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giovedì, gennaio 13, 2011

L’inedito e velocissimo Jeoff Duke

Scritto da: MDO // Category: 1952,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 7:47 pm

Ecco a voi due splendide ed inedite immagini di Geoffrey Duke ed una di Arthur Wheeler sul Circuito di Ospedaletti, GP 1952. Duke vinse la gara dominando la corsa sulla sua incredibile Norton Manx, arrivò volando durante la notte da Silverstone a Nizza avendo quindi pochissimo tempo per prepararsi. Di quella gara abbiamo diversa documentazione fruibile qui (link) e anche un bellissimo video. (link)

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martedì, ottobre 5, 2010

PROGRAMMA 1952

Scritto da: MDO // Category: 1952,EMEROTECA,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS,MOTODROMO // 10:50 am

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lunedì, febbraio 1, 2010

DUKE & BORSARI

Scritto da: MDO // Category: 1952,GOLDENYEARS,PILOTI // 7:53 pm


Un’inedita immagine di Geoffrey Duke e Libero Borsari subito dopo la premiazione delle mezzo litro al GT del ’52. Duke, grande anche per doti umane avvicinò Libero e in modo sbrigativo ma cordiale complimentandosi e consolandolo per l’epilogo non fortunato della sua gara volle fare la foto assieme. Bello davvero vedere questi due giovani uno già grande campione, l’altro che cercava di diventarlo, assieme e sorridenti.

Augusto Borsari

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lunedì, febbraio 1, 2010

SANREMO UN CIRCUITO, UN’ACCADEMIA

Il motociclismo italiano non dimenticherà mai quanto deve al circuito di Sanremo. Uscito dalla guerra coi ricordi di un prestigio che sembrava fosse stato spazzato via dalla bufera, il nostro sport si trovò privo degli elementi dinamici che avevano costituito l’incalcolabile ricchezza del suo patrimonio: e senza circuiti adatti, senza solide organizzazioni, senza controlli tecnici efficenti ( non era facile alla Federazione riprendere le redini del movimento, già un tempo saldamente governato ) la stessa valorosa pattuglia dei campioni pareva sacrificata.

Ma Sanremo innalzò fra le palme il mare e i monti il suo traguardo, e quel traguardo rivalorizzò gli antichi campioni, fu di spinta ai giovani corridori ma soprattutto fu d’esempio alle organizzazioni per cui l’affascinante circuito fu preso ovunque a modello e il motociclismo ritrovò la via maestra.

Questo per non dimenticare.

C’è poi il particolare. C’è il percorso dalle tipiche caratteristiche tecniche. C’è il tracciato di gara trasformato in autodromo permanente legato ad Ospedaletti, una perla della periferia sanremese. La natura ha certamente favorito l’impostazione della pista, l’opera dell’uomo ha ritoccato con svolazzante fantasia l’opera della natura e la corsa fu contemporaneamente catalogata fra le più belle e le più aspre, e ad essa convennero i piloti degli sport motoristici chi per riconfermarsi campione, chi per guadagnarsi un faticoso titolo di supremazia.

Gli uomini che in questo ultimo periodo di storia motociclistica hanno tenuto, e ancora detengono, i primi posti nella classificazione dei valori sono tutti passati al vaglio di Sanremo e chi ha vinto in questa corsa ha trionfato.
Non è una gara, non una competizione ma un’accademia ! Chi vince a Sanremo, trionfa ! E gli si schiudono le porte della notorietà, le premesse della gloria futura sono positive, non illudono ma consacrano.

La più recente edizione del Gran Trofeo Internazionale Motociclistico Sanremo si svolse nel 1952 con la partecipazione di Geoffrey Duke, anche in quell’anno campione del mondo ma con macchina inglese, che realizzò una formidabile prodezza in poco più di ventiquattro ore vincendo due gare, alla vigilia della corsa italiana, al di là della Manica e rinverdire il giorno dopo gli allori a Ospedaletti, dove era giunto in volo poco prima della gara.

