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mercoledì, aprile 6, 2011

MOTO MEMORABILIA

Scritto da: MDO // Category: 1948,1951,1955,1956,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO // 5:08 pm

Ecco a voi “nuove” immagini epiche, scorci davvero emozionanti delle prime edizioni del Trofeo Sanremo-Ospedaletti, dal GT 1948 al 1956 . Notare il curvone del Piccadilly e la visuale inedita del cantiere che sorse sulle ceneri del maestoso Grand Hotel Suisse bombardato dopo la fine del periodo bellico. Il complesso che nacque impedì all’autodromo di Ospedaletti di diventare circuito permanente.

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giovedì, aprile 15, 2010

GILERA VINCE

Scritto da: MDO // Category: 1955,EMEROTECA,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA // 11:18 pm

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domenica, gennaio 10, 2010

A FERRI E FUOCO

Scritto da: MDO // Category: 1955,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 10:12 pm

Ecco una splendida immagine di Romolo Ferri su Mondial 125cc scattata durante il IX GT San Remo svoltosi il 3 Aprile 1955. Durante questa gara Ferri segna il giro più veloce nella sua classe in 2 minuti 06 secondi e 2/5 alla media oraria di Km. 96.266 e conquista il primo posto sul podio seguito da Giuseppe Lattanzi su Mondial a 8 secondi e da Carlo Ubbiali su MV Agusta a 42”. Nella classe 250cc sarà Enrico Lorenzetti a vincere su Moto Guzzi bialbero ed infine nella mezzo litro Libero Liberati su Gilera 4 cilindri. Su Romolo Ferri non ho altro materiale lascio quindi il post aperto a chiunque voglia aiutarci a conoscere meglio questo pilota.

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martedì, settembre 11, 2007

Ascesa e caduta del circuito di Ospedaletti

CORSE GRAND PRIX E FORMULE LIBRE 1945-1949
Conferenza di Alessandro Silva – Museo dell’Automobile “Carlo Biscaretti di Ruffia” – Torino, 22 ottobre 2005

