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giovedì, aprile 12, 2012

MOTO TRICOLORI A SANREMO

Scritto da: MDO // Category: 1962,EMEROTECA,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS,MOTODROMO // 11:42 am


Rivincita di Provini
Venturi senza rivali


Sanremo, lunedì sera.

Quasi tutto come nelle previsioni al XII gran trofeo motociclistico internazionale di Sanremo, quinta e ultima prova del campionato Italiano, seniores svoltosi ieri sul tortuoso ed impegnativo circuito di Ospedaletti.

Nella 126 cmc. s’è infatti avuta la conferma dell’attuale supremazia delle Honda, che non hanno praticamente avuto avversari. La lotta per la vittoria ha avuto infatti a protagonisti soltanto lo svizzero Taveri e il rhodesiano Redman, i due alfieri della Casa giapponese, che s’è risolta a favore di Taveri con lo scarto di poco più d’un secondo.

Assenti le MV dell’Inglese Hailwood e di De Simoni (le macchine non sarebbero state approntate in tempo causa un recente sciopero delle maestranze della Meccanica Verghera), il solo Villa, su Mondial, ha inizialmente tentato di tallonare le Honda e ha poi dovuto accontentarsi di fare il segugio classificandosi terzo.

Quarto il regolarissimo Visenzi, su Ducati; tutti gli altri concorrenti sono giunti staccati di uno o più girl. Villa intanto s’è aggiudicato il titolo di campione italiano della categoria.

Il giro più veloce è stato realizzato dalla Honda di Redman in 1’50”5, alla media di km. 101.824.

La corsa più attesa, quella delle 250 cmc. non ha tradito le aspettative. Non si sono allineati alla partenza i nuovi modelli Honda di Redman e Taveri, ma in compenso si è avuto un appassionante duello fra Tarquinio Provini, su Morini, e Grassetti, alla guida della nuova Benelli 4 cilindri. Provini, l’asso più rappresentativo del motociclismo Italiano, non è stato questa volta tradito dalla fortuna, come ad Imola e a Cesenatico, e ha conquistato la vittoria e il titolo Italiano. Quando, verso metà gara, ha sollecitato la sua Morini, è riuscito ad avvantaggiarsi su Grassetti e a realizzare il miglior tempo sul giro in 1’49″7 alla media di chilometri 110,921.

Il generoso Grassetti, che forzava per stargli dietro, è caduto in una curva e ha dovuto ritirarsi per le avarie riportate dalla sua Benelli. Un’altra Benelli, condotta da Campanelli, s’è comunque classificata al secondo posto. Terzo Pagani, su Aermacchi. Il secondo pilota della Morini, Tassinari, si è sempre mantenuto nelle primissime posizioni, cullando il sogno di soffiare, a Provini il casco tricolore, ma proprio al penultimo giro è stato costretto a fermarsi ai boxes per noie meccaniche e costretto al ritiro.

Un vero dramma, il suo. Remo Venturi, alla guida dell’unica MV 4 cilindri presente a Sanremo, ha dominato nelle 500 cmc. vincendo la gara, il titolo italiano della categoria, e facendo registrare il tempo record sul giro, 1’46″7 alla media sbalorditiva di km. 114,039.

Il solo Grassetti, alla guida d’una Bianchi bicilindrica, nonostante la precedente caduta, è riuscito a tenerle testa per una quindicina di giri, ma si è poi dovuto ritirare per noie meccaniche. Secondo s’è classificato Brambilla, su Bianchi; terzo, ma a un giro, l’australiano Findlay, su Norton.

In apertura del riuscitissimo XII Gran trofeo Internazionale s’è avuta una corsa cadetti 176 cmc. junlores. Particolarmente significativa la prestazione del giovane sanremese Balestrieri (Motobi), che s’è classificato secondo, dietro Agostini (Morini) e ha preceduto il campione, italiano della categoria, Luciano Rossi, su Motobi.

G.b.

(fonte: stampa sera)

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mercoledì, dicembre 21, 2011

Ascari e la nuova Ferrari senza rivali a Ospedaletti

Scritto da: MDO // Category: 1951,AUTO DA CORSA,AUTODROMO,EMEROTECA,GOLDENYEARS // 5:41 pm

Villoresi urta contro una macchina ferma e si ritira.

