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mercoledì, dicembre 21, 2011

Ascari e la nuova Ferrari senza rivali a Ospedaletti

Scritto da: MDO // Category: 1951,AUTO DA CORSA,AUTODROMO,EMEROTECA,GOLDENYEARS // 5:41 pm

Villoresi urta contro una macchina ferma e si ritira.

DAL NOSTRO INVIATO

Sanremo, lunedì sera.
Alle 15 precise il mossiere dà il segnale del via. Il gruppo delle 17 macchine scatta fragorosamente e Ascari abborda per primo la curva dopo il rettilineo. Bira, pressato da altri concorrenti, urta contro un muricciolo e sfonda il radiatore. Dopo cinque giri in ultima posizione, rimane senza acqua e si ritira. Così il Sesto Gran Premio automobilistico di Sanremo resta privato subito di uno degli argomenti tecnici più attesi: il confronto tra la scuderia Ferrari e il nuovo motore Osca 4500 del Principe siamese.

Le tre Ferrari intanto hanno imperiosamente afferrato le redini della corsa con Ascari incalzato da Villoresi a pochi secondi, mentre Serafini si impadronisce della terza posizione. Egli va perdendo qualche minuto secondo ad ogni giro dai due compagni di scuderia, ma domina a sua volta il plotone degli avversari.

Anche le deboli speranze che De Graffenried possa rivaleggiare con la squadra delle Ferrari, cadono ben presto. La Maserati 1500 dello svizzero non si dimostra in grado di battagliare per il primato e il pilota preferisce accontentarsi della quarta posizione. Quinto viene Fischer con la sua Ferrari 2550, di modello sperimentale.

Se si aggiunge che al quinto giro Ascari batte il record di Bira (record che resisteva da due anni) gran parte della corsa vera e propria è già raccontata. La gara durerà 190 giri, per quasi tre ore, ma agonisticamente lo spettacolo è finito dopo un quarto d’ora, il successo delle Ferrari è ormai scontato dopo pochi passaggi.

Non manca però qualche forte emozione per le ventimila persone, accorse in gran numero anche dall’estero, al richiamo della gara di Ospedaletti, nonostante la minaccia di pioggia. Al 16° giro il corridore inglese Parnell urta contro il parapetto della penultima curva sfasciando una ruota della sua Maserati. La macchina resta bloccata su un lato della strada e inamovibile fino a che la corsa non sarà terminata. Provocherà poi un grosso guaio.

Mentre Ascari, Villoresi e Serafini continuano indisturbati la loro marcia a una media sempre superiore a quella di Fangio, vincitore su Alfa Romeo lo scorso anno, De Graffenried perde il quarto posto dovendo fermarsi a fare benzina al 32° giro e poco dopo per cambiare candele. Viene superato da Fischer, dalla Maserati 1500 del’americano Henry Shell e dalla Talbot del francese Cabantous e poi, al 60° giro, nuove noie alle candele costringono De Graffenried al ritiro.

Ancora due giri e accade il più grosso colpo di scena: Villoresi è sempre secondo. Egli ha rallentato un poco l’andatura, cosicché Ascari dal 35° giro ha accumulato circa mezzo minuto di vantaggio. Villoresi al 62° passaggio sfiora la macchina di Parnell, ferma alla penultima curva. Nel giro successivo non riesce a evitarla, la investe, s’arresta infine contro le balle protettive di paglia. Villoresi è incolume ma la sua Ferrari esce dall’incidente con il radiatore sfasciato e a malapena il pilota può guidarla fino ai box.

Ritiratosi Villoresi, la giornata non ha davvero più storia. L’ordine di marcia resta invariato fino al traguardo finale, con Ascari primo, il cronometrico Serafini secondo, Fischer bravamente terzo e Shell quarto. Serafini è stato l’unico a non essere doppiato da Ascari, grazie anche alla fermata di quest’ultimo al 75° giro (un minuto circa) per un rifornimento precauzionale d’olio. Tutti gli altri avevano almeno un giro di svantaggio quando non si era neanche a metà gara.

