Il mondo automobilistico è In subbuglio per la rivalità, tra Fangio e Villoresi e Ascari. Domenica scorsa a Sanremo la polemica si è fatta rovente. Villoresi e Ascari sono molto seccati perchè l’Alfa ha ingaggiato proprio il loro acerrimo antagonista argentino. La ruggine è vecchia, dallo scorso inverno, in Argentina. Facile, per Fangio, prendersi la rivincita contro gli assi italiani, con la macchina che gli hanno affidato! Villoresi, a Sanremo, ripeteva amareggiato: « Quello che mi dispiace di più è che proprio degli italiani abbiano fornito ad uno straniero il mezzo per sconfiggere, senza sforzo, noi italiani…». Ma l’Alfa sostiene che non si poteva fare altrimenti. Essa è estranea a quel che accadde in Argentina, alle accuse ingiuste dei connazionali di Fangio contro Villoresi. L’argentino ha dimostrato diverse volte di saper vincere. Non sa invece perdere, cerca scuse quando rimane sconfitto. Brutta cosa, nello sport! D’accordo — dice l’Alfa — ma noi non c’entriamo nulla con questi precedenti. Noi abbiamo ingaggiato Fangio soltanto perchè va molto forte e ci serve per il nostro ritorno alle corse. «E c’era proprio bisogno — ribatte Villoresi — di dare a Fangio l’unica macchina con cui vi siete presentati a Sanremo?». « Manca meno di un mese al Gran Premio d’Europa. Avevamo bisogno di vetrificare il rendimento della nostra « Alfetta 158 ». Ed era necessario che Fangio prendesse confidenza, in gara, con la difficile macchina a lui nuova. Cosa ne possiamo noi dell’Alfa se tra Fangio da una parte e Villoresi e Ascari dall’altra ci sono dei conti da regolare?». La Casa milanese aveva in programma di presentarsi a Sanremo con due macchine. Per impegni con gli organizzatori, una doveva essere data a Fangio. Poi l’Alfa ha potuto disporre di una sola auto. I conti tornano. Sono calcoli gelidi, ma esatti. Anche il punto di vista di Villoresi ha una sua logica, umana, calda, che afferra il cuore degli sportivi. L’essenziale è non cadere nello stesso errore degli argentini, i quali fanno di Fangio una questione di prestigio nazionale. Villoresi e Ascari non tarderanno a disporre di un mezzo per battersi alla pari con l’argentino. Il tempo sarà, galantuomo anche qui.
d. z.
fonte: Stampa Sera, Aprile 1950
sabato, gennaio 1, 2011
Le accuse a Fangio
lunedì, dicembre 20, 2010
L’Alfa concede a Fangio il successo a Sanremo
« Villoresi secondo, Ascari “piroetta„ in curva e si ritira. »
Sanremo, lunedì sera.
Ascari e Villoresi erano molto tristi, ieri sera, mortificati nel loro prestigio di campioni, avviliti, quasi piangenti. Il pubblico italiano ha presto compreso il loro dramma e li ha applauditi assai più che Fangio vincitore senza fatica. L’argentino è un gran bel pilota. I primi a riconoscerlo sono gli stessi Ascari e Villoresi. Ma è doveroso cominciare a cedere le armi, solo perchè Fangio è stato prediletto e pilotava la più veloce macchina italiana, l’Alfetta, che dopo una lunga astensione tornava alle gare appunto a Sanremo? Dopo quello che i corridori Italiani dovettero subire in Argentina, colpevoli unicamente di avere sconfitto Fangio in casa sua quattro volte su quattro, a parità di mezzi! Villoresi e Fangio non si sono nemmeno guardati al momento della partenza. Le loro macchine erano in prima fila in linea con quella di Ascari. Questi invece più giovane e bonaccione ha stretto la mano all’argentino borbottandogli un « in bocca al lupo » ! Ma si vedeva che era una frase da ospite e prò forma. Poi il « via » ai venti bolidi, sulla strada bagnata dalle recenti piogge tra un fitto pubblico che sperava in una lotta equilibrata. «L’Alfetta è più potente ma non è questo il suo circuito più adatto; qui è questione di manico. Vincerà il migliore come pilota. Ascari e Villoresi venderanno cara la pelle ». Cosi pronosticavano, cosi speravano molti. Ma il grosso pubblico cosa sà di preciso sulla potenza dei motori? Guarda chi è primo e basta, Forse anche i generosi cuori di Ascari e Villoresi cullavano un dolce sogno. L’ultimo stratagemma per costringere Fangio alla resa era impegnare a fondo la tenuta della sua Alfetta. I due italiani e il francese Sommer, cioè lo stato maggiore della scuderia Ferrari, l’hanno immediatamente applicato. Fino al quarto giro l’argentino è rimasto dietro a loro di pochissimo, ma gli è