DAL NOSTRO INVIATO

Sanremo, lunedì sera.
Alle 15 precise il mossiere dà il segnale del via. Il gruppo delle 17 macchine scatta fragorosamente e Ascari abborda per primo la curva dopo il rettilineo. Bira, pressato da altri concorrenti, urta contro un muricciolo e sfonda il radiatore. Dopo cinque giri in ultima posizione, rimane senza acqua e si ritira. Così il Sesto Gran Premio automobilistico di Sanremo resta privato subito di uno degli argomenti tecnici più attesi: il confronto tra la scuderia Ferrari e il nuovo motore Osca 4500 del Principe siamese.

Le tre Ferrari intanto hanno imperiosamente afferrato le redini della corsa con Ascari incalzato da Villoresi a pochi secondi, mentre Serafini si impadronisce della terza posizione. Egli va perdendo qualche minuto secondo ad ogni giro dai due compagni di scuderia, ma domina a sua volta il plotone degli avversari.

Anche le deboli speranze che De Graffenried possa rivaleggiare con la squadra delle Ferrari, cadono ben presto. La Maserati 1500 dello svizzero non si dimostra in grado di battagliare per il primato e il pilota preferisce accontentarsi della quarta posizione. Quinto viene Fischer con la sua Ferrari 2550, di modello sperimentale.

Se si aggiunge che al quinto giro Ascari batte il record di Bira (record che resisteva da due anni) gran parte della corsa vera e propria è già raccontata. La gara durerà 190 giri, per quasi tre ore, ma agonisticamente lo spettacolo è finito dopo un quarto d’ora, il successo delle Ferrari è ormai scontato dopo pochi passaggi.

Non manca però qualche forte emozione per le ventimila persone, accorse in gran numero anche dall’estero, al richiamo della gara di Ospedaletti, nonostante la minaccia di pioggia. Al 16° giro il corridore inglese Parnell urta contro il parapetto della penultima curva sfasciando una ruota della sua Maserati. La macchina resta bloccata su un lato della strada e inamovibile fino a che la corsa non sarà terminata. Provocherà poi un grosso guaio.

Mentre Ascari, Villoresi e Serafini continuano indisturbati la loro marcia a una media sempre superiore a quella di Fangio, vincitore su Alfa Romeo lo scorso anno, De Graffenried perde il quarto posto dovendo fermarsi a fare benzina al 32° giro e poco dopo per cambiare candele. Viene superato da Fischer, dalla Maserati 1500 del’americano Henry Shell e dalla Talbot del francese Cabantous e poi, al 60° giro, nuove noie alle candele costringono De Graffenried al ritiro.

Ancora due giri e accade il più grosso colpo di scena: Villoresi è sempre secondo. Egli ha rallentato un poco l’andatura, cosicché Ascari dal 35° giro ha accumulato circa mezzo minuto di vantaggio. Villoresi al 62° passaggio sfiora la macchina di Parnell, ferma alla penultima curva. Nel giro successivo non riesce a evitarla, la investe, s’arresta infine contro le balle protettive di paglia. Villoresi è incolume ma la sua Ferrari esce dall’incidente con il radiatore sfasciato e a malapena il pilota può guidarla fino ai box.

Ritiratosi Villoresi, la giornata non ha davvero più storia. L’ordine di marcia resta invariato fino al traguardo finale, con Ascari primo, il cronometrico Serafini secondo, Fischer bravamente terzo e Shell quarto. Serafini è stato l’unico a non essere doppiato da Ascari, grazie anche alla fermata di quest’ultimo al 75° giro (un minuto circa) per un rifornimento precauzionale d’olio. Tutti gli altri avevano almeno un giro di svantaggio quando non si era neanche a metà gara.

