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mercoledì, aprile 6, 2011

MOTO MEMORABILIA

Scritto da: MDO // Category: 1948,1951,1955,1956,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO // 5:08 pm

Ecco a voi “nuove” immagini epiche, scorci davvero emozionanti delle prime edizioni del Trofeo Sanremo-Ospedaletti, dal GT 1948 al 1956 . Notare il curvone del Piccadilly e la visuale inedita del cantiere che sorse sulle ceneri del maestoso Grand Hotel Suisse bombardato dopo la fine del periodo bellico. Il complesso che nacque impedì all’autodromo di Ospedaletti di diventare circuito permanente.

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venerdì, febbraio 18, 2011

POSTER SANREMO ’48

Scritto da: MDO // Category: 1948,AUTO DA CORSA,AUTODROMO,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS // 6:04 pm

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mercoledì, dicembre 15, 2010

IL TROFEO DI CLEMAR BUCCI


Grazie all’amico Fernando, ha fatto capolino questo magico cimelio, il trofeo vinto dal pilota argentino Clemar Bucci al GP San Remo del 1948, donato dal comune di Ospedaletti al primo pilota arrivato dei concorrenti esteri. L’anno seguente sarà Fangio a vincere la sua prima gara europea sullo stesso circuito. In una sua visita nella residenza di Bucci, Fernando Barragan ha notato e fotografato questo caro ricordo, e a chi se non agli amici oltre oceano poteva pensare?

Mille grazie a Fernando quindi ed al Sig. Bucci per la disponibilità!

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giovedì, ottobre 14, 2010

Dario Ambrosini

Scritto da: MDO // Category: 1948,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 11:25 pm
Dario Ambrosini sulla Benelli 250 alla curva del Piccadilly

Dario Ambrosini sulla Benelli 250 alla curva del Piccadilly

Dario Ambrosini sulla Benelli 250 bialbero affronta la salita del circuito di Ospedaletti

Dario Ambrosini sulla Benelli 250 bialbero affronta la salita del circuito di Ospedaletti

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venerdì, gennaio 1, 2010

REALTÀ

Scritto da: MDO // Category: 1948,AUTODROMO,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS,MOTODROMO,SIDECARS // 12:00 am

Cessato l’assordante rumore degli argani, delle macchine spaccapietre, dei pesanti rulli compressori, ecco che il nuovo Autodromo di Ospedaletti – per il quale hanno dato la loro febbrile opera, in ansiosa lotta con le ore, senza soste, ingegneri, tecnici e oltre seicento operai per cinque mesi – è divenuto una vivida realtà.

Si svolge per Km. 3.380 attorno ad un panorama impareggiabile bellezza, attraversa la Via Aurelia dalla quale si stacca con un ardito ponte in cemento a due luci, corre fra i campi fioriti e aiuole dalla vegetazione tropicale, taglia e bacia ricche coltivazioni di rose profumate.

Sarà percorso non più dai macchinoni pesanti, ma da veloci macchine da corsa, tese – per virtù di uomini e di motori – in uno sforzo supremo per il superamento di tutti i primati.

Rettifilo delle palme: eterno giuoco di luci ed ombre.
Curva degli eucaliptus: sfondo severo di verde cupo.
Angolo degli ulivi: tremolio gioioso di foglie verde argento.
Così – in uno scenario che, tra una festosa gamma di colori, si stende, in un leggero declivio, dalle colline sempre verdi al mare sempre azzurro – si presenta l’autodromo destinato alle competizioni di vasto respiro internazionale.

Ansie, speranze, timori, sono ormai superati, annullati, dagli eventi: in una cornice che non conosce confronti, sfrecceranno macchine rombanti in una lotta serrata che renderà ancora più appassionante la contesa.

27 Giugno 1948 – Gran Premio Automobilistico di Sanremo
25 Luglio 1948 – Gran Trofeo Motociclistico Internazionale
8 Agosto 1948 – Gare per Sidecars e Moto-leggere.
Tre manifestazioni, tre feste fiorite di motori, tre date che richiameranno una folla enorme, la quale, dalle tribune, dai terrazzi, dalle colline, dai marciapiedi, dai giardini, mentre ammirerà il festoso insieme del panorama dato dai fiori e dal mare, seguirà ansiosa, trattenendo il respiro in un’attesa spasmodica, gli assi di tutte le Nazioni in una lotta sportiva di impressionante vigore.

Quel giorno, quei giorni, il rombo dei motori sarà come una carezza di più per l’insieme di un quadro; quel giorno Sanremo – dal prestigioso nome di regina del turismo – ed Ospedaletti – sorella minore, due perle della Riviera dei Fiori, che vedranno giustificato, con naturale orgoglio, il grande sforzo economico ed organizzativo compiuto, avranno creato, non a caso – per virtù di uomini e di eventi – una nuova potente attrattiva per il nostro turismo, ponendosi decisamente all’avanguardia delle migliori e maggiori stazioni climatiche.

Con la realizzazione – ritenuta impossibile ma voluta ad ogni costo – dell’Autodromo, le due grandi industrie – sport e turismo – avranno la loro sede più degna per affiancarsi nel successo, per rifiorire, vivere, riaffermarsi in un ambiente che è e sarà, ne siamo certi, il centro propulsore ed insostituibile per il nostro domani.

Nicola Giacchino
Relazione consuntiva delle competizioni del 1948, redatta dalla segreteria del comune di Ospedaletti

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sabato, settembre 26, 2009

SIDECARS & 125 C.C.

