così intenso da essere letteralmente doloroso per le orecchie. Ricordo anche il rombo entusiasmante della MV AGUSTA 500 e, molto diversa, l’ancora più bella musica della DUCATI 500 GP.
Vi sembrerà impossibile, ma io tifavo per le DUCATI monocilindriche, le 350 e 450: mi affascinavano i piloti privati che con semplici macchine derivate dalla serie sfidavano le pluricilindriche da Gran Premio.
Quell’anno la DUCATI mi stupì decidendo di partecipare alle gare con vere macchine da corsa ma il loro piazzamento, buono per un debutto, non mi entusiasmò, speravo in un ritardo da Ago più contenuto…
La storia della casa di Borgo Panigale è nota a tutti: la carriera della 500 da Gran Premio durò poco e l’anno successivo non si
presentò più a Ospedaletti; noi ducatisti fummo comunque gratificati dalla doppietta della 750 alla 200 miglia di Imola.
Nel 1972, sempre ad Ospedaletti, fui sorpreso dalla prestazione di Walter Villa con la KAWASAKI 500 H1R: anche in questo caso una macchina derivata dalla serie sfidava le GP.
Morale della favola:
• A ricordo di quella domenica ho conservato il biglietto, l’autografo del Paso e la cartolina di Ago;
• quell’anno lo “studio” di MOTOCICLISMO mi assorbì così tanto che fui rimandato in filosofia, fortunatamente rimediai a settembre ma passai un’estate d’inferno e dovetti rinunciare alla 125 che i miei genitori giustamente mi negarono;
• probabilmente la corsa del 1972 influenzò le mie scelte motociclistiche infatti, memore del piazzamento di Villa, pochi anni dopo comprai una KAWASAKi 500 H1F (anche perché il sogno DUCATI 750 SS era fuori portata delle mie tasche);
• la passione per la casa bolognese non si è mai spenta ma ho dovuto attendere 36 anni per vederla vincere il mondiale e per comprarmi una Hypermotard 1100S;
• il “Lui” è ancora con me, funzionante e in attesa di essere restaurato;
• Ugo, se mi leggi batti un colpo, mi trovi a questo indirizzo, magari hai qualcosa da aggiungere al ricordo di quella fantastica domenica.
Complimenti a coloro che si occupano del sito dedicato alla corsa ligure, cordialità a tutti quelli che amano le motociclette e arrivederci ad Ospedaletti!
Paolo Chiarlone – Finale Ligure, 13 dicembre 2011.

venerdì, agosto 5, 2011
Per una persona speciale un autografo speciale.
Direttamente da Valentino Rossi, che firma e ferma lo sguardo per qualche istante sulla foto di Lorenzo Valle in stile “Ti porterò a Bray Hill” sul circuito di Ospedaletti edizione 2010.
Il nostro aficionados Lorenzo sul suo MotoBi “MDO”, di cui abbiamo raccontato e scritto nei mesi scorsi, ci ha regalato una grande emozione portando in gara lo spirito MDO sul glorioso Circuit.
giovedì, luglio 14, 2011
Arrivano le nonne da competizione sul circuito di Ospedaletti? wow! sembrerebbe un vero e proprio comunicato ma forse un pochino sotto tono, perchè solo sul sito dell’ASI campeggia la scritta:
1° RIEVOCAZIONE DEL CIRCUITO DI OSPEDALETTI PER AUTO STORICHE DA COMPETIZIONE … nessuna altra informazione in giro per il paesello… Ma come mai non fa eco una notizia del genere?