Invero la lotta non è stata nè poteva essere vibrante, data l’assenza dell’Alfa Romeo e l’incidente di Bira. Questo Circuito di Sanremo dice tuttavia una parola molto importante in campo tecnico: Ascari ha collaudato, nella sua corsa vittoriosa (conquistando finalmente il suo primo successo del 1951 dopo parecchia sfortuna), il nuovo motore Ferrari 4500 centimetri cubi a doppia accensione. Il debutto di questo motore, specie come resistenza, non poteva essere migliore. Sicurissimo altresì il rendimento delle altre due Ferrari 4500 di Villoresi e Serafini, del tipo che già si affermò a Siracusa e a Pau con Villoresi.

stampasera 23/4/1951

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venerdì, dicembre 2, 2011

Le Lancia-corsa oggi ad Ospedaletti

La Mercedes batte un record al Nurburgring

Dopo 11 giro-record compiuto a 195,612 km all’ora dalla Lancia «formula uno» sulla pista di Monza, Alberto Ascari e gli altri piloti della Casa torinese sono ritornati oggi alla guida del nuovi bolidi da corsa. Anziché la pista monzese si è preferito però affrontare il circuito di Ospedaietti, per constatare il rendimento delle macchine su un tracciato ricco di curve e di difficoltà. Oltre ad Ascari si sono recati in Riviera Gigi Villoresi, Castellotti e Piodi. La scuderia Lancia ha inviato due vetture della « formula uno » ed una «3800 sport». Le prove iniziate verso le 12 continuano nel pomeriggio. Questo allenamento a fondo conferma che la Casa torinese è intenzionata a schierarsi II 24 ottobre prossimo al circuito automobilistico di Barcellona, ultimo «Gran Premio» di questa stagione. A meno di sorprese una decisione in tal senso verrà presa al più presto.

La « Mercedes-Benz », dal canto suo ha iscritto, per la stessa gara, tre vetture che saranno pilotate rispettivamente da Fangio, Kling e probabilmente Hermann. I dirigenti della Casa tedesca non hanno poi ancora deciso se far scendere In campo i bolidi aerodinamici oppure le vetture « svestite» che furono battute a Silverstone.

Anche i tedeschi hanno intanto intensificato gli allenamenti e stamane ad Ospedaietti ha suscitato una certa impressione la notizia che la Mercedes ha risposto al record della Lancia a Monza, ottenendo a sua volta un primato al Nurburgring.

L’ing. Uhlenhaut, pilotando la nuova due litri e mezzo senza compressore, ha stabilito Infatti un nuovo primato sul circuito, percorrendo i chilometri 22,810 del circuito in 9’47″2/10, alla media oraria di km. 189,500.

Il precedente primato apparteneva al tedesco Lang, che nel 1939, a bordo di una macchina munita di compressore, aveva fatto segnare il tempo di 9’52″1/10.

Sempre In tema di prove, si ha da Modena che una serie di giri a fortissima andatura è stata compiuta sull’aerautodromo da Umberto Maglioli, il quale ha « girato » ieri lungamente sia con una Ferrari sport che con la « formula 1 ».

Anche questa preparazione è con ogni probabilità da mettere in relazione al G.P. di Barcellona.

La squadra della Maserati infine, ha fatto pervenire la iscrizione ufficiale dei suoi corridori agli organizzatori spagnuoli per la corsa del 24 ottobre. I piloti che sono stati designati sono: Moss, Mantovani, Mieros e Musso.

Fonte: Stampa Sera 08/10/1954

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lunedì, agosto 22, 2011

Biondetti, il Bartali delle corse automobilistiche

Scritto da: MDO // Category: 1949,AUTO DA CORSA,AUTODROMO,EMEROTECA // 6:13 pm

Biondetti ci sa fare anche sui circuiti brevi, ma solo quando la corsa passa i mille chilometri si accorge che è il caso di darci dentro con decisione e vincere.

Così è stato in tre “Mille Miglia” e in due “Giro della Sicilia”. I pronostici della vigilia davano Biondetti come gran favorito e Biondetti ha vinto, ancora una volta accontentando le sibille: ma la corsa non è stata tutta rose e fiori per il vincitore.

Parecchi concorrenti si sono messi d’impegno per rendergli dura la vita: Serafini e Rol quasi la stavano spuntando, ma in aiuto di Biondetti sono arrivati i passaggi a livello di Rol ed un’uscita di strada di Serafini.

