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lunedì, dicembre 20, 2010

L’Alfa concede a Fangio il successo a Sanremo

Scritto da: MDO // Category: 1950,AUTO DA CORSA,AUTODROMO,EMEROTECA,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS // 12:00 am

« Villoresi secondo, Ascari “piroetta„ in curva e si ritira. »

Sanremo, lunedì sera.

Ascari e Villoresi erano molto tristi, ieri sera, mortificati nel loro prestigio di campioni, avviliti, quasi piangenti. Il pubblico italiano ha presto compreso il loro dramma e li ha applauditi assai più che Fangio vincitore senza fatica. L’argentino è un gran bel pilota. I primi a riconoscerlo sono gli stessi Ascari e Villoresi. Ma è doveroso cominciare a cedere le armi, solo perchè Fangio è stato prediletto e pilotava la più veloce macchina italiana, l’Alfetta, che dopo una lunga astensione tornava alle gare appunto a Sanremo? Dopo quello che i corridori Italiani dovettero subire in Argentina, colpevoli unicamente di avere sconfitto Fangio in casa sua quattro volte su quattro, a parità di mezzi! Villoresi e Fangio non si sono nemmeno guardati al momento della partenza. Le loro macchine erano in prima fila in linea con quella di Ascari. Questi invece più giovane e bonaccione ha stretto la mano all’argentino borbottandogli un « in bocca al lupo » ! Ma si vedeva che era una frase da ospite e prò forma. Poi il « via » ai venti bolidi, sulla strada bagnata dalle recenti piogge tra un fitto pubblico che sperava in una lotta equilibrata. «L’Alfetta è più potente ma non è questo il suo circuito più adatto; qui è questione di manico. Vincerà il migliore come pilota. Ascari e Villoresi venderanno cara la pelle ». Cosi pronosticavano, cosi speravano molti. Ma il grosso pubblico cosa sà di preciso sulla potenza dei motori? Guarda chi è primo e basta, Forse anche i generosi cuori di Ascari e Villoresi cullavano un dolce sogno. L’ultimo stratagemma per costringere Fangio alla resa era impegnare a fondo la tenuta della sua Alfetta. I due italiani e il francese Sommer, cioè lo stato maggiore della scuderia Ferrari, l’hanno immediatamente applicato. Fino al quarto giro l’argentino è rimasto dietro a loro di pochissimo, ma gli è bastato spingere un po’ sull’acceleratore per superare prima Sommer, poi Villoresi e infine Ascari nel 18° giro. Si vedeva chiarissima la prova della sproporzione dei mezzi. Ascari e Villoresi inseguivano furenti, coraggiosamente. Le speranze, però, sono presto cadute. Villoresi al 18° passaggio si è fermato per controllare le candele perdendo quasi un giro. E’ rimasto Ascari a 15″ da Fangio, mentre Sommer era già più lontano. Poi Ascari non è passato più. In una curva la sua macchina aveva fatto una piroetta su se stessa sfiorando un muro. Nulla di male. Ma per Ascari non rimaneva che tornarsene ai boxes, a piedi. La corsa era precisamente conclusa già a questo punto. Fangio aveva superato Villoresi di un giro. Il pilota italiano ha reagito, non ha voluto anche questa umiliazione. Villoresi nel finale ha riguadagnato terreno, arrivando a 1′ da Fangio e compiendo il giro più veloce della giornata, proprio il 90°, l’ultimo. I molti argentini sembravano pazzi di entusiasmo quando Fangio ha tagliato il traguardo. Ben consigliato dagli esperti dell’Alfa egli ha capito la corsa ed ha vinto con bello stile. Ma se è veramente il campione del mondo, come giurano i suoi compatrioti, lo vedremo presto quando Farina sarà guarito e potrà tornare alle corse, con una macchina eguale a quella dell’argentino e quando Ascari e Villoresi potranno battersi con Fangio in condizioni di minore inferiorità. Dino Zannoni

CLASSIFICA: 1. Fangio (Alletta 158) che compie i km. 304,200 del percorso In ore 3,10’8″2/5 (media km. 95,992); 2. Villoresi (Ferrari 1500 a 2 compressori) in 3,11’9″2/5; 3. Pian {Maserati) a due giri; 4. Vallone (Ferrari) a 4 giri; Giro più veloce il 90° di Villoresi in 2’1″1/5 alla media di km. 100,396.

