

Grazie a Kaciaro, vi segnalo un gruppo su F.B. dedicato al campione Silvio Grassetti:
http://www.facebook.com/groups/107857352590273/
martedì, febbraio 7, 2012


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mercoledì, gennaio 4, 2012
Cari amici buon anno! Per iniziare bene il 2012 ecco alcune foto che il buon Virgilio ha scovato per gli aficionados del Circuit… Anno ’70 e ’71, a voi un breve riepilogo delle istantanee:
La 1° è del GT 1970 e ritrae Gianemilio Marchesani mentre la mattina prima della gara controlla la sua Aermacchi Ala d’oro 250cc nuova fiammante.
La 2° sempre G. Marchesani (1970) mentre si appresta a portare sulla linea di partenza l’Aermacchi.
La N.3 sempre GT 1970, vede le Aermacchi 250cc appartenenti alla scuderia Poker d’Assi ed i meccanici al lavoro sulla moto del conduttore Vinci. Sullo sfondo pare l’Aermacchi di Paolo Isnardi.
Nella N.4, GT 1971, il pilota milanese Gianpiero Zubani controlla la sua Kawasaki 500 H1RA
Nella N.5 la Suzuki 500cc bicilindrica del francese Bernard Pini (1971) .





mercoledì, dicembre 21, 2011
Villoresi urta contro una macchina ferma e si ritira.
DAL NOSTRO INVIATO
Sanremo, lunedì sera.
Alle 15 precise il mossiere dà il segnale del via. Il gruppo delle 17 macchine scatta fragorosamente e Ascari abborda per primo la curva dopo il rettilineo. Bira, pressato da altri concorrenti, urta contro un muricciolo e sfonda il radiatore. Dopo cinque giri in ultima posizione, rimane senza acqua e si ritira. Così il Sesto Gran Premio automobilistico di Sanremo resta privato subito di uno degli argomenti tecnici più attesi: il confronto tra la scuderia Ferrari e il nuovo motore Osca 4500 del Principe siamese.
Le tre Ferrari intanto hanno imperiosamente afferrato le redini della corsa con Ascari incalzato da Villoresi a pochi secondi, mentre Serafini si impadronisce della terza posizione. Egli va perdendo qualche minuto secondo ad ogni giro dai due compagni di scuderia, ma domina a sua volta il plotone degli avversari.
Anche le deboli speranze che De Graffenried possa rivaleggiare con la squadra delle Ferrari, cadono ben presto. La Maserati 1500 dello svizzero non si dimostra in grado di battagliare per il primato e il pilota preferisce accontentarsi della quarta posizione. Quinto viene Fischer con la sua Ferrari 2550, di modello sperimentale.
Se si aggiunge che al quinto giro Ascari batte il record di Bira (record che resisteva da due anni) gran parte della corsa vera e propria è già raccontata. La gara durerà 190 giri, per quasi tre ore, ma agonisticamente lo spettacolo è finito dopo un quarto d’ora, il successo delle Ferrari è ormai scontato dopo pochi passaggi.
Non manca però qualche forte emozione per le ventimila persone, accorse in gran numero anche dall’estero, al richiamo della gara di Ospedaletti, nonostante la minaccia di pioggia. Al 16° giro il corridore inglese Parnell urta contro il parapetto della penultima curva sfasciando una ruota della sua Maserati. La macchina resta bloccata su un lato della strada e inamovibile fino a che la corsa non sarà terminata. Provocherà poi un grosso guaio.
Mentre Ascari, Villoresi e Serafini continuano indisturbati la loro marcia a una media sempre superiore a quella di Fangio, vincitore su Alfa Romeo lo scorso anno, De Graffenried perde il quarto posto dovendo fermarsi a fare benzina al 32° giro e poco dopo per cambiare candele. Viene superato da Fischer, dalla Maserati 1500 del’americano Henry Shell e dalla Talbot del francese Cabantous e poi, al 60° giro, nuove noie alle candele costringono De Graffenried al ritiro.