È probabile comunque che Biondetti sarebbe arrivato primo anche senza aiuti… estranei data la sicurezza e la calma con cui marciava tra una gran folla, sulle strade rese viscide da una continua pioggia. È proprio il caso di definire Biondetti come un “Bartali” delle corse automobilistiche…

La sensibilità e l’esperienza del vincitore che, con questa vittoria, pone una seria ipoteca per il primo posto alla prossima “Mille Miglia”, hanno avuto la meglio in questo perfetto “9° Giro di Sicilia”. Una corsa che ha rivelato agli sportivi la gran classe di Rol (Alfa Romeo 2500) e di Bornigia (Fiat 1100) e che è stata una nuova dimostrazione della vitalità del nostro sport automobilistico.

Tra un “Giro di Sicilia” ed una “Mille Miglia”, il 3 aprile faranno capolino a Sanremo i cannoni della formula Grad Prix. Assenti gli «americani» Ascari e Villoresi, saranno presenti invece gli argentini autentici Fangio e Campos. I dirigenti dell A.C. Sanremo, seguendo le orme del terribile Raimondo Lanza di Trabia, presidente della C.S.A.S. siciliana, stanno mettendo a soqquadro il mondo intero per portare ad Ospedaletti campioni di classe e macchine di valore. Il debutto della «Cisitalia» non è lontano, l’«Alfa Romeo» lavora al suo motore posteriore 12 cilindri, la «Ferrari» è bene intenzionata ad aggiungere compressori alla sua monoposto di 1500 cmc. (si vocifera di una vettura con triplo compressore), mentre rimangono ancora in circolazione numerose «Maserati» 4 CLT…

Fonte: “Guerin Sportivo” del 22 marzo 1949

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mercoledì, giugno 1, 2011

I motociclisti provano sul circuito di Sanremo

Scritto da: MDO // Category: 1950,EMEROTECA,GOLDENYEARS,MOTODROMO,PILOTI // 10:36 am

Sanremo, 21 aprile.

Avversate dalla pioggia, si sono svolte oggi le prove del quarto Trofeo motociclistico Sanremo sul circuito di Ospedaletti. I corridori che sono scesi a provare rappresentano già il meglio degli iscritti nelle due classi, e sono il campione del mondo Ruffo, Pagani, recente vincitore delle gare in Francia e in Spagna, Ambrosini, Cavacciuti, Ciai, Lorenzetti, Leoni, Masetti, Brini, Francisci, Miele, Bianchi, Penaredo, Valdinoci, ecc., nonché gli stranieri Behra, Wood, Houel, Aranda, Anderson, Armstrong. Manca ancora l’inglese Whitworth, il quale ha annunciato l’arrivo per domani.

fonte: Nuova Stampa Sera, 22 Aprile 1950

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giovedì, maggio 12, 2011

Gli assi della moto al circuito di Sanremo

Scritto da: MDO // Category: 1950,EMEROTECA,GOLDENYEARS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI // 5:08 pm

Sanremo, mercoledì sera.

E’ ancora vivissima la eco della bella competizione automobilistica di domenica scorsa, e già il circuito di Ospedaletti si appresta ad accogliere una mezza centuria di corridori motociclisti, tra cui i migliori assi, per il grande confronto internazionale di domenica prossima. Questo 4° Trofeo sanremese della moto chiama a raccolta famosi centauri italiani, inglesi, francesi e spagnoli.

Oltre ai più noti assi italiani, sono iscritti gli inglesi Wood e Andersson (Norton), Armstrong, i Whitworth su Triumph, lo spagnolo Aranda su Guzzi, i francesi Behra e Houel, rispettivamente su Guzzi e Gilera. Basterebbero tali nomi a garantire il successo della giornata motociclistica di Sanremo, ma il trofeo presenterà, inoltre, alcune autentiche novità tecniche, come il debutto della «Moto Verghera» a 4 cilindri, nella cl. 500 cmc; essa verrà pilotata da Artesiani.

Grande è l’attesa degli appassionati specialmente perchè sarà presente — su Gilera — anche Pagani, trionfatore quest’anno a Marsiglia, Pau e Barcellona.

Sono ammesse le classi di 250 e 500 cmc.