Invero la lotta non è stata nè poteva essere vibrante, data l’assenza dell’Alfa Romeo e l’incidente di Bira. Questo Circuito di Sanremo dice tuttavia una parola molto importante in campo tecnico: Ascari ha collaudato, nella sua corsa vittoriosa (conquistando finalmente il suo primo successo del 1951 dopo parecchia sfortuna), il nuovo motore Ferrari 4500 centimetri cubi a doppia accensione. Il debutto di questo motore, specie come resistenza, non poteva essere migliore. Sicurissimo altresì il rendimento delle altre due Ferrari 4500 di Villoresi e Serafini, del tipo che già si affermò a Siracusa e a Pau con Villoresi.

stampasera 23/4/1951

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mercoledì, aprile 6, 2011

MOTO MEMORABILIA

Scritto da: MDO // Category: 1948,1951,1955,1956,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO // 5:08 pm

Ecco a voi “nuove” immagini epiche, scorci davvero emozionanti delle prime edizioni del Trofeo Sanremo-Ospedaletti, dal GT 1948 al 1956 . Notare il curvone del Piccadilly e la visuale inedita del cantiere che sorse sulle ceneri del maestoso Grand Hotel Suisse bombardato dopo la fine del periodo bellico. Il complesso che nacque impedì all’autodromo di Ospedaletti di diventare circuito permanente.

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mercoledì, novembre 3, 2010

La tragica corsa dell’auto di Johnny Claes


21.04.1951 – Sanremo, sabato sera
L’incidente accaduto ieri al belga Claes durante le prove del circuito automobilistico ha impressionato l’ambiente, turbando in parte l’attesa per questa importante competizione. Pur nella sua gravità, la disgrazia non ha avuto le terribili conseguenze che potevano sorgere da essa, grazie anche alla cura messa dall’organizzazione nel predisporre tutti gli accorgimenti atti ad evitare disgrazie. Il fatto è avvenuto nel seguente modo. Il belga John Claes, al volante di una delle potenti Talbot 1500 a doppia accensione, che girava ad una media superiore ai 100 orari, a un passaggio davanti alle tribune del rettifilo d’arrivo faceva disperati segni con le braccia levate per avvertire che non era più padrone della velocità del suo bolide giallo. Sulla traiettoria della folle corsa si trovava in quel momento il dispositivo di protezione della grande curva al termine del rettifilo stesso, consistente in numerose balle di paglia, dietro al quale erano parcheggiate diverse autovetture, fra le quali quella personale del corridore Whitehead, impegnato nelle prove con la Ferrari, che uscirà malconcia dall’incidente. Fulmineamente, senza modificare per nulla la direzione della propria vettura, Claes centrava lo sbarramento di paglia, producendo una indescrivibile nuvola gialla, che rendeva per alcuni istanti assolutamente invisibili le conseguenze dell’accaduto. Al di là della spessa cortina, quattro corpi insanguinati giacevano. Claes, arrestata contro un ostacolo la propria vettura, usciva dal posto di guida, miracolosamente incolume. « Ci sono feriti? Come stanno ? » Sono state le prime parole che il dolorante campione belga ha pronunciato rivolto agli astanti in uno stato di profonda costernazione. Intanto i meccanici della Talbot localizzavano il guasto che ha causato l’incidente: la pompa dell’olio dei freni idraulici che si è vuotata inspiegabilmente del liquido e ha cessato di colpo di funzionare. Claes ha poi raccontato: « Sul rettilineo marciavo fortissimo. Avevo appena fatto agire il preselettore per ingranare la «terza» in vista della curva quando, richiedendo la manovra una leggera diminuzione di velocità, mi accorgevo dell’assoluta inefficienza del freno a pedale. Ho segnalato la mia intenzione di salvarmi nelle balle di paglia. Sono addolorato dell’accaduto. Per me là corsa è finita. Non ci voleva, questa! » Poi stringendo nervosamente fra le labbra la sigaretta che il meccanico gli aveva porto accesa è corso al telefono a chiamare Bruxelles. Sua madre, quando ha saputo dell’incidente, aveva già parlato con il figlio. In quanto alle condizioni dei feriti, il più grave, Antonio Cavestri, che era stato ricoverato con la diagnosi di frattura della volta cranica, è morto stamane alle 11.30 dopo una agonia durata tutta la notte. Aveva 44 anni ed era impiagato all’Hotel Royal. La moglie del Cavestri che pure è stata ricoverata all’ospedale, stamattina è apparsa in migliorate condizioni. Per la frattura della clavicola sinistra e le contusioni riscontratele dai sanitari, è stata dichiarata guaribile in trenta giorni salvo complicazioni. Il terzo infortunato, Giovanni Testori di 30 anni da Gozzano (Novara) versa in gravi condizioni per la sopraggiunta commozione cerebrale. I sanitari mantengono riservata la prognosi. Passando all’aspetto tecnico della cosa si può dire che i risultati delle prove ufficiali confermano, nel limpido responso dei cronometristi, il netto predominio della squadra delle tre Ferrari « 4500 cmc. » di Villoresi, Ascari e Serafini. Salvo inconvenienti meccanici il successo della «casa» modenese appare acquisito in partenza. Villoresi, nella sua smagliante forma attuale, ha compiuto il giro più veloce in 1’52″ e 2/5 (ossia alla media di km. 108,256) pilotando una macchina del tipo affermatosi l’undici marzo a Siracusa. Il risultato conseguito da « Gigi » sfiora il record ufficioso della gara sanremese. Ascari, sceso sul circuito con la Ferrari di nuovo tipo, a doppia accensione, ha girato in l’56″ e 1/5. Due quinti di più che Ascari ha impiegato Serafini. Lo svizzero Fischer ha confermato la bella prova ottenuta giovedì; con la Ferrati 2550 egli ha segnato l’59″ le 4/5, seguono Rosier con la Talbot speciale e il principe Bira con la Osca 4500. Gli altri corridori non sono scesi al disotto dei due minuti ed è difficile che possano lottare per il primato. La gara di domani pomeriggio, valida come seconda prova del campionato italiano assoluto, promette importanti insegnamenti tecnici, specie per quel che riguarda il comportamento della nuova Ferrari di Ascari ed anche come agonismo e rivalità, perchè Ascari quest’anno non ha ancora vinto una corsa a causa della sfortuna, mentre Villoresi si è affermato quattro volte su quattro. g.z.