Ancora due giri e accade il più grosso colpo di scena: Villoresi è sempre secondo. Egli ha rallentato un poco l’andatura, cosicché Ascari dal 35° giro ha accumulato circa mezzo minuto di vantaggio. Villoresi al 62° passaggio sfiora la macchina di Parnell, ferma alla penultima curva. Nel giro successivo non riesce a evitarla, la investe, s’arresta infine contro le balle protettive di paglia. Villoresi è incolume ma la sua Ferrari esce dall’incidente con il radiatore sfasciato e a malapena il pilota può guidarla fino ai box.
Ritiratosi Villoresi, la giornata non ha davvero più storia. L’ordine di marcia resta invariato fino al traguardo finale, con Ascari primo, il cronometrico Serafini secondo, Fischer bravamente terzo e Shell quarto. Serafini è stato l’unico a non essere doppiato da Ascari, grazie anche alla fermata di quest’ultimo al 75° giro (un minuto circa) per un rifornimento precauzionale d’olio. Tutti gli altri avevano almeno un giro di svantaggio quando non si era neanche a metà gara.
Invero la lotta non è stata nè poteva essere vibrante, data l’assenza dell’Alfa Romeo e l’incidente di Bira. Questo Circuito di Sanremo dice tuttavia una parola molto importante in campo tecnico: Ascari ha collaudato, nella sua corsa vittoriosa (conquistando finalmente il suo primo successo del 1951 dopo parecchia sfortuna), il nuovo motore Ferrari 4500 centimetri cubi a doppia accensione. Il debutto di questo motore, specie come resistenza, non poteva essere migliore. Sicurissimo altresì il rendimento delle altre due Ferrari 4500 di Villoresi e Serafini, del tipo che già si affermò a Siracusa e a Pau con Villoresi.
stampasera 23/4/1951
venerdì, dicembre 16, 2011

In quei giorni frequentavo la IV B del Liceo Scientifico Orazio Grassi di Savona e la scuola era appena ripresa dopo quasi quattro mesi di vacanze.
Io e il mio compagno di classe Ugo Omet rimpiangevamo già l’estate.
Eravamo entrambi motociclisti in erba, io cavalcavo ancora un cinquantino (Lambretta 50 cl “Lui”, l’antesignano degli scooter moderni) mentre Ugo viaggiava già con una bellissima BENELLI 125.
Inutile dire che dedicavamo molto più tempo allo studio di MOTOCICLISMO che di qualunque libro di testo e che decidemmo di andare al “Gran Premio di Ospedaletti” per una giornata “full immersion” nella nostra materia preferita.
Partimmo da Savona col treno delle 6, eccitatissimi di fronte alla prospettiva di vedere le moto da corsa ed i campioni che ci appassionavano.
Effettivamente ad Ospedaletti campioni e moto erano piuttosto “accessibili”.
Ugo era ovviamente tifoso della BENELLI ed era interessato ad avere l’autografo di colui che fino all’anno prima era stato l’alfiere della casa di Pesaro, Renzo Pasolini; a me sarebbe piaciuto avere quello di Fabio Taglioni, progettista della DUCATI, per la quale già facevo il tifo a causa della passione nata nell’officina del concessionario DUCATI e TRIUMPH di Savona, il nonno di un mio caro amico.
Con Pasolini fummo fortunati, gentile e disponibile, non ci trattò con sufficienza ma firmò di buon grado due autografi.
Incontrammo anche Giacomo Agostini, che ci fece dare da qualcuno del suo staff una cartolina promozionale ma non ebbe il tempo di autografarla.
Purtroppo non incontrammo Taglioni ma vedemmo da vicino la sua più recente creatura, la DUCATI 500 da Gran Premio.
Le gare furono entusiasmanti.
