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martedì, luglio 27, 2010

IL “BATTESIMO AUTOMOBILISTICO„ DI SAN REMO

Scritto da: MDO // Categoria: 1937, AUTO DA CORSA, DRIVERS, EMEROTECA, GOLDENYEARS // 11:59 am


ACHILLE VARZI è un grandissimo campione ma, coi giovani di oggi, avrà da divertirsi
Le prime prove hanno dimostrato la perfetta efficienza del nuovo Circuito sotto tutti i punti di vista e i motivi spettacolari saranno tali da appagare ogni esigenza.

SAN REMO, 23.
Con le prove di questa mattina San Remo è entrata – lo si può ben dire – nell’atmosfera, per essa nuova, di una grande manifestazione automobilistica.  La sveglia, stamane, non è scesa dall’alto dei campanili al suono dei bronzi. L’alba aveva appena fugate le ombre della notte che un frastuono improvviso si è levato nel cuore della città ancora addormentata e silente. Un frastuono che si è scatenato come un temporale d’estate, che è rotolato per le vie, che deve aver fatto compiere autentici sobbalzi a coloro che ha sorpreso nel sonno. Montecarlo da qualche anno conosceva questi bruschi risvegli, al rombo fragoroso e altissimo dei motori delle macchine da corsa. Ora anche San Remo sa di che cosa si tratta.

Sveglia al rombo dei motori

Nell’alba, lungo il capriccioso anello di questo circuito ultracittadino, le macchine si sono inseguite per circa un’ora. Una ne partiva dalla linea del traguardo e una ne sbucava, che aveva divorato in un attimo, pareva, i poco più che 1800 metri di strada. In breve, un carosello frenetico sembrava recingere tutta intera la ridente città delle palme e del fiori. Questo primo assaggio che per gli organizzatori aveva la importanza e il valore di una autentica prova generale, ha dimostrato diverse cose interessanti. In primo luogo ha detto che malgrado le notevoli difficoltà, il circuito e sufficientemente veloce, più veloce di molti altri assai meno cittadini di esso; In secondo luogo ha fatto comprendere che anche con sole cinque o sei vetture in corsa lo spettacolo è interessantissimo.

Un magnifico spettacolo sportivo

La prima prova e stata, dunque, veramente eccellente.  In   queste condizioni facile diventa il compito di presentare questo I Circuito automobilistico di San Remo, e più  facile ancora, sopratutto, è il prevedere un ottimo successo sportivo, tecnico e spettacolare. Come è noto, il I Circuito di San Remo si correrà in tre batterie e una finale alla quale saranno ammessi i primi due corridori classificati in ogni singola batteria. Quattro partenze e quattro arrivi costituiscono, infatti, una ghiotta attrattiva per gli spettatori. Ma non e tutto. In questo modo è matematicamente certo di vedere in azione per due volte i piloti veramente migliori. Una prima volta nelle eliminatorie, una seconda volta nella finale. Il che non accade in tutte le gare, evidentemente. Pure nella sua caratteristica di gara eminentemente spettacolare, il I Circuito di San Remo, che tende sopratutto a gettare le basi per le edizioni avvenire, che saranno di portata intemazionale e per le quali si sta apprestando anche un circuito tecnicamente  più  completo,  di sviluppo chilometrico maggiore (un esperimento perciò, piuttosto che una prova già definita nei particolari tecnici), ha, tuttavia, anche un suo valore sportivo non comune, confrontabile senz’altro a quello delle corse per 1500 cmc. che  lo hanno preceduto,  ed anche un discreto interesse tecnico che deriva dalle stesse caratteristiche tutte particolari del circuito, in alcuni punti veramente difficile per i piloti. Sopratutto nei due vertici quando le macchine dovranno evoluire attraverso ostacoli naturali veramente insidiosi. In una gara congegnata come è congegnato il I Circuito di San Remo, escludiamo la possibilità di imbastire un pronostico veramente fondato. Oltre il fattore sconcertante delle distanze brevi per cui un semplice piccolo incidente può mettere fuori gara, occorrerebbe poter passare attraverso lo staccio di ben tre batterie di eliminazione. Non ci sembra proprio il caso. Ci limiteremo ad indicare i nomi dei sei piloti che dovrebbero verosimilmente arrivare alla finale: Varzi, Rocco, Bianco, Rovere, Villoresi e forse Lurani.

fonte:  Corrado Filippini – Il Littoriale – 24 luglio  1937

martedì, giugno 29, 2010

IL RITORNO DI VARZI

Scritto da: MDO // Categoria: 1937, AUTO DA CORSA, DRIVERS, EMEROTECA, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS // 5:09 pm

IL RITORNO ALLE GARE DI VARZI
Anche Trossi è probabile partecipante – Marazza, Rovere , Bianco, Lurani, Villoresi, Dusio, avversari pericolosi per chiunque

( 25 LUGLIO – 3 BATTERIE: Km. 46,550 e finale km. 55,860 )

La gara della “Perla della Riviera„

L’effettuazione del I Circuito stracittadino di San Remo (dopo Montecarlo e dopo Nizza anche la « Perla » della Riviera italiana avrà il suo carosello di macchine multicolori nell’incanto del mare e del cielo, fra le spalliere di fiori aulenti, sotto i palmizi e fra… le vie e le piazze cittadine) coinciderà, dunque, con il ritorno alle gare di quel grande campione che è Achille Varzi. La coincidenza può non essere fortuita, ma è, certamente, interessante e sentita. Essa è, comunque, una grande e forse inaspettata attrattiva del primo circuito sanremese e nello stesso tempo è, forse, il gesto che dal campione, fino ad oggi rimasto ostinatamente appartato, si attendeva. È simpatico che l’episodio abbia potuto verificarsi in occasione di una gara che è al suo primo esperimento e che vuol, senz’altro, puntare all’avvenire: il buon giorno, dicono i saggi, si intravede dal mattino. Sia come sia, sta di fatto che Achille Varzi ritorna e che è il circuito di San Remo che gli offre questa interessante possibilità.