Ad avversari, Geoffrey Duke aveva nella classe 500 la vecchia volpe Pagani e il vincitore del precedente circuito sanremese Valdinoci su Gilera, nonchè due «matricole»: Libero Borsari con la Guzzi Dondolino e Giani Martino con la personale Gilera Saturno. La prova s’iniziò con una facile galoppata di Duke, senza far presagire i tremendi squarci che il valore dei corridori avrebbe inflitto alla monotonia che dava l’impressione di predominare.

Al «via» Valdinoci fila come un dardo verso la più prossima curva, quella che immette nel tortuoso percorso delle colline seguito da Pagani mentre Duke ostacolato nell’azione da alcuni concorrenti non riesce a farsi luce con troppa facilità. Il primo giro è presto compiuto e davanti alle tribune guizzano Valdinoci, Colnago, Borsari, Pagani; quindi leggermente intervallati Duke; Giani Martino, Soprani, Guglielminetti, Bianchi, Galante, Fagiolini, Wheeler e Biondelli. Valdinoci si mantiene in testa anche durante il secondo giro con a ruota Pagani, ma Duke è già terzo avendo preso d’infilata Colnago e Borsari. Le posizioni centrali, in un primo tempo, sono confuse come avviene durante le fasi d’impostazione di ogni gara. Al terzo giro il campione del mondo si lancia a fondo, supera Pagani e minaccioso insegue Valdinoci che conserva però una parte del suo lieve vantaggio.

Duke s’impegna maggiormente e il forlivese durante il quarto giro retrocede al secondo posto. Al quinto giro la media dell’asso inglese è di Km. 95,151; Valdinoci conserva il secondo posto, terzo è Pagani. Leggermente in ritardo sopravvengono Colnago, Borsari, Giani Martino (Guglielminetti è in «panne») poi la sfilata dei concorrenti prosegue con Bianchi in posizione, Soprani in ottava, Fagiolini in nona. Wheeler e Galante (che dovrà abbandonare) chiudono la serie dei passaggi. Al sesto giro Pagani si porta in seconda posizione e Valdinoci si accoda al milanese. Invariate restano le altre posizioni. Al quarto giro Duke aveva stabilito il tempo di 2’02”3/5 alla media di Km. 99,249; Pagani e Valdinoci tentavano di resistere bravamente all’azione di Duke ma il campione del mondo per parecchi giri continuerà a guadagnare dai due ai quattro secondi per passaggio. Con un bellissimo scatto Valdinoci al decimo giro ritorna al secondo posto in classifica mentre Borsari, molto decisamente, passa al quarto davanti a Giani Martino e a Colnago che procedono di conserva. Seguono: Fagiolini che ha lasciato la compagnia di Soprani e di Bianchi e gli altri ancora in gara.

La fisionomia della competizione è determinata da tre gruppi di corridori il cui sforzo agonistico aumenta continuamente. In testa Duke inseguito da Valdinoci e da Pagani, poi Borsari che trascina Giani Martino e Colnago, infine Fagiolini in testa al terzo drappello composto da Bianchi e Soprani.

La media di Duke aumenta leggermente e Pagani segue sempre Valdinoci come un’ombra. Intanto, aumentando la sua velocità, Bianchi riprende Fagiolini e passa all’ottava posizione mentre Colnago tenta di sganciarsi da Giani Martino. Borsari, sempre quarto, compie tentativi su tentativi per congiungersi con Pagani e con Valdinoci, guadagnando notevolmente terreno.

Duke dà l’impressione di passeggiare e la sua media al quindicesimo giro sfiora i Km. 97, con 19” di vantaggio su Valdinoci e Pagani, e di 30” su Borsari. Alla ventesima tornata Duke doppia Soprani e rosicchia ben due giri a Wheeler mentre Borsari incoraggiato dal pubblico s’impegna con ogni sua risorsa e ben presto piomba alle spalle di Pagani e Valdinoci.