IN SERRATA LOTTA SUL CIRCUITO DI OSPEDALETTI
Alberti (Morini) e Frigerio (Gilera) i due vincitori
L’On. Brusasca sidecarista di eccezione

La III manifestazione motoristica, effettuata domenica sul Circuito di Ospedaletti, ha registrato uno scarso afflusso di pubblico ma un notevolissimo successo agonistico e sportivo.
Il sole cocente, il susseguirsi a troppo breve scadere di tempo di simili manifestazioni, una insufficiente propaganda sulla stampa e per radio sono i coefficienti delle tribune semi-deserte e dello scarso interessamento suscitato dalle due prove motociclistiche: ne prendano nota gli organizzatori e ne traggano profitto per l’avvenire.
Dal lato agonistico – abbiamo già detto – successo pieno. La III prova del campionato nazionale motociclistico fino a 125 c.c., è stata tutto un emozionante alternarsi di macchine in lotta per il 1° ed il 2°, per il 3° ed il 4° posto. E la lotta non è venuta meno anche quando lo sfortunato Gastaldi, portatosi al IV posto, cadeva malamente in curva dalla sua M.W. ritirandosi e lasciando così campo libero alle macchine della Morini. Al 45° giro Alberti Raffaele, su Morini, dopo un inseguimento spettacolare raggiungeva il compagno di squadra Magi Renato e lo batteva di sola mezza macchina sulla linea d’arrivo.

Meno combattuta ma avvincente e spettacolare la II prova di campionato nazionale per sidecars. Frigerio Ercole, su Gilera, si portava in prima posizione al primo giro e conduceva la gara fino al termine. Sfortunato l’inseguimento di Milani Alfredo attardato ai box da noie al motore, quando già stava per raggiungere Frigerio; serrato ma tardivo il finale di Milani Albino il quale terminava secondo, con soli 4” di vantaggio, avendo compiuto l’ultimo giro in 2’25” 1/5 alla media di Km. 83.801 (giro più veloce).

Mentre stava per terminare la prima prova è giunto all’autodromo l’on. Brusasca, Sottosegretario agli Esteri, accompagnato dagli on.li Viale e Gismondi, dal Sindaco di Ospedaletti Dr. Bregliano e dal vice Sindaco di Sanremo, Asquasciati. L’on. Brusasca montava a bordo di un sidecar e visitava il percorso; successivamente si congratulava con gli organizzatori e si intratteneva con il vincitore delle 125 c.c.

Ed ecco le classifiche delle due corse:

III prova campionato nazionale classe fino a 125 c.c. : 1) Alberti Raffaele (Morini) che compie i 45 giri del percorso pari a km. 152.100 in ore 1.57’20” 2/5 alla media di km. 77.776; 2) Magi Renato (id.) in 1 ora 57’20” e 2/5 ; 3) Vighi Gualtiero (i.d.) ; 4) Spazzoli Pietro (i.d.) ; 5) Zabini Alcide (i.d.) ; 6) Cipolla Mario (M.W.) ; 7) Ferri Romolo (M.V.) ; 8) Del Rosso Elio (Morini) ; 9) Mazzoncini Dino (Vespa) ; 10) Bettoni Federico (Morini) ; 11) Greco Bruno (D.K.W.) Partenti 23. Giro più veloce il 5° di Bertoni Franco su M.V. in 2’32” alla media di km. 80.053.

II gara di campionato nazionale per sidecars classe fino a 600 c.c. : 1) Frigerio Ercole (Gilera) che compie 30 giri del percorso pari a km. 101.400 in 1.14’33” e 1/5 alla media di km. 81.662 ; 2) Milani Albino (Gilera) in 1 ora 14’37” ; 3) Carrù Giuseppe (Carrù) ; 4) Milani Alfredo (Gilera) ; 5) Borri Guido (Gilera) ; 6) Benini Camillo (B.M.W.) ; 7) Colombo Eugenio (Guzzi) ; 8) Re Giacomo (Guzzi) ; 9) Merlo Ernesto (Gilera) ; 10) Tesini Dante (Gilera) ; 11) Toni Fausto (Gilera) ; 12) Prati Renato (Guzzi). Partenti 15: giro più veloce il 30° di Milani Albino in 2’25” e 1/5 alla media di km. 33.801

L’Eco della Riviera, Mercoledì 11 Agosto 1948

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mercoledì, settembre 2, 2009

Uomini e Macchine

Scritto da: MDO // Category: 1948,AUTO DA CORSA,AUTODROMO,EMEROTECA,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS // 11:36 am

III G.P. Automobilistico di Sanremo
Corridori di sette nazioni alla partenza. Debutto di due nuove Maserati e della “Monoposto della speranza”.