Il ritorno di Achille Varzi
Al suo… debutto nelle gare per vetture di 1500 cmc. Achille Varzi, da anni uso a ben più grandi cimenti, non troverà tuttavia un compito molto facile e neppure concorrenti disposti a subire supinamente una superiorità che la classe internazionale del campione potrebbe   lasciare  presumere come cosa indiscussa e indiscutibile.  Tutt’altro. Achille Varzi troverà dei giovani guidatori affiatati ormai completamente col mezzo meccanico, di notevole classe, se non, addirittura, di grandissima esperienza, combattivi all’estremo, decisi a tutto. Trossi nelle ultime gare disputate con la « 1500 » pur vincendo ha dovuto spesso faticare. E Trossi sulla « 1500 » Maserati di cui conosce i limiti e le possibilità, costituisce un binomio formidabile certamente.

Varzi e i giovani piloti
Il Circuito di San Remo, gara eminentemente spettacolare, che si svolgerà in batterie e una finale su un circuito molto breve, il più breve che si conosca, interamente contenuto dal centro cittadino e in un certo senso pieno di difficoltà, con la partecipazione di Varzi non ha certamente perduto in incertezza, che era il motivo predominante. Ha acquistato in valore perchè un pilota come Varzi, che ritorna alle gare dopo circa un anno di assenza e che vi ritorna in occasione di una gara tutt’altro che facile, al volante di una macchina sulla quale mai prima di allora era salito, costituisce un numero di centro eccezionale; e nulla ha perduto in passionalità e in incertezza di risultato perchè Varzi, tutto sommato, non potrà certo farsela da padrone o da « mattatore » che dire si voglia. Perchè i suoi avversari sono ragazzi che vanno forte e che troveranno nell’emulazione un incentivo a fare anche di più.

Anche Trossi ?
Al I Circuito di San Remo, benchè ancora non figuri nell’elenco degli iscritti, celato forse da un prestanome che all’ultimo momento potrebbe agevolmente farsi in disparte, sembra debba partecipare anche Felice Trossi. Di colpo la gara salirebbe ancora di tono: ed ecco prospettarsi un confronto diretto fra due autentici grandi campioni; ed ecco la caccia che ad entrambi finirebbero per dare tutti gli altri iscritti fra i quali uomini del valore di Marazza e di Villoresi, di Bianco e di Rocco, inferiori di fama, certamente, ma certamente tutt’altro che battuti in una simile gara che si svolgerà su un circuito accidentato, su distanze brevi e con macchine di cui essi conoscono certamente i limiti estremi e tutte le possibilità.

Oltre le più rosee speranze
In queste condizioni affermare che al I Circuito di San Remo sembri arridere un successo eccezionale non è certamente far dell’iperbole: così impostata la gara, anzi, finirà per mantenere o per superare le proprie alettanti promesse. Il che, in definitiva, era appunto negli scopi degli organizzatori, decisi a compiere un brillante debutto onde gettare le basi di quello che dovrà diventare il grande circuito internazionale di San Remo per il quale entusiasmo ed abilità e mezzi non faranno difetto.

Fonte: C.F. Il Littoriale , 21 Luglio 1937
courtesy
Associazione Achille Varzi


Gli iscritti
Partecipanti al I Gran Premio di San Remo

N.PILOTAMACCHINA
1ROCCOMaserati
2PROSPERIMaserati
3MARAZZAMaserati
4RIGHETTIMaserati
5ROVEREMaserati
6BIANCOMaserati
7LURANIMaserati
8VILLORESIMaserati
9UBOLDIMaserati
10CARNEVALIMaserati
11ERMINIMaserati
12DUSIOMaserati
13BARBIERI G.Maserati
14VILLAMaserati
15VARZIMaserati
16BARILAROX.
17VILLORESI E.Maserati
18X.Maserati


giovedì, aprile 22, 2010

PROGRAMMA DI GARA 1949

Scritto da: MDO // Categoria: 1949, EMEROTECA, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS, MOTO DA CORSA, MOTODROMO // 10:52 pm

giovedì, aprile 15, 2010

GILERA VINCE

Scritto da: MDO // Categoria: 1955, EMEROTECA, GOLDENYEARS, MOTO DA CORSA // 11:18 pm

domenica, febbraio 28, 2010

NOTIZIE BREVI DA OSPEDALETTI

Scritto da: MDO // Categoria: 1954, CINETECA, EMEROTECA, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS, MOTO DA CORSA, MOTODROMO // 2:42 pm
http://www.marinadiospedaletti.it/audio/guzzi_ospedaletti.flv

