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martedì, luglio 27, 2010

IL “BATTESIMO AUTOMOBILISTICO„ DI SAN REMO

Scritto da: MDO // Categoria: 1937, AUTO DA CORSA, DRIVERS, EMEROTECA, GOLDENYEARS // 11:59 am


ACHILLE VARZI è un grandissimo campione ma, coi giovani di oggi, avrà da divertirsi
Le prime prove hanno dimostrato la perfetta efficienza del nuovo Circuito sotto tutti i punti di vista e i motivi spettacolari saranno tali da appagare ogni esigenza.

SAN REMO, 23.
Con le prove di questa mattina San Remo è entrata – lo si può ben dire – nell’atmosfera, per essa nuova, di una grande manifestazione automobilistica.  La sveglia, stamane, non è scesa dall’alto dei campanili al suono dei bronzi. L’alba aveva appena fugate le ombre della notte che un frastuono improvviso si è levato nel cuore della città ancora addormentata e silente. Un frastuono che si è scatenato come un temporale d’estate, che è rotolato per le vie, che deve aver fatto compiere autentici sobbalzi a coloro che ha sorpreso nel sonno. Montecarlo da qualche anno conosceva questi bruschi risvegli, al rombo fragoroso e altissimo dei motori delle macchine da corsa. Ora anche San Remo sa di che cosa si tratta.

Sveglia al rombo dei motori

Nell’alba, lungo il capriccioso anello di questo circuito ultracittadino, le macchine si sono inseguite per circa un’ora. Una ne partiva dalla linea del traguardo e una ne sbucava, che aveva divorato in un attimo, pareva, i poco più che 1800 metri di strada. In breve, un carosello frenetico sembrava recingere tutta intera la ridente città delle palme e del fiori. Questo primo assaggio che per gli organizzatori aveva la importanza e il valore di una autentica prova generale, ha dimostrato diverse cose interessanti. In primo luogo ha detto che malgrado le notevoli difficoltà, il circuito e sufficientemente veloce, più veloce di molti altri assai meno cittadini di esso; In secondo luogo ha fatto comprendere che anche con sole cinque o sei vetture in corsa lo spettacolo è interessantissimo.

Un magnifico spettacolo sportivo

La prima prova e stata, dunque, veramente eccellente.  In   queste condizioni facile diventa il compito di presentare questo I Circuito automobilistico di San Remo, e più  facile ancora, sopratutto, è il prevedere un ottimo successo sportivo, tecnico e spettacolare. Come è noto, il I Circuito di San Remo si correrà in tre batterie e una finale alla quale saranno ammessi i primi due corridori classificati in ogni singola batteria. Quattro partenze e quattro arrivi costituiscono, infatti, una ghiotta attrattiva per gli spettatori. Ma non e tutto. In questo modo è matematicamente certo di vedere in azione per due volte i piloti veramente migliori. Una prima volta nelle eliminatorie, una seconda volta nella finale. Il che non accade in tutte le gare, evidentemente. Pure nella sua caratteristica di gara eminentemente spettacolare, il I Circuito di San Remo, che tende sopratutto a gettare le basi per le edizioni avvenire, che saranno di portata intemazionale e per le quali si sta apprestando anche un circuito tecnicamente  più  completo,  di sviluppo chilometrico maggiore (un esperimento perciò, piuttosto che una prova già definita nei particolari tecnici), ha, tuttavia, anche un suo valore sportivo non comune, confrontabile senz’altro a quello delle corse per 1500 cmc. che  lo hanno preceduto,  ed anche un discreto interesse tecnico che deriva dalle stesse caratteristiche tutte particolari del circuito, in alcuni punti veramente difficile per i piloti. Sopratutto nei due vertici quando le macchine dovranno evoluire attraverso ostacoli naturali veramente insidiosi. In una gara congegnata come è congegnato il I Circuito di San Remo, escludiamo la possibilità di imbastire un pronostico veramente fondato. Oltre il fattore sconcertante delle distanze brevi per cui un semplice piccolo incidente può mettere fuori gara, occorrerebbe poter passare attraverso lo staccio di ben tre batterie di eliminazione. Non ci sembra proprio il caso. Ci limiteremo ad indicare i nomi dei sei piloti che dovrebbero verosimilmente arrivare alla finale: Varzi, Rocco, Bianco, Rovere, Villoresi e forse Lurani.

fonte:  Corrado Filippini – Il Littoriale – 24 luglio  1937

martedì, giugno 29, 2010

IL RITORNO DI VARZI

Scritto da: MDO // Categoria: 1937, AUTO DA CORSA, DRIVERS, EMEROTECA, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS // 5:09 pm

IL RITORNO ALLE GARE DI VARZI
Anche Trossi è probabile partecipante – Marazza, Rovere , Bianco, Lurani, Villoresi, Dusio, avversari pericolosi per chiunque

( 25 LUGLIO – 3 BATTERIE: Km. 46,550 e finale km. 55,860 )

La gara della “Perla della Riviera„

L’effettuazione del I Circuito stracittadino di San Remo (dopo Montecarlo e dopo Nizza anche la « Perla » della Riviera italiana avrà il suo carosello di macchine multicolori nell’incanto del mare e del cielo, fra le spalliere di fiori aulenti, sotto i palmizi e fra… le vie e le piazze cittadine) coinciderà, dunque, con il ritorno alle gare di quel grande campione che è Achille Varzi. La coincidenza può non essere fortuita, ma è, certamente, interessante e sentita. Essa è, comunque, una grande e forse inaspettata attrattiva del primo circuito sanremese e nello stesso tempo è, forse, il gesto che dal campione, fino ad oggi rimasto ostinatamente appartato, si attendeva. È simpatico che l’episodio abbia potuto verificarsi in occasione di una gara che è al suo primo esperimento e che vuol, senz’altro, puntare all’avvenire: il buon giorno, dicono i saggi, si intravede dal mattino. Sia come sia, sta di fatto che Achille Varzi ritorna e che è il circuito di San Remo che gli offre questa interessante possibilità.