Lunedì mattina, verso le ore 11 un gruppo di tecnici hanno proceduto al collaudo del tracciato del Circuito di Ospedaletti. La pista che, come è noto, misura m. 3.380 ed ha una larghezza media di m. 10, è stata trovata in ottimo stato. Hanno firmato il verbale di collaudo l’ing. Bauscotto dell’ A.N.A.S., l’ing. Bianco del Genio Civile, l’ing. Romano dell’Ispettorato della Motorizzazione Civile, il dr. Perotta dell’ A.C.I., erano presenti al collaudo il dr. Vismar – segretario generale del circuito ed infaticabile organizzatore della corsa – , l’ing. Parodi del comune di Sanremo, il dr. Gioscia Vice Questore di Imperia ed il Sindaco di Ospedaletti.
Collaudato il tracciato si vanno ora ultimando i preparativi per l’allestimento dei servizi di corsa, delle tribune, delle protezioni, ed in questi ultimi giorni il lavoro ha assunto un ritmo veramente febbrile. Domani inizieranno le prove: esse si prevedono molto interessanti dato che i piloti vorranno conoscere quali, possano essere le effettive possibilità delle loro macchine sul duro percorso. Il tracciato verrà compiuto, per il Gran Premio Automobilistico Sanremo, 85 volte, con un percorso complessivo di 287 km. La media potrà oscillare intorno ai 100 km. Il percorso presenta un rettifilo di circa 1.200 metri sull’Aurelia, dove le macchine raggiungeranno alte velocità, e leggere salite con curve lievemente sopraelevate nella parte a monte. Sarà proprio il percorso a monte che metterà a dura prova l’esperienza dei piloti e la saldezza delle macchine. Le curve richiederanno sicurezza di guida e misurazione al centimetro. Il tracciato è dunque duro ed impegnativo e la gara risulterà senza dubbio emozionante e combattuta.
Ventitrè sono le macchine iscritte al Gran Premio di Sanremo: undici corridori prenderanno il via per l’Italia, sette per la Francia, uno per l’Argentina. Saranno in lizza anche i colori degli Stati Uniti d’America, la Svizzera, il Brasile e l’Inghilterra.
La corsa dovrebbe però ridursi ad un duello fra l’Italia e la Francia, fra le nostre Maserati e le Talbot della nazione amica.
Per l’occasione la Maserati ha deciso di inviare due nuove macchine 1500 cmc. di cilindrata con doppio compressore a due stadii, la cui potenza si avvicina ai 300 H.P. : esse saranno guidate da Villoresi ed Ascari. La Francia sarà presente con quattro Talbot affidate al monegasco Chiron – che guarda alla corsa come alla rivincita del Gran Premio di Montecarlo dove ha inseguito inutilmente la rombante Maserati del nostro Farina -, a Giraud Cabantous – il vincitore dello scorso anno – , a Rosier e all’italiano Comotti. Oltre alle Talbot saranno in gara una B.M.W. guidata da Martin ed una Maserati affidata a Louveau. Il campione di Francia, Chaboud sarà a bordo di una Delahaye, l’unica macchina monoposto denominata dai Francesi la «monoposto della speranza» dato che è l’unica in grado di contrastare la vittoria delle macchine delle altre Nazioni.
Figurano in gara anche due principi: Bira, che corre per l’Italia, e Troubeskoy, meglio conosciuto negli ambienti sportivi sotto il nome di principe Igor. Egli è il marito della nota stella cinematografica Barbara Hutton, considerata una delle donne più ricche d’America, e guiderà una SIMCA Gordini con i colori degli Stati Uniti. John Gordon, l’asso di Brookland, si presenterà con la sua fragorosa ERA ; di lui si ricorda l’onorevole gara disputata al Gran Premio Torino dello scorso anno.
Chico Landi difenderà i colori brasiliani correndo su Maserati: egli quest’anno ha già ottenuto due lusinghiere vittorie nei Gran Premi di San Paolo e Rio de Janeiro. La Svizzera sarà rappresentata da Risher su SIMCA Gordini, l’Argentina da Galvez su Maserati.
Passiamo ora in rassegna il gruppo delle rosse macchine italiane cui dovrebbe – secondo il pronostico – toccare la vittoria. Oltre ai già citati, Ascari e Villoresi che correranno su due nuove Maserati, l’Italia allinea Farina, Sommer su Ferrari 2000, De Graffenried specialista nelle corse in salita su Maserati, la matricola Bucci vincitore del Gran Premio di Buenos Aires del ’47 che guiderà una delle maestose Maserati della Scuderia Milan, mentre l’altra è affidata a Fagioli, il popolare corridore che ha ripreso quest’anno la sua attività che è ancora ricordato da tutti gli sportivi per le strabilianti prove del ’30 e del ’33, quando conquistò il titolo di campione assoluto di velocità segnando i 250 km-orari sul circuito di Monza.
Numeroso e ben selezionato appare quindi il lotto dei partecipanti al III Gran Premio Automobilistico Sanremo che si disputerà domenica nella meravigliosa cornice di Ospedaletti, sarà una corsa suggestiva, duramente combattuta da uomini e da macchine il cui valore è già consacrato dalla esperienza e dalla fama.
Non ci rimane quindi che dare appuntamento ai nostri lettori nel recinto del circuito, certi di poter garantire una corsa vivacissima e degna di essere vissuta.

NORME PER L’INGRESSO AL CIRCUITO
Il III Gran Premio Automobilistico inizierà domenica alle ore 16: il pubblico è invitato ad accedere alle tribune non oltre le 15,30 e dal prato non oltre le 15. Per facilitare l’afflusso degli spettatori la S.T.E.L. effettuerà corse straordinarie con partenza da piazza Colombo con una frequenza di una corsa ogni 7 minuti e da Taggia con una frequenza di 20 minuti. La S.A.P. effettuerà corse straordinarie da Diano Marina, Imperia, Sanremo, Grimaldi e Ventimiglia e Bordighera con una frequenza di una corsa ogni 20 minuti. Funzioneranno appositi parcheggi per autopullmann, autovetture, motocicli e biciclette.
Le prove ufficiali avranno luogo domani e dopodomani ed inizieranno alle ore 15; prezzo unico di accesso all’Autodromo per le prove L. 200.