bastato spingere un po’ sull’acceleratore per superare prima Sommer, poi Villoresi e infine Ascari nel 18° giro. Si vedeva chiarissima la prova della sproporzione dei mezzi. Ascari e Villoresi inseguivano furenti, coraggiosamente. Le speranze, però, sono presto cadute. Villoresi al 18° passaggio si è fermato per controllare le candele perdendo quasi un giro. E’ rimasto Ascari a 15″ da Fangio, mentre Sommer era già più lontano. Poi Ascari non è passato più. In una curva la sua macchina aveva fatto una piroetta su se stessa sfiorando un muro. Nulla di male. Ma per Ascari non rimaneva che tornarsene ai boxes, a piedi. La corsa era precisamente conclusa già a questo punto. Fangio aveva superato Villoresi di un giro. Il pilota italiano ha reagito, non ha voluto anche questa umiliazione. Villoresi nel finale ha riguadagnato terreno, arrivando a 1′ da Fangio e compiendo il giro più veloce della giornata, proprio il 90°, l’ultimo. I molti argentini sembravano pazzi di entusiasmo quando Fangio ha tagliato il traguardo. Ben consigliato dagli esperti dell’Alfa egli ha capito la corsa ed ha vinto con bello stile. Ma se è veramente il campione del mondo, come giurano i suoi compatrioti, lo vedremo presto quando Farina sarà guarito e potrà tornare alle corse, con una macchina eguale a quella dell’argentino e quando Ascari e Villoresi potranno battersi con Fangio in condizioni di minore inferiorità. Dino Zannoni
CLASSIFICA: 1. Fangio (Alletta 158) che compie i km. 304,200 del percorso In ore 3,10’8″2/5 (media km. 95,992); 2. Villoresi (Ferrari 1500 a 2 compressori) in 3,11’9″2/5; 3. Pian {Maserati) a due giri; 4. Vallone (Ferrari) a 4 giri; Giro più veloce il 90° di Villoresi in 2’1″1/5 alla media di km. 100,396.
Stampa Sera, martedì 18 Aprile 1950
venerdì, dicembre 17, 2010
La stagione velocistica chiude con le chiare vittorie di Kunz, Parlotti, Read e dell’infallibile Ago
Una folla fittissima ha seguito l’entusiasmante carosello sul tormentato circuito di Sanremo-Ospedaletti – Mandracci si aggiudica l’ultimo titolo nazionale ancora aperto, quello delle 250 – Ottima prova delle tre Ducati 500 – Brillantissimo ma sfortunato il finlandese Saarinen.

A titoli italiani tutti assegnati, salvo che per la duecentocinquanta, la gara di Sanremo-Ospedaletti del 10 ottobre ha comunque riservato spunti tecnici ed agonistici interessantissimi, grazie anche ad una partecipazione straniera altamente qualificata ed al generale impegno con cui sono state disputate tutte le gare della giornata, non certo avare di lotta e colpi di scena.
Nelle 50, netta superiorità (soprattutto meccanica) del tedesco Kunz con la Kreidler ufficiale mentre Buscherini (prontissimo al via con la sua Itom) e leva (Morbidelli) hanno dato vita ad un bel confronto per la piazza d’onore. leva è poi scomparso di scena per noie alla frizione ma anche così nessuno poteva insidiargli il titolo.
Nella gara delle 500, la seconda della gironata, una gradita sorpresa, cioè Parlotti con la Ducati che avrebbe dovuto essere di Spaggiari se quest’ultimo non si fosse astenuto dalla gara per alcune controversie di carattere tecnico sorte alla vigilia col reparto corse della Casa bolognese.
Al via il più veloce è Gallina (Paton) che per tre giri precede Agostini e le due Ducati di Read e Parlotti mentre Giuliano, con la terza Ducati, ha una cattiva partenza e deve vedersela con Campanelli e Simmonds (entrambi su Kawasaki) per la quinta piazza.
Gallina resta presto tagliato fuori per un crampo al braccio destro che stranamente gli ricorre puntuale ad Ospedaletti.
Dopo alcuni giri il distacco dei due portacolori della Ducati da Agostini si fa sensibile, mentre alle spalle la lotta è aperta fra Campanelli, Simmonds e Giuliano.
Dopo una lotta serratissima, soltanto a fine gara Giuliano riesce a superare i due avversari ed a completare così il successo della Ducati.
La Ducati sembra finalmente aver risolto alcuni problemi di tenuta che avevano travagliato il periodo di messa a punto della macchina e, benché non sia stata smentita la notizia di un « quattro cilindri », il Direttore della Casa bolognese, Fredmano Spairani, ha confermato che le bicilindriche continueranno a correre, verranno anzi prodotte in un certo numero di esemplari che saranno messi in vendita ai corridori privati.