GIULIO DE BENEDETTI – fonte: Nuova Stampa Sera, 19/20 Aprile 1950

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lunedì, maggio 2, 2011

Quattro incidenti ad Ospedaletti

Nell’ultima prova del campionato italiano di moto
Le prove vinte da Milani (125), Provini (250) e Driver (500)

Sanremo, lunedi mattina.
Francesco Villa, su Mondial (classe 125 cc), Tarquinio Provini, su Morini (classe 250), ed Ernesto Brambilla, su Bianchi (classe 500) si sono ieri laureati campioni d’Italia ’61 sul circuito di Ospedaletti, che ha ospitato l’XI Gran Trofeo motociclistico internazionale di Sanremo.

La corsa delle « 125 » è stata emozionante e drammatica. Gli alfieri della Mondial Villa e Balboni, Mandolini su Ducati e Milani su Patton hanno preso subito il comando: ma prima Villa, poi Mandolini ed infine — quando già pareva avesse corsa vinta — Balboni sono stati costretti ai boxes per noie meccaniche. Assente Farnè (Ducati), infortunatosi in allenamento, Francesco Villa, classificatosi nono, è comunque riuscito ad aggiudicarsi il titolo grazie al buon margine di punti che aveva conquistato nelle precedenti prove.

La gara è stata purtroppo turbata da un grave incidente: Pagani (Patton) e Muscio (Mondial) sono caduti in una delle curve superiori del circuito. Pagani ha riportato la frattura del piede destro ed è stato giudicato guaribile in sessanta giorni, Muscio è stato ricoverato all’Ospedale Civile con prognosi riservata per la frattura della base cranica.

Tarquinio Provini (Morini), già vincitore delle quattro precedenti prove, si è aggiudicato senza lottare anche la quinta ed ultima del Campionato. La lotta è parzialmente mancata anche nella gara delle 500 cc, che sulla carta si presentava incertissima.

Nella classifica del Campionato Liberati (Gilera) precedeva infatti di soli 5 punti Brambilla (Bianchi) e tra i due era pertanto prevedibile un duello allo spasimo. AI via il rhodesiano Driver (Norton), Brambilla e l’altro alfiere della Bianchi, Grassetti, hanno invece assunto il comando, distaccando Liberati, che disponeva di un mezzo meno potente.

Al quinto giro i due piloti della Bianchi hanno lasciato via libera a Driver, che ha proseguito tutto solo fino al termine, e si sono limitati a mantenere il loro vantaggio su Liberati. Sul traguardo Grassetti è stato preceduto di pochi metri da Brambilla, che ha così strappato il titolo a Liberati. La corsa delle c 500 » ha registrato due infortuni: Girelli (Gilera) e il tedesco Hansgunther (BMW) i quali sono caduti, riportando rispettivamente la sospetta incrinatura del bacino e la trattura della clavicola destra.
g. b.

Classe 125 cc: 1. Milani (Patton) km 94,640 in 1 ora Ol’ll”, alla media di km 92,809 orari; 2. Mencaglia (Ducati) in 1 ora 02’21″6/10; 3. Patrignani (Ducati) Classe KSO co.: 1. Provini (Morini) km 101,400 in 57’23″ e 2/10, alla media di km 100,017; 2. Grassetti (Benelli) In 58’43″; Classe 500 ce: 1. Driver (Norton) km 118,400 In 1 ora 08’25″2/10, alla media di chilometri 103,741; 2. Brambilla (Bianchi) In 1 ora 08’5tì”3/10;

fonte: Stampa Sera – settembre 1961

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lunedì, marzo 21, 2011

Ospedaletti ritrova Juan Manuel Fangio

Il campione degli Anni 50 oggi sul «suo» circuito
In pista sulla vecchia Mercedes 196 W – I ricordi e il presente

È tornato sul circuito della sua prima vittoria europea. « Per anni ho temuto che fosse scomparso. Invece l’ho solo trovato cambiato, con molte costruzioni attorno. Ma il circuito c’è. Sono contento perché qui ho lasciato un pò del mio cuore. »

Juan Manuel Fangio, classe 1911, è tornato ieri a Ospedaletti, trentanove anni dopo la sua ultima vittoria nel « Gran Premio Sanremo », sigla ormai scomparsa definitivamente dal gran circo della Formula Uno.