Fonte: L’Eco della Riviera – giugno 1948

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lunedì, giugno 29, 2009

L’ARGENTINO CLEMAR BUCCI

Scritto da: MDO // Category: 1948,AUTO DA CORSA,AUTODROMO,GOLDENYEARS,PILOTI // 11:30 pm

Clemar Bucci - Eucalypti - GP 1948

Nel 1948 il circuito di Ospedaletti ottenne l’omologazione per i Gran Premi di velocità. Vennero così effettuate importanti modifiche al tracciato in vista degli 85 giri di gara. La lunghezza fu portata dai 2.621 agli attuali 3.380 metri, realizzando il viadotto di raccordo con la via Aurelia, venne rifatto integralmente il manto stradale e le imponenti tribune lungo il rettifilo.
Il 27 giugno vide il trionfo delle Maserati con le nuove 1500 affidate ad Alberto Ascari, Gigi Villoresi e l’argentino Clemar Bucci. Giuseppe Farina su Maserati fu costretto al ritiro al 28° giro per un guasto all’acceleratore. Vinse Ascari (scuderia Ambrosiana) con una media di 93,906 Km/h aggiudicandosi così il suo primo Gran Premio di F1. A ricordo della vittoria, la Maserati 4CLT/48 venne ribattezzata “Maserati San Remo“. Il giro più veloce quello di Villoresi con ben 99,412 Km/h.

Clemar Bucci su Maserai 4CLT incalza il curvone davanti alle tribune dove sorgerà il Piccadilly - GP 1948

Clemar Bucci, su Maserati 4CL (Scuderia Milano), arrivò terzo dietro ad Ascari e Villoresi. Corse così la sua prima gara in europa proprio ad Ospedaletti come farà l’anno successivo il suo compatriota argentino Fangio. Conclusa la sua carriera sportiva divenne imprenditore e costruttore d’auto per passione. Autore di fantastiche vetture come la Bucci 300, modello poco noto al di fuori dell’Argentina, è una riproduzione perfetta della Mercedes 300 SLR con cui Stirling Moss dominò la Mille Miglia nel 1955.

Alberto Ascari alla premiazione va a salutare Clemar Bucci (terzo posto) - 1948

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lunedì, agosto 4, 2008

The “San Remo” Maserati Type 4CLT/48

Maserati San Remo

In 1939 Maserati introduced a new model aimed at extending its dominance of European Voiturette racing.

The new model was the Maserati 4CL, which consisted of a 4 cylinder single-stage supercharged 1500cc engine, with 4 valves per cylinder fitted in a lightweight chassis (hence “L”) which was an updated version of the existing 6CM angular chassis.

Although the 4CLs pre-war career was curtailed after the 1940 Targa Florio.

When motor racing returned to Europe in 1946, the Maserati 4CL resumed its numerical dominance in races, although generally it was relegated to also-ran when the works Alfettas appeared.

During 1947 Maserati began a programme of updates to the 4CL including the fitting of twin-stage supercharging and the trial of a new tubular chassis frame in place of the existing angular chassis. These experimental modifications showed some promise and lead to the decision to develop a new model, the 4CLT/48. The “T” in the 4CLT model designation referred to the adoption as standard of a tubular (tubulare) chassis frame, with new, more streamlined bodywork. Completely new rear suspension was fitted and the previously-experimental twin stage supercharging was made standard on the engine.

The new model was probably originally planned to be debuted at the first major races of the 1948 season; these being the Jersey International Road Race and the Grand Prix des Nations at Geneva, which were held within a few days of each other, and the first post-war Grand Prix de Monaco held two weeks later in mid-May. No doubt due mainly to production delays the debut of the new model was held over until the 25th June 1948 when two examples of the 4CLT/48 pulled out onto the street circuit at Ospedaletti to practice for the 1948 Gran Premio di San Remo which was due to be held on 27th June 1948.

It was this accident of circumstance that lead to the cars being referred to henceforth as San Remo Maseratis.

The two cars which appeared at Ospedaletti were entered by Scuderia Ambrosiana, run by Conte Giovanni (Johnny) Lurani, which had been Maserati’s favoured private team since 1947, and was the closest thing Maserati had to a works team.

Driving the two Ambrosiana cars were Luigi (Gigi) Villoresi and Alberto Ascari. The cars were chassis numbers 1593 for Ascari (race number 34) and 1594 for Villoresi (race number 30). During practice the two 4CLT/48s were fastest, with Villoresi taking pole position on the grid more than two seconds ahead of his team-mate. During the race Villoresi lead from the start, but had to make two short pit stops, handing Ascari the lead and his first major race victory. For the new Maserati 4CLT/48 its race debut had resulted in a 1-2 result – an impressive start for the new car.

Unfortunately during the rest of the 1948 season the new 4CLT/48 continued to play “bridesmaid” to the works Alfettas, as had its predecessors, but it still managed to achieve six major race victories, at Comminges, Albi, Silverstone and Barcelona for Villoresi, at Zandvoort for “Bira” and at Goodwood for Parnell. By the end of the season six examples of the new model had appeared.

The 1949 Gran Premio di San Remo was held as the first race of the European racing season on 3rd April 1949.

Of the 27 entries for the race, five were Maserati 4CLT/48s, all of which arrived at the circuit.