La duecentocinquanta è senza dubbio la gara più attesa della giornata: Isnardi è a soli sette punti in classifica di campionato da Mandracci ed entrambi possono aspirare al titolo; ambedue corrono su Yamaha ben preparate e, tra l’altro, sono ambedue piloti locali, di Arma di Taggia l’uno e di Bordighera l’altro.
La gara è ravvivata inoltre dalla presenza di Read e Saarinen (entrambi su Yamaha) che, ovviamente, ipotecano i primi due posti al di fuori della classifica di campionato, mentre Pasolini, indietro come punteggio parte comunque in prima fila dati gli ottimi tempi spiccati in prova con la Aermacchi a cilindri in lega cromati.
Al via è immediato il guizzo di Saarinen e Read che si installano ai primi due posti, mentre Pasolini è terzo e Mandracci quarto.
Isnardi transita pressoché ultimo al primo giro per una stentatissima partenza, ma la sua azione è irruente e il distacco da Mandracci scende di più di un secondo al giro. I sogni di Isnardi si infrangono però al sesto giro per una scivolata in curva, senza conseguenze, ma sufficiente a metterlo fuori combattimento.
Read e Saarinen duellano a lungo e a tratti il finlandese dà l’impressione di poterla spuntare ma poi la sua macchina ( che l’aveva già fatto tribolare nelle prove) lamenta di nuovo disfunzioni ad un cilindro e così egli deve mollare, pur conservando la seconda piazza.
Alle spalle dei leaders la lotta è serratissima fra Pasolini, Mandracci e Buffarello. Il primo abbandona per grippaggio mentre i due portacolori liguri continuano a battersi vigorosamente, con prevalenza finale di Mandracci, che così si laurea meritatamente campione.
Alla partenza della 125 il più spedito è il tedesco Braun che percorre i primi giri in testa con la Maico monocilindrica « Casa », tallonato da Isnardi (per la prima volta sulla Morbidelli) che ne controlla l’andatura. Parlotti, piuttosto indietro, si produce in un furibondo inseguimento ed al quinto giro è già in testa tallonato da Isnardi. Gli alfieri della Morbidelli guidano alternandosi il carosello, senonché al 17° giro Isnardi cade nel tentativo sfortunato di superare un doppiato all’uscita di una curva.
Parlotti conclude così in bellezza con un nuovo record sul giro, davanti a Braun.
Autori di una corsa bellissima continuamente in lotta fra loro Ribuffo e Consalvi terzo e quarto con le « Aletta » mentre lo sfortunato Rinaudo deve arrendersi per guasto all’ultimo giro.
Ultima gara, mentre stanno già per scendere le tenebre che ne consiglieranno la riduzione da 24 a 20 giri, è quella delle 350: in prima fila nell’ordine partono Agostini, Saarinen, Mandracci, Loro e Pasolini.
Dopo un pronto avvio di Pasolini, al terzo giro è Ago a passare in testa, seguito come un’ombra dal finlandese che riesce addirittura a superarlo nel corso dell’8° giro. La situazione si ristabilisce prontamente al giro successivo e Agostini stacca l’avversario con un’impressionante serie di giri molto vicini al tempo record di categoria.
Dietro Ago e Saarinen, Pasolini e Mandracci lottano per il terzo posto, mentre Gallina, Grassetti e Toracca si battono per il quinto. Pasolini dispone di un’Aermacchi « maggiorata », Mandracci e Grassetti di Yamaha mentre Gallina e Toracca sono rimasti fedeli al quattro tempi delle Aermacchi « Ala d’Oro ».
Il finale riserva alcune sorprese. Prima di tutto Saarinen, già poco fortunato nella gara delle 250, proprio all’ultimo giro viene appiedato da un grosso guaio al cambio e non può neppure spingere la moto fino al traguardo per classificarsi.
Dietro Ago si piazza così Pasolini, che nel frattempo si era venuto a trovare senza la compagnia di Mandracci, costretto ad abbandonare per la rottura delle gabbiette delle teste di biella.
Infine, con un vivacissimo e sorprendente allungo il neo-senior Cremonesi, per la prima volta alla guida di una Yamaha, superava il trio Grassetti-Gallina-Toracca e coglieva un significativo terzo posto.
Si concludevano così il campionato 1971 e la stagione europea sul bellissimo tracciato ligure, con una serie di gare decisamente interessanti ed assai combattute.
L’organizzazione della gara sanremese è ormai diventata una questione di « routine » e come tale continua ad essere presa un pò troppo sottogamba.
Ci riferiamo in particolare ai vari servizi: il parco macchine, già di per sé stretto ed insufficiente era, come al solito, invaso da estranei; troppa gente in pista nella zona del traguardo come sempre; sufficienti le balle di paglia ma distribuite in modo illogico. Assolutamente inefficiente ci è parso infine il servizio di segnalazioni sebbene assolto da un gran numero di addetti.
