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sabato, febbraio 25, 2006

MOTOR SPORT: OSPEDALETTI STREET CIRCUIT

Scritto da: MDO // Category: AUTODROMO,EMEROTECA,INTERNATIONAL DOCUMENTS,MOTODROMO,TODAY,U.K. // 8:17 pm

“Just along the Coast from Monte Carlo lies Italy’s rival to racing’s most famous street circuit….”

Motor Sport 02.2003Motor Sport 02.2003Motor Sport 02.2003Motor Sport 02.2003Motor Sport 02.2003Motor Sport 02.2003

courtesy Guido de Carli – www.gdecarli.it

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venerdì, febbraio 24, 2006

POSTER: GRAN PREMIO DI SANREMO 1947-1948-1951


Gran Premio Sanremo 1947, Messiscelli


Gran Premio Sanremo 1948, Mario Puppo


Gran Premio Sanremo 1951, De Carli

Courtesy Galleria L’Image
Manifesti Originali del XX Secolo, Alassio.

www.posterimage.it

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domenica, gennaio 29, 2006

Importanza del Circuito di Ospedaletti (Sanremo) – 1947

Scritto da: MDO // Category: 1947,AUTODROMO,EMEROTECA,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS,MOTODROMO // 11:48 pm

… “Secondo i loro regolamenti, le due gare di Ospedaletti sono manifestazioni aperte e internazionali. Queste manifestazioni significano che sono ammessi a partecipare non solo i soci dell’Automobile Club e del Moto Club di Sanremo, ma qualsiasi concorrente e qualsiasi corridore italiano o straniero, purchè munito della prescritta licenza internazionale di concorrente e di conduttore, rilasciata dalle Commissioni Sportive Internazionali e, per esse dalle Associazioni Nazionali aderenti alle Federazioni Internazionali Automobilistica e Motociclistica (F.I.A. e F.I.C.M.).

Sono poi definite gare di velocità, nelle quali unico criterio di vittoria è il tempo impiegato nel percorso. Come è noto, vi sono anche gare di regolarità, di consumo ecc. o miste.
Macchine ammesse alla corsa automobilistica sono quelle classificate dalle norme sportive nella categoria “sport” rispondenti ai requisiti prescritti dall’annesso C del codice sportivo internazionale, notando che a tali macchine è consentito l’uso del compressore.
Le macchine ammesse sono divise in tre classi secondo la cilindrata del motore (fino a 750 cmc., da oltre 750 cmc. e da oltre 1100 cmc.).

Alla gara non possono partecipare più di 7 autovetture prescelte fra quelle iscritte, che avranno compiuto i migliori tempi (cioè che avranno compiuto il percorso nel tempo più breve) durante le prove ufficiali. Questa particolarità della gara rende interessante anche lo svolgimento delle prove che saranno effettuate prima delle gare finali di ciascuna classe.
Alla gara motociclistica sono ammesse le macchine della categoria A del Regolamento sportivo e sono divise in due classi (fino a 250 cmc. e da oltre 250 a 500 cmc.). Alla gara finale saranno ammesse fino a 16 moto secondo il tempo migliore raggiunto nelle prove. Non è il caso di indugiarsi nell’esporre le molte altre norme generali e particolari dei regolamenti di queste gare che sono il frutto di tutte quelle condizioni e circostanze, di cui sopra si è fatto cenno. Tali norme potranno variare nelle future edizioni col variare delle condizioni e delle circostanze stesse.
Un fattore che invece può diventare permanente e contribuire al successo delle gare di quest’anno e di quelle che si disputeranno negli anni venturi è il percorso.

Il percorso di Ospedaletti si snoda nella incantevole Valle delle rose, al cui sbocco sul mare giacciono le case di Ospedaletti; questa piccola e ripida vallatella che ai doni del sole e del mare di altre prossime località della Riviera, al suo dolce e ben famoso clima e alle bellezze aggiunte dall’operosità umana nelle coltivazioni di rose e garofani, di eucaliptus e di mimose, di palme e di ulivi, presenta un fascino virgiliano che fa dimenticare le maestose e prossime, anche se non fitte, costruzioni alberghiere.
Il silenzio operoso e tranquillo di questa valle benedetta dalla natura e dalla laboriosità umana sarà rotto per alcuni giorni dal continuo e rombante scoppio dei motori, che richiamerà con lo spettacolo virile e incandescente delle gare motoristiche le folle e queste conosceranno, godranno e apprezzeranno l’incantesimo di questo piccolo angolo d’Italia. Molti dimenticheranno, in queste ore e in questi luoghi, le torbide e tristi lotte della vita quotidiana e sentiranno il desiderio di rifugiarsi in quest’angolo per ritemprare le forze dello spirito e del corpo.