Nel febbraio del 1954, uno dei sei prototipi che la casa costruttrice Guzzi preparò per il campionato mondiale, corse le prove sul circuito di Ospedaletti. Così come il reparto corse Lancia-Ferrari utilizzò l’autodromo come banco di prova ideale per le sue caratteristiche tecniche e per il clima favorevole in uno dei mesi più freddi dell’anno, anche la Guzzi scelse la stessa strategia, utile per la messa a punto della parte meccanica prima del mondiale.

lunedì, febbraio 1, 2010

SANREMO UN CIRCUITO, UN’ACCADEMIA

Scritto da: MDO // Categoria: 1952, EMEROTECA, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS, MOTO DA CORSA, MOTODROMO // 2:05 am

Il motociclismo italiano non dimenticherà mai quanto deve al circuito di Sanremo. Uscito dalla guerra coi ricordi di un prestigio che sembrava fosse stato spazzato via dalla bufera, il nostro sport si trovò privo degli elementi dinamici che avevano costituito l’incalcolabile ricchezza del suo patrimonio: e senza circuiti adatti, senza solide organizzazioni, senza controlli tecnici efficenti ( non era facile alla Federazione riprendere le redini del movimento, già un tempo saldamente governato ) la stessa valorosa pattuglia dei campioni pareva sacrificata.

Ma Sanremo innalzò fra le palme il mare e i monti il suo traguardo, e quel traguardo rivalorizzò gli antichi campioni, fu di spinta ai giovani corridori ma soprattutto fu d’esempio alle organizzazioni per cui l’affascinante circuito fu preso ovunque a modello e il motociclismo ritrovò la via maestra.

Questo per non dimenticare.

C’è poi il particolare. C’è il percorso dalle tipiche caratteristiche tecniche. C’è il tracciato di gara trasformato in autodromo permanente legato ad Ospedaletti, una perla della periferia sanremese. La natura ha certamente favorito l’impostazione della pista, l’opera dell’uomo ha ritoccato con svolazzante fantasia l’opera della natura e la corsa fu contemporaneamente catalogata fra le più belle e le più aspre, e ad essa convennero i piloti degli sport motoristici chi per riconfermarsi campione, chi per guadagnarsi un faticoso titolo di supremazia.

Gli uomini che in questo ultimo periodo di storia motociclistica hanno tenuto, e ancora detengono, i primi posti nella classificazione dei valori sono tutti passati al vaglio di Sanremo e chi ha vinto in questa corsa ha trionfato.
Non è una gara, non una competizione ma un’accademia ! Chi vince a Sanremo, trionfa ! E gli si schiudono le porte della notorietà, le premesse della gloria futura sono positive, non illudono ma consacrano.

La più recente edizione del Gran Trofeo Internazionale Motociclistico Sanremo si svolse nel 1952 con la partecipazione di Geoffrey Duke, anche in quell’anno campione del mondo ma con macchina inglese, che realizzò una formidabile prodezza in poco più di ventiquattro ore vincendo due gare, alla vigilia della corsa italiana, al di là della Manica e rinverdire il giorno dopo gli allori a Ospedaletti, dove era giunto in volo poco prima della gara.

Ad avversari, Geoffrey Duke aveva nella classe 500 la vecchia volpe Pagani e il vincitore del precedente circuito sanremese Valdinoci su Gilera, nonchè due «matricole»: Libero Borsari con la Guzzi Dondolino e Giani Martino con la personale Gilera Saturno. La prova s’iniziò con una facile galoppata di Duke, senza far presagire i tremendi squarci che il valore dei corridori avrebbe inflitto alla monotonia che dava l’impressione di predominare.

Al «via» Valdinoci fila come un dardo verso la più prossima curva, quella che immette nel tortuoso percorso delle colline seguito da Pagani mentre Duke ostacolato nell’azione da alcuni concorrenti non riesce a farsi luce con troppa facilità. Il primo giro è presto compiuto e davanti alle tribune guizzano Valdinoci, Colnago, Borsari, Pagani; quindi leggermente intervallati Duke; Giani Martino, Soprani, Guglielminetti, Bianchi, Galante, Fagiolini, Wheeler e Biondelli. Valdinoci si mantiene in testa anche durante il secondo giro con a ruota Pagani, ma Duke è già terzo avendo preso d’infilata Colnago e Borsari. Le posizioni centrali, in un primo tempo, sono confuse come avviene durante le fasi d’impostazione di ogni gara. Al terzo giro il campione del mondo si lancia a fondo, supera Pagani e minaccioso insegue Valdinoci che conserva però una parte del suo lieve vantaggio.

Duke s’impegna maggiormente e il forlivese durante il quarto giro retrocede al secondo posto. Al quinto giro la media dell’asso inglese è di Km. 95,151; Valdinoci conserva il secondo posto, terzo è Pagani. Leggermente in ritardo sopravvengono Colnago, Borsari, Giani Martino (Guglielminetti è in «panne») poi la sfilata dei concorrenti prosegue con Bianchi in posizione, Soprani in ottava, Fagiolini in nona. Wheeler e Galante (che dovrà abbandonare) chiudono la serie dei passaggi. Al sesto giro Pagani si porta in seconda posizione e Valdinoci si accoda al milanese. Invariate restano le altre posizioni. Al quarto giro Duke aveva stabilito il tempo di 2′02”3/5 alla media di Km. 99,249; Pagani e Valdinoci tentavano di resistere bravamente all’azione di Duke ma il campione del mondo per parecchi giri continuerà a guadagnare dai due ai quattro secondi per passaggio. Con un bellissimo scatto Valdinoci al decimo giro ritorna al secondo posto in classifica mentre Borsari, molto decisamente, passa al quarto davanti a Giani Martino e a Colnago che procedono di conserva. Seguono: Fagiolini che ha lasciato la compagnia di Soprani e di Bianchi e gli altri ancora in gara.