Il ritorno di Achille Varzi
Al suo… debutto nelle gare per vetture di 1500 cmc. Achille Varzi, da anni uso a ben più grandi cimenti, non troverà tuttavia un compito molto facile e neppure concorrenti disposti a subire supinamente una superiorità che la classe internazionale del campione potrebbe   lasciare  presumere come cosa indiscussa e indiscutibile.  Tutt’altro. Achille Varzi troverà dei giovani guidatori affiatati ormai completamente col mezzo meccanico, di notevole classe, se non, addirittura, di grandissima esperienza, combattivi all’estremo, decisi a tutto. Trossi nelle ultime gare disputate con la « 1500 » pur vincendo ha dovuto spesso faticare. E Trossi sulla « 1500 » Maserati di cui conosce i limiti e le possibilità, costituisce un binomio formidabile certamente.

Varzi e i giovani piloti
Il Circuito di San Remo, gara eminentemente spettacolare, che si svolgerà in batterie e una finale su un circuito molto breve, il più breve che si conosca, interamente contenuto dal centro cittadino e in un certo senso pieno di difficoltà, con la partecipazione di Varzi non ha certamente perduto in incertezza, che era il motivo predominante. Ha acquistato in valore perchè un pilota come Varzi, che ritorna alle gare dopo circa un anno di assenza e che vi ritorna in occasione di una gara tutt’altro che facile, al volante di una macchina sulla quale mai prima di allora era salito, costituisce un numero di centro eccezionale; e nulla ha perduto in passionalità e in incertezza di risultato perchè Varzi, tutto sommato, non potrà certo farsela da padrone o da « mattatore » che dire si voglia. Perchè i suoi avversari sono ragazzi che vanno forte e che troveranno nell’emulazione un incentivo a fare anche di più.

Anche Trossi ?
Al I Circuito di San Remo, benchè ancora non figuri nell’elenco degli iscritti, celato forse da un prestanome che all’ultimo momento potrebbe agevolmente farsi in disparte, sembra debba partecipare anche Felice Trossi. Di colpo la gara salirebbe ancora di tono: ed ecco prospettarsi un confronto diretto fra due autentici grandi campioni; ed ecco la caccia che ad entrambi finirebbero per dare tutti gli altri iscritti fra i quali uomini del valore di Marazza e di Villoresi, di Bianco e di Rocco, inferiori di fama, certamente, ma certamente tutt’altro che battuti in una simile gara che si svolgerà su un circuito accidentato, su distanze brevi e con macchine di cui essi conoscono certamente i limiti estremi e tutte le possibilità.

Oltre le più rosee speranze
In queste condizioni affermare che al I Circuito di San Remo sembri arridere un successo eccezionale non è certamente far dell’iperbole: così impostata la gara, anzi, finirà per mantenere o per superare le proprie alettanti promesse. Il che, in definitiva, era appunto negli scopi degli organizzatori, decisi a compiere un brillante debutto onde gettare le basi di quello che dovrà diventare il grande circuito internazionale di San Remo per il quale entusiasmo ed abilità e mezzi non faranno difetto.

Fonte: C.F. Il Littoriale , 21 Luglio 1937
courtesy
Associazione Achille Varzi


Gli iscritti
Partecipanti al I Gran Premio di San Remo

N.PILOTAMACCHINA
1ROCCOMaserati
2PROSPERIMaserati
3MARAZZAMaserati
4RIGHETTIMaserati
5ROVEREMaserati
6BIANCOMaserati
7LURANIMaserati
8VILLORESIMaserati
9UBOLDIMaserati
10CARNEVALIMaserati
11ERMINIMaserati
12DUSIOMaserati
13BARBIERI G.Maserati
14VILLAMaserati
15VARZIMaserati
16BARILAROX.
17VILLORESI E.Maserati
18X.Maserati


martedì, dicembre 22, 2009

THE BEGINNING

Scritto da: MDO // Categoria: 1937, AUTO DA CORSA, AUTODROMO, CINETECA, GOLDENYEARS // 5:53 pm

L’inizio della nostra storia, le immagini del primo Gp San Remo. Era il 1937 e Achille Varzi rientrando da un periodo di inattività colse la vittoria sfrecciando nella stretta morsa di Via Vittorio, una feritoia nel cuore della vecchia San Remo.

http://www.marinadiospedaletti.it/audio/1937.flv

martedì, maggio 5, 2009

1937: VARZI GETTA IL SEME DEL MITICO GP S. REMO

Scritto da: MDO // Categoria: 1937, AUTO DA CORSA, AUTODROMO, DRIVERS, EMEROTECA, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS // 12:00 am

Il Littoriale

LE CLASSIFICHE

Finale
1. Achille Varzi (Maserati 1800 quattro cilindri) che compie i 30 giri del percorso di km. 55,860 in 34′39”6, alla media oraria di km. 96,699.
2. Piero Dusio (Maserati 6 cil.) in 35′26”2.
3. Giovanni Rocco (Maserati 6 c.) in 35′31”.
4. Ermini Pasqualino (Maserati 4 cil.) in 35′40”6, fermato al 29. giro.

Giro più veloce:  il quarto, di Varzi, in 1′07” alla media di chilometri orari 100,048.
Ritirati: Villoresi Emilio al 2. giro e Lurani all’11.