Il percorso ha una lunghezza di m. 2625. Dopo una leggera curva di m. 270 in lievissima pendenza (da m. 10 a m. 7,216) sul corso Margherita, segna una brusca curva (raggio m. 12) ad angolo retto, dislivello seguito da due controcurve (raggio m. 18 e raggio m. 11) nel breve spazio di circa 420 m. con un dislivello sempre in salita di m. 40 (8,88%).
Questa serie di curve scabrose a quanto può prevedersi, metterà a più dura prova i muscoli e la virtuosità dei corridori, nonchè gli organi delle macchine, i freni, i cambi, le gomme, ecc.
Dopo un tratto di circa 570 m., ad andamento di varia pendenza e di leggerissima curva, si giunge alla Curva degli ulivi (raggio m. 29) che è il punto più alto del percorso (m. 57); quindi si inizia la discesa, prima lieve e poi più ripida, su un tratto di 663 m. con un dislivello di m. 43,518 (6,56%).
Il percorso che deve essere ripetuto 25 volte dalle autovetture e 60 dai motocicli, è ben duro e può ritenersi come un severo collaudo di uomini e di macchine in questa iniziale manifestazione della annata sportiva.
Se sarà accolto il desiderio espresso dalla Commissione Sportiva Automobilistica Italiana, di congiungere direttamente la Curva delle mimose al corso Margherita, eliminando la curva stessa e quella precedente e migliorando il passaggio dal corso Margherita alla via De Medici, il percorso acquisterà nelle future edizioni delle manifestazioni un andamento forse meno emozionante, ma più interessante sotto un’aspetto tecnico e sportivo, consentendo un migliore sfruttamento delle possibilità velocistiche dei motori.”

Michele Suglia

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mercoledì, gennaio 25, 2006

Prendendo L’Aperitivo.

Scritto da: MDO // Category: 1947,AUTO DA CORSA,AUTODROMO,EMEROTECA,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS // 11:17 pm

Quando da tanti mesi si vive specie a Milano nel freddo, con la neve, nell’acqua che viene giù con un’opprimente costanza, il dover parlare e scrivere di Sanremo diventa una specie di supplizio di Tantalo.
Se ne cianciava giorni or sono al “Mi bar”, ritrovo di mezzogiorno degli automobilisti milanesi e di quelli di passaggio. Cortese, l’irreprensibile Cortese, reduce dal trionfo del Cairo m’intratteneva su Sanremo e Montecarlo. Non si parlava dei due circuiti, ma proprio delle due città.
” Montecarlo – diceva lui – è celebre per il suo Casino ”
” Sanremo ha fatto celebre il suo Casino ” – dicevo io.
” Se però nomini Montecarlo, per associazione di idee pensi a scintillanti sale da giuco, ricordi i romanzi di Dekobra, Lucio d’Ambra e Guido da Verona, con le donne fatali, inguainate in seriche vesti, ondeggianti e terribili. E sembra già di scorgere in un angolo sospettose spie internazionali scambiarsi segnali misteriosi.
Ed ecco il baro, amico di tutti; o immagini un uomo steso al suolo, con una pistola ancora fumante stretta nella mano. Sanremo invece è un’altra cosa.
” Non vi incontrerai Aga-Han e le Dolly-Sister , ma quando dici Sanremo, dici sole, mare, fiori, tripudio di vita. Gioia di vivere. E’ così. Montecarlo è notturna e misteriosa, Sanremo è diurna e festosa.
” A Sanremo anche se perdi al giuco, quando esci dal Casino hai di fronte il mare, la luna, le palme. Ti riconcili subito con la vita “.
” E’ vero, è vero ” mi si risponde.
Allora d’accordo su questo, si venne a parlare della corsa.
Cortese asseriva che per lui è una delizia correre fra gli eucalipti e i fiori. Minetti poi esternava il suo entusiasmo per il Circuito di Ospedaletti.
Biricchino. L’altro anno ha vinto la sua categoria e pensa che la zona gli porti fortuna.
Ma più che ad ogni altro, Sanremo ha portato fortuna a Bertani che, con la Fiat-1100 trasformata da Stanguellini, ha iniziato la brillante annata. Infatti si aggiudicò un primo assoluto.
Quest’anno la selezione sarà più severa. La “qualificazione” che avverrà durante le prove ufficiali, lascerà in gara sette corridori per categoria. Saranno quindi i migliori a battagliare. E qui un “si dice” quasi certo, secondo il quale ci saranno le ” Cisitalia “. Questo sarà il gran colpo. Si parla che verrà aggiunta la ” Categoria Corsa ” alla quale parteciperanno solo le ” Cisitalia “. Non facciamo scherzi. Se questa notizia sarà confermata la corsa acquisterà un sapore di novità eccezionale.
Per la prima volta, vedremo i campioni combattere ad armi uguali, a prescindere, s’intende dal fattore fortuna.
Il percorso di Ospedaletti, si presenta interessante per il suo tormentoso tracciato. Richiede abilità di piloti, potenza di freni e di trasmissioni. Quindi un collaudo più che severo per uomini e macchine.
Bisogna tener calcolo che nelle officine si è molto lavorato per dare alle macchine stesse quei perfezionamenti che sono frutto dell’esperienza dello scorso anno. Non bisogna dimenticare che il 1946 è stato il primo anno di ripresa delle corse ; quindi il “punto” non era perfetto. Ma i nostri piloti non mancano di audacia, e le difficoltà del percorso non solo non li spaventano, ma ne aumentano l’ardore.
L’organizzazione ha lavorato bene non badando a spese e apportando tutti quegli accorgimenti che la tecnica suggerisce, con un senso di responsabilità veramente encomiabile.
Attendiamo con ansia il risultato della difficile prova.