L’ultima rievocazione automobilistica fu svolta nel lontano 1989 quando ospite d’onore fu di niente di meno che Juan Manuel Fangio su Mercedes 196W il quale durante la conferenza stampa al Grand Hotel Regina riferì le seguenti parole:
« … Per anni ho temuto che fosse scomparso. Invece l’ho solo trovato cambiato, con molte costruzioni attorno. Ma il circuito c’è. Sono contento perché qui ho lasciato un pò del mio cuore. »
« … A Ospedaletti si potrebbe ancora gareggiare: Non è un circuito più pericoloso di altri. Montecarlo è molto peggio. A Las Vegas addirittura hanno fatto un gran premio in un parcheggio. È solo questione di quattrini »
L’evento è previsto ad Ospedaletti dal 17 al 18 Settembre 2011
venerdì, giugno 3, 2011

Cari afecionados apro un piccolo post dedicato al pilota spagnolo Santiago Herrero che vinse proprio ad Ospedaletti nel 1969 nella classe 250 su moto OSSA, il motivo è una lettera inviata da un lettore che scrive da Girona (Spagna) che sta cercando di ricostruire la storia del pilota, queste le sue domande:
“… Sono un fan di Santiago Herrero, in cerca di qualche collegamento al pilota, foto, documenti e programmi di gara ai quali ha partecipato. Sto cercando anche, informazioni sulle quattro gare del 70 a Rimini 14-15 maggio 1970, Modena GP 21-22 maggio, Premio Internazionale di Riccione Italia 29 - 30 maggio e il GP di Cesenatico “Trofeo Shell” 11-12 aprile…. Mi auguro sinceramente che mi possiate aiutare, vi mando i saluti di Girona, in attesa di vostra risposta, ciao…”
Grazie in anticipo per le vostre eventuali risposte!
Luca
martedì, marzo 15, 2011
martedì, marzo 1, 2011
Intervista al mitico 15 volte Campione del Mondo. Tra le affermazioni ricorda che “la Morini 250 del 1964 la guidavo come una bicicletta”, “Renzo Pasolini, Phil Read e Jarno Saarinen gli avversari più pericolosi”…
Ospedaletti. Ecco le dichiarazioni di Giacomo AGOSTINI sulla base degli 11 anni di esperienze maturate nelle contese agonistico-tecniche sul circuito di Ospedaletti.
Giacomo AGOSTINI il circuito di Ospedaletti se lo ricorda bene, perché ci ha corso dal 1962 al 1972, cogliendo 11 vittorie, più di chiunque altro. Con mezzi completamente diversi: Morini Settebello 175, Morini bialbero 250, MV quattro cilindri 500 primo tipo, MV tre cilindri 350 e 500, MV 350 quattro cilindri ultimo tipo.
Com’era il circuito? “Un piccolo Tourist Trophy, entusiasmante ma tremendamente impegnativo per la varietà di situazioni. Richiedeva più che altrove il massimo livello nella preparazione del pilota e nella messa a punto del mezzo. Tremendamente pericoloso, sfrecciavi a due metri dal pubblico tra muretti, case, marciapiedi, persino un ponticello e alcune scarpate: bisognava cancellarli dalla mente, fingere che non ci fossero”.
Quali erano i punti che “rendevano” maggiormente, dove si guadagnava terreno? “Al termine del quasi rettilineo d’arrivo, prima del tornante che portava “in montagna” (Curva del Piccadilly, ndr) bisognava fare una gran staccata da circa 200 km/h, complicata dalle irregolarità dell’asfalto. Poi venivano la curva a destra abbastanza larga (Curva del Gallo Nero, ndr), il dosso a sinistra al culmine del circuito (Curva del Mulino, ndr), la discesa con curve di varia ampiezza (Curva Villa Christi, ndr) e un’altra staccatona per il tornante che immetteva sul quasi rettilineo del traguardo (Curva Tonda, ndr). Ovvio che in quest’ultimo tratto chi aveva più motore affrettava i tempi. Io lo facevo in pieno”.
Il punto più pericoloso? “Il dosso fra i due muri alla Curva del Mulino, oltretutto abbastanza stretto”.
E l’avversario (o gli avversari) più pericolosi? “Pasolini con il suo stile funambolico, Read che non guardava tanto per il sottile e Saarinen imprevedibile”.
La moto ideale per questo tracciato? “Non ho esitazioni: la Morini 250, una bicicletta, l’ho portata alla vittoria nel 1964 a velocità sul giro e sulla distanza (a fine gara la media fu di 106,534 km/h, ndr) solo di poco inferiori a quelle delle pluricilindriche 500 (la media più elevata nella storia di questo circuito è di 114,264 km/h dello stesso Agostini con MV Agusta 500 tre cilindri nel 1970, ndr). All’opposto, la MV quattro cilindri prima maniera, se cadeva non riuscivo a rialzarla da solo. I record assoluti li ho stabiliti con la MV quattro cilindri 350, non con la 500 tre cilindri”.
fonte: Motociclismo d’Epoca, interviste di Carlo Perelli e Giorgio Pozzi. Agostini intervistato al termine della prima Rievocazione storica di Ospedaletti, settembre 2008