fonte: Nuova Stampa Sera

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venerdì, settembre 10, 2010

BLANCO Y NEGRO

Scritto da: MDO // Category: 1951,Cineteca,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO // 1:27 am

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mercoledì, marzo 31, 2010

ASCARI F375

Scritto da: MDO // Category: 1951,AUTO DA CORSA,AUTODROMO,GOLDENYEARS,PILOTI // 3:06 pm

Sostituendo i propulsori sovralimentati con il motore aspirato la Ferrari realizza nel 1950 una monoposto che ha la sua stagione magica proprio cominciando dal GP di San Remo del 1951 guidata da Alberto Ascari in lotta per il mondiale con Fangio. La nuova monoposto viene chiamata 375 F1 , la sigla 375 riprende la cilindrata unitaria del propulsore, caratterizzato da monoblocco di lega leggera e cilindri con canne d’acciaio avvitate alle teste per evitare fughe di gas fra testa e blocco cilindri. Grazie a questa novità Ascari si impone nel GP di Ospedaletti partendo dalla prima fila, seguito dalla F375 gemella di Dorino Serafini e da Rudi Fischer sulla Ferrari 212 F1.

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mercoledì, novembre 18, 2009

ESTRATTO GT 1951

Scritto da: MDO // Category: 1951,Cineteca,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO // 12:32 am

Dunque non c’è mai fine alle sorprese, eccovi un nuovo documento video girato durante il Gran Trofeo del 1951, purtroppo però il filmato non è completo, è visibile solamente un estratto della mezzo litro, Valdinoci, Bandirola, Artesiani, Ceglie e Graham sono visibili nelle riprese, inutile dirvi che è incredibile vedere il pubblico numerosissimo e il circuito immerso nella splendida cornice di campagne e giardini…

http://www.marinadiospedaletti.it/audio/ceglieantonio1951.flv
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giovedì, marzo 19, 2009