Stampa Sera, martedì 18 Aprile 1950

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venerdì, dicembre 17, 2010

La stagione velocistica chiude con le chiare vittorie di Kunz, Parlotti, Read e dell’infallibile Ago

Una folla fittissima ha seguito l’entusiasmante carosello sul tormentato circuito di Sanremo-Ospedaletti – Mandracci si aggiudica l’ultimo titolo nazionale ancora aperto, quello delle 250 – Ottima prova delle tre Ducati 500 – Brillantissimo ma sfortunato il finlandese Saarinen.


A titoli italiani tutti assegnati, salvo che per la duecentocinquanta, la gara di Sanremo-Ospedaletti del 10 ottobre ha comunque riservato spunti tecnici ed agonistici interessantissimi, grazie anche ad una partecipazione straniera altamente qualificata ed al generale impegno con cui sono state disputate tutte le gare della giornata, non certo avare di lotta e colpi di scena.

Nelle 50, netta superiorità (soprattutto meccanica) del tedesco Kunz con la Kreidler ufficiale mentre Buscherini (prontissimo al via con la sua Itom) e leva (Morbidelli) hanno dato vita ad un bel confronto per la piazza d’onore. leva è poi scomparso di scena per noie alla frizione ma anche così nessuno poteva insidiargli il titolo.

Nella gara delle 500, la seconda della gironata, una gradita sorpresa, cioè Parlotti con la Ducati che avrebbe dovuto essere di Spaggiari se quest’ultimo non si fosse astenuto dalla gara per alcune controversie di carattere tecnico sorte alla vigilia col reparto corse della Casa bolognese.

Al via il più veloce è Gallina (Paton) che per tre giri precede Agostini e le due Ducati di Read e Parlotti mentre Giuliano, con la terza Ducati, ha una cattiva partenza e deve vedersela con Campanelli e Simmonds (entrambi su Kawasaki) per la quinta piazza.

Gallina resta presto tagliato fuori per un crampo al braccio destro che stranamente gli ricorre puntuale ad Ospedaletti.

Dopo alcuni giri il distacco dei due portacolori della Ducati da Agostini si fa sensibile, mentre alle spalle la lotta è aperta fra Campanelli, Simmonds e Giuliano.

Dopo una lotta serratissima, soltanto a fine gara Giuliano riesce a superare i due avversari ed a completare così il successo della Ducati.

La Ducati sembra finalmente aver risolto alcuni problemi di tenuta che avevano travagliato il periodo di messa a punto della macchina e, benché non sia stata smentita la notizia di un « quattro cilindri », il Direttore della Casa bolognese, Fredmano Spairani, ha confermato che le bicilindriche continueranno a correre, verranno anzi prodotte in un certo numero di esemplari che saranno messi in vendita ai corridori privati.

La duecentocinquanta è senza dubbio la gara più attesa della giornata: Isnardi è a soli sette punti in classifica di campionato da Mandracci ed entrambi possono aspirare al titolo; ambedue corrono su Yamaha ben preparate e, tra l’altro, sono ambedue piloti locali, di Arma di Taggia l’uno e di Bordighera l’altro.

La gara è ravvivata inoltre dalla presenza di Read e Saarinen (entrambi su Yamaha) che, ovviamente, ipotecano i primi due posti al di fuori della classifica di campionato, mentre Pasolini, indietro come punteggio parte comunque in prima fila dati gli ottimi tempi spiccati in prova con la Aermacchi a cilindri in lega cromati.


Al via è immediato il guizzo di Saarinen e Read che si installano ai primi due posti, mentre Pasolini è terzo e Mandracci quarto.