The British Amateur driver, Fred Ashmore was driving chassis number 4CLT/48 1593, the car with which Ascari had won the previous year’s race. He was joined by Siamese Prince “B. Bira” in his chassis 1598, Swiss Baron Emanuel de Graffenried in his brand new chassis 1601 and two cars entered by the Automobile Club of Argentina for their countrymen Juan-Manuel Fangio and Benedicto Campos (chassis 1599 and 1600 respectively), However by now the new Ferraris were showing signs of being a serious competitor. Once again the 4CLT/48 performed well on its “home” circuit, with “Bira”, Fangio, de Graffenried and Campos filling four of the first five places on the starting grid. As Fangio was a newcomer to Europe his performance in practice was the first sign of the performances to come. The race was run in two 45 lap heats, and Fangio lead throughout them both, thereby achieving the first of many significant race victories. The overall result was dominance for the Maserati 4CLTs, with Fangio, “Bira”, de Graffenried and Campos filling the first four places.

During the rest of the 1949 season the 4CLT/48 achieved a further seven victories, at Pau, Perpignan and Albi for Fangio, at Goodwood (twice) for Parnell, at Lausanne for Farina and at Silverstone for de Graffenried. However despite the absence of the Alfettas the writing was on the wall with Ferraris, mostly driven by 4CLT/48 pioneers Villoresi and Ascari, taking most major race victories in the second half of the season. During the 1949 European season a further eight chassis were delivered, making a total production to date of fourteen chassis.

As the winter of 1949 approached, Maserati planned a substantial campaign in the Argentine Temporada series, held during December 1949 and January 1950. A further five new 4CLT chassis were completed by November 1949, and no fewer than thirteen chassis were shipped to Argentina. Three of these cars were fitted with larger capacity 1720cc engines, and these cars were designated “4CLT/50” due to their larger engines. Despite their presence in numbers the Temporada exhibition was not a success, as all four races in the series were won by Ferraris driven by Villoresi and Ascari.

As the 1950 season began, the 1950 Gran Premio di San Remo, held on 16th April 1950, was the second major race of the season. As in the recent Argentine Temporada series, the Maserati 4CLT/48 was dominant in numbers with no fewer than eleven chassis being present for practice.

The Automobile Club or Argentina brought two cars, 1594 for Alfredo Pian and 1600 for Froilan Gonzalez, Enrico Plate had chassis 1601 for de Graffenried and 1607 for “Bira”, Clemente Biondetti was in Luigi de Filippis’ 1603, Franco Rol in 1604, Louis Chiron in 1606, Felice Bonetto in Scuderia Milan’s modified 4CLT 1611, Reg Parnell in 1610 and Les Brooke in 1595. The eleventh chassis is something of a mystery car. Piero Carini appeared in a 4CLT/48 (race number 40) but which car. He had bought a 4CLT in late 1949, but he had sold it in Argentina after using it in the Temporada series so which car did he have at Ospedaletti in April 1950? The most likely candidate is chassis 1598, Bira’s own car, now redundant as he was driving for Plate, but that is just a guess on my part. A clear photograph is needed to solve this mystery,

During practice the best placing on the grid was fifth place by Gonzalez, with one Alfetta and three Ferraris filling the first four places. The race was a similar story, with only Gonzalez and Pian’s Argentina cars managing to get into the higher placings during the race. Gonzalez retired late in the race, but Pian finished in fourth place.

During the 1950 season the 4CLT/48 was overshadowed by the Alfettas and Ferraris. Only three victories were achieved, by Alfetta refugee Fangio at Pau, and two victories by Parnell at Goodwood.

By the time that the cars returned to Ospedaletti in April 1951 the Maserati San Remo had become somewhat outclassed.

Nevertheless six 4CLT/48s arrived for practice. Scotsman David Murray was driving chassis 1593, Ascari’s winning chassis from three years earlier, Reg Parnell had chassis 1596, Swiss Toni Branca had the ex-Chiron 1606, whilst Enrico Plate had 1601 for de Graffenried and 1598 for Harry Schell. The sixth 4CLT/48 was chassis 1607 which had been converted to take the new O.S.C.A. V12 of the Maserati brothers, for “B.Bira”’s Ecurie Siam.

During practice de Graffenried managed to get his ageing car onto the front row of the grid in third position. Unfortunately he retired in the race, but his team mate Harry Schell finished in fourth position. Down in 12th place, 30 laps behind Ascari’s winning Ferrari, was David Murray’s 4CLT/48 1593, soon to be destroyed in an accident at the Nurburgring – a sad end for the car whose victory back in 1948 gave the name to the San Remo Maserati

Of the twenty 4CLT/48 chassis built by Maserati between 1948 and 1950, no fewer than fourteen of them raced in one of the editions of the Gran Premio di San Remo.