ANTONIO CEGLIE, CAMPIONE GILERA

Scritto da: MDO // Category: 1950,1951,GOLDENYEARS,PILOTI // 12:56 pm

1957: Antonio Ceglie su Gilera Saturno "San Remo" 500cc

Qualche giorno fa ha fatto capolino su MDO Michele Ceglie, figlio del pilota al quale è dedicato questo articolino. Su questo circuito si cresce ogni giorno! Non avevo mai sentito parlare del grande pilota Gilera che nel 1949 vinse il titolo con la casa di Arcore. La Gilera Saturno lo portò a vincere, la San Remo lo portò in sella nel 1957 ( 4 minuti nel 1950” con il numero 88, ma negli annali non trovo il suo nome. Spero che qualcuno leggendo queste righe possa aiutarci a far luce. Virgilio Casetti riporta una testimonianza dell’amico torinese Sergio Bongiovanni ricordando a memoria che guidava con maestria la gilera 500 cc. “… mi ha detto che andava veramente molto forte e se lo dice lui e più che vero, ancora oggi non fa sconti a nessuno. Sergio però non si ricorda di che citta era..” Nel ’57 chiuse la sua carriera sportiva e vendette la bellissima Saturno (Ad oggi Michele non sa chi acquistò la Saturno). Fece il meccanico a Bari sino al 1962 poi si trasferì con la famiglia in Lombardia dove lavorò come dipendente del concessionario Guzzi a Milano. Infine aprì una sua officina e diventò rivenditore del marchio Gilera sino alla fine. Queste sono le notizie in nostro possesso che riguardano Antonio Ceglie, se qualcuno volesse parlarci ancora di lui è il benvenuto. Intanto Virgilio che ha un fiuto molto particolare per i dettagli ha scovato un articolo di Motociclismo del 1950 che lo riguarda. Spero che Michele ne sia felice. Qui il link al sito che ha dedicato al papà.

Antonio Ceglie vince sul Circuito di Fossano Antonio Ceglie vince sul circuito di Fossano

  1. Correzione: La data scritta a penna sulla foto di Ceglie ha ingannato l’occhio, la data esatta è senza dubbi il 1951. Non ci sono state edizioni ufficiali del Gran Trofeo di San Remo dal 1957 al 1960. Sebbene il Circuito di Ospedaletti fosse stato decretato permanente, dopo l’incidente Mille Miglia del 1957, il governo comunicò che il circuito sarebbe stato cancellato, a meno di costose e sostanziali modifiche…. leggi qui l’articolo per approfondire l’argomento.
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lunedì, agosto 4, 2008

The “San Remo” Maserati Type 4CLT/48

Maserati San Remo

In 1939 Maserati introduced a new model aimed at extending its dominance of European Voiturette racing.

The new model was the Maserati 4CL, which consisted of a 4 cylinder single-stage supercharged 1500cc engine, with 4 valves per cylinder fitted in a lightweight chassis (hence “L”) which was an updated version of the existing 6CM angular chassis.

Although the 4CLs pre-war career was curtailed after the 1940 Targa Florio.

When motor racing returned to Europe in 1946, the Maserati 4CL resumed its numerical dominance in races, although generally it was relegated to also-ran when the works Alfettas appeared.

During 1947 Maserati began a programme of updates to the 4CL including the fitting of twin-stage supercharging and the trial of a new tubular chassis frame in place of the existing angular chassis. These experimental modifications showed some promise and lead to the decision to develop a new model, the 4CLT/48. The “T” in the 4CLT model designation referred to the adoption as standard of a tubular (tubulare) chassis frame, with new, more streamlined bodywork. Completely new rear suspension was fitted and the previously-experimental twin stage supercharging was made standard on the engine.

The new model was probably originally planned to be debuted at the first major races of the 1948 season; these being the Jersey International Road Race and the Grand Prix des Nations at Geneva, which were held within a few days of each other, and the first post-war Grand Prix de Monaco held two weeks later in mid-May. No doubt due mainly to production delays the debut of the new model was held over until the 25th June 1948 when two examples of the 4CLT/48 pulled out onto the street circuit at Ospedaletti to practice for the 1948 Gran Premio di San Remo which was due to be held on 27th June 1948.

It was this accident of circumstance that lead to the cars being referred to henceforth as San Remo Maseratis.

The two cars which appeared at Ospedaletti were entered by Scuderia Ambrosiana, run by Conte Giovanni (Johnny) Lurani, which had been Maserati’s favoured private team since 1947, and was the closest thing Maserati had to a works team.

Driving the two Ambrosiana cars were Luigi (Gigi) Villoresi and Alberto Ascari. The cars were chassis numbers 1593 for Ascari (race number 34) and 1594 for Villoresi (race number 30). During practice the two 4CLT/48s were fastest, with Villoresi taking pole position on the grid more than two seconds ahead of his team-mate. During the race Villoresi lead from the start, but had to make two short pit stops, handing Ascari the lead and his first major race victory. For the new Maserati 4CLT/48 its race debut had resulted in a 1-2 result – an impressive start for the new car.