Isnardi transita pressoché ultimo al primo giro per una stentatissima partenza, ma la sua azione è irruente e il distacco da Mandracci scende di più di un secondo al giro. I sogni di Isnardi si infrangono però al sesto giro per una scivolata in curva, senza conseguenze, ma sufficiente a metterlo fuori combattimento.

Read e Saarinen duellano a lungo e a tratti il finlandese dà l’impressione di poterla spuntare ma poi la sua macchina ( che l’aveva già fatto tribolare nelle prove) lamenta di nuovo disfunzioni ad un cilindro e così egli deve mollare, pur conservando la seconda piazza.

Alle spalle dei leaders la lotta è serratissima fra Pasolini, Mandracci e Buffarello. Il primo abbandona per grippaggio mentre i due portacolori liguri continuano a battersi vigorosamente, con prevalenza finale di Mandracci, che così si laurea meritatamente campione.

Alla partenza della 125 il più spedito è il tedesco Braun che percorre i primi giri in testa con la Maico monocilindrica « Casa », tallonato da Isnardi (per la prima volta sulla Morbidelli) che ne controlla l’andatura. Parlotti, piuttosto indietro, si produce in un furibondo inseguimento ed al quinto giro è già in testa tallonato da Isnardi. Gli alfieri della Morbidelli guidano alternandosi il carosello, senonché al 17° giro Isnardi cade nel tentativo sfortunato di superare un doppiato all’uscita di una curva.

Parlotti conclude così in bellezza con un nuovo record sul giro, davanti a Braun.

Autori di una corsa bellissima continuamente in lotta fra loro Ribuffo e Consalvi terzo e quarto con le « Aletta » mentre lo sfortunato Rinaudo deve arrendersi per guasto all’ultimo giro.

Ultima gara, mentre stanno già per scendere le tenebre che ne consiglieranno la riduzione da 24 a 20 giri, è quella delle 350: in prima fila nell’ordine partono Agostini, Saarinen, Mandracci, Loro e Pasolini.


Dopo un pronto avvio di Pasolini, al terzo giro è Ago a passare in testa, seguito come un’ombra dal finlandese che riesce addirittura a superarlo nel corso dell’8° giro. La situazione si ristabilisce prontamente al giro successivo e Agostini stacca l’avversario con un’impressionante serie di giri molto vicini al tempo record di categoria.

Dietro Ago e Saarinen, Pasolini e Mandracci lottano per il terzo posto, mentre Gallina, Grassetti e Toracca si battono per il quinto. Pasolini dispone di un’Aermacchi « maggiorata », Mandracci e Grassetti di Yamaha mentre Gallina e Toracca sono rimasti fedeli al quattro tempi delle Aermacchi « Ala d’Oro ».

Il finale riserva alcune sorprese. Prima di tutto Saarinen, già poco fortunato nella gara delle 250, proprio all’ultimo giro viene appiedato da un grosso guaio al cambio e non può neppure spingere la moto fino al traguardo per classificarsi.

Dietro Ago si piazza così Pasolini, che nel frattempo si era venuto a trovare senza la compagnia di Mandracci, costretto ad abbandonare per la rottura delle gabbiette delle teste di biella.

Infine, con un vivacissimo e sorprendente allungo il neo-senior Cremonesi, per la prima volta alla guida di una Yamaha, superava il trio Grassetti-Gallina-Toracca e coglieva un significativo terzo posto.

Si concludevano così il campionato 1971 e la stagione europea sul bellissimo tracciato ligure, con una serie di gare decisamente interessanti ed assai combattute.

L’organizzazione della gara sanremese è ormai diventata una questione di « routine » e come tale continua ad essere presa un pò troppo sottogamba.

Ci riferiamo in particolare ai vari servizi: il parco macchine, già di per sé stretto ed insufficiente era, come al solito, invaso da estranei; troppa gente in pista nella zona del traguardo come sempre; sufficienti le balle di paglia ma distribuite in modo illogico. Assolutamente inefficiente ci è parso infine il servizio di segnalazioni sebbene assolto da un gran numero di addetti.