Ricordo il “suono” della MORBIDELLI 125: le moto passavano vicinissime a noi spettatori e l’acuto del bicilindrico 2 tempi era così intenso da essere letteralmente doloroso per le orecchie. Ricordo anche il rombo entusiasmante della MV AGUSTA 500 e, molto diversa, l’ancora più bella musica della DUCATI 500 GP.
Vi sembrerà impossibile, ma io tifavo per le DUCATI monocilindriche, le 350 e 450: mi affascinavano i piloti privati che con semplici macchine derivate dalla serie sfidavano le pluricilindriche da Gran Premio.
Quell’anno la DUCATI mi stupì decidendo di partecipare alle gare con vere macchine da corsa ma il loro piazzamento, buono per un debutto, non mi entusiasmò, speravo in un ritardo da Ago più contenuto…
La storia della casa di Borgo Panigale è nota a tutti: la carriera della 500 da Gran Premio durò poco e l’anno successivo non si
presentò più a Ospedaletti; noi ducatisti fummo comunque gratificati dalla doppietta della 750 alla 200 miglia di Imola.
Nel 1972, sempre ad Ospedaletti, fui sorpreso dalla prestazione di Walter Villa con la KAWASAKI 500 H1R: anche in questo caso una macchina derivata dalla serie sfidava le GP.
Morale della favola:
• A ricordo di quella domenica ho conservato il biglietto, l’autografo del Paso e la cartolina di Ago;
• quell’anno lo “studio” di MOTOCICLISMO mi assorbì così tanto che fui rimandato in filosofia, fortunatamente rimediai a settembre ma passai un’estate d’inferno e dovetti rinunciare alla 125 che i miei genitori giustamente mi negarono;
• probabilmente la corsa del 1972 influenzò le mie scelte motociclistiche infatti, memore del piazzamento di Villa, pochi anni dopo comprai una KAWASAKi 500 H1F (anche perché il sogno DUCATI 750 SS era fuori portata delle mie tasche);
• la passione per la casa bolognese non si è mai spenta ma ho dovuto attendere 36 anni per vederla vincere il mondiale e per comprarmi una Hypermotard 1100S;
• il “Lui” è ancora con me, funzionante e in attesa di essere restaurato;
• Ugo, se mi leggi batti un colpo, mi trovi a questo indirizzo, magari hai qualcosa da aggiungere al ricordo di quella fantastica domenica.
Complimenti a coloro che si occupano del sito dedicato alla corsa ligure, cordialità a tutti quelli che amano le motociclette e arrivederci ad Ospedaletti!
Paolo Chiarlone – Finale Ligure, 13 dicembre 2011.

venerdì, dicembre 2, 2011
La Mercedes batte un record al Nurburgring
Dopo 11 giro-record compiuto a 195,612 km all’ora dalla Lancia «formula uno» sulla pista di Monza, Alberto Ascari e gli altri piloti della Casa torinese sono ritornati oggi alla guida del nuovi bolidi da corsa. Anziché la pista monzese si è preferito però affrontare il circuito di Ospedaietti, per constatare il rendimento delle macchine su un tracciato ricco di curve e di difficoltà. Oltre ad Ascari si sono recati in Riviera Gigi Villoresi, Castellotti e Piodi. La scuderia Lancia ha inviato due vetture della « formula uno » ed una «3800 sport». Le prove iniziate verso le 12 continuano nel pomeriggio. Questo allenamento a fondo conferma che la Casa torinese è intenzionata a schierarsi II 24 ottobre prossimo al circuito automobilistico di Barcellona, ultimo «Gran Premio» di questa stagione. A meno di sorprese una decisione in tal senso verrà presa al più presto.
La « Mercedes-Benz », dal canto suo ha iscritto, per la stessa gara, tre vetture che saranno pilotate rispettivamente da Fangio, Kling e probabilmente Hermann. I dirigenti della Casa tedesca non hanno poi ancora deciso se far scendere In campo i bolidi aerodinamici oppure le vetture « svestite» che furono battute a Silverstone.