L’ apertura di Ospedaletti sottointende una piccola, gustosa storia tipicamente italiana.
L’ Automobile Club di San Remo, sotto la cui giurisdizione Ospedaletti cadeva dal punto di vista automobilistico, aveva organizzato un circuito nel 1937 nelle strette vie del centro, creando un gran trambusto e l’esperienza non poté essere ripetuta. Esso rivolse allora l’attenzione al piccolo Comune vicino e il consiglio comunale di Ospedaletti accettò la proposta.
Una corsa automobilistica era adatta a portare guadagni immediati per hotel, ristoranti e negozi e valuta straniera dalla vicina Costa Azzurra. Strette strade collinari vennero connesse alla via principale per formare un breve circuito, che fu approntato assai velocemente per ospitare in aprile 1947 una gara internazionale per vetture sport.
Il vincitore fu internazionale, nella persona di Yves Giraud-Cabantous, la cui enorme Ecurie France Delahaye 135 fu capace di sventare ogni attacco da parte di un assortimento di grosse vetture sport italiane anteguerra, tra cui la gloriosa Alfa Monza di Balestrero. Fu indubbiamente una delle più belle gare del pilota francese, ormai completamente dimenticata.
Il circuito venne un po’ allungato per il 1948, ma non perse la caratteristica: “di essere un microscopico Nürburgring, sebbene molto piu lento”. Va detto che il cliché di “Piccolo Nürburgring” era applicato dalla stampa italiana a ogni circuito che presentava qualche cambio di pendenza: ne abbiamo conosciuti diecine. Gli dei del Nürburgring, quello vero, dovevano essere molti irritati da tanta irriverenza.
Sfortunatamente, il circuito di Ospedaletti era condannato fin dall’inizio. Il rettilineo principale era parte della via Aurelia e triplicava questo ruolo come principale viale cittadino, bordato di hotel, negozi e terrazze di caffé e come arteria suburbana principale tra San Remo e le cittadine a ponente, collegate da un popolarissimo filobus.
Il viale era anche bordato da alberi, che diminuivano di anno in anno poco prima dello svolgimento delle gare. Ciò creò proteste anche in quei tempi così poco ecologici.
Il traffico da e per la Francia veniva deviato sulla strada che affianca la ferrovia, uno stretto budello che causava terribili ingorghi, mentre il traffico locale e il filobus venivano semplicemente fermati i giorni delle corse. Per di più, la frazione di Coldirodi (Comune di San Remo) restava isolata in quei giorni. La parte in salita del circuito, infatti, quella dopo il famoso tornante, consisteva dell’unica strada che collegava Coldirodi col resto del mondo.
L’euforia postbellica aveva fatto accettare il sacrificio agli abitanti di Coldirodi, ma, in pochi anni, il loro scontento divenne sempre più vocale. Dopo la morte di uno spettatore nel 1951, il Gran Premio di San Remo fu abbandonato. Corse motociclistiche durarono fino al 1956 e la Lancia scelse Ospedaletti come base dei test pre-stagione dal 1953 al 1955.
Intanto, con una di quelle inspiegabili decisioni di cui l’Italia è maestra, al circuito di Ospedaletti fu concesso il titolo di Autodromo Permanente. Nello stesso tempo, una palazzina di quattro piani veniva costruita all’interno del tornante! (vedi foto)
Ma sebbene fosse “permanente”, il governo comunicò che il circuito sarebbe stato cancellato in seguito alle restrizioni imposte dall’incidente della Mille Miglia 1957, a meno di costose e sostanziali modifiche.
Così, all’inizio del 1958, un volonteroso inviato di Auto Italiana fu spedito a indagare sui pochi tracciati permanenti italiani, Monza, Modena, Vallelunga (non ancora allungata), Pergusa (non ancora finita), Imola, Siracusa e Ospedaletti, che erano allora permanenti solo di nome.
Arrivato in Riviera, questo giovane entusiasta scoprì che un terribile nemico si era infiltrato negli affari del circuito, la rivalità tra San Remo e Ospedaletti. Cominciò a intervistare il sindaco di Ospedaletti, il quale disse che il suo villaggio aveva sofferto più problemi che guadagnato vantaggi dal circuito in quanto Ospedaletti aveva una capacità alberghiera modesta. Inoltre il suo bilancio era un trentesimo di quello di San Remo, cosicchè, se investimenti ci dovevano essere, dovevano essere compito di San Remo. Parlò poi degli alberi, di Coldirodi e del filobus e concluse che se San Remo teneva poco al circuito, Ospedaletti ancora di meno.
Il reporter poi andò dal sindaco di San Remo, che disse che la sua città non avrebbe più investito una lira in un’impresa situata al di fuori dei propri confini. Ospedaletti aveva incassato le tasse locali provenienti dal circuito e loro non avevano visto nulla.
Era chiaro che entrambe le parti non volevano più saperne di gare automobilistiche. Il giornalista, dopo alcune bizzarre proposte riguardo la sicurezza, suggerì di chiedere al governo di intervenire presso l’ACI affinchè facesse i necessari cambiamenti d’ufficio e organizzasse le corse direttamente. Ciò naturalmente era privo di senso e del circuito di Ospedaletti non si parlò più.

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giovedì, marzo 1, 2007

COLNAGO, LA FORZA DELLA MODESTIA

Scritto da: MDO // Category: 1955,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 1:11 am

Giuseppe Colnago a Siracusa

Nonostante la lunga militanza e i tanti successi conseguiti con la Gilera, Colnago è passato alla storia soprattutto per aver portato al successo la Moto Guzzi otto cilindri sul circuito di Siracusa, era il 19 marzo 1957
di Roberto Patrignani da “Legend Bike”

 