Guido Rosani
LE CLASSIFICHE
Classe 50 cc (18 girl km 60,840)
1. KUNZ Rudolf (Kreidler) in 39’34”9 media kmh 92,224 nuovo record (r.p. Parlotti – Tomos 1970 kmh 89,259); 2. Buscherini O. (Itom) 40’01”7; 3. Rinaudo L. (Tomos) 40’11”3; 4. Lombardi G. (Malarica) 41’08″; 5. Bianchi P.P. (Guazzoni) 41′ 41”8; 6. Canizzaro M. (Guazzoni) a un giro; 7. Pasquier J.L. (Derbi); 8. Toracca A. (Minarelli); 9. Cipriani P.A. (Minarelli). Giro più veloce l’11° di Kunz – Kreidler in 2’10”5 media kmh 93.384 nuovo record (r.p. Parlotti – Tomos 1970 in 2’12″ kmh 91,626).
Classe 125 cc (21 giri km 70,980)
1. PARLOTTI Gilberto (Morbidelli) in 41’03”4 media kmh 103,729 nuovo record (r.p. Parlotti – Morbidelli 1970 kmh 102,418); 2. Braun (Maico) 41’45”1; 3. Ributto G. (Tecnomoto) 42’07″; 4. Consalvi G. (Aermacchi) 42’08”2; 5. Però A. (Aermacchi) 43’03”7; 6. De La Marre E. (Maico) 43′ 04”5; 7. Toracca A. (Aermacchi) a un giro; 8. Torelli L. (Aermacchi); 9. Villa W. (Villa); 10. Lombardi G. (Aermacchi); seguono altri 3. Giro più veloce il 16° di Parlotti (Morbidelli) in 1’52”9 media kmh 107,777 (record imbattuto Read – Yamaha 1968 in 1’50”9 kmh 109,460).
Classe 250 cc (21 girl km 70,980)
1. READ Phil (Yamaha) in 38’50″ media kmh 109,668 nuovo record (r.p. Read – Yamaha 1968 kmh 109,166); 2. Saarinen J. (Yamaha) 39’01”1; 3. Braun D. (Yamaha) 39’38”7; 4. Mandracci G. (Yamaha) 39’45”7; 5. Buffarello G. (Yamaha) 39′ 48”6; 6. Dodds J. (Yamaha) 43’15”6; 7. Torcili L. (Yamaha) 40’32″3; 8. Bianchin A. (Yamaha) a un giro; 9. Cocchi A. (Yamaha); 10. Giansanti F. (Yamaha); seguono altri 6. Giro più veloce il 16° di Read – Yamaha in 1’48”8 media kmh 111,838 (record imbattuto Read-Yamaha 1968 in 1’47”5 kmh 113,191).
Classe 350 cc (20 girl km 67,600)
1. AGOSTINI Giacomo (M.V. Agusta) in 36’45”3 media kmh 110,352 (record imbattuto Agostini – M.V. 1970 kmh 113,973); 2. Pasolini R. (Aermacchi) 37’08”7; 3. Cremonesi A. (Yamaha) 38’32″5; 4. Grassetti S. (Yamaha) 38’33”2; 5. Gallina R. (Aermacchi) 38’41”2; 6. Toracca A. (Aermacchi) a un giro; 7. Lancaster (Yamsel); 8. Simonetti E. (Yamaha); 9. Maugliani E. (Yamaha); 10. Banrocini S. (Ducati); seguono altri 3. Giro più veloce il 9° di Agostini – M.V. in 1’45”9 kmh 114,901 (record imbattuto Agostini-M.V. 1970 in 1’45”5 kmh 15.336).
Classe 500 cc (24 girl km 81,120)
1. AGOSTINI Giacomo (M.V. Agusta) in 44’02” media kmh 110,534 (record imbattuto Agostini – M.V. 1970 kmh 114,264); 2. Read P. (Ducati) 44′ 47”6; 3. Parlotti G. (Ducati) 44’48”3; 4. Giuliano E. (Ducati) 44’56”1; 5. Campanelli P. (Kawasaki) 45’13”4; 6. Bertarelli S. (Kawasaki) 45’35”1; 7. Simmonds D. (Kawasaki) 46’06”4; 8. Zubani G.P. (Kawasaki) a un giro; 9. Vinci A. (Aermacchi): 10. Marcaccini G. (Aermacchi); seguono altri 6. Giro più veloce il 15° di Agostini – M.V. in 1’47”3 kmh 113,402 (record imbattuto Agostini-M.V. 1970 in 1’44″ kmh 117,0).