È l’ospite d’onore della 23° Coppa delle Riviere, gara di regolarità per auto storiche. È campionissimo autentico con i suoi 5 titoli mondiali e le 24 vittorie in Gran Premi. Oggi pomeriggio, a 78 anni portati tra l’altro benissimo, salirà nuovamente su un bolide di Formula Uno: percorrerà il circuito (tre o quattro giri) su ura Mercedes 196 W, giunta per l’occasione dal museo storico della Casa tedesca. Non un’auto qualsiasi: con questa Fangio vinse i mondiali ’54 e ’55.

Un Fangio in gran forma ieri mattina al Grand Hotel Regina ha tenuto una conferenza stampa. Ha ricordato quel primo Gran premio vinto a Ospedaletti nel ’49. Fino ad allora avevo vinto solo una gara in Sudamerica. Con alcuni amici, in Argentina, costituimmo una scuderia che intitolammo ad Achille Varzi. Tentammo l’avventura in Europa con molte speranze e altrettante incertezze. L’auto arrivò a Genova. Per portarla a Ospedaletti dovetti comprare un camion: mi costò 100 mila lire. E una volta arrivato ebbi altri problemi: lavorai fino all’una di notte prima della gara per sistemare una biella ricorda.

Fu la prima vittoria su Maserati. Rivinse alla grande l’anno successivo su Alfa Romeo. E negli anni successivi diventò Fangio, il campionissimo. Anche con la Ferrari. Conobbe il Commendatore di Maranello: -Ma non riuscii mai a legare con lui. Ci parlammo pochissimo. Era una Formula Uno diversa meno esasperata e ricca: -Oggi si vince un mondiale e si è sistemati per tutta la vita, io ne ho vinti cinque e a 78 anni lavoro ancora. A Ospedaletti si potrebbe ancora gareggiare: Non è un circuito più pericoloso di altri. Montecarlo è molto peggio. A Las Vegas addirittura hanno fatto un gran premio in un parcheggio. È solo questione di quattrini dice, mostrando di avere le idee chiare. Ha scoperto al suo arrivo in Italia il limite dei 110 orari: -Non ne sapevo nulla. Mi fa paura chi va troppo piano in auto. Fare centinaia di chilometri in autostrada, a 110-120 all’ora, è pericoloso. Si corre il rischio di addormentarsi. Ecco l’antica grinta. Il brivido della velocità non invecchia mai.

Bruno Monticone
fonte: La Stampa, 16 Aprile 1989

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martedì, marzo 1, 2011

Alla curva del Piccadilly staccavo a 200 km/h

Intervista al mitico 15 volte Campione del Mondo. Tra le affermazioni ricorda che “la Morini 250 del 1964 la guidavo come una bicicletta”, “Renzo Pasolini, Phil Read e Jarno Saarinen gli avversari più pericolosi”

Ospedaletti. Ecco le dichiarazioni di Giacomo AGOSTINI sulla base degli 11 anni di esperienze maturate nelle contese agonistico-tecniche sul circuito di Ospedaletti.

Giacomo AGOSTINI il circuito di Ospedaletti se lo ricorda bene, perché ci ha corso dal 1962 al 1972, cogliendo 11 vittorie, più di chiunque altro. Con mezzi completamente diversi: Morini Settebello 175, Morini bialbero 250, MV quattro cilindri 500 primo tipo, MV tre cilindri 350 e 500, MV 350 quattro cilindri ultimo tipo.

Com’era il circuito? “Un piccolo Tourist Trophy, entusiasmante ma tremendamente impegnativo per la varietà di situazioni. Richiedeva più che altrove il massimo livello nella preparazione del pilota e nella messa a punto del mezzo. Tremendamente pericoloso, sfrecciavi a due metri dal pubblico tra muretti, case, marciapiedi, persino un ponticello e alcune scarpate: bisognava cancellarli dalla mente, fingere che non ci fossero”.