Adam Ferrington.  http://www.forgham.com

Grazie Adam! (vedi note 1 )

Summary of appearances at Gran Premio di San Remo

Chassis Number1948194919501951
     
159334 Ascari36 Ashmore 10 Murray
159430 Villoresi 6 Pian 
1595  26 Brooke 
1596   34 Parnell
1598 28 ''Bira' 8 Schell
1599 18 Fangio  
1600 34 Campos30 Gonzalez 
1601 30 de Graffenried32 de Graffenried32 de Graffenried
1603  16 Biondetti 
1604  20 Rol 
1606  10 Chiron2 Branca
1607  14 ''Bira'14 ''Bira'
1610  36 Parnell 
1611  44 Bonetto 
Mystery  40 Carini 

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mercoledì, ottobre 31, 2007

II RIEVOCAZIONE STORICA DEL CIRCUITO DI OSPEDALETTI

Pensate un po’ il destino… nel clima effervescente della rievocazione storica, mi capita di sfogliare il fascicolo sulla seconda edizione, targata 1984. Riporto i contenuti sperando possano essere utili ai ragazzi che stanno lavorando per la mitica data:
Per gentile concessione di Gino Migliardi

Il Circuito di Ospedaletti
Importante contributo alla ripresa dello sport automobilistico dopo la parentesi bellica

a cura di
CHRISTIAN SERRATI

Come un po’ ovunque, anche in questo estremo lembo della Liguria l’interesse e l’entusiasmo per le esaltanti avventure proposte dalla neonata automobile avevano acceso, fin dai primi decenni del secolo, gli animi dei «gentlemen» e degli sportivi in genere.
La città di Sanremo organizzò già nel 1926 una corsa di regolarità veloce per automobili denominata «Gran Giro del Berigo» e ci riprovò con particolare successo nel 1937 quando volle il «Circuito di Sanremo» riservato alla categoria «Corsa» fino a 1500 cm3.

Lo stesso preridente della sezione sanremese del R.A.C.I., dottor Francesco Panizzi. presentò il 20 marzo 1937 all’ assemblea del Consiglio Direttivo la proposta di organizzare questa importante competizione e ottenne l’immediata ed entusiastica approvazione di tutti i presenti.

Il percorso si sviluppava nel centro cittadino con dimensioni che lo fecero definire «un circuito che sta nel palmo di una mano» ed ebbe caratteristiche tecniche tali da mettere a dura prova uomini e motori e da concedere la vittoria soltanto ad un pilota di valore come Achille Varzi cui andò anche il merito del giro più veloce, alla media di oltre cento chilometri orari.

Il seme era ormai gettato e non tardò a dare i suoi frutti non appena la tempesta degli eventi bellici si assopì, ridando speranza nel futuro e concedendo lo spazio a nuovi entusiasmi.

I PRIMI PASSI
L’Automobile Club di Sanremo ritornò alla ribalta delle com petizioni sportive per merito dei suoi dirigenti che, con grande passione, indissero le prime manifestazioni motoristiche già nell’immediato dopoguerra.

Il presidente, avv. Remo Pestarino, coadiuvato dal vice presidente dotto Luca Vismar e dal consigliere cap. Michele Allavena, affrontò il problema «alla grande» e volle qualcosa di speciale e di tecnicamente perfetto.

La soluzione fu offerta dalla vicina cittadina di Ospedaletti che disponeva di un lungo e meraviglioso rettilineo raccordato ai suoi estremi da una invitante circonvallazione.

Passare dalla teoria alla realtà fu un gesto indubbiamente coraggioso, dati i tempi, ma l’A.C. Sanremo ci riuscì.

La 2.a edizione del Circuito di Sanremo fu prevista per il 13 aprile del 1947.

L’esiguo tempo a disposizione impose di lavorare in fretta per rendere il tracciato sicuro e idoneo allo sfrecciare dei bolidi in corsa.

Era ancora del 22 marzo la notizia che «,.. sul percorso, di una suggestiva bellezza panoramica tra continue coltivazioni di rose e garofani, numerose squadre di operai lavorano con la massima alacrità per allargare la strada, correggere le curve e apportare al fondo stradale tutti i possibili miglioramenti che garantiranno la massima regolarità allo svolgimento dell’interessante competizione ».

Fu scelto un tracciato di 2,621 Km da percorrere 25 volte in senso orario per un totale di 65,525 Km.
Il traguardo fu posto davanti all’Albergo Regina (attuale Centro Anziani Fiat),. per il pubblico furono sistemate opportune tribune (ingresso lire 100) e riservati i prati adiacenti (ingresso lire 50).
La prova fu classificata come gara di velocità per macchine della categoria Vetture Sport Internazionale, suddivise nelle categorie fino a 750 cm3 fino a 1100. cm3 e oltre 1100 cm3, anche con compressore.
Le 64 iscrizioni raccolsero, in massima parte, le superstiti vetture sport d’anteguerra e i piloti che tornavano a gareggiare dopo oltre sei anni di sosta forzata.
Non mancarono comunque anche alome nuove leve dell’ automobilismo sportivo che contesero ai colleghi più esperti i ricchi premi che ammontava 110 in totale ad oltre 1.500.000 lire.
Il regolamento prevedeva che tutti gli iscritti fossero convocati per le prove di qualificazione al venerdì e al sabato. Da queste uscì, in base ai tempi ottenuti nei giri più veloci, la rosa dei ventun partecipanti (sette per ogni categoria) che scesero in gara nella giornata di domenica.
Prime partirono le piccole cilindrate e la Topolino sport di Sesto Leonardi vinse alla media di 65,625 Km/h, dopo aver condotto la gara con precisione cronometrica, mantenendo il pri1120 posto dall’inizio alla fine. Nella categoria sino a 1100 cm3 era prevista la vittoria dell’ anziano Comirato che, infatti, fin dai primi giri iniziò a guidare il gruppo aumentando gradatamente il suo vantaggio.
Una spettacolare rottura della distribuzione proprio davanti alle tribune poco dopo la metà della gara gli precluse tuttavia la vittoria, costringendo a cedere l’alloro alla Fiat Volpini di Torelli.
Il combattivo Scagliarini riuscì soltanto ad aggiudicarsi il primato del giro più veloce alla media di 76,209 Km/h.
La gara più avvincente, ravvivata anche da un pizzico di internazionalità, fu la gara della categoria superiore che vide in lotta tre insigni piloti del passato: Renato Balestrero sull’ anziana Alfa Romeo 2300 Monza, il francese Giraud Cabantous sulla sua azzurra Delahuye 3600 e Pietro Ghersi sull’Alfa Romeo 2900.
La folla seguì, con entusiasmo, l’impari lotta tra la generosa ma ormai affaticata Alfa Romeo di Balestrero e la potente Delahaye di Giraud, sperando nell’impossibile vittoria dei colori italiani.
Arrivò primo il francese ad oltre 73 Km/h di media seguito da Balestrero e da Ghersi.