PRIMA BATTERIA 

1. Dusio Piero (Maserati 6 cil.) che compie i 25 giri del percorso pari a km. 46,550 in 30′29”4, alla media oraria di km. 91,603.
2. Villoresi Emilio (Maserati 6 cil.) in 32′01”.
3. Villa (Bugatti) in 31′48”4, (fermato al 20. giro); 4. Bianco (Maserati) in 32′48” (fermato al 18. giro).

Giro più veloce: il 19. di Dusio in 1′10”2 alla media oraria di chilometri 95,487.

SECONDA BATTERIA

1. Varzi Achille (Maserati 4 cil.) che compie i 25 giri del percorso pari a km. 46,550 in 29′0” alla media oraria di km. 95,979.
2. Ermini Pasquale (Maserati 4 cil.) in 29′18”3, fermato al 24. giro.

Giro più veloce: Il 2. di Varzi in 1′07”8 alla media oraria di chilometri 98,867.
Ritirati: Marazza al 5. e Villoresi al 15. giro.

TERZA BATTERIA

1. Rocco Giovanni (Maserati 6 cil.) che compie 25 giri pari a km. 45,550 in 29′56” alla media oraria di km. 93,307.
2. Lurani Giovanni (Maserati 4 cil.) in 31′31”, compreso 1′ di penalizzazione per partenza anticipata.

Giro più veloce: Il 2. di Rocco in 1′10”2, alla media di km. 95
Ritirati: Rovere al 4., Barbieri al 5. e Carnevali al 12. giro.

LA BELLA GARA 
(dal nostro inviato)

SAN REMO. 25.
Dopo dieci lunghi mesi di assenza, Achille Varzi è ritornato alle gare ed il suo ritorno ha coinciso con una brillantissima e significativa vittoria.
Il campione è intatto nella grandissima classe e la folla, il cui spirito raramente si sbaglia, ha sottolineato questa vittoria nel primo circuito automobilistico di San Remo con alte grida e con visibile gioia Aveva ritrovato uno dei suoi campioni preferiti, e voleva salutarne il ritorno e la immediata vittoria con lo slancio sincero che derivava dal duplice fortunato evento. Il campione dal canto suo deve avere sentito il sottile brivido che viene dallo spettacolo di mille spettatori che sapeva adunati anche per lui, e il calore della lotta gli deve avere agito come stimolante sui nervi e sul cuore.

ESIBIZIONI DI CLASSE 

Superata con facilità e con stile ammirevoli la porta obbligata della batteria, Achille Varzi nel finale ha dato spettacolo, ritrovando in pieno sè stesso, irresistibile e pur composto nella serrata azione nei pochi giri in cui ebbe da superare Dusio sgattaiolato rapidissimo in prima posizione, meraviglioso poi, quando, libera la strada davanti, si doveva proseguire alla conquista della già intravista vittoria. I dieci mesi di assenza dalle corse, non hanno arrugginito Achille Varzi. E’ bastato qualche giro di prova per mettere a suo agio il pilota che pur non conosceva il mezzo meccanico a disposizione, e sono bastati pochi giri in corsa per far ritrovare al campione il senso della lotta e i mezzi e lo stile per conquistare il successo.
La vittoria del primo circuito di San Remo, conquistata di fronte ai giovani dello sport automobilistico nazionale, potrà forse non aggiungere molto alla fama grandissima di Varzi, uso a ben più aspri cimenti. Ma essa ha servito soprattutto a due cose: a far cadere una volta per tutte e per sempre le dicerie correvano sul suo conto………(parte illeggibile)……….. corse e di vincere; e Varzi ha dato al circuito l’aureola del suo grane nome. Un ritorno, insomma, e un debutto idealmente riuniti da un duplice vittorioso lauro.

LE BATTERIE E LA FINALE 

Nel complesso, il primo circuito di San Remo è riuscito una manifestazione interessante e ben congegnata. Lo spettacolo delle quattro partenze e dei quattro arrivi, la relativa brevità dei percorsi, la quasi assoluta uguaglianza delle vetture e l’ardore posto da ognuno dei corridori in ogni momento della lotta sono stati altrettanti motivi a favore dell’interesse della corsa.
Fatta eccezione per la prima batteria, nella quale Dusio, partito in testa, è sempre rimasto in prima posizione davanti a Villoresi Emilio, leggermente ritardato dal non perfetto funzionamento della macchina, nelle altre due si è lottato veramente a fondo. E tanto in quella vinta da Varzi, nella quale Villoresi Luigi e Righetti si sono impegnati al limite estremo delle possibilità e di quelle delle macchine, al punto da fare il gioco dell’ottimo « Pasquino » che, dopo avere inseguito a distanza, poteva superarli entrambi approfittando dei sopravvenuti guasti di macchina, quanto nell’ultima, nella quale Rocco si è duramente impegnato per superare Lurani, la folla ha vissuto momenti di autentico godimento sportivo.
La finale fu appassionante nei primi tre giri durante i quali Varzi, partito con circospezione passò all’inseguimento e all’attacco di Dusio. L’ottimo dilettante torinese si difese bene, per niente intimorito dal grande nome dell’avversario. Varzi passò avanti in virtù di una classe che rifulgeva ad ogni istante: per la scioltezza dell’azione, per la tempestività dell’attacco, per la decisione e per lo stile. Quando alla fine del terzo giro Varzi passò Dusio, la gara non cadde egualmente. Perchè da un lato Varzi continuò a dare spettacolo di abilità e di classe e perchè alle calcagna di Dusio si gettò l’ottimo pilota napoletano Rocco. Per molti giri, anzi, Rocco lentamente rosicchiò metro su metro il vantaggio che nella sfuriata iniziale, per tenere testa a Varzi, Dusio era riuscito a prendere su di lui; poi la distanza si stabilì e rimase invariata perchè se Rocco moltiplicava coraggio e bravura, Dusio non era da meno. L’arrivo vide Varzi primo con 37” di anticipo e il primato assoluto sul giro ad oltre cento di media, Dusio secondo e Rocco terzo a poco più di 4”.