UMBERTO VISCONTI

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martedì, gennaio 17, 2006

Estratto 1947: Motivi tecnici e sportivi..

Motivi tecnici e sportivi del Circuito Automobilistico città di San Remo.
La prova inaugurale della stagione automobilistica internazionale italiana che si svolgerà sul Circuito di Ospedaletti, presenta senza dubbio degli aspetti caratteristici che certamente la faranno assurgere ad una importanza davvero singolare.

La corsa sanremese è stata fissata come « léver du rideau » delle grandi manifestazioni per vetture sport e gli organizzatori hanno senz’altro prescelto la regolamentazione internazionale colla formula più ampia, ammettendo tutte le macchine aderenti ai postulati dell’Annesso C del Codice Sportivo Internazionale senza fare discriminazioni fra motori sovralimentati o ad alimentazione atmosferica. Se una regolamentazione così liberale può lasciare in un certo senso alquanto perplessi dato le tendenze costruttive attuali, d’altra parte la corsa di San Remo viene ad acquistare una caratteristica sua propria e particolarmente importante poichè evidentemente essa sarà una specie di vaglio di tutta la più efficiente costruzione di vetture sport in attività di servizio.

Assisteremo senza dubbio ad un confronto tecnicamente e sportivamente interessante oltre che assai istruttivo perchè vedremo le macchine costruite secondo la vecchia scuola a diretto confronto con quelle di più moderna concezione anche se meno potenti e, agli inizi di una stagione automobilistica internazionale che si preannuncia densa di manifestazioni importantissime, sarà sommamente utile vedere in azione i mezzi che daranno vita alle competizioni del 1947. É quindi ovvio il concludere che la corsa di San Remo servirà anche a dare un più preciso orientamento tecnico tanto dal lato organizzativo quanto da quello riferentesi ai partecipanti alle prossime corse.

La data del Circuito di San Remo avrebbe potuto destare delle serie preoccupazioni per la vicinanza pericolosa delle « 1000 Miglia » e probabilmente la incomparabile manifestazione bresciana avrebbe distolto non pochi fra i più quotati concorrenti alla bella manifestazione rivierasca. L’opportuno spostamento della « 1000 Miglia » accresce indubbiamente l’interesse del Circuito sanremese che viene ad assumere l’aspetto di prova generale di uomini e di macchine in vista delle massime competizioni per vetture sport della stagione 1947.
Dalle prime notizie che si hanno circa i partecipanti alle tre brevi ma accanite contese alle quali assisteremo sul difficile e probante tracciato del Circuito di Ospedaletti è ormai certo che vedremo in corsa le macchine più interessanti di tutta la gamma della produzione internazionale.
Nella Classe 750 c.c. assisteremo all’incontro fra le Fiat preparate da Stanguellini finora imbattute, e le altre « Topolino » trasformate fra cui la debuttante macchina sovralimentata da Guido Cattaneo affidata a Martignoni. E chissà che qualche efficente vetturetta munita di un motore B.M.W. bicilindrico non faccia da terzo incomodo.
Nella Classe 1100 c.c. vedremo certamente le più celebri realizzazioni del Mago modenese, in lizza colle altre Fiat 1100, le più pericolose delle quali saranno quelle munite di testata Roselli « Testadoro ». In questa classe assisteremo ad uno dei numeri più sensazionali della giornata motoristica sanremese, il debutto della nuova e attesissima edizione biposto-sport della Cisitalia. Basterebbe questa attrattiva per dare il tono più eccezionale al Circuito di San Remo. Le due vetture Cisitalia saranno probabilmente affidate a due assi, uno dei quali sarà Piero Taruffi. Si tratta di campioni che ci faranno assistere ad una esibizione del più classico virtuosismo e sarà tecnicamente interessantissimo vedere il comportamento a parità di condizioni regolamentari (Categoria Sport) fra le nuovissime Cisitalia e le gagliarde rappresentanti della generazione automobilistica precedente. Se ci fosse anche qualche SIMCA della Scuderia Gordini, la corsa di San Remo potrebbe solo per la competizione nella Classe 1100 c.c. assurgere al ruolo di Criterium Europeo di questa classe d’avvenire.