ARRIVANO LE F 1
Nel 1948 giunse l’agognato riconoscimento ufficiale: il circuito di Ospedaletti fu omologato per i G.P. di velocità e avrebbe potuto ospitare le potenti vetture di F 1.

Il tracciato era stato allungato a ponente con la costruzione di un grande viadotto e portato così a 3.380 metri, da percorrere 85 volte.
La pista aveva una larghezza media di 10 metri e per la gara fu dotata di infrastrutture veramente degne dell’importanza che la presenza delle F 1 le aveva ormai conferito.
Il manto stradale, infine, fu rinnovato in modo da poter resistere alle sollecitazioni dei pneumatici: i lavori terminarono giusto in tempo per lo svolgimento della corsa.
Il G. P. si svolse il 27 giugno e fu particolarmente avvincente per la lotta serrata tra le nuove Maserati 1500 pilotate da Giuseppe Farina, Gigi Villoresi e Alberto Ascari.
Per il suo alternarsi di rettilinei e curve, per il susseguirsi di salite e per il ripetersi dei passaggi difficili, la pista rappresentò l’ideale per queste nuove vetture i cui motori con quattro cilindri, sedici valvole e compressore a doppio stadio riuscivano a sviluppare quasi 300 HP.
Quando al ventottesimo giro Farina dovette ritirarsi per un guasto al pedale dell’ acceleratore, la lotta continuò tra Ascari e Villoresi, per concludersi con la vittoria del primo.
Ascari vinse sorretto dalla classe, dall’audacia ma anche dalla fortuna.
La macchina rispondeva con grinta ogni volta che il giovane pilota decideva di forzare, ma la buona sorte ebbe la sua parte:
Ascari, infatti, non soffrì di alcuna noia meccanica mentre lo sfortunato Villoresi, fermatosi al box sul finire della gara per noie all’accensione, cambiò una candela buona al posto di quella difettosa.
Ciò lo costrinse a fermarsi di nuovo al giro successivo e a perdere così ogni speranza di riacciuffare la macchina di Alberto.

Questo fatto, tuttavia, non tolse nulla al merito del vincitore poichè, pilota giovane e agli inizi, soltanto in seguito affinò lo stile e acquisì l’esperienza di cui poterono disporre in gara quelle «vecchie volpi» di Farina e Villoresi.

Per Ascari questa fu la prima vittoria; la macchina che gli permise di conseguirla fu chiamata «Maserati Sanremo», a ricordo dell’ avvenimento.
Il giro più veloce fu di Gigi Villoresi che con la media di 99,412 Km/h sfiorò la soglia dei 100!

IN BUONA PARTE STRANIERI! Il quarto G. P. di Sanremo fu disputato domenica 4 aprile 1949.

In questa occasione l’Italia si presentò in condizioni di netta inferiorità per la mancata partecipazione di molti piloti: l’assenza dei più noti campioni italiani quali Ascari, Villoresi, Farina e Biondetti, aveva un po’ allentato l’interesse per la gara, lasciando gli spettatori alquanto delusi e distaccati.
Fu questione di pochi giri: ben presto la bravura e l’impegno dei piloti stranieri presenti, validamente contrastati dalla Ferrari di Bonetto, e l’ammirevole condotta di guida dell’ argentino Fangio accesero gli animi del pubblico che prese a seguire con passione e partecipazione le interessanti vicende della corsa.

La gara fu suddivisa in due prove, ciascuna di 45 giri. La classifica finale fu compilata in base alla somma dei tempi ottenuti nelle singole prove.
Fangio seppe sfruttare appieno le possibilità della sua Maserati 1500 a doppio compressore e si impose fin dall’inizio in entrambe le prove, aggiudicandosi il Gran Premio.

Particolarmente seguita dagli spettatori fu la corsa del principe Bira, «piccolo principe siamese», che in entrambe le prove si esibì con alcuni vertiginosi ed entusiasmanti giri ad altissima velocità.
Nella prima prova, infatti, rimontò fino al terzo posto in meno di otto giri per rimediare a un grave ritardo nella partenza; il ritiro per noie meccaniche di Sommer gli permise poi di assicurarsi e mantenere fino alla fine il secondo posto.

Nella seconda prova il pubblico potè invece godere per ben 15 giri della lotta tra il principe Bira e l’argentino Campos.

Essa si svolse con alterne vicende: già al secondo giro il pilota siamese, impegnato a raggiungere il suo più diretto rivale, stabilì il nuovo primato della pista transitando “alla media di 104,896 Km/h.

ARRIVA L’ ALFA
Il 1950 fu un anno di particolare prestigio per il G.P. di Sanremo poichè vide la partecipazione dei «più famosi e audaci piloti» del momento.
Il circuito, già perfezionato negli impianti e nelle attrezzature nel’ 48 e nel ’49, presentò altre importanti e necessarie innovazioni.