Giani Martino si trova in quinta posizione; davanti a Colnago che cede lentamente. Al venticinquesimo giro la classifica è la seguente: 1. Duke in 52’40”; 2. Pagani in 52’49”; 3. Valdinoci in 52’50”; 4. Borsari in 52’55”; 5. Giani Martino in 53′; 6. Colnago. Seguono Fagiolini e Bianchi che dovranno però abbandonare poco dopo.
Giani Martino, frattanto, con un allungo impetuoso piomba alle spalle di Borsari e lo supera al venticinquesimo giro per poi portare lo scompiglio nel « tandem » Pagani-Valdinoci. In questa fase Giani Martino eguaglia il miglior tempo di Duke alla velocità di Km. 99,249 sul giro. Ma le prodezze del genovese non sono finite e infatti al ventinovesimo passaggio Giani Martino migliora il tempo di Duke con 2’01”3/5 alla velocità di Km. 100,066 vicino al record assoluto sul giro appartenente a Bandirola su M.V. alla media di Km. 102,210.

Giani Martino non è ancora contento e attacca furiosamente Valdinoci e Pagani; dei due è soltanto Pagani che riesce a seguirlo mentre Valdinoci per la difettosa manovra del cambio perde terreno. Poi ecco Borsari che rinviene minaccioso; la media generale di Duke è superiore ai 97,415 all’ora e il suo vantaggio su Giani Martino di circa mezzo al trentacinquesimo giro.

Seguono: Pagani terzo, Valdinoci quarto, Borsari quinto, Colnago sesto, Soprani a un giro e ormai irrimediabilmente in ritardo l’inglese Wheeler.

Al quarantacinquesimo giro Borsari con una violenta sgroppata guadagna la seconda posizione inseguito da Pagani che si prodiga ammirevolmente. A questo punto la gara entra nel vivo, e offrirà un finale superbo. Borsari riduce il distacco di Duke a 25”, poi è Pagani che passa al comando e il distacco scende a 19” mentre Giani Martino e Valdinoci perdono contatto dagli inseguitori di Duke. Il pubblico accoglie il passaggio di Borsari e di Pagani con alti clamori e il vantaggio del campione del mondo al quarantaseiesimo giro scende a 16”; poi a 11” durante il quarantasettesimo, poi a 7” al termine del quarantottesimo; poi a 4” mentre l’entusiasmo della folla sale alle stelle.

Ma Borsari non ha fortuna e al cinquantesimo giro, poco prima della fine per il cattivo funzionamento del cambio, non riesce a mantenersi nella curva che viene affrontata alla fine del rettilineo d’arrivo, e cade. Pagani a sua volta non insiste nell’azione e Duke porta il suo vantaggio a oltre 10”.

La battaglia è finita. Borsari abbandona. Valdinoci con un brillante finale riesce ad avere ragione di Giani Martino. Al quarantottesimo giro Borsari, nel vivo della lotta, aveva segnato con la sua Guzzi Dondolino il giro più veloce della giornata in 2’01”1/5 pari a Km. 100,396 di media. La corsa termina con l’applaudito arrivo del campione del mondo.

di De Deo Ceccarelli
Per gentile concessione di Augusto Borsari.

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martedì, settembre 22, 2009

LIBERO BORSARI

Scritto da: MDO // Category: 1952,GOLDENYEARS,LITTLE NURBURGRING,MOTODROMO,PILOTI,TODAY // 1:06 am

splash mdo
Ciao a tutti, riporto qui la mail arrivata ad MDO con cui il fratello di Libero Borsari, Augusto, ci chiede aiuto nella ricerca di documentazione. Grazie per eventuali informazioni!