La fisionomia della competizione è determinata da tre gruppi di corridori il cui sforzo agonistico aumenta continuamente. In testa Duke inseguito da Valdinoci e da Pagani, poi Borsari che trascina Giani Martino e Colnago, infine Fagiolini in testa al terzo drappello composto da Bianchi e Soprani.

La media di Duke aumenta leggermente e Pagani segue sempre Valdinoci come un’ombra. Intanto, aumentando la sua velocità, Bianchi riprende Fagiolini e passa all’ottava posizione mentre Colnago tenta di sganciarsi da Giani Martino. Borsari, sempre quarto, compie tentativi su tentativi per congiungersi con Pagani e con Valdinoci, guadagnando notevolmente terreno.

Duke dà l’impressione di passeggiare e la sua media al quindicesimo giro sfiora i Km. 97, con 19” di vantaggio su Valdinoci e Pagani, e di 30” su Borsari. Alla ventesima tornata Duke doppia Soprani e rosicchia ben due giri a Wheeler mentre Borsari incoraggiato dal pubblico s’impegna con ogni sua risorsa e ben presto piomba alle spalle di Pagani e Valdinoci.

Giani Martino si trova in quinta posizione; davanti a Colnago che cede lentamente. Al venticinquesimo giro la classifica è la seguente: 1. Duke in 52′40”; 2. Pagani in 52′49”; 3. Valdinoci in 52′50”; 4. Borsari in 52′55”; 5. Giani Martino in 53′; 6. Colnago. Seguono Fagiolini e Bianchi che dovranno però abbandonare poco dopo.
Giani Martino, frattanto, con un allungo impetuoso piomba alle spalle di Borsari e lo supera al venticinquesimo giro per poi portare lo scompiglio nel « tandem » Pagani-Valdinoci. In questa fase Giani Martino eguaglia il miglior tempo di Duke alla velocità di Km. 99,249 sul giro. Ma le prodezze del genovese non sono finite e infatti al ventinovesimo passaggio Giani Martino migliora il tempo di Duke con 2′01”3/5 alla velocità di Km. 100,066 vicino al record assoluto sul giro appartenente a Bandirola su M.V. alla media di Km. 102,210.

Giani Martino non è ancora contento e attacca furiosamente Valdinoci e Pagani; dei due è soltanto Pagani che riesce a seguirlo mentre Valdinoci per la difettosa manovra del cambio perde terreno. Poi ecco Borsari che rinviene minaccioso; la media generale di Duke è superiore ai 97,415 all’ora e il suo vantaggio su Giani Martino di circa mezzo al trentacinquesimo giro.

Seguono: Pagani terzo, Valdinoci quarto, Borsari quinto, Colnago sesto, Soprani a un giro e ormai irrimediabilmente in ritardo l’inglese Wheeler.

Al quarantacinquesimo giro Borsari con una violenta sgroppata guadagna la seconda posizione inseguito da Pagani che si prodiga ammirevolmente. A questo punto la gara entra nel vivo, e offrirà un finale superbo. Borsari riduce il distacco di Duke a 25”, poi è Pagani che passa al comando e il distacco scende a 19” mentre Giani Martino e Valdinoci perdono contatto dagli inseguitori di Duke. Il pubblico accoglie il passaggio di Borsari e di Pagani con alti clamori e il vantaggio del campione del mondo al quarantaseiesimo giro scende a 16”; poi a 11” durante il quarantasettesimo, poi a 7” al termine del quarantottesimo; poi a 4” mentre l’entusiasmo della folla sale alle stelle.

Ma Borsari non ha fortuna e al cinquantesimo giro, poco prima della fine per il cattivo funzionamento del cambio, non riesce a mantenersi nella curva che viene affrontata alla fine del rettilineo d’arrivo, e cade. Pagani a sua volta non insiste nell’azione e Duke porta il suo vantaggio a oltre 10”.

La battaglia è finita. Borsari abbandona. Valdinoci con un brillante finale riesce ad avere ragione di Giani Martino. Al quarantottesimo giro Borsari, nel vivo della lotta, aveva segnato con la sua Guzzi Dondolino il giro più veloce della giornata in 2′01”1/5 pari a Km. 100,396 di media. La corsa termina con l’applaudito arrivo del campione del mondo.

di De Deo Ceccarelli
Per gentile concessione di Augusto Borsari.

sabato, settembre 26, 2009

SIDECARS & 125 C.C.