Unfortunately during the rest of the 1948 season the new 4CLT/48 continued to play “bridesmaid” to the works Alfettas, as had its predecessors, but it still managed to achieve six major race victories, at Comminges, Albi, Silverstone and Barcelona for Villoresi, at Zandvoort for “Bira” and at Goodwood for Parnell. By the end of the season six examples of the new model had appeared.

The 1949 Gran Premio di San Remo was held as the first race of the European racing season on 3rd April 1949.

Of the 27 entries for the race, five were Maserati 4CLT/48s, all of which arrived at the circuit.

The British Amateur driver, Fred Ashmore was driving chassis number 4CLT/48 1593, the car with which Ascari had won the previous year’s race. He was joined by Siamese Prince “B. Bira” in his chassis 1598, Swiss Baron Emanuel de Graffenried in his brand new chassis 1601 and two cars entered by the Automobile Club of Argentina for their countrymen Juan-Manuel Fangio and Benedicto Campos (chassis 1599 and 1600 respectively), However by now the new Ferraris were showing signs of being a serious competitor. Once again the 4CLT/48 performed well on its “home” circuit, with “Bira”, Fangio, de Graffenried and Campos filling four of the first five places on the starting grid. As Fangio was a newcomer to Europe his performance in practice was the first sign of the performances to come. The race was run in two 45 lap heats, and Fangio lead throughout them both, thereby achieving the first of many significant race victories. The overall result was dominance for the Maserati 4CLTs, with Fangio, “Bira”, de Graffenried and Campos filling the first four places.

During the rest of the 1949 season the 4CLT/48 achieved a further seven victories, at Pau, Perpignan and Albi for Fangio, at Goodwood (twice) for Parnell, at Lausanne for Farina and at Silverstone for de Graffenried. However despite the absence of the Alfettas the writing was on the wall with Ferraris, mostly driven by 4CLT/48 pioneers Villoresi and Ascari, taking most major race victories in the second half of the season. During the 1949 European season a further eight chassis were delivered, making a total production to date of fourteen chassis.

As the winter of 1949 approached, Maserati planned a substantial campaign in the Argentine Temporada series, held during December 1949 and January 1950. A further five new 4CLT chassis were completed by November 1949, and no fewer than thirteen chassis were shipped to Argentina. Three of these cars were fitted with larger capacity 1720cc engines, and these cars were designated “4CLT/50” due to their larger engines. Despite their presence in numbers the Temporada exhibition was not a success, as all four races in the series were won by Ferraris driven by Villoresi and Ascari.

As the 1950 season began, the 1950 Gran Premio di San Remo, held on 16th April 1950, was the second major race of the season. As in the recent Argentine Temporada series, the Maserati 4CLT/48 was dominant in numbers with no fewer than eleven chassis being present for practice.

The Automobile Club or Argentina brought two cars, 1594 for Alfredo Pian and 1600 for Froilan Gonzalez, Enrico Plate had chassis 1601 for de Graffenried and 1607 for “Bira”, Clemente Biondetti was in Luigi de Filippis’ 1603, Franco Rol in 1604, Louis Chiron in 1606, Felice Bonetto in Scuderia Milan’s modified 4CLT 1611, Reg Parnell in 1610 and Les Brooke in 1595. The eleventh chassis is something of a mystery car. Piero Carini appeared in a 4CLT/48 (race number 40) but which car. He had bought a 4CLT in late 1949, but he had sold it in Argentina after using it in the Temporada series so which car did he have at Ospedaletti in April 1950? The most likely candidate is chassis 1598, Bira’s own car, now redundant as he was driving for Plate, but that is just a guess on my part. A clear photograph is needed to solve this mystery,

During practice the best placing on the grid was fifth place by Gonzalez, with one Alfetta and three Ferraris filling the first four places. The race was a similar story, with only Gonzalez and Pian’s Argentina cars managing to get into the higher placings during the race. Gonzalez retired late in the race, but Pian finished in fourth place.

During the 1950 season the 4CLT/48 was overshadowed by the Alfettas and Ferraris. Only three victories were achieved, by Alfetta refugee Fangio at Pau, and two victories by Parnell at Goodwood.

By the time that the cars returned to Ospedaletti in April 1951 the Maserati San Remo had become somewhat outclassed.