SUCCESSO ORGANIZZATIVO 

L’esperimento tentato dunque con questo primo circuito di San Remo, il più cittadino e il più breve fra tutti i circuiti, ha quindi pienamente raggiunto lo scopo. Non soltanto nessun incidente è venuto a turbare la serenità di una giornata sportivamente ideale, ma chiarissima in ogni momento è stata la visione che ha avuto la folla, serrate e leali le diverse battaglie, irreprensibilmente regolari i risultati, avvincente e mai languente lo spettacolo.
Gli organizzatori di San Remo hanno dunque vinto in pieno la bella battaglia e l’hanno vinta profondendo tesori di passione e di volontà e permettendo a Renzo Castagneto, che è stato l’organizzatore tecnico e il direttore di corsa, di preparare un quadro organizzativo eccellente e di inserirvi una serie di competizioni sportivamente complete.

I CORRIDORI E LE MACCHINE 

Vi è dunque di che compiacersi per questo eccellente debutto di San Remo nel campo delle manifestazioni automobilistiche: occorrerà non disperdere il seme gettato su un terreno che darà immediati vigorosi germogli.
Fra i corridori, dopo Varzi, grande impressione hanno dato Dusio, che ha anche il vanto di avere stabilito il tempo migliore sul giro dopo quello costituente il primato segnato da Varzi, e Rocco che ha vinto la batteria e che si è battuto benissimo nella finale.
Rocco ha, come Dusio, affermato una classe degna di tutto il rispetto. Lurani, quando la macchina lo assecondò, fece ottima impressione, così come ottima impressione hanno fatto i due fratelli Villoresi, entrambi irruenti e coraggiosi; Righetti che è sempre alla ruota dei più veloci; Ermini, che è stato addirittura cronometrico. Rovere non potè neppure impegnarsi, e quasi altrettanto capitò a Bianco e a Marazza.
Tecnicamente la vittoria della Maserati quattro cilindri messa a disposizione di Varzi da Gino Rovere, costituisce un’altra riprova della bontà della costruzione Maserati anche perchè il circuito era duro e selezionatore.
Dell’organizzazione si è implicitamente detto più sopra. Si può aggiungere che apparve eccellente in ogni dettaglio compresi il servizio di cronometraggio che Ottolini, Radice, Mazzier e Nebuloni disimpegnarono a meraviglia, e quello di segnalazione che fu completo, con tempestive e precise comunicazioni. Tutto il comitato organizzatore del circuito di San Remo vuole un plauso alto e sincero e con esso Renzo Castagneto che fu all’altezza della sua solida fama.
Una numerosissima folla ha assistito alla gara. Era presente, oltre alle autorità locali, anche il Presidente della Commissione Sportiva Automobilistica Italiana comm. Giuseppe Furmanik.

Corrado Filippini
Fonte: Il Littoriale, Roma 26 luglio 1937

mercoledì, ottobre 31, 2007

II RIEVOCAZIONE STORICA DEL CIRCUITO DI OSPEDALETTI

Pensate un po’ il destino… nel clima effervescente della rievocazione storica, mi capita di sfogliare il fascicolo sulla seconda edizione, targata 1984. Riporto i contenuti sperando possano essere utili ai ragazzi che stanno lavorando per la mitica data:
Per gentile concessione di Gino Migliardi

Il Circuito di Ospedaletti
Importante contributo alla ripresa dello sport automobilistico dopo la parentesi bellica

a cura di
CHRISTIAN SERRATI

Come un po’ ovunque, anche in questo estremo lembo della Liguria l’interesse e l’entusiasmo per le esaltanti avventure proposte dalla neonata automobile avevano acceso, fin dai primi decenni del secolo, gli animi dei «gentlemen» e degli sportivi in genere.
La città di Sanremo organizzò già nel 1926 una corsa di regolarità veloce per automobili denominata «Gran Giro del Berigo» e ci riprovò con particolare successo nel 1937 quando volle il «Circuito di Sanremo» riservato alla categoria «Corsa» fino a 1500 cm3.

Lo stesso preridente della sezione sanremese del R.A.C.I., dottor Francesco Panizzi. presentò il 20 marzo 1937 all’ assemblea del Consiglio Direttivo la proposta di organizzare questa importante competizione e ottenne l’immediata ed entusiastica approvazione di tutti i presenti.

Il percorso si sviluppava nel centro cittadino con dimensioni che lo fecero definire «un circuito che sta nel palmo di una mano» ed ebbe caratteristiche tecniche tali da mettere a dura prova uomini e motori e da concedere la vittoria soltanto ad un pilota di valore come Achille Varzi cui andò anche il merito del giro più veloce, alla media di oltre cento chilometri orari.

Il seme era ormai gettato e non tardò a dare i suoi frutti non appena la tempesta degli eventi bellici si assopì, ridando speranza nel futuro e concedendo lo spazio a nuovi entusiasmi.

I PRIMI PASSI
L’Automobile Club di Sanremo ritornò alla ribalta delle com petizioni sportive per merito dei suoi dirigenti che, con grande passione, indissero le prime manifestazioni motoristiche già nell’immediato dopoguerra.