Scritto da: MDO // Categoria: 1948, DRIVERS, EMEROTECA, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS, MOTO DA CORSA, SIDECARS // 12:20 am

IN SERRATA LOTTA SUL CIRCUITO DI OSPEDALETTI
Alberti (Morini) e Frigerio (Gilera) i due vincitori
L’On. Brusasca sidecarista di eccezione

La III manifestazione motoristica, effettuata domenica sul Circuito di Ospedaletti, ha registrato uno scarso afflusso di pubblico ma un notevolissimo successo agonistico e sportivo.
Il sole cocente, il susseguirsi a troppo breve scadere di tempo di simili manifestazioni, una insufficiente propaganda sulla stampa e per radio sono i coefficienti delle tribune semi-deserte e dello scarso interessamento suscitato dalle due prove motociclistiche: ne prendano nota gli organizzatori e ne traggano profitto per l’avvenire.
Dal lato agonistico – abbiamo già detto – successo pieno. La III prova del campionato nazionale motociclistico fino a 125 c.c., è stata tutto un emozionante alternarsi di macchine in lotta per il 1° ed il 2°, per il 3° ed il 4° posto. E la lotta non è venuta meno anche quando lo sfortunato Gastaldi, portatosi al IV posto, cadeva malamente in curva dalla sua M.W. ritirandosi e lasciando così campo libero alle macchine della Morini. Al 45° giro Alberti Raffaele, su Morini, dopo un inseguimento spettacolare raggiungeva il compagno di squadra Magi Renato e lo batteva di sola mezza macchina sulla linea d’arrivo.

Meno combattuta ma avvincente e spettacolare la II prova di campionato nazionale per sidecars. Frigerio Ercole, su Gilera, si portava in prima posizione al primo giro e conduceva la gara fino al termine. Sfortunato l’inseguimento di Milani Alfredo attardato ai box da noie al motore, quando già stava per raggiungere Frigerio; serrato ma tardivo il finale di Milani Albino il quale terminava secondo, con soli 4” di vantaggio, avendo compiuto l’ultimo giro in 2′25” 1/5 alla media di Km. 83.801 (giro più veloce).

Mentre stava per terminare la prima prova è giunto all’autodromo l’on. Brusasca, Sottosegretario agli Esteri, accompagnato dagli on.li Viale e Gismondi, dal Sindaco di Ospedaletti Dr. Bregliano e dal vice Sindaco di Sanremo, Asquasciati. L’on. Brusasca montava a bordo di un sidecar e visitava il percorso; successivamente si congratulava con gli organizzatori e si intratteneva con il vincitore delle 125 c.c.

Ed ecco le classifiche delle due corse:

III prova campionato nazionale classe fino a 125 c.c. : 1) Alberti Raffaele (Morini) che compie i 45 giri del percorso pari a km. 152.100 in ore 1.57′20” 2/5 alla media di km. 77.776; 2) Magi Renato (id.) in 1 ora 57′20” e 2/5 ; 3) Vighi Gualtiero (i.d.) ; 4) Spazzoli Pietro (i.d.) ; 5) Zabini Alcide (i.d.) ; 6) Cipolla Mario (M.W.) ; 7) Ferri Romolo (M.V.) ; 8) Del Rosso Elio (Morini) ; 9) Mazzoncini Dino (Vespa) ; 10) Bettoni Federico (Morini) ; 11) Greco Bruno (D.K.W.) Partenti 23. Giro più veloce il 5° di Bertoni Franco su M.V. in 2′32” alla media di km. 80.053.

II gara di campionato nazionale per sidecars classe fino a 600 c.c. : 1) Frigerio Ercole (Gilera) che compie 30 giri del percorso pari a km. 101.400 in 1.14′33” e 1/5 alla media di km. 81.662 ; 2) Milani Albino (Gilera) in 1 ora 14′37” ; 3) Carrù Giuseppe (Carrù) ; 4) Milani Alfredo (Gilera) ; 5) Borri Guido (Gilera) ; 6) Benini Camillo (B.M.W.) ; 7) Colombo Eugenio (Guzzi) ; 8) Re Giacomo (Guzzi) ; 9) Merlo Ernesto (Gilera) ; 10) Tesini Dante (Gilera) ; 11) Toni Fausto (Gilera) ; 12) Prati Renato (Guzzi). Partenti 15: giro più veloce il 30° di Milani Albino in 2′25” e 1/5 alla media di km. 33.801

L’Eco della Riviera, Mercoledì 11 Agosto 1948

mercoledì, settembre 2, 2009

Uomini e Macchine

Scritto da: MDO // Categoria: 1948, AUTO DA CORSA, AUTODROMO, EMEROTECA, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS // 11:36 am

III G.P. Automobilistico di Sanremo
Corridori di sette nazioni alla partenza. Debutto di due nuove Maserati e della “Monoposto della speranza”.