Quali erano i punti che “rendevano” maggiormente, dove si guadagnava terreno? “Al termine del quasi rettilineo d’arrivo, prima del tornante che portava “in montagna” (Curva del Piccadilly, ndr) bisognava fare una gran staccata da circa 200 km/h, complicata dalle irregolarità dell’asfalto. Poi venivano la curva a destra abbastanza larga (Curva del Gallo Nero, ndr), il dosso a sinistra al culmine del circuito (Curva del Mulino, ndr), la discesa con curve di varia ampiezza (Curva Villa Christi, ndr) e un’altra staccatona per il tornante che immetteva sul quasi rettilineo del traguardo (Curva Tonda, ndr). Ovvio che in quest’ultimo tratto chi aveva più motore affrettava i tempi. Io lo facevo in pieno”.

Il punto più pericoloso? “Il dosso fra i due muri alla Curva del Mulino, oltretutto abbastanza stretto”.

E l’avversario (o gli avversari) più pericolosi? “Pasolini con il suo stile funambolico, Read che non guardava tanto per il sottile e Saarinen imprevedibile”.

La moto ideale per questo tracciato? “Non ho esitazioni: la Morini 250, una bicicletta, l’ho portata alla vittoria nel 1964 a velocità sul giro e sulla distanza (a fine gara la media fu di 106,534 km/h, ndr) solo di poco inferiori a quelle delle pluricilindriche 500 (la media più elevata nella storia di questo circuito è di 114,264 km/h dello stesso Agostini con MV Agusta 500 tre cilindri nel 1970, ndr). All’opposto, la MV quattro cilindri prima maniera, se cadeva non riuscivo a rialzarla da solo. I record assoluti li ho stabiliti con la MV quattro cilindri 350, non con la 500 tre cilindri”.

fonte: Motociclismo d’Epoca, interviste di Carlo Perelli e Giorgio Pozzi. Agostini intervistato al termine della prima Rievocazione storica di Ospedaletti, settembre 2008

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mercoledì, febbraio 16, 2011

Bandiere a lutto a Sanremo

Scritto da: MDO // Category: 1950,EMEROTECA,GOLDENYEARS,MOTODROMO,PILOTI // 5:14 pm

Clemencich urta contro un muro e muore – La moglie in tribuna apprende la sciagura • Colnago primo assoluto • Lorenzetti cade, insegue e vince la classe 250.

Sanremo, lunedì sera.
Destino. Clemencich è caduto ed è morto durante una corsa dalla quale, per curiosa circostanza, era stato escluso in un primo tempo e riammesso poi perchè il francese Houel gli aveva ceduto il posto. Per regolamento, al Gran Premio motociclistico di Sanremo potevano partecipare in ogni categoria soltanto diciotto corridori, i più veloci nelle prove ufficiali di sabato.

Clemencich, per esigenze di scuderia, aveva potuto compiere cinque giri di allenamento, pochissimi per prendere confidenza col difficile percorso. Nella graduatoria il suo nome figurava al 19° posto. Quasi un ammonimento della morte.

Sembrava disperato, quando glielo dissero, come uno scolaro diligente e studioso che venga respinto agli esami. Pregò, scongiurò, pianse perfino. Poi si era messo d’accordo con Houel.

Partito come una freccia, egli stava contendendo il primo posto a Masetti, l’uomo nuovo del motociclismo italiano, un giovane di Parma che ha soltanto 23 anni, pesa 60 chili appena, e pilota le moto più potenti con una disinvoltura da non dare nemmeno l’impressione di assistere a una corsa. Le loro ruote, a volte, sembravano toccarsi. Durante il 22° giro, alla curva del camposanto, in un tratto di discesa l’asfalto viscido per la pioggia ha tradito Clemencich. La sua moto lo ha trascinato rasente un muricciolo. Poi egli è caduto, schiacciato dal peso della macchina. L’urto contro il suoIo ha fatto il resto. È morto mentre lo portavano all’ospedale.

Nella stessa curva, quasi nel medesimo punto, la macchina di Ascari piroettò paurosamente domenica scorsa durante il Gran Premio automobilistico.