Egr. sig Vieri,
a seguito della mia presenza al revival del circuito dello scorso anno e visto il vs sito ho pensato di inviarvi questa mail per vedere se magari avevate o se potevate aiutarmi nel reperire qualche testimonianza fotografica o cinematografica relativa al Gran Trofeo del 1952 della classe 500 al quale ha partecipato con poca fortuna mio fratello Libero Borsari in sella ad una Guzzi 500. Sfortunatamente il tempo ed alcune vicissitudini hanno fatto si che le poche testimonianze che possedevo siano andate perse e quindi mi ritrovo ora solo con uno spezzone dell’Istituto Luce in cui compare per pochi secondi e con una foto della partenza che lo ritrae in prima fila con il n° 16. Dato che all’epoca avevo solo 3 anni mi viene detto che fu la sua gara più bella ed entusismante e solo una scivolata nel finale gli tolse la soddisfazione di giocarsi con Duke la vittoria. Purtroppo fu anche l’ultima sua gara dato che pochi giorni dopo morì durante le prove del Circuito di Mestre.
Non so se potrete aiutarmi ma vi rigrazio comunque anticipatamente per l’interessamento e resto a vostra disposisizione

migliori saluti
Augusto Borsari

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martedì, settembre 12, 2006

Libro d’Oro del Motodromo di Ospedaletti

  • Aggiornato sino al 1967
  • Classe 125
    1954 Ubbiali – M.V. Agusta
    1955 Ferri – Mondial
    1961 G. Milani – Patton
    1962 Taveri – Honda
    1963 Taveri – Honda
    1964 Taveri – Honda
    1965 F. Villa – Mondial
    1966 Taveri – Honda
    1967 Taveri – Honda
  • Classe 250
    1947 Francisci – Guzzi
    1948 Ambrosini – Benelli
    1949 Ruffo – Guzzi
    1950 Lorenzetti – Guzzi
    1951 Ambrosini – Benelli
    1952 Ruffo – Guzzi
    1955 Lorenzetti – Guzzi
    1956 Lorenzetti – Guzzi
    1961 Provini – Morini
    1962 Provini – Morini
    1963 Provini – Morini
    1964 Agostini – Morini
    1965 R. Torras – Bultaco
    1966 T. Provini – Benelli
    1967 S. Grassetti – Benelli
  • Classe 500
    1947 Bandirola – Gilera Saturno
    1948 Bandirola – Gilera Saturno
    1949 Masetti – Gilera Saturno
    1950 Colnago – Gilera Saturno
    1951 Valdinoci – Gilera Saturno
    1952 Duke – Norton
    1954 Bandirola – M.V. Agusta
    1955 Liberati – Gilera 4 cilindri
    1956 Liberati – Gilera 4 cilindri
    1961 Driver – Norton
    1962 Venturi – M.V. Agusta
    1963 Venturi – Bianchi
    1964 Caldarella – Gilera
    1965 G. Agostini – M.V. 4 cilindri
    1966 G. Agostini – M.V. 4 cilindri
    1967 C. Bergamonti – Patton
  • Classe 175 Sport
    1954 Brambilla – M.V. Agusta
    1961 L. Rossi – Motobi
    1962 Agostini – Morini
    1964 Ballestrieri – Motobi
  • Classe 125 Sport
    1963 Ballestrieri – Motobi
  • Classe 250 S.I.
    1966 Pasolini Renzo – Aermacchi
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giovedì, marzo 30, 2006

Il campione del mondo Duke trionfa ad Ospedaletti

Scritto da: MDO // Category: 1952,Cineteca,GOLDENYEARS,MOTODROMO,PILOTI // 4:26 pm

23 Aprile 1952, grande impresa di Duke nelle 500 ad Ospedaletti.

  • Il documento contiene le seguenti scene: La partenza della classe 250
  • Al comando Ruffo inseguito da Lorenzetti ed un folto pubblico ai lati della strada.
  • L’arrivo della corsa vinta allo sprint da Ruffo sul rivale.
  • La partenza delle 500
  • Le fasi della corsa con il campione del mondo Geoffrey Duke al comando dopo pochi giri.
  • L’arrivo della corsa con la vittoria di Duke e l’abbraccio della moglie.

Duke video link