Lunedì mattina, verso le ore 11 un gruppo di tecnici hanno proceduto al collaudo del tracciato del Circuito di Ospedaletti. La pista che, come è noto, misura m. 3.380 ed ha una larghezza media di m. 10, è stata trovata in ottimo stato. Hanno firmato il verbale di collaudo l’ing. Bauscotto dell’ A.N.A.S., l’ing. Bianco del Genio Civile, l’ing. Romano dell’Ispettorato della Motorizzazione Civile, il dr. Perotta dell’ A.C.I., erano presenti al collaudo il dr. Vismar – segretario generale del circuito ed infaticabile organizzatore della corsa – , l’ing. Parodi del comune di Sanremo, il dr. Gioscia Vice Questore di Imperia ed il Sindaco di Ospedaletti.
Collaudato il tracciato si vanno ora ultimando i preparativi per l’allestimento dei servizi di corsa, delle tribune, delle protezioni, ed in questi ultimi giorni il lavoro ha assunto un ritmo veramente febbrile. Domani inizieranno le prove: esse si prevedono molto interessanti dato che i piloti vorranno conoscere quali, possano essere le effettive possibilità delle loro macchine sul duro percorso. Il tracciato verrà compiuto, per il Gran Premio Automobilistico Sanremo, 85 volte, con un percorso complessivo di 287 km. La media potrà oscillare intorno ai 100 km. Il percorso presenta un rettifilo di circa 1.200 metri sull’Aurelia, dove le macchine raggiungeranno alte velocità, e leggere salite con curve lievemente sopraelevate nella parte a monte. Sarà proprio il percorso a monte che metterà a dura prova l’esperienza dei piloti e la saldezza delle macchine. Le curve richiederanno sicurezza di guida e misurazione al centimetro. Il tracciato è dunque duro ed impegnativo e la gara risulterà senza dubbio emozionante e combattuta.
Ventitrè sono le macchine iscritte al Gran Premio di Sanremo: undici corridori prenderanno il via per l’Italia, sette per la Francia, uno per l’Argentina. Saranno in lizza anche i colori degli Stati Uniti d’America, la Svizzera, il Brasile e l’Inghilterra.
La corsa dovrebbe però ridursi ad un duello fra l’Italia e la Francia, fra le nostre Maserati e le Talbot della nazione amica.
Per l’occasione la Maserati ha deciso di inviare due nuove macchine 1500 cmc. di cilindrata con doppio compressore a due stadii, la cui potenza si avvicina ai 300 H.P. : esse saranno guidate da Villoresi ed Ascari. La Francia sarà presente con quattro Talbot affidate al monegasco Chiron – che guarda alla corsa come alla rivincita del Gran Premio di Montecarlo dove ha inseguito inutilmente la rombante Maserati del nostro Farina -, a Giraud Cabantous – il vincitore dello scorso anno – , a Rosier e all’italiano Comotti. Oltre alle Talbot saranno in gara una B.M.W. guidata da Martin ed una Maserati affidata a Louveau. Il campione di Francia, Chaboud sarà a bordo di una Delahaye, l’unica macchina monoposto denominata dai Francesi la «monoposto della speranza» dato che è l’unica in grado di contrastare la vittoria delle macchine delle altre Nazioni.
Figurano in gara anche due principi: Bira, che corre per l’Italia, e Troubeskoy, meglio conosciuto negli ambienti sportivi sotto il nome di principe Igor. Egli è il marito della nota stella cinematografica Barbara Hutton, considerata una delle donne più ricche d’America, e guiderà una SIMCA Gordini con i colori degli Stati Uniti. John Gordon, l’asso di Brookland, si presenterà con la sua fragorosa ERA ; di lui si ricorda l’onorevole gara disputata al Gran Premio Torino dello scorso anno.
Chico Landi difenderà i colori brasiliani correndo su Maserati: egli quest’anno ha già ottenuto due lusinghiere vittorie nei Gran Premi di San Paolo e Rio de Janeiro. La Svizzera sarà rappresentata da Risher su SIMCA Gordini, l’Argentina da Galvez su Maserati.
Passiamo ora in rassegna il gruppo delle rosse macchine italiane cui dovrebbe – secondo il pronostico – toccare la vittoria. Oltre ai già citati, Ascari e Villoresi che correranno su due nuove Maserati, l’Italia allinea Farina, Sommer su Ferrari 2000, De Graffenried specialista nelle corse in salita su Maserati, la matricola Bucci vincitore del Gran Premio di Buenos Aires del ‘47 che guiderà una delle maestose Maserati della Scuderia Milan, mentre l’altra è affidata a Fagioli, il popolare corridore che ha ripreso quest’anno la sua attività che è ancora ricordato da tutti gli sportivi per le strabilianti prove del ‘30 e del ‘33, quando conquistò il titolo di campione assoluto di velocità segnando i 250 km-orari sul circuito di Monza.
Numeroso e ben selezionato appare quindi il lotto dei partecipanti al III Gran Premio Automobilistico Sanremo che si disputerà domenica nella meravigliosa cornice di Ospedaletti, sarà una corsa suggestiva, duramente combattuta da uomini e da macchine il cui valore è già consacrato dalla esperienza e dalla fama.
Non ci rimane quindi che dare appuntamento ai nostri lettori nel recinto del circuito, certi di poter garantire una corsa vivacissima e degna di essere vissuta.

NORME PER L’INGRESSO AL CIRCUITO
Il III Gran Premio Automobilistico inizierà domenica alle ore 16: il pubblico è invitato ad accedere alle tribune non oltre le 15,30 e dal prato non oltre le 15. Per facilitare l’afflusso degli spettatori la S.T.E.L. effettuerà corse straordinarie con partenza da piazza Colombo con una frequenza di una corsa ogni 7 minuti e da Taggia con una frequenza di 20 minuti. La S.A.P. effettuerà corse straordinarie da Diano Marina, Imperia, Sanremo, Grimaldi e Ventimiglia e Bordighera con una frequenza di una corsa ogni 20 minuti. Funzioneranno appositi parcheggi per autopullmann, autovetture, motocicli e biciclette.
Le prove ufficiali avranno luogo domani e dopodomani ed inizieranno alle ore 15; prezzo unico di accesso all’Autodromo per le prove L. 200.