LE CLASSIFICHE FINALI DEL CAMPIONATO
In base ai risultati delle cinque prove titolate (Modena, Riccione, Imola, Pesaro e Sanremo Ospedaletti) le classifiche finali, non ufficiali del campionato seniores di velocità sono le seguenti: Classe 50 cc: 1. IEVA Alberto punti 60 (15+15+ 15+15+0); 2. Buscherini p. 45 (10+0+8+12+15); 3. Giuliano p. 36 (12+12+12+0+0); 4. Rinaudo p. 31 (6+5+0+8+12); 5. Orsenigo p. 15 (0+0+ 10+5+0); 5. Ringhini p. 15 (0+0+5+10+0). Classe 125 cc: 1. PARLOTTI punti 60 (15+0+ 15+15+15); 2. Villa W. p. 31 (0+15+12+0+4); 3. Buscherini p. 28 (12+12+0+4+0); 4. Pileri p. 23 (10+10+0+3+0); 4. Consalvi p. 23 (4+4+ 5+0+10); 6. Ribuffo p. 22 (3+5±24-0±12). Classe 250 cc: 1. MANDRACCI punti 54 (15+ 12+12+0+15); 2. Torelli L. p. 37 (12+0+5+10+ 10); 3. Grassetti p. 32 (8+0+15+5+4); 3. Isnardi p. 32 (5+6+6+15+0); 4. Giansanti p. 29 (0+8+ 8+8+5); 6. Brettoni p. 22 (0+0+10+12+0). Classe 350 cc: 1. AGOSTINI punti 72 (12+15+ 15+15+15); 2. Grassetti p. 38 (8+0+12±10±8); 3. Mandracci p. 24 (0+12+0+12+0); 4. Ellis p. 23 (5+8+10+0+0); 5. Marcaccini p. 15 (4+5+5+ 0+1). Classe 500 cc: 1. AGOSTINI punti 60 (15+0+ 15+15+15); 2. Gallina p. 30 (10+0+8+12+0); 3. Giuliano p. 22 (0+0 412+0+10); 4. Marcaccini p. 21 (4+0+6+8+3); 5. Zubani p. 17 (01-0+24. 10 4-5).
fonte: Motociclismo, ottobre 1971
venerdì, dicembre 10, 2010
Gli assi del volante “provano„ a Sanremo
Sanremo, giovedì sera.
Fangio é giunto a Sanremo in automobile, arrivando direttamente da Pau, la città dei Pirenei dove egli ha vinto lunedì scorso, sconfiggendo Villoresi e Ascari.
Oggi cominciano gli allenamenti ufficiali. Fangio dispone, nelle prove, di un’Alfetta 158. E’ possibile che l’argentino si presenti alla partenza del Gran Premio, al volante di tale macchina, che ritorna alle corse dopo un lungo periodo di astensione della Casa milanese. Forse Fangio sarà affiancato da Sanesi. pure su Alfetta. Altrimenti, se l’Alfa limiterà i collaudi della 158 alle sole prove, il campione argentino piloterà la stessa Maserati con cui ha vinto a Pau.
I grandi avversari di Fangio saranno domenica Ascari e Villoresi, due dei tre moschettieri dell’automobilismo italiano, perchè il torinese Farina convalescente dall’incidente di Marsiglia si ripresenterà in gara soltanto a Silverstone il 13 maggio. La lotta a Sanremo sarà equilibrata e importante, specialmente se Ascari e Villoresi potranno disporre delle migliori Ferrari, quelle cioè che sviluppano circa 300 cavalli.
Il campo di gara è costituito da 90 giri del tortuoso e stretto circuito di Ospedaletti. La distanza totale tocca i 304 chilometri. La media oscillerà sul 100 all’ora.
Sanremo radunerà quanto di meglio è oggi pronto e disponiblle in fatto di piloti e di macchine.
Ecco i 24 iscritti: Ascari (Ferrari 1500); Villoresi (id.); Bonetto (Maserati 1500); Vallone (Ferrari 1500); Serafini (id.); Bracco (id.); Carini (Maserati 1500); Biondetti (id.); Rol (id.); Chiron (id.); Sommer (Ferrari 1500); Leveigh (Talbot 4500); Chaboud (id.); Fischer (S.V.A. 1100); De Graffenried (Maserati 1500); Parnell (Maserati 1500 d.s.); Brook (id.); Whitehead (Ferrari 1500); Principe Bira (Maserati 1500); Pian (id.); Gonzales (id.); Fangio (Alfetta 158 o Maserati 1500). E poi due « X ». Chi nascondono queste X? Una dovrebbe essere Sanesi su Alfetta 158. L’altra potrebbe svelare d’improvviso una grande sorpresa, di nome Nuvolari.