Giuseppe ColnagoMai conosciuto un corridore in attività o dei tempi passati che, spavaldamente o in modo garbato, non lasci intendere che – fortuna o sfortuna, risultati raggiunti o sfumati – in definitiva il… più bravo era lui.
Fa eccezione, insieme a ben pochi altri, Giuseppe Colnago, pilota ufficiale di Gilera e Moto Guzzi negli anni Cinquanta, che sembra non avere nulla su cui recriminare dei suoi trascorsi agonistici. Nemmeno se a causa del suo buon carattere toccava sovente a lui l’ultima moto della squadra, senza per questo farne un dramma: anzi, portandola ugualmente a piazzamenti superiori alle aspettative. Naturalmente questo piccolo accenno polemico non viene direttamente da lui ma dalla simpatica, esuberante e spiritosa moglie Nini che rappresenta per Giuseppe qualcosa più della “metà” che viene genericamente attribuito alla consorte. Così come talvolta si usa dire spiritosamente “Ti presento la mia metà”. Colnago dovrebbe modificare la frase con “Ti presento i miei tre quarti” per rimarcare il ruolo essenziale della moglie nella totalità del proprio essere. Al di là da ogni ipocrita giro di parole bisogna infatti dire che dopo che Giuseppe è stato colpito da un aneurisma cerebrale nel 1982, Nini è diventata ben più che la fedele compagna, integrando il marito in tutte quelle facoltà che sono risultate leggermente compromesse.
Giuseppe ColnagoColnago si presenta con un eccellente aspetto fisico, è perfettamente lucido, ha la memoria intatta, ma si esprime con qualche difficoltà e si muove, per così dire, poco speditamente anche se con sicurezza. Nello stendere la biografia di un campione, il cronista non dovrebbe assolutamente “intromettersi”, ma limitarsi alla esposizione dei fatti. Nel caso di Colnago la tentazione di apparire almeno come controfigura nel racconto è irresistibile.
Benché. infatti. chi scrive avesse visto varie volte correre Colnago ai bei tempi che furono, non aveva in seguito mai avuto occasione di instaurare un rapporto professionale o di amicizia, così come coltivato nel tempo con tanti altri piloti italiani e stranieri della stessa epoca. Il tardivo incontro e relativa “istantanea” amicizia con Giuseppe Colnago e consorte, è avvenuto solo ultimamente, durante le feste natalizie a Ospedaletti con lo scopo di scrivere la sua storia per la nostra rivista, dopo presentazione ad opera di Bruno Romano, il bravo pilota della Rumi, anch’egli affezionato frequentatore della medesima località di villeggiatura. Giuseppe e Nini sono persone squisite, ospitali, amabilissime che sarà nostra premura e vanto “reinserire” nel giro degli incontri rievocativi dell’immediato futuro. Giuseppe Colnago nasce a Caponago (Milano), il 15 dicembre del 1923.
Debutta in terza categoria nel 1947 e nel 1948 ottiene i primi successi con la Gilera Saturno, vincendo a Saluzzo e Montichiari, mentre il titolo gli sfugge per poco nella prova valida per l’assegnazione. Nel ’49 è in seconda categoria e si aggiudica le gare in salita Biella-Oropa e Aosta Gran San Bernardo, piazzandosi terzo in campionato. Ma è il 1950 la stagione che lo lancia: si impone infatti al Circuito Internazionale di Ospedaletti in una difficile gara sotto la pioggia, con la fida Saturno, meritando a fine stagione dalla Gilera una quattro cilindri per il GP delle Nazioni a Monza, con la quale fa apprendistato accontentandosi del nono posto. Nel corso di quello stesso anno, Colnago si è trasferito a Casale Monferrato, presso l’importante concessionario della Gilera, Guaschino, che necessita di un bravo meccanico ed è anch’egli patito di corse. Per alcune stagioni ancora, Colnago corre con la Saturno che porta al successo a Locarno nel 51 a Mestre e Casale Monferrato nel 52, ad Aix les Bains e a Genova nel ’53; nello stesso tempo ottiene però sempre più assiduamente la Gilera quattro cilindri ufficiale. A Monza, nel ’51 è solo 14° a causa di problemi che lo rallentano, ma viene ugualmente considerato meritevole di far parte della squadra a partire dal ’52. La sua più bella ma sfortunata gara di quell’anno è il GP dell’Ulster, dove però gli sfugge la vittoria per un guasto. A Monza si piazza al quinto posto. Il 1953 è ricco di soddisfazioni con la quattro cilindri: primo a Siracusa, a Senigallia e Faenza, terzo nella Coppa d’Oro Shell a Imola, quarto nel GP d’Olanda, di i Svizzera e di Spagna, quinto al GP di Francia a Rouen. Tutto fa pensare a un ’54 ancora più intenso, ma una brutta caduta all’inizio di stagione lo costringe all’inattività per tutto l’anno. Riprende nel ’55 in forma come se nulla fosse successo: è infatti secondo a Imola nella Coppa d’Oro, secondo ancora a Senigallia, terzo a Ospedaletti e a Genova, quarto a Mestre e al GP delle Nazioni, quinto al Nurburgring. Ma il suo più importante risultato è la bella vittoria al GP del Belgio, alla media record di 179,023 km/h. La regola di un anno buono alternato da uno negativo, nella carriera di Colnago, si conferma nel 1956 quando, a due giri dalla conclusione del Circuito di Faenza, con la vittoria ormai a portata, incappa in una nuova caduta che gli compromette il resto dell’annata che sarà comunque l’ultima alla Gilera poiché la Moto Guzzi lo ingaggia per il 1957. Colnago ripaga immediatamente la fiducia perché porta alla tanto attesa vittoria la Otto cilindri sul Circuito di Siracusa, il 19 marzo. È questa una data storica sia per Colnago che per la Moto Guzzi. Si può anzi dire che, a tanti anni di distanza, è proprio questo successo a tener desta la fama internazionale di Colnago, più della lunga e proficua militanza in Gilera. Sfortunatamente la successiva gara alla guida della “otto“, a Imola un mese più tardi, si risolve con una caduta. Rientra in pista all’inizio di luglio con la 350 a Francorchamps, classificandosi sesto e ottiene poi un bellissimo secondo posto con la 350 “mono” a Monza, dopo la Gilera di Bob Mc Intyre. Conclude la stagione con i secondi posti nella 350 e 500 a Modena, entrambi con le monocilindriche Guzzi, il che, unitamente alla vittoria iniziale con la otto cilindri a Siracusa, gli vale il titolo di campione italiano per la classe 500. Poi c’è il ritiro dalle corse di Moto Guzzi, Gilera e Mondial che inducono Colnago a dare l’addio all’attività. Solo a questo punto può pensare di metter sù famiglia, come si dice, in quanto il padre della futura sposa era prima contrario che la figlia sposasse “uno che da un giorno all’altro poteva venire raccolto con il cucchiaino”, secondo una diffusa opinione sulla pericolosità del mestiere di corridore. Giuseppe e Nini si sposano dunque e nel l960, lasciano Casale Monferrato per stabilirsi ad Agrate Brianza, dove Giuseppe apre una bella officina di riparazioni auto e tutto procede per il meglio fino alla imprevedibile batosta dell’infermità occorsa nel 1982. Il resto della storia la conosciamo e ci piace sfumare il momentaneo commiato dalla simpatica coppia, inquadrandola col pensiero tra il verde e i fiori del loro bel giardino che domina il… circuito di Ospedaletti e tutte le
memorie ad esso collegate. Simbolo di un’epoca indimenticabile.