Fonte: L’Eco della Riviera – giugno 1948

domenica, agosto 23, 2009

Fiat Stanguellini 1100cc

Scritto da: MDO // Categoria: 1947, AUTO DA CORSA, AUTODROMO, EMEROTECA, GOLDENYEARS, LITTLE NURBURGRING // 8:39 pm
1947: Guido Scagliarini su Fiat Stanguellini 1100

1947: Guido Scagliarini su Fiat Stanguellini 1100

Il 17 Aprile 1947 nella classe 1100 cc., Guido Scagliarini (qui sopra immortalato sul curvone del Piccadilly, dietro la Stanguellini di Luigi Zanetti ) condurrà la sua Fiat Stanguellini fuori pista al 13° giro durante uno spericolato inseguimento, segnando il miglior giro della corsa ma costretto al ritiro. La leadership incontrastata della corsa è di Comirato che vedrà a pochi metri dall’arrivo proprio sul rettifilo l’incredibile rottura del motore, lasciando così a Torelli la vittoria, seguito a netta distanza da Nissotti e Zanetti, gli unici concorrenti che riuscirono a concludere la gara.

martedì, maggio 5, 2009

1937: VARZI GETTA IL SEME DEL MITICO GP S. REMO

Scritto da: MDO // Categoria: 1937, AUTO DA CORSA, AUTODROMO, DRIVERS, EMEROTECA, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS // 12:00 am

Il Littoriale

LE CLASSIFICHE

Finale
1. Achille Varzi (Maserati 1800 quattro cilindri) che compie i 30 giri del percorso di km. 55,860 in 34′39”6, alla media oraria di km. 96,699.
2. Piero Dusio (Maserati 6 cil.) in 35′26”2.
3. Giovanni Rocco (Maserati 6 c.) in 35′31”.
4. Ermini Pasqualino (Maserati 4 cil.) in 35′40”6, fermato al 29. giro.

Giro più veloce:  il quarto, di Varzi, in 1′07” alla media di chilometri orari 100,048.
Ritirati: Villoresi Emilio al 2. giro e Lurani all’11.

PRIMA BATTERIA 

1. Dusio Piero (Maserati 6 cil.) che compie i 25 giri del percorso pari a km. 46,550 in 30′29”4, alla media oraria di km. 91,603.
2. Villoresi Emilio (Maserati 6 cil.) in 32′01”.
3. Villa (Bugatti) in 31′48”4, (fermato al 20. giro); 4. Bianco (Maserati) in 32′48” (fermato al 18. giro).

Giro più veloce: il 19. di Dusio in 1′10”2 alla media oraria di chilometri 95,487.

SECONDA BATTERIA

1. Varzi Achille (Maserati 4 cil.) che compie i 25 giri del percorso pari a km. 46,550 in 29′0” alla media oraria di km. 95,979.
2. Ermini Pasquale (Maserati 4 cil.) in 29′18”3, fermato al 24. giro.

Giro più veloce: Il 2. di Varzi in 1′07”8 alla media oraria di chilometri 98,867.
Ritirati: Marazza al 5. e Villoresi al 15. giro.

TERZA BATTERIA

1. Rocco Giovanni (Maserati 6 cil.) che compie 25 giri pari a km. 45,550 in 29′56” alla media oraria di km. 93,307.
2. Lurani Giovanni (Maserati 4 cil.) in 31′31”, compreso 1′ di penalizzazione per partenza anticipata.

Giro più veloce: Il 2. di Rocco in 1′10”2, alla media di km. 95
Ritirati: Rovere al 4., Barbieri al 5. e Carnevali al 12. giro.

LA BELLA GARA 
(dal nostro inviato)

SAN REMO. 25.
Dopo dieci lunghi mesi di assenza, Achille Varzi è ritornato alle gare ed il suo ritorno ha coinciso con una brillantissima e significativa vittoria.
Il campione è intatto nella grandissima classe e la folla, il cui spirito raramente si sbaglia, ha sottolineato questa vittoria nel primo circuito automobilistico di San Remo con alte grida e con visibile gioia Aveva ritrovato uno dei suoi campioni preferiti, e voleva salutarne il ritorno e la immediata vittoria con lo slancio sincero che derivava dal duplice fortunato evento. Il campione dal canto suo deve avere sentito il sottile brivido che viene dallo spettacolo di mille spettatori che sapeva adunati anche per lui, e il calore della lotta gli deve avere agito come stimolante sui nervi e sul cuore.

ESIBIZIONI DI CLASSE 

Superata con facilità e con stile ammirevoli la porta obbligata della batteria, Achille Varzi nel finale ha dato spettacolo, ritrovando in pieno sè stesso, irresistibile e pur composto nella serrata azione nei pochi giri in cui ebbe da superare Dusio sgattaiolato rapidissimo in prima posizione, meraviglioso poi, quando, libera la strada davanti, si doveva proseguire alla conquista della già intravista vittoria. I dieci mesi di assenza dalle corse, non hanno arrugginito Achille Varzi. E’ bastato qualche giro di prova per mettere a suo agio il pilota che pur non conosceva il mezzo meccanico a disposizione, e sono bastati pochi giri in corsa per far ritrovare al campione il senso della lotta e i mezzi e lo stile per conquistare il successo.
La vittoria del primo circuito di San Remo, conquistata di fronte ai giovani dello sport automobilistico nazionale, potrà forse non aggiungere molto alla fama grandissima di Varzi, uso a ben più aspri cimenti. Ma essa ha servito soprattutto a due cose: a far cadere una volta per tutte e per sempre le dicerie correvano sul suo conto………(parte illeggibile)……….. corse e di vincere; e Varzi ha dato al circuito l’aureola del suo grane nome. Un ritorno, insomma, e un debutto idealmente riuniti da un duplice vittorioso lauro.