fonte: Nuova Stampa Sera, Giovedì 13 – Venerdì 14 Aprile 1950
mercoledì, novembre 3, 2010
La tragica corsa dell’auto di Johnny Claes

21.04.1951 – Sanremo, sabato sera
L’incidente accaduto ieri al belga Claes durante le prove del circuito automobilistico ha impressionato l’ambiente, turbando in parte l’attesa per questa importante competizione. Pur nella sua gravità, la disgrazia non ha avuto le terribili conseguenze che potevano sorgere da essa, grazie anche alla cura messa dall’organizzazione nel predisporre tutti gli accorgimenti atti ad evitare disgrazie. Il fatto è avvenuto nel seguente modo. Il belga John Claes, al volante di una delle potenti Talbot 1500 a doppia accensione, che girava ad una media superiore ai 100 orari, a un passaggio davanti alle tribune del rettifilo d’arrivo faceva disperati segni con le braccia levate per avvertire che non era più padrone della velocità del suo bolide giallo. Sulla traiettoria della folle corsa si trovava in quel momento il dispositivo di protezione della grande curva al termine del rettifilo stesso, consistente in numerose balle di paglia, dietro al quale erano parcheggiate diverse autovetture, fra le quali quella personale del corridore Whitehead, impegnato nelle prove con la Ferrari, che uscirà malconcia dall’incidente. Fulmineamente, senza modificare per nulla la direzione della propria vettura, Claes centrava lo sbarramento di paglia, producendo una indescrivibile nuvola gialla, che rendeva per alcuni istanti assolutamente invisibili le conseguenze dell’accaduto. Al di là della spessa cortina, quattro corpi insanguinati giacevano. Claes, arrestata contro un ostacolo la propria vettura, usciva dal posto di guida, miracolosamente incolume. « Ci sono feriti? Come stanno ? » Sono state le prime parole che il dolorante campione belga ha pronunciato rivolto agli astanti in uno stato di profonda costernazione. Intanto i meccanici della Talbot localizzavano il guasto che ha causato l’incidente: la pompa dell’olio dei freni idraulici che si è vuotata inspiegabilmente del liquido e ha cessato di colpo di funzionare. Claes ha poi raccontato: « Sul rettilineo marciavo fortissimo. Avevo appena fatto agire il preselettore per ingranare la «terza» in vista della curva quando, richiedendo la manovra una leggera diminuzione di velocità, mi accorgevo dell’assoluta inefficienza del freno a pedale. Ho segnalato la mia intenzione di salvarmi nelle balle di paglia. Sono addolorato dell’accaduto. Per me là corsa è finita. Non ci voleva, questa! » Poi stringendo nervosamente fra le labbra la sigaretta che il meccanico gli aveva porto accesa è corso al telefono a chiamare Bruxelles. Sua madre, quando ha saputo dell’incidente, aveva già parlato con il figlio. In quanto alle condizioni dei feriti, il più grave, Antonio Cavestri, che era stato ricoverato con la diagnosi di frattura della volta cranica, è morto stamane alle 11.30 dopo una agonia durata tutta la notte. Aveva 44 anni ed era impiagato all’Hotel Royal. La moglie del Cavestri che pure è stata ricoverata all’ospedale, stamattina è apparsa in migliorate condizioni. Per la frattura della clavicola sinistra e le contusioni riscontratele dai sanitari, è stata dichiarata guaribile in trenta giorni salvo complicazioni. Il terzo infortunato, Giovanni Testori di 30 anni da Gozzano (Novara) versa in gravi condizioni per la sopraggiunta commozione cerebrale. I sanitari mantengono riservata la prognosi. Passando all’aspetto tecnico della cosa si può dire che i risultati delle prove ufficiali confermano, nel limpido responso dei cronometristi, il netto predominio della squadra delle tre Ferrari « 4500 cmc. » di Villoresi, Ascari e Serafini. Salvo inconvenienti meccanici il successo della «casa» modenese appare acquisito in partenza. Villoresi, nella sua smagliante forma attuale, ha compiuto il giro più veloce in 1’52″ e 2/5 (ossia alla media di km. 108,256) pilotando una macchina del tipo affermatosi l’undici marzo a Siracusa. Il risultato conseguito da « Gigi » sfiora il record ufficioso della gara sanremese. Ascari, sceso sul circuito con la Ferrari di nuovo tipo, a doppia accensione, ha girato in l’56″ e 1/5. Due quinti di più che Ascari ha impiegato Serafini. Lo svizzero Fischer ha confermato la bella prova ottenuta giovedì; con la Ferrati 2550 egli ha segnato l’59″ le 4/5, seguono Rosier con la Talbot speciale e il principe Bira con la Osca 4500. Gli altri corridori non sono scesi al disotto dei due minuti ed è difficile che possano lottare per il primato. La gara di domani pomeriggio, valida come seconda prova del campionato italiano assoluto, promette importanti insegnamenti tecnici, specie per quel che riguarda il comportamento della nuova Ferrari di Ascari ed anche come agonismo e rivalità, perchè Ascari quest’anno non ha ancora vinto una corsa a causa della sfortuna, mentre Villoresi si è affermato quattro volte su quattro. g.z.
fonte: Nuova Stampa Sera
martedì, luglio 27, 2010
IL “BATTESIMO AUTOMOBILISTICO„ DI SAN REMO

ACHILLE VARZI è un grandissimo campione ma, coi giovani di oggi, avrà da divertirsi
Le prime prove hanno dimostrato la perfetta efficienza del nuovo Circuito sotto tutti i punti di vista e i motivi spettacolari saranno tali da appagare ogni esigenza.