Guido Rosani

LE CLASSIFICHE
Classe 50 cc (18 girl km 60,840)
1. KUNZ Rudolf (Kreidler) in 39’34”9 media kmh 92,224 nuovo record (r.p. Parlotti – Tomos 1970 kmh 89,259); 2. Buscherini O. (Itom) 40’01”7; 3. Rinaudo L. (Tomos) 40’11”3; 4. Lombardi G. (Malarica) 41’08″; 5. Bianchi P.P. (Guazzoni) 41′ 41”8; 6. Canizzaro M. (Guazzoni) a un giro; 7. Pasquier J.L. (Derbi); 8. Toracca A. (Minarelli); 9. Cipriani P.A. (Minarelli). Giro più veloce l’11° di Kunz – Kreidler in 2’10”5 media kmh 93.384 nuovo record (r.p. Parlotti – Tomos 1970 in 2’12″ kmh 91,626).

Classe 125 cc (21 giri km 70,980)
1. PARLOTTI Gilberto (Morbidelli) in 41’03”4 media kmh 103,729 nuovo record (r.p. Parlotti – Morbidelli 1970 kmh 102,418); 2. Braun (Maico) 41’45”1; 3. Ributto G. (Tecnomoto) 42’07″; 4. Consalvi G. (Aermacchi) 42’08”2; 5. Però A. (Aermacchi) 43’03”7; 6. De La Marre E. (Maico) 43′ 04”5; 7. Toracca A. (Aermacchi) a un giro; 8. Torelli L. (Aermacchi); 9. Villa W. (Villa); 10. Lombardi G. (Aermacchi); seguono altri 3. Giro più veloce il 16° di Parlotti (Morbidelli) in 1’52”9 media kmh 107,777 (record imbattuto Read – Yamaha 1968 in 1’50”9 kmh 109,460).

Classe 250 cc (21 girl km 70,980)
1. READ Phil (Yamaha) in 38’50″ media kmh 109,668 nuovo record (r.p. Read – Yamaha 1968 kmh 109,166); 2. Saarinen J. (Yamaha) 39’01”1; 3. Braun D. (Yamaha) 39’38”7; 4. Mandracci G. (Yamaha) 39’45”7; 5. Buffarello G. (Yamaha) 39′ 48”6; 6. Dodds J. (Yamaha) 43’15”6; 7. Torcili L. (Yamaha) 40’32″3; 8. Bianchin A. (Yamaha) a un giro; 9. Cocchi A. (Yamaha); 10. Giansanti F. (Yamaha); seguono altri 6. Giro più veloce il 16° di Read – Yamaha in 1’48”8 media kmh 111,838 (record imbattuto Read-Yamaha 1968 in 1’47”5 kmh 113,191).

Classe 350 cc (20 girl km 67,600)
1. AGOSTINI Giacomo (M.V. Agusta) in 36’45”3 media kmh 110,352 (record imbattuto Agostini – M.V. 1970 kmh 113,973); 2. Pasolini R. (Aermacchi) 37’08”7; 3. Cremonesi A. (Yamaha) 38’32″5; 4. Grassetti S. (Yamaha) 38’33”2; 5. Gallina R. (Aermacchi) 38’41”2; 6. Toracca A. (Aermacchi) a un giro; 7. Lancaster (Yamsel); 8. Simonetti E. (Yamaha); 9. Maugliani E. (Yamaha); 10. Banrocini S. (Ducati); seguono altri 3. Giro più veloce il 9° di Agostini – M.V. in 1’45”9 kmh 114,901 (record imbattuto Agostini-M.V. 1970 in 1’45”5 kmh 15.336).

Classe 500 cc (24 girl km 81,120)
1. AGOSTINI Giacomo (M.V. Agusta) in 44’02” media kmh 110,534 (record imbattuto Agostini – M.V. 1970 kmh