LE BATTERIE E LA FINALE 

Nel complesso, il primo circuito di San Remo è riuscito una manifestazione interessante e ben congegnata. Lo spettacolo delle quattro partenze e dei quattro arrivi, la relativa brevità dei percorsi, la quasi assoluta uguaglianza delle vetture e l’ardore posto da ognuno dei corridori in ogni momento della lotta sono stati altrettanti motivi a favore dell’interesse della corsa.
Fatta eccezione per la prima batteria, nella quale Dusio, partito in testa, è sempre rimasto in prima posizione davanti a Villoresi Emilio, leggermente ritardato dal non perfetto funzionamento della macchina, nelle altre due si è lottato veramente a fondo. E tanto in quella vinta da Varzi, nella quale Villoresi Luigi e Righetti si sono impegnati al limite estremo delle possibilità e di quelle delle macchine, al punto da fare il gioco dell’ottimo « Pasquino » che, dopo avere inseguito a distanza, poteva superarli entrambi approfittando dei sopravvenuti guasti di macchina, quanto nell’ultima, nella quale Rocco si è duramente impegnato per superare Lurani, la folla ha vissuto momenti di autentico godimento sportivo.
La finale fu appassionante nei primi tre giri durante i quali Varzi, partito con circospezione passò all’inseguimento e all’attacco di Dusio. L’ottimo dilettante torinese si difese bene, per niente intimorito dal grande nome dell’avversario. Varzi passò avanti in virtù di una classe che rifulgeva ad ogni istante: per la scioltezza dell’azione, per la tempestività dell’attacco, per la decisione e per lo stile. Quando alla fine del terzo giro Varzi passò Dusio, la gara non cadde egualmente. Perchè da un lato Varzi continuò a dare spettacolo di abilità e di classe e perchè alle calcagna di Dusio si gettò l’ottimo pilota napoletano Rocco. Per molti giri, anzi, Rocco lentamente rosicchiò metro su metro il vantaggio che nella sfuriata iniziale, per tenere testa a Varzi, Dusio era riuscito a prendere su di lui; poi la distanza si stabilì e rimase invariata perchè se Rocco moltiplicava coraggio e bravura, Dusio non era da meno. L’arrivo vide Varzi primo con 37” di anticipo e il primato assoluto sul giro ad oltre cento di media, Dusio secondo e Rocco terzo a poco più di 4”.

SUCCESSO ORGANIZZATIVO 

L’esperimento tentato dunque con questo primo circuito di San Remo, il più cittadino e il più breve fra tutti i circuiti, ha quindi pienamente raggiunto lo scopo. Non soltanto nessun incidente è venuto a turbare la serenità di una giornata sportivamente ideale, ma chiarissima in ogni momento è stata la visione che ha avuto la folla, serrate e leali le diverse battaglie, irreprensibilmente regolari i risultati, avvincente e mai languente lo spettacolo.
Gli organizzatori di San Remo hanno dunque vinto in pieno la bella battaglia e l’hanno vinta profondendo tesori di passione e di volontà e permettendo a Renzo Castagneto, che è stato l’organizzatore tecnico e il direttore di corsa, di preparare un quadro organizzativo eccellente e di inserirvi una serie di competizioni sportivamente complete.

I CORRIDORI E LE MACCHINE 

Vi è dunque di che compiacersi per questo eccellente debutto di San Remo nel campo delle manifestazioni automobilistiche: occorrerà non disperdere il seme gettato su un terreno che darà immediati vigorosi germogli.
Fra i corridori, dopo Varzi, grande impressione hanno dato Dusio, che ha anche il vanto di avere stabilito il tempo migliore sul giro dopo quello costituente il primato segnato da Varzi, e Rocco che ha vinto la batteria e che si è battuto benissimo nella finale.
Rocco ha, come Dusio, affermato una classe degna di tutto il rispetto. Lurani, quando la macchina lo assecondò, fece ottima impressione, così come ottima impressione hanno fatto i due fratelli Villoresi, entrambi irruenti e coraggiosi; Righetti che è sempre alla ruota dei più veloci; Ermini, che è stato addirittura cronometrico. Rovere non potè neppure impegnarsi, e quasi altrettanto capitò a Bianco e a Marazza.
Tecnicamente la vittoria della Maserati quattro cilindri messa a disposizione di Varzi da Gino Rovere, costituisce un’altra riprova della bontà della costruzione Maserati anche perchè il circuito era duro e selezionatore.
Dell’organizzazione si è implicitamente detto più sopra. Si può aggiungere che apparve eccellente in ogni dettaglio compresi il servizio di cronometraggio che Ottolini, Radice, Mazzier e Nebuloni disimpegnarono a meraviglia, e quello di segnalazione che fu completo, con tempestive e precise comunicazioni. Tutto il comitato organizzatore del circuito di San Remo vuole un plauso alto e sincero e con esso Renzo Castagneto che fu all’altezza della sua solida fama.
Una numerosissima folla ha assistito alla gara. Era presente, oltre alle autorità locali, anche il Presidente della Commissione Sportiva Automobilistica Italiana comm. Giuseppe Furmanik.

Corrado Filippini
Fonte: Il Littoriale, Roma 26 luglio 1937



Trofeo Sanremo 2010