SAN REMO, 23.
Con le prove di questa mattina San Remo è entrata – lo si può ben dire – nell’atmosfera, per essa nuova, di una grande manifestazione automobilistica. La sveglia, stamane, non è scesa dall’alto dei campanili al suono dei bronzi. L’alba aveva appena fugate le ombre della notte che un frastuono improvviso si è levato nel cuore della città ancora addormentata e silente. Un frastuono che si è scatenato come un temporale d’estate, che è rotolato per le vie, che deve aver fatto compiere autentici sobbalzi a coloro che ha sorpreso nel sonno. Montecarlo da qualche anno conosceva questi bruschi risvegli, al rombo fragoroso e altissimo dei motori delle macchine da corsa. Ora anche San Remo sa di che cosa si tratta.
Sveglia al rombo dei motori
Nell’alba, lungo il capriccioso anello di questo circuito ultracittadino, le macchine si sono inseguite per circa un’ora. Una ne partiva dalla linea del traguardo e una ne sbucava, che aveva divorato in un attimo, pareva, i poco più che 1800 metri di strada. In breve, un carosello frenetico sembrava recingere tutta intera la ridente città delle palme e del fiori. Questo primo assaggio che per gli organizzatori aveva la importanza e il valore di una autentica prova generale, ha dimostrato diverse cose interessanti. In primo luogo ha detto che malgrado le notevoli difficoltà, il circuito e sufficientemente veloce, più veloce di molti altri assai meno cittadini di esso; In secondo luogo ha fatto comprendere che anche con sole cinque o sei vetture in corsa lo spettacolo è interessantissimo.
Un magnifico spettacolo sportivo
La prima prova e stata, dunque, veramente eccellente. In queste condizioni facile diventa il compito di presentare questo I Circuito automobilistico di San Remo, e più facile ancora, sopratutto, è il prevedere un ottimo successo sportivo, tecnico e spettacolare. Come è noto, il I Circuito di San Remo si correrà in tre batterie e una finale alla quale saranno ammessi i primi due corridori classificati in ogni singola batteria. Quattro partenze e quattro arrivi costituiscono, infatti, una ghiotta attrattiva per gli spettatori. Ma non e tutto. In questo modo è matematicamente certo di vedere in azione per due volte i piloti veramente migliori. Una prima volta nelle eliminatorie, una seconda volta nella finale. Il che non accade in tutte le gare, evidentemente. Pure nella sua caratteristica di gara eminentemente spettacolare, il I Circuito di San Remo, che tende sopratutto a gettare le basi per le edizioni avvenire, che saranno di portata intemazionale e per le quali si sta apprestando anche un circuito tecnicamente più completo, di sviluppo chilometrico maggiore (un esperimento perciò, piuttosto che una prova già definita nei particolari tecnici), ha, tuttavia, anche un suo valore sportivo non comune, confrontabile senz’altro a quello delle corse per 1500 cmc. che lo hanno preceduto, ed anche un discreto interesse tecnico che deriva dalle stesse caratteristiche tutte particolari del circuito, in alcuni punti veramente difficile per i piloti. Sopratutto nei due vertici quando le macchine dovranno evoluire attraverso ostacoli naturali veramente insidiosi. In una gara congegnata come è congegnato il I Circuito di San Remo, escludiamo la possibilità di imbastire un pronostico veramente fondato. Oltre il fattore sconcertante delle distanze brevi per cui un semplice piccolo incidente può mettere fuori gara, occorrerebbe poter passare attraverso lo staccio di ben tre batterie di eliminazione. Non ci sembra proprio il caso. Ci limiteremo ad indicare i nomi dei sei piloti che dovrebbero verosimilmente arrivare alla finale: Varzi, Rocco, Bianco, Rovere, Villoresi e forse Lurani.