Si ringraziano la Signora Nini Colnago e Roberto Patrignani per la documentazione.

Giuseppe ColnagoGiuseppe Colnago

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martedì, settembre 12, 2006

Libro d’Oro del Motodromo di Ospedaletti

  • Aggiornato sino al 1967
  • Classe 125
    1954 Ubbiali – M.V. Agusta
    1955 Ferri – Mondial
    1961 G. Milani – Patton
    1962 Taveri – Honda
    1963 Taveri – Honda
    1964 Taveri – Honda
    1965 F. Villa – Mondial
    1966 Taveri – Honda
    1967 Taveri – Honda
  • Classe 250
    1947 Francisci – Guzzi
    1948 Ambrosini – Benelli
    1949 Ruffo – Guzzi
    1950 Lorenzetti – Guzzi
    1951 Ambrosini – Benelli
    1952 Ruffo – Guzzi
    1955 Lorenzetti – Guzzi
    1956 Lorenzetti – Guzzi
    1961 Provini – Morini
    1962 Provini – Morini
    1963 Provini – Morini
    1964 Agostini – Morini
    1965 R. Torras – Bultaco
    1966 T. Provini – Benelli
    1967 S. Grassetti – Benelli
  • Classe 500
    1947 Bandirola – Gilera Saturno
    1948 Bandirola – Gilera Saturno
    1949 Masetti – Gilera Saturno
    1950 Colnago – Gilera Saturno
    1951 Valdinoci – Gilera Saturno
    1952 Duke – Norton
    1954 Bandirola – M.V. Agusta
    1955 Liberati – Gilera 4 cilindri
    1956 Liberati – Gilera 4 cilindri
    1961 Driver – Norton
    1962 Venturi – M.V. Agusta
    1963 Venturi – Bianchi
    1964 Caldarella – Gilera
    1965 G. Agostini – M.V. 4 cilindri
    1966 G. Agostini – M.V. 4 cilindri
    1967 C. Bergamonti – Patton
  • Classe 175 Sport
    1954 Brambilla – M.V. Agusta
    1961 L. Rossi – Motobi
    1962 Agostini – Morini
    1964 Ballestrieri – Motobi
  • Classe 125 Sport
    1963 Ballestrieri – Motobi
  • Classe 250 S.I.
    1966 Pasolini Renzo – Aermacchi