Il presidente, avv. Remo Pestarino, coadiuvato dal vice presidente dotto Luca Vismar e dal consigliere cap. Michele Allavena, affrontò il problema «alla grande» e volle qualcosa di speciale e di tecnicamente perfetto.

La soluzione fu offerta dalla vicina cittadina di Ospedaletti che disponeva di un lungo e meraviglioso rettilineo raccordato ai suoi estremi da una invitante circonvallazione.

Passare dalla teoria alla realtà fu un gesto indubbiamente coraggioso, dati i tempi, ma l’A.C. Sanremo ci riuscì.

La 2.a edizione del Circuito di Sanremo fu prevista per il 13 aprile del 1947.

L’esiguo tempo a disposizione impose di lavorare in fretta per rendere il tracciato sicuro e idoneo allo sfrecciare dei bolidi in corsa.

Era ancora del 22 marzo la notizia che «,.. sul percorso, di una suggestiva bellezza panoramica tra continue coltivazioni di rose e garofani, numerose squadre di operai lavorano con la massima alacrità per allargare la strada, correggere le curve e apportare al fondo stradale tutti i possibili miglioramenti che garantiranno la massima regolarità allo svolgimento dell’interessante competizione ».

Fu scelto un tracciato di 2,621 Km da percorrere 25 volte in senso orario per un totale di 65,525 Km.
Il traguardo fu posto davanti all’Albergo Regina (attuale Centro Anziani Fiat),. per il pubblico furono sistemate opportune tribune (ingresso lire 100) e riservati i prati adiacenti (ingresso lire 50).
La prova fu classificata come gara di velocità per macchine della categoria Vetture Sport Internazionale, suddivise nelle categorie fino a 750 cm3 fino a 1100. cm3 e oltre 1100 cm3, anche con compressore.
Le 64 iscrizioni raccolsero, in massima parte, le superstiti vetture sport d’anteguerra e i piloti che tornavano a gareggiare dopo oltre sei anni di sosta forzata.
Non mancarono comunque anche alome nuove leve dell’ automobilismo sportivo che contesero ai colleghi più esperti i ricchi premi che ammontava 110 in totale ad oltre 1.500.000 lire.
Il regolamento prevedeva che tutti gli iscritti fossero convocati per le prove di qualificazione al venerdì e al sabato. Da queste uscì, in base ai tempi ottenuti nei giri più veloci, la rosa dei ventun partecipanti (sette per ogni categoria) che scesero in gara nella giornata di domenica.
Prime partirono le piccole cilindrate e la Topolino sport di Sesto Leonardi vinse alla media di 65,625 Km/h, dopo aver condotto la gara con precisione cronometrica, mantenendo il pri1120 posto dall’inizio alla fine. Nella categoria sino a 1100 cm3 era prevista la vittoria dell’ anziano Comirato che, infatti, fin dai primi giri iniziò a guidare il gruppo aumentando gradatamente il suo vantaggio.
Una spettacolare rottura della distribuzione proprio davanti alle tribune poco dopo la metà della gara gli precluse tuttavia la vittoria, costringendo a cedere l’alloro alla Fiat Volpini di Torelli.
Il combattivo Scagliarini riuscì soltanto ad aggiudicarsi il primato del giro più veloce alla media di 76,209 Km/h.
La gara più avvincente, ravvivata anche da un pizzico di internazionalità, fu la gara della categoria superiore che vide in lotta tre insigni piloti del passato: Renato Balestrero sull’ anziana Alfa Romeo 2300 Monza, il francese Giraud Cabantous sulla sua azzurra Delahuye 3600 e Pietro Ghersi sull’Alfa Romeo 2900.
La folla seguì, con entusiasmo, l’impari lotta tra la generosa ma ormai affaticata Alfa Romeo di Balestrero e la potente Delahaye di Giraud, sperando nell’impossibile vittoria dei colori italiani.
Arrivò primo il francese ad oltre 73 Km/h di media seguito da Balestrero e da Ghersi.

ARRIVANO LE F 1
Nel 1948 giunse l’agognato riconoscimento ufficiale: il circuito di Ospedaletti fu omologato per i G.P. di velocità e avrebbe potuto ospitare le potenti vetture di F 1.

Il tracciato era stato allungato a ponente con la costruzione di un grande viadotto e portato così a 3.380 metri, da percorrere 85 volte.
La pista aveva una larghezza media di 10 metri e per la gara fu dotata di infrastrutture veramente degne dell’importanza che la presenza delle F 1 le aveva ormai conferito.
Il manto stradale, infine, fu rinnovato in modo da poter resistere alle sollecitazioni dei pneumatici: i lavori terminarono giusto in tempo per lo svolgimento della corsa.
Il G. P. si svolse il 27 giugno e fu particolarmente avvincente per la lotta serrata tra le nuove Maserati 1500 pilotate da Giuseppe Farina, Gigi Villoresi e Alberto Ascari.
Per il suo alternarsi di rettilinei e curve, per il susseguirsi di salite e per il ripetersi dei passaggi difficili, la pista rappresentò l’ideale per queste nuove vetture i cui motori con quattro cilindri, sedici valvole e compressore a doppio stadio riuscivano a sviluppare quasi 300 HP.
Quando al ventottesimo giro Farina dovette ritirarsi per un guasto al pedale dell’ acceleratore, la lotta continuò tra Ascari e Villoresi, per concludersi con la vittoria del primo.
Ascari vinse sorretto dalla classe, dall’audacia ma anche dalla fortuna.
La macchina rispondeva con grinta ogni volta che il giovane pilota decideva di forzare, ma la buona sorte ebbe la sua parte:
Ascari, infatti, non soffrì di alcuna noia meccanica mentre lo sfortunato Villoresi, fermatosi al box sul finire della gara per noie all’accensione, cambiò una candela buona al posto di quella difettosa.
Ciò lo costrinse a fermarsi di nuovo al giro successivo e a perdere così ogni speranza di riacciuffare la macchina di Alberto.