fonte: Corrado Filippini – Il Littoriale – 24 luglio 1937
martedì, giugno 29, 2010
IL RITORNO DI VARZI
IL RITORNO ALLE GARE DI VARZI
Anche Trossi è probabile partecipante – Marazza, Rovere , Bianco, Lurani, Villoresi, Dusio, avversari pericolosi per chiunque
( 25 LUGLIO – 3 BATTERIE: Km. 46,550 e finale km. 55,860 )
La gara della “Perla della Riviera„
L’effettuazione del I Circuito stracittadino di San Remo (dopo Montecarlo e dopo Nizza anche la « Perla » della Riviera italiana avrà il suo carosello di macchine multicolori nell’incanto del mare e del cielo, fra le spalliere di fiori aulenti, sotto i palmizi e fra… le vie e le piazze cittadine) coinciderà, dunque, con il ritorno alle gare di quel grande campione che è Achille Varzi. La coincidenza può non essere fortuita, ma è, certamente, interessante e sentita. Essa è, comunque, una grande e forse inaspettata attrattiva del primo circuito sanremese e nello stesso tempo è, forse, il gesto che dal campione, fino ad oggi rimasto ostinatamente appartato, si attendeva. È simpatico che l’episodio abbia potuto verificarsi in occasione di una gara che è al suo primo esperimento e che vuol, senz’altro, puntare all’avvenire: il buon giorno, dicono i saggi, si intravede dal mattino. Sia come sia, sta di fatto che Achille Varzi ritorna e che è il circuito di San Remo che gli offre questa interessante possibilità.
Il ritorno di Achille Varzi
Al suo… debutto nelle gare per vetture di 1500 cmc. Achille Varzi, da anni uso a ben più grandi cimenti, non troverà tuttavia un compito molto facile e neppure concorrenti disposti a subire supinamente una superiorità che la classe internazionale del campione potrebbe lasciare presumere come cosa indiscussa e indiscutibile. Tutt’altro. Achille Varzi troverà dei giovani guidatori affiatati ormai completamente col mezzo meccanico, di notevole classe, se non, addirittura, di grandissima esperienza, combattivi all’estremo, decisi a tutto. Trossi nelle ultime gare disputate con la « 1500 » pur vincendo ha dovuto spesso faticare. E Trossi sulla « 1500 » Maserati di cui conosce i limiti e le possibilità, costituisce un binomio formidabile certamente.
Varzi e i giovani piloti
Il Circuito di San Remo, gara eminentemente spettacolare, che si svolgerà in batterie e una finale su un circuito molto breve, il più breve che si conosca, interamente contenuto dal centro cittadino e in un certo senso pieno di difficoltà, con la partecipazione di Varzi non ha certamente perduto in incertezza, che era il motivo predominante. Ha acquistato in valore perchè un pilota come Varzi, che ritorna alle gare dopo circa un anno di assenza e che vi ritorna in occasione di una gara tutt’altro che facile, al volante di una macchina sulla quale mai prima di allora era salito, costituisce un numero di centro eccezionale; e nulla ha perduto in passionalità e in incertezza di risultato perchè Varzi, tutto sommato, non potrà certo farsela da padrone o da « mattatore » che dire si voglia. Perchè i suoi avversari sono ragazzi che vanno forte e che troveranno nell’emulazione un incentivo a fare anche di più.
Anche Trossi ?
Al I Circuito di San Remo, benchè ancora non figuri nell’elenco degli iscritti, celato forse da un prestanome che all’ultimo momento potrebbe agevolmente farsi in disparte, sembra debba partecipare anche Felice Trossi. Di colpo la gara salirebbe ancora di tono: ed ecco prospettarsi un confronto diretto fra due autentici grandi campioni; ed ecco la caccia che ad entrambi finirebbero per dare tutti gli altri iscritti fra i quali uomini del valore di Marazza e di Villoresi, di Bianco e di Rocco, inferiori di fama, certamente, ma certamente tutt’altro che battuti in una simile gara che si svolgerà su un circuito accidentato, su distanze brevi e con macchine di cui essi conoscono certamente i limiti estremi e tutte le possibilità.
Oltre le più rosee speranze
In queste condizioni affermare che al I Circuito di San Remo sembri arridere un successo eccezionale non è certamente far dell’iperbole: così impostata la gara, anzi, finirà per mantenere o per superare le proprie alettanti promesse. Il che, in definitiva, era appunto negli scopi degli organizzatori, decisi a compiere un brillante debutto onde gettare le basi di quello che dovrà diventare il grande circuito internazionale di San Remo per il quale entusiasmo ed abilità e mezzi non faranno difetto.
Fonte: C.F. Il Littoriale , 21 Luglio 1937
courtesy Associazione Achille Varzi
Gli iscritti
Partecipanti al I Gran Premio di San RemoN. PILOTA MACCHINA 1 ROCCO Maserati 2 PROSPERI Maserati 3 MARAZZA Maserati 4 RIGHETTI Maserati 5 ROVERE Maserati 6 BIANCO Maserati 7 LURANI Maserati 8 VILLORESI Maserati 9 UBOLDI Maserati 10 CARNEVALI Maserati 11 ERMINI Maserati 12 DUSIO Maserati 13 BARBIERI G. Maserati 14 VILLA Maserati 15 VARZI Maserati 16 BARILARO X. 17 VILLORESI E. Maserati 18 X. Maserati
























ALBO D’ORO AUTODROMO

Piccadilly, 24 HEURES LE MANS MOTO 2011: SATURDAY MORNING