Nevertheless six 4CLT/48s arrived for practice. Scotsman David Murray was driving chassis 1593, Ascari’s winning chassis from three years earlier, Reg Parnell had chassis 1596, Swiss Toni Branca had the ex-Chiron 1606, whilst Enrico Plate had 1601 for de Graffenried and 1598 for Harry Schell. The sixth 4CLT/48 was chassis 1607 which had been converted to take the new O.S.C.A. V12 of the Maserati brothers, for “B.Bira”’s Ecurie Siam.

During practice de Graffenried managed to get his ageing car onto the front row of the grid in third position. Unfortunately he retired in the race, but his team mate Harry Schell finished in fourth position. Down in 12th place, 30 laps behind Ascari’s winning Ferrari, was David Murray’s 4CLT/48 1593, soon to be destroyed in an accident at the Nurburgring – a sad end for the car whose victory back in 1948 gave the name to the San Remo Maserati

Of the twenty 4CLT/48 chassis built by Maserati between 1948 and 1950, no fewer than fourteen of them raced in one of the editions of the Gran Premio di San Remo.

Adam Ferrington.  http://www.forgham.com

Grazie Adam! (vedi note 1 )

Summary of appearances at Gran Premio di San Remo

Chassis Number1948194919501951
     
159334 Ascari36 Ashmore 10 Murray
159430 Villoresi 6 Pian 
1595  26 Brooke 
1596   34 Parnell
1598 28 ''Bira' 8 Schell
1599 18 Fangio  
1600 34 Campos30 Gonzalez 
1601 30 de Graffenried32 de Graffenried32 de Graffenried
1603  16 Biondetti 
1604  20 Rol 
1606  10 Chiron2 Branca
1607  14 ''Bira'14 ''Bira'
1610  36 Parnell 
1611  44 Bonetto 
Mystery  40 Carini 

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giovedì, luglio 3, 2008

POSTER: GP SANREMO 1951

Scritto da: MDO // Category: 1951,AUTODROMO,EMEROTECA,GOLDENYEARS // 7:45 pm

Il manifesto del 1951 del VI Gran Premio internazionale di San Remo

Ecco un’altro manifesto dell’autodromo, firmato da casabianca… 1951!  L’ho ritrovato in un garage abitato da due bellissime auto d’epoca…

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giovedì, dicembre 6, 2007

L’ ORLANDO VALDINOCI

Scritto da: MDO // Category: 1951,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 4:55 pm

Orlando Valdinoci, vincitore Gran Premio di Sanremo 1951 Gilera 500cc

Orlando Valdinoci (14 settembre 1922 – 10 ottobre 2007)
La sua prima corsa fu in una gara di regolarità internazionale nel 1939 nella Coppa del Duce con una Gilera 500cc otto bulloni. Dopo la pausa per la guerra riinizia a correre nel 1947 sempre con la Gilera 500cc e vince la Predappio Rocca delle Caminate e numerose altre gare.

Orlando Valdinoci alla premiazione del Gran Premio di San Remo 1951, festeggiato da Ambrosini

Nel 1949 diventa campione Italiano di seconda categoria nella classe 500cc.
Dopo la vittoria nel circuito di Ospedaletti nel 1951 passa in prima categoria.
Il 14 luglio 1951 è compagno di squadra di Dario Ambrosini con la Benelli 250cc monoalbero per correre il GP di Francia ad Albi ma la squadra si ritira per la morte di Ambrosini durante le prove.
Durante la sua lunga carriera, oltre ad aver vinto numerose gare, e corso con rivali del calibro di Masetti, Bandirola, Amm, Artesiani, Kavanagh, Duke – poteva vantarsi con onore di avere battuto, in seconda categoria, il grande Libero Liberati.

È stato principalmente un pilota Gilera sia con il Saturno 500cc e con il 4 cilindri della casa di Arcore
Orlando Valdinoci era un uomo che aveva vissuto un rapporto odio-amore per le gare di gran fondo, che mai lo ripagarono per quanto meritava.
Arrivò ad essere un professionista, ma mettendo innanzi alla carriera: l’amore per la famiglia e il rispetto per il prossimo. Pensò sempre solo di essere un pilota che correva per passione.

foto e biografia per gentile concessione di Luciano Sansovini.
Associazione Otello Buscherini