Questo fatto, tuttavia, non tolse nulla al merito del vincitore poichè, pilota giovane e agli inizi, soltanto in seguito affinò lo stile e acquisì l’esperienza di cui poterono disporre in gara quelle «vecchie volpi» di Farina e Villoresi.

Per Ascari questa fu la prima vittoria; la macchina che gli permise di conseguirla fu chiamata «Maserati Sanremo», a ricordo dell’ avvenimento.
Il giro più veloce fu di Gigi Villoresi che con la media di 99,412 Km/h sfiorò la soglia dei 100!

IN BUONA PARTE STRANIERI! Il quarto G. P. di Sanremo fu disputato domenica 4 aprile 1949.

In questa occasione l’Italia si presentò in condizioni di netta inferiorità per la mancata partecipazione di molti piloti: l’assenza dei più noti campioni italiani quali Ascari, Villoresi, Farina e Biondetti, aveva un po’ allentato l’interesse per la gara, lasciando gli spettatori alquanto delusi e distaccati.
Fu questione di pochi giri: ben presto la bravura e l’impegno dei piloti stranieri presenti, validamente contrastati dalla Ferrari di Bonetto, e l’ammirevole condotta di guida dell’ argentino Fangio accesero gli animi del pubblico che prese a seguire con passione e partecipazione le interessanti vicende della corsa.

La gara fu suddivisa in due prove, ciascuna di 45 giri. La classifica finale fu compilata in base alla somma dei tempi ottenuti nelle singole prove.
Fangio seppe sfruttare appieno le possibilità della sua Maserati 1500 a doppio compressore e si impose fin dall’inizio in entrambe le prove, aggiudicandosi il Gran Premio.

Particolarmente seguita dagli spettatori fu la corsa del principe Bira, «piccolo principe siamese», che in entrambe le prove si esibì con alcuni vertiginosi ed entusiasmanti giri ad altissima velocità.
Nella prima prova, infatti, rimontò fino al terzo posto in meno di otto giri per rimediare a un grave ritardo nella partenza; il ritiro per noie meccaniche di Sommer gli permise poi di assicurarsi e mantenere fino alla fine il secondo posto.

Nella seconda prova il pubblico potè invece godere per ben 15 giri della lotta tra il principe Bira e l’argentino Campos.

Essa si svolse con alterne vicende: già al secondo giro il pilota siamese, impegnato a raggiungere il suo più diretto rivale, stabilì il nuovo primato della pista transitando “alla media di 104,896 Km/h.

ARRIVA L’ ALFA
Il 1950 fu un anno di particolare prestigio per il G.P. di Sanremo poichè vide la partecipazione dei «più famosi e audaci piloti» del momento.
Il circuito, già perfezionato negli impianti e nelle attrezzature nel’ 48 e nel ‘49, presentò altre importanti e necessarie innovazioni.

Furono erette «pratiche ed eleganti tribune in ferro, coperte con lastre in alluminio cromato, con una capienza di 3.800 posti a sedere».

Cronometristi, radiocronisti e giornalisti sportivi avrebbero trovato posto in una torre in tubi di ferro, costruita in modo da non impedire la visuale dell’anello stradale al pubblico delle tribune.

Due passerelle avrebbero permesso agli spettatori, anche durante la corsa, di accedere liberamente alle tribune e di trasferirsi dalla parte interna del circuito a quella superiore esterna in modo da poter raggiungere senza difficoltà i punti più spettacolari ed emozionanti.

Un sottopassaggio per i pedoni e le macchine avrebbe raccordato inoltre il tratto a mare dell’ Aurelia con la nuova piazza adibita a parcheggio.

Modifiche furono poi apportate ai box per agevolare le segnalazioni delle Case ai propri corridori in gara.

Tutti gli ingredienti, insomma, per una manifestazione di altissimo livello, degna delle macchine e dei piloti che si sarebbero confrontati domenica 16 aprile.
Il 1950 fu l’unico anno in cui l’Alfa Romeo scese in campo ad Ospedaletti nella F 1.
La brillante affermazione dell’ Alfetta 158, pilotata dall’ormai esperto J. Manuel Fangio, ben ripagò la Casa del Portello, soprattutto nel confronto con le altre macchine concorrenti che non erano davvero dappoco!

Con la partecipazione dell’Alfa, al 5° Gran Premio di Sanremo furono presenti ben 15 vetture a doppio compressore: le tre Ferrari di Ascari, Villoresi e Sommer; l’Alfa Romeo di Fangio e le undici Maserati.
A queste si aggiungano ancora quattro Ferrari e una SVA a un compressore e due Talbot con motore non sovralimentato e si può facilmente immaginare quale splendida ed emozionante «diavoleria» sia stato il G.P. di Sanremo del 1950.

La supremazia dell’Alfa ed i meriti di Fangio sono ben messi in evidenza da una cronaca dell’ epoca. «L’ultimo giorno di prove del 5° Gran Premio automobilistico aveva promesso con i suoi risultati una accanita battaglia tra i due italiani Ascari e Villoresi, della Ferrari, e Fangio con Alfa 158.
In gara, invece, le Ferrari hanni dimostrato di non poter resistere per tutta la durata allo sforzo cui le avevano sottoposte i piloti nelle prove per pochi giri.