In un primo tempo gli altoparlanti hanno detto che Clemencich era soltanto ferito. C’era la moglie al posto di rifornimento, davanti alle tribune, in angoscia per l’attesa. Poi l’ing. Taruffi, direttore sportivo della Gilera, che è la marca per cui correva Clemencich, ha preso pietosamente sotto braccio quella povera donna spaurita, una popolana alta e robusta, di Monfalcone, e l’ha convinta a tornare in albergo. Le parlava adagio e anche lui non riusciva a trattenere le lacrime. Clemencich lascia orfani tre bambini, di cui il maggiore ha 7 anni.

Una accorata tristezza ha stretto i cuori di quei quarantamila spettatori accorsi da tutta Italia per la grande corsa motociclistica. Clemencich aveva 37 anni, viveva a Monza, ove si era trasferito dal nativo Veneto: la grossa agenzia di carbone e legna prosperava. La passione per il rischio, un caso impressionante, le insidie della pioggia, lo hanno travolto per sempre.

Schizzando sui delicati congegni dei motori, l’acqua ha costretto al ritiro quasi due terzi dei partecipanti. Ha bloccato la marcia di Masetti prima, e di Valdlnoci poi, alfieri dell’audacissimo carosello. Anche Bandirola, Lorenzetti e Miele si fermavano. Pagani, dopo ripetute soste, ha terminato la gara per onore di firma. È cosi balzato al comando e ha finito per imporsi un giovane pilota piemontese, Giuseppe Colnago di Casale, del tutto nuovo alle più grandi competizioni. La sua corsa è stata un capolavoro di regolarità e di astuto calcolo, uno sfruttamento intelligente della precipitazione altrui, anche se agevolato da circostanze fortunate.

Colnago ha 26 anni, corre soltanto dal 1947. L’anno scorso ha vinto l’Aosta-Gran San Bernardo e la Biella-Oropa. Fa il meccanico nell’officina dell’ex corridore Guaschino che gli è prodigo di consigli e di aiuti. Ecco un giovane pilota che salirà, alla svelta nella graduatoria dei campioni.

Prima si era svolta la corsa per motociclette 250 cmc. Ambrosini era partito come un razzo, senza curarsi del terreno bagnato, tanto da far rizzare i capelli agli spettatori per un acrobatico e lunghissimo sbandamento proprio davanti alla tribuna di arrivo. Ambrosini si è poi ritirato per un guasto alla sua Benelli. Il suo grande avversario Lorenzetti è passato allora al primo posto, ma è retrocesso subito in quinta posizione a causa di una caduta. Con un inseguimento stupendo di impeto e di abilità, Lorenzetti ha riguadagnato terreno ridiventando primo al 39° giro e vincendo con 42″ di vantaggio. Tagliato il traguardo, e liberatosi dall’assedio degli abbracci e delle congratulazioni, egli si è dissetato con un’arancia ed è ridisceso in pista per la gara delle grosse cilindrate, quella vinta da Colnago. Quando si è ritirato, Lorenzetti era già al quarto posto. Dopo un prudente inizio egli stava emergendo in maniera irresistibile. Lorenzetti è il grande vincitore morale e materiale della giornata motoristica di Sanremo. Come è questo Lorenzetti? Pensate a un ragazzo alto e magro, con un’aria molto per bene e un viso assorto e vagamente sentimentale. Un individuo silenzioso e riservatissimo, quasi impacciato. Chi lo direbbe un asso del più rischioso sport? Ma sulla sua macchina color d’argento è un diavolo scatenato.
Dino Zannoni

Ecco l’ordine di arrivo:
Categoria 250 cmc. (60 giri, chilometri 902):
1. Lorenzetti su Guzzi, ; 2. Cavazzuti Piero su Parilla, 3. Noè su Parilla. 4. Leoni Gianni su Otiz 5. Pier Giovanni. Giro più veloce il 49° di Lorenzetti alla media di chilometri 80.490. Categoria 500 cmc. 1. Colnago (Gilera Saturno). 2. Leoni Guido (Guzzi), 3. Bhera (Francia) su Guzzi, in 2,20’24″1; 4. Soprani (Gilera), 2,19’27″ (58 giri); D. Pagani (Gilera), 57 giri; 6. Wood (Norton), 60 giri. Giro più veloce: Masetti, su Gilera Saturno, 2’12″2, alla media di km. 91.903.

Fonte: Stampa Sera