Motivi tecnici e sportivi del Circuito Automobilistico città di San Remo.
La prova inaugurale della stagione automobilistica internazionale italiana che si svolgerà sul Circuito di Ospedaletti, presenta senza dubbio degli aspetti caratteristici che certamente la faranno assurgere ad una importanza davvero singolare.
La corsa sanremese è stata fissata come « léver du rideau » delle grandi manifestazioni per vetture sport e gli organizzatori hanno senz’altro prescelto la regolamentazione internazionale colla formula più ampia, ammettendo tutte le macchine aderenti ai postulati dell’Annesso C del Codice Sportivo Internazionale senza fare discriminazioni fra motori sovralimentati o ad alimentazione atmosferica. Se una regolamentazione così liberale può lasciare in un certo senso alquanto perplessi dato le tendenze costruttive attuali, d’altra parte la corsa di San Remo viene ad acquistare una caratteristica sua propria e particolarmente importante poichè evidentemente essa sarà una specie di vaglio di tutta la più efficiente costruzione di vetture sport in attività di servizio.
Assisteremo senza dubbio ad un confronto tecnicamente e sportivamente interessante oltre che assai istruttivo perchè vedremo le macchine costruite secondo la vecchia scuola a diretto confronto con quelle di più moderna concezione anche se meno potenti e, agli inizi di una stagione automobilistica internazionale che si preannuncia densa di manifestazioni importantissime, sarà sommamente utile vedere in azione i mezzi che daranno vita alle competizioni del 1947. É quindi ovvio il concludere che la corsa di San Remo servirà anche a dare un più preciso orientamento tecnico tanto dal lato organizzativo quanto da quello riferentesi ai partecipanti alle prossime corse.
La data del Circuito di San Remo avrebbe potuto destare delle serie preoccupazioni per la vicinanza pericolosa delle « 1000 Miglia » e probabilmente la incomparabile manifestazione bresciana avrebbe distolto non pochi fra i più quotati concorrenti alla bella manifestazione rivierasca. L’opportuno spostamento della « 1000 Miglia » accresce indubbiamente l’interesse del Circuito sanremese che viene ad assumere l’aspetto di prova generale di uomini e di macchine in vista delle massime competizioni per vetture sport della stagione 1947.
Dalle prime notizie che si hanno circa i partecipanti alle tre brevi ma accanite contese alle quali assisteremo sul difficile e probante tracciato del Circuito di Ospedaletti è ormai certo che vedremo in corsa le macchine più interessanti di tutta la gamma della produzione internazionale.
Nella Classe 750 c.c. assisteremo all’incontro fra le Fiat preparate da Stanguellini finora imbattute, e le altre « Topolino » trasformate fra cui la debuttante macchina sovralimentata da Guido Cattaneo affidata a Martignoni. E chissà che qualche efficente vetturetta munita di un motore B.M.W. bicilindrico non faccia da terzo incomodo.
Nella Classe 1100 c.c. vedremo certamente le più celebri realizzazioni del Mago modenese, in lizza colle altre Fiat 1100, le più pericolose delle quali saranno quelle munite di testata Roselli « Testadoro ». In questa classe assisteremo ad uno dei numeri più sensazionali della giornata motoristica sanremese, il debutto della nuova e attesissima edizione biposto-sport della Cisitalia. Basterebbe questa attrattiva per dare il tono più eccezionale al Circuito di San Remo. Le due vetture Cisitalia saranno probabilmente affidate a due assi, uno dei quali sarà Piero Taruffi. Si tratta di campioni che ci faranno assistere ad una esibizione del più classico virtuosismo e sarà tecnicamente interessantissimo vedere il comportamento a parità di condizioni regolamentari (Categoria Sport) fra le nuovissime Cisitalia e le gagliarde rappresentanti della generazione automobilistica precedente. Se ci fosse anche qualche SIMCA della Scuderia Gordini, la corsa di San Remo potrebbe solo per la competizione nella Classe 1100 c.c. assurgere al ruolo di Criterium Europeo di questa classe d’avvenire.
Nella classe maggiore è ben difficile prevedere quali vetture si allineeranno al traguardo di partenza data l’incertezza e sopratutto la disparità dei mezzi a disposizione dei concorrenti. Il percorso di Ospedaletti rappresenta tuttora una incognita avvincente per tutti e solamente dopo le prime prove ci sarà dato di poter esprimere chiaramente un giudizio. Comunque è certo che nella classe maggiore vedremo i grossi calibri dell’automobilismo europeo darsi un’aspra battaglia.
Basta il nome incomparabile di Tazio Nuvolari accoppiato a quello di una inedita Lancia-Aprilia trasformata per la « Scuderia Milan » dall’ing. Speluzzi, quello di Chaboud e di Vallée esponenti della nota « Ecurie France » sulle poderose Delahaye, quello di Guido Barbieri colla sua 6 cil. Maserati 1500 c.c. vincitrice a Mantova e Voghera nel 1946 e per l’occasione sovralimentata e quindi con oltre 165 CV di potenza, quello dell’asso francese Louis Chiron che dovrebbe pilotare una possente Talbot 4500 c.c., per dare alla corsa di San Remo un carattere di estremo interesse. Che dire poi di Renato Balestrero che disporrà di una potente Alfa Romeo a compressore, di Rovelli colla « 2 litri » B.M.W., Ghersi, Ermini colla sua vittoriosa Alfa Romeo 2500 c.c., lo svizzero De Grafenried, ecc. ecc.?
Abbiamo parlato solamente dell’interesse tecnico delle prove nelle due classi minori.
Questo non deve far pensare che in queste classi non vi sia anche un interesse sportivo di primo piano. Vedremo in queste classi i « matadores » delle piccole cilindrate e accanto agli Avalle, Bonetto, Comirato, Quintavalle, Gurgo Salice, Pesci ed Arezzi, tutti uomini provati e di sicuro rendimento, delle autentiche promesse per l’avvenire del nostro automobilismo sportivo, come Scagliarini, Zanetti, Leonardi, Fioruzzi, promesse che si possono ormai considerare come delle realtà acquisite.
A tutte le considerazioni che abbiamo fatto più sopra e che si riferiscono allo schieramento dei concorrenti del Circuito di San Remo, schieramento che si può ritenere assolutamente soddisfacente anche se Enzo Ferrari non è ancora della partita, un altro elemento di fondamentale importanza dà alla prova sanremese il sicuro crisma del successo: il percorso.
Siamo ormai abituati a circuiti cittadini o di simile tipo che finiscono ad essere spesso monotoni nelle loro caratteristiche piatte e direi quasi urbanistiche.
Il Circuito di Ospedaletti nella sua cornice incomparabile racchiude invece anche nella brevità dei suoi 2,700 Km. tutti gli elementi più classici che possono provare senza possibilità di appello le qualità degli uomini e delle macchine.
Nulla di artificiale e di provvisorio in questo mirabile tracciato dove ripresa, potenza ed accellerazione, stabilità, frenata e tenuta saranno provate integralmente e dove la classe del pilota avrà ampio campo in cui manifestarsi.
Crediamo di essere facili profeti preannunciando al rinato circuito di San Remo sul percorso di Ospedaletti un avvenire radioso sotto ogni punto di vista. La zona ridente ed ospitale, la data indovinata che potrà diventare classica come grande corsa di apertura della stagione internazionale, il circuito sostanzialmente magnifico ed in ultima analisi tutte le particolari prerogative di San Remo e le possibilità organizzative davvero eccezionali, sono elementi positivi di assoluta certezza e di affidamento sicuro.
Giovanni Lurani