Infatti, dopo un inizio brillantissimo, prima Villoresi e poi Ascari seppure in modo diverso, ma per la stessa ragione (surriscaldamento della testata del motore) sono scomparsi dalla lotta lasciando via libera al cronometrico incedere dall’ ottimo pilota argentino.
Villoresi ha continuato a lottare con la tenacia che lo distingue; ha riportato il miglior tempo sul giro e si è onorevolmente piazzato al secondo posto riducendo in modo sensibile il distacco dovuto alla fermata ai box al 15° giro, ma ha fatto tutto questo perchè Fangio, intelligentemente guidato dai tecnici dell’ Alfa Romeo, ha mantenuto una prudenza estrema ed ha continuato a girare dopo la 30.a tornata in 2′5″ – 2′7″, anche quando la pista era completamente asciugata.
Dominio incontrastato dell’Alfa Romeo, perfetta esecuzione di un piano prestabilito e continuamente curato dai tecnici della Casa, da parte di un pilota cui non mancano coraggio, calma e stile».

PER L’ULTIMA VOLTA
Nel 1951 le vetture di F 1 rombarono per l’ultima volta sull’asfalto rinnovato del circuito di Ospedaletti.
La gara fu meno entusiasmante del previsto poichè il caso volle che gli elementi che certamente avrebbero contribuito a renderla tale fossero mancati tutti, irrimediabilmente eliminati da un succedersi di banali incidenti.
Tutta la gara fu caratterizzata dalla indiscutibile e cronometrica supremazia di Alberto Ascari che vinse al volante della sua Ferrari 4500, non sovralimentata e con doppia accensione, alla media primato di 103,039 Km/ h.
La sua prova fu definita «vera e propria passeggiata» da un cronista che concluse sostenendo che «Il Gran Premio di Sanremo ha tenuto a battesimo una macchina che per potenza, stabilità, trasmissione, freni ecc. molto probabilmente non avrà rivali nei prossimi due anni».
E l’Alfa Romeo, splendida vincitrice dell’ edizione precedente?
Fu la grande assente: probabilmente a ragion veduta, poichè la Casa milanese non si sentiva ancora pronta a contrastare le nuove Ferrari dell’ «attivissimo industriale modenese».

Non c’erano stati confronti diretti, ma i risultati trapelati dalle prove a Monza sembravano confermare che le Ferrari erano ormai superiori alle gloriose Alfette che per più di un decennio avevano largamente dominato in Europa e nel mondo.

I primi passi, timidi ma pieni di speranza; il riconoscimento ufficiale nel 1948; i massimi nomi nel 1950; lo splendido binomio Ascari – Ferrari nel 1951.

Quattro tappe nell’ evoluzione del circuito automobilistico di Ospedaletti che costituiscono altrettante testimonianze delle indiscusse capacità di chi lo volle, lo organizzò e lo affidò degnamente alla storia.

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lunedì, gennaio 29, 2007

L’ESTATE DEL 1937

Scritto da: MDO // Categoria: 1937, AUTODROMO, EMEROTECA, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS // 11:59 pm

Ecco un documento affascinante, il comunicato stampa emesso nell’estate del 1937 col quale si annuncia tra le grandi manifestazioni estive la prima edizione del  Gran Premio Automobilistico di S.Remo: ” … un circuito stracittadino, breve, ma attraente, che si snodava da piazza della Stazione (arrivo e partenza), via Roma, Zampillo, via Crispi (via Asquasciati), piazza Colombo, via Vittorio Emanuele (Via Matteotti) e slargo del Palazzo Riviera..”

Il circuito di Sanremo venne abbandonato per rinascere 10 anni più tardi sul mitico tracciato di Ospedaletti (immagine per gentile concessione di Mario Sessa.)


giovedì, marzo 16, 2006

ATTIVITÀ SPORTIVA DELL’AUTOMOBILE CLUB DI SANREMO

Scritto da: MDO // Categoria: 1937, AUTO DA CORSA, AUTODROMO, DRIVERS, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS // 11:55 pm

25 Luglio 1937 – 1° Circuito Automobilistico di Sanremo
Non era la prima volta che il lacerante rombo dei motori fendeva l’aria della ridente “città dei fiori”, eccitando la gente tranquilla . Erano trascorsi pochi anni che Sanremo aveva avuto il “battesimo” del motore con una entusiasmante competizione motociclistica.

Allora di circuiti cittadini o stracittadini nemmeno se ne parlava, e la vicina Montecarlo non aveva ancora lanciato la sua competizione per vetture da corsa.
In verità al primo tentativo matuziano, voluto dai dirigenti dell’ A.C.I. Sanremo ( R.A.C.I. ) ideatori della “Settimana motoristica” conclusasi con successo, seguì una gara di regolarità e velocità intitolata ” I Criterium Automobilistico del Berigo ” che si sviluppava sul percorso di Km. 8 e 900 metri, ma questa volta le cose non andarono per il verso giusto: il circuito sembrò pericoloso e l’iniziativa azzardata.