Furono erette «pratiche ed eleganti tribune in ferro, coperte con lastre in alluminio cromato, con una capienza di 3.800 posti a sedere».

Cronometristi, radiocronisti e giornalisti sportivi avrebbero trovato posto in una torre in tubi di ferro, costruita in modo da non impedire la visuale dell’anello stradale al pubblico delle tribune.

Due passerelle avrebbero permesso agli spettatori, anche durante la corsa, di accedere liberamente alle tribune e di trasferirsi dalla parte interna del circuito a quella superiore esterna in modo da poter raggiungere senza difficoltà i punti più spettacolari ed emozionanti.

Un sottopassaggio per i pedoni e le macchine avrebbe raccordato inoltre il tratto a mare dell’ Aurelia con la nuova piazza adibita a parcheggio.

Modifiche furono poi apportate ai box per agevolare le segnalazioni delle Case ai propri corridori in gara.

Tutti gli ingredienti, insomma, per una manifestazione di altissimo livello, degna delle macchine e dei piloti che si sarebbero confrontati domenica 16 aprile.
Il 1950 fu l’unico anno in cui l’Alfa Romeo scese in campo ad Ospedaletti nella F 1.
La brillante affermazione dell’ Alfetta 158, pilotata dall’ormai esperto J. Manuel Fangio, ben ripagò la Casa del Portello, soprattutto nel confronto con le altre macchine concorrenti che non erano davvero dappoco!

Con la partecipazione dell’Alfa, al 5° Gran Premio di Sanremo furono presenti ben 15 vetture a doppio compressore: le tre Ferrari di Ascari, Villoresi e Sommer; l’Alfa Romeo di Fangio e le undici Maserati.
A queste si aggiungano ancora quattro Ferrari e una SVA a un compressore e due Talbot con motore non sovralimentato e si può facilmente immaginare quale splendida ed emozionante «diavoleria» sia stato il G.P. di Sanremo del 1950.

La supremazia dell’Alfa ed i meriti di Fangio sono ben messi in evidenza da una cronaca dell’ epoca. «L’ultimo giorno di prove del 5° Gran Premio automobilistico aveva promesso con i suoi risultati una accanita battaglia tra i due italiani Ascari e Villoresi, della Ferrari, e Fangio con Alfa 158.
In gara, invece, le Ferrari hanni dimostrato di non poter resistere per tutta la durata allo sforzo cui le avevano sottoposte i piloti nelle prove per pochi giri.

Infatti, dopo un inizio brillantissimo, prima Villoresi e poi Ascari seppure in modo diverso, ma per la stessa ragione (surriscaldamento della testata del motore) sono scomparsi dalla lotta lasciando via libera al cronometrico incedere dall’ ottimo pilota argentino.
Villoresi ha continuato a lottare con la tenacia che lo distingue; ha riportato il miglior tempo sul giro e si è onorevolmente piazzato al secondo posto riducendo in modo sensibile il distacco dovuto alla fermata ai box al 15° giro, ma ha fatto tutto questo perchè Fangio, intelligentemente guidato dai tecnici dell’ Alfa Romeo, ha mantenuto una prudenza estrema ed ha continuato a girare dopo la 30.a tornata in 2’5″ – 2’7″, anche quando la pista era completamente asciugata.
Dominio incontrastato dell’Alfa Romeo, perfetta esecuzione di un piano prestabilito e continuamente curato dai tecnici della Casa, da parte di un pilota cui non mancano coraggio, calma e stile».

PER L’ULTIMA VOLTA
Nel 1951 le vetture di F 1 rombarono per l’ultima volta sull’asfalto rinnovato del circuito di Ospedaletti.
La gara fu meno entusiasmante del previsto poichè il caso volle che gli elementi che certamente avrebbero contribuito a renderla tale fossero mancati tutti, irrimediabilmente eliminati da un succedersi di banali incidenti.
Tutta la gara fu caratterizzata dalla indiscutibile e cronometrica supremazia di Alberto Ascari che vinse al volante della sua Ferrari 4500, non sovralimentata e con doppia accensione, alla media primato di 103,039 Km/ h.
La sua prova fu definita «vera e propria passeggiata» da un cronista che concluse sostenendo che «Il Gran Premio di Sanremo ha tenuto a battesimo una macchina che per potenza, stabilità, trasmissione, freni ecc. molto probabilmente non avrà rivali nei prossimi due anni».
E l’Alfa Romeo, splendida vincitrice dell’ edizione precedente?
Fu la grande assente: probabilmente a ragion veduta, poichè la Casa milanese non si sentiva ancora pronta a contrastare le nuove Ferrari dell’ «attivissimo industriale modenese».

Non c’erano stati confronti diretti, ma i risultati trapelati dalle prove a Monza sembravano confermare che le Ferrari erano ormai superiori alle gloriose Alfette che per più di un decennio avevano largamente dominato in Europa e nel mondo.

I primi passi, timidi ma pieni di speranza; il riconoscimento ufficiale nel 1948; i massimi nomi nel 1950; lo splendido binomio Ascari – Ferrari nel 1951.

Quattro tappe nell’ evoluzione del circuito automobilistico di Ospedaletti che costituiscono altrettante testimonianze delle indiscusse capacità di chi lo volle, lo organizzò e lo affidò degnamente alla storia.

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