Nella classe maggiore è ben difficile prevedere quali vetture si allineeranno al traguardo di partenza data l’incertezza e sopratutto la disparità dei mezzi a disposizione dei concorrenti. Il percorso di Ospedaletti rappresenta tuttora una incognita avvincente per tutti e solamente dopo le prime prove ci sarà dato di poter esprimere chiaramente un giudizio. Comunque è certo che nella classe maggiore vedremo i grossi calibri dell’automobilismo europeo darsi un’aspra battaglia.
Basta il nome incomparabile di Tazio Nuvolari accoppiato a quello di una inedita Lancia-Aprilia trasformata per la « Scuderia Milan » dall’ing. Speluzzi, quello di Chaboud e di Vallée esponenti della nota « Ecurie France » sulle poderose Delahaye, quello di Guido Barbieri colla sua 6 cil. Maserati 1500 c.c. vincitrice a Mantova e Voghera nel 1946 e per l’occasione sovralimentata e quindi con oltre 165 CV di potenza, quello dell’asso francese Louis Chiron che dovrebbe pilotare una possente Talbot 4500 c.c., per dare alla corsa di San Remo un carattere di estremo interesse. Che dire poi di Renato Balestrero che disporrà di una potente Alfa Romeo a compressore, di Rovelli colla « 2 litri » B.M.W., Ghersi, Ermini colla sua vittoriosa Alfa Romeo 2500 c.c., lo svizzero De Grafenried, ecc. ecc.?

Abbiamo parlato solamente dell’interesse tecnico delle prove nelle due classi minori.
Questo non deve far pensare che in queste classi non vi sia anche un interesse sportivo di primo piano. Vedremo in queste classi i « matadores » delle piccole cilindrate e accanto agli Avalle, Bonetto, Comirato, Quintavalle, Gurgo Salice, Pesci ed Arezzi, tutti uomini provati e di sicuro rendimento, delle autentiche promesse per l’avvenire del nostro automobilismo sportivo, come Scagliarini, Zanetti, Leonardi, Fioruzzi, promesse che si possono ormai considerare come delle realtà acquisite.
A tutte le considerazioni che abbiamo fatto più sopra e che si riferiscono allo schieramento dei concorrenti del Circuito di San Remo, schieramento che si può ritenere assolutamente soddisfacente anche se Enzo Ferrari non è ancora della partita, un altro elemento di fondamentale importanza dà alla prova sanremese il sicuro crisma del successo: il percorso.
Siamo ormai abituati a circuiti cittadini o di simile tipo che finiscono ad essere spesso monotoni nelle loro caratteristiche piatte e direi quasi urbanistiche.

Il Circuito di Ospedaletti nella sua cornice incomparabile racchiude invece anche nella brevità dei suoi 2,700 Km. tutti gli elementi più classici che possono provare senza possibilità di appello le qualità degli uomini e delle macchine.
Nulla di artificiale e di provvisorio in questo mirabile tracciato dove ripresa, potenza ed accellerazione, stabilità, frenata e tenuta saranno provate integralmente e dove la classe del pilota avrà ampio campo in cui manifestarsi.

Crediamo di essere facili profeti preannunciando al rinato circuito di San Remo sul percorso di Ospedaletti un avvenire radioso sotto ogni punto di vista. La zona ridente ed ospitale, la data indovinata che potrà diventare classica come grande corsa di apertura della stagione internazionale, il circuito sostanzialmente magnifico ed in ultima analisi tutte le particolari prerogative di San Remo e le possibilità organizzative davvero eccezionali, sono elementi positivi di assoluta certezza e di affidamento sicuro.

Giovanni Lurani