Il Comitato organizzatore dovette discutere a lungo per la scelta di un percorso più breve: l’Imperatrice, la circonvalazione alta e la discesa del Casinò, il tutto di metri 4.900.
I concorrenti in gara furono 32, e i piloti Girotti , Ciarlo , Giraudo , Monticelli e Buzio , scrissero il loro nome sul libro d’oro della corsa. La competizione pur essendo di regolarità (si teneva conto degli scarti verificati su 20 giri di ogni singolo partecipante), risultò combattuta, veloce ed interessante. Il pubblico accorso numeroso consacrò il successo alla manifestazione.
Il ” I Criterium ” fu l’esperimento dal quale gli organizzatori si ripromettevano d’istituire una vera e propria competizione automobilistica di velocità nel centro cittadino. Ma l’idea venne accantonata in attesa di tempi migliori, e fu un vero peccato perchè, nel 1926, Sanremo avrebbe preceduto in questa iniziativa la temibile concorrente Montecarlo, il cui circuito nacque nel 1929.
Soltanto a 11 anni di distanza Sanremo chiamò nuovamente a raccolta gli assi del volante e, questa volta in un circuito stracittadino, breve, ma attraente, che si snodava da piazza della Stazione (arrivo e partenza), via Roma, Zampillo, via Crispi (via Asquasciati), piazza Colombo, via Vittorio Emanuele (Via Matteotti) e slargo del Palazzo Riviera.
L’Automobile Club Sanremo e l’Azienda Autonoma Unica di Soggiorno e Turismo di Sanremo, Ospedaletti e Bordighera , Enti organizzatori del ” I Circuito di Sanremo “, istituirono un apposito Comitato composto da: Dott. Francesco Panizzi , Presidente; Cav. Amerigo Del Gratta , segretario generale; Emanuele Belloni ; Ing. Pietro Borea , Gen. Carlo De Ambrosis e Comm. Giacomo Gandolfi , membri. Inoltre direttore di corsa Comm. Renzo Castagneto ; rappresentante dei corridori Comm. Corrado Filippini ; direttore del servizio sanitario Dott. Luigi Munero ; direttore dei servizi telefonici Dott. Luca Vismar ; direttore dei parchi automobilistici Geom. Sebastiano Fulcheri ; servizio Stampa: Leone Boccali e U. Cavaradossi D’Apremont .
La manifestazione fu ritenuta valida per la classifica del Campionato Italiano classe 1.500 ed è stata disputata in tre Batterie e una finale. Il percorso di Km. 46,550 (25 giri) per le batterie e Km. 55,860 (30 giri) per la finale.
Al “I Circuito di Sanremo” parteciparono 17 concorrenti, tra i migliori del tempo: Pietro Dusio (vettura n° 2), Ettore Bianco (4), Luciano Uboldi (6), Luigi Villa (8), Emilio Villoresi (10), Agostino Prosperi (12), Aldo Marazza (14), Achille Varzi (16), Luigi Villoresi (18), Nando Righetti (20), Pasquino Ermini (22), Giovanni Lurani (26), Sergio Carnevali (28), Luigi Rovere (30), Giovanni Rocco (32), Guido Barbieri (34), G.B. Barillaro (36), tutti con macchina Maserati ad eccezione di Villa che pilotò una Bugatti. Vennero fissati i premi in denaro oscillanti da lire 10.000 al primo classificato a lire 1.300 al quinto pilota giunto al traguardo. Vinse Achille Varzi con il tempo di 34.39.6 alla media orari di Km. 96,699 , secondo Pietro Dusio in 35.26.4, terzo Giovanni Rocco in 35.31.0. Inoltre, Achille Varzi si aggiudicò la Coppa del valore di lire 1.000, offerta dal Casinò municipale al pilota che percorse il giro più veloce (tempo di 1.07.0 alla media oraria di Km.100,048 , cosa di grande rilievo all’epoca su di un percorso cittadino).
Il ” Circuito di Sanremo ” significò il rinnovamento dei quadri tecnici e organizzativi dell’automobilismo sportivo italiano. Per essere più esatti venne affermato che la manifestazione sanremese fu uno dei cardini sui quali appoggiò il movimento rinnovatore che aveva preso le mosse dai successi ottenuti nelle gare per vetture di media cilindrata, organizzate in sottordine a Torino e a Napoli e che, dopo aver conosciuto i trionfi di Genova e Milano, avevano toccato il vertice con l’ottimale “Gran Premio delle 1.500″ di Firenze.
Il Circuito di Sanremo riprendendo quindi lo stesso motivo, elevandolo, ha conferito alla competizione grande importanza. Fu anzitutto, la gara più cittadina del mondo, con il tracciato capriccioso e pure interessante per la sua brevità permettendo alle vetture in poco più di un minuto effettuare l’intero anello del percorso.
Sanremo accolse i partecipanti con la consueta ospitalità e li coprì di fiori e applausi. La sfilata delle macchine, sotto uno splendido sole e in mezzo alla folla plaudente, lasciò in ogni partecipante il vivo e nostalgico desiderio di ritornare al più presto in questa terra benedetta. Ma per ragioni che ora ci sfuggono la manifestazione non venne ripetuta neglia anni successivi.
L’ Automobile Club Sanremo – è bene ricordarlo – nel 1985 ha raggiunto il suo 50° anniversario. Cinquant’anni di vita non sono certo pochi. Infatti, nel 1935 per volontà unanime dei soci riuniti in assemblea generale, veniva votata la separazione amministrativa e di fatto della sede provinciale del R.A.C.I. , costituendo in tal modo la posizione del tutto autonoma dell’Ente. Da allora numerosi sono i fiori all’occhiello della benemerita istituzione, basti ricordare che l’attività agonistico-sportiva dell’ A.C. Sanremo non è venuta mai meno: nel 1928 e 1929 l’ A.C.I. si era fatto apprezzare per avere tenuto a battesimo le prime due edizioni del ” Rallye Sanremo “, gara internazionale di regolarità, che gli ha permesso d’istituire l’albo d’oro della manifestazione, tuttora aperto per contenere i nomi dei più prestigiosi campioni del volante, e chissà quante pagine verranno scritte in futuro. Noi tutti ci auguriamo ancora tante.

Gino Guglielmi



Trofeo Sanremo 2010