Anche i tedeschi hanno intanto intensificato gli allenamenti e stamane ad Ospedaietti ha suscitato una certa impressione la notizia che la Mercedes ha risposto al record della Lancia a Monza, ottenendo a sua volta un primato al Nurburgring.
L’ing. Uhlenhaut, pilotando la nuova due litri e mezzo senza compressore, ha stabilito Infatti un nuovo primato sul circuito, percorrendo i chilometri 22,810 del circuito in 9’47″2/10, alla media oraria di km. 189,500.
Il precedente primato apparteneva al tedesco Lang, che nel 1939, a bordo di una macchina munita di compressore, aveva fatto segnare il tempo di 9’52″1/10.
Sempre In tema di prove, si ha da Modena che una serie di giri a fortissima andatura è stata compiuta sull’aerautodromo da Umberto Maglioli, il quale ha « girato » ieri lungamente sia con una Ferrari sport che con la « formula 1 ».
Anche questa preparazione è con ogni probabilità da mettere in relazione al G.P. di Barcellona.
La squadra della Maserati infine, ha fatto pervenire la iscrizione ufficiale dei suoi corridori agli organizzatori spagnuoli per la corsa del 24 ottobre. I piloti che sono stati designati sono: Moss, Mantovani, Mieros e Musso.
Fonte: Stampa Sera 08/10/1954
lunedì, agosto 22, 2011
Biondetti ci sa fare anche sui circuiti brevi, ma solo quando la corsa passa i mille chilometri si accorge che è il caso di darci dentro con decisione e vincere.
Così è stato in tre “Mille Miglia” e in due “Giro della Sicilia”. I pronostici della vigilia davano Biondetti come gran favorito e Biondetti ha vinto, ancora una volta accontentando le sibille: ma la corsa non è stata tutta rose e fiori per il vincitore.
Parecchi concorrenti si sono messi d’impegno per rendergli dura la vita: Serafini e Rol quasi la stavano spuntando, ma in aiuto di Biondetti sono arrivati i passaggi a livello di Rol ed un’uscita di strada di Serafini.
È probabile comunque che Biondetti sarebbe arrivato primo anche senza aiuti… estranei data la sicurezza e la calma con cui marciava tra una gran folla, sulle strade rese viscide da una continua pioggia. È proprio il caso di definire Biondetti come un “Bartali” delle corse automobilistiche…
La sensibilità e l’esperienza del vincitore che, con questa vittoria, pone una seria ipoteca per il primo posto alla prossima “Mille Miglia”, hanno avuto la meglio in questo perfetto “9° Giro di Sicilia”. Una corsa che ha rivelato agli sportivi la gran classe di Rol (Alfa Romeo 2500) e di Bornigia (Fiat 1100) e che è stata una nuova dimostrazione della vitalità del nostro sport automobilistico.
Tra un “Giro di Sicilia” ed una “Mille Miglia”, il 3 aprile faranno capolino a Sanremo i cannoni della formula Grad Prix. Assenti gli «americani» Ascari e Villoresi, saranno presenti invece gli argentini autentici Fangio e Campos. I dirigenti dell A.C. Sanremo, seguendo le orme del terribile Raimondo Lanza di Trabia, presidente della C.S.A.S. siciliana, stanno mettendo a soqquadro il mondo intero per portare ad Ospedaletti campioni di classe e macchine di valore. Il debutto della «Cisitalia» non è lontano, l’«Alfa Romeo» lavora al suo motore posteriore 12 cilindri, la «Ferrari» è bene intenzionata ad aggiungere compressori alla sua monoposto di 1500 cmc. (si vocifera di una vettura con triplo compressore), mentre rimangono ancora in circolazione numerose «Maserati» 4 CLT…
Fonte: “Guerin Sportivo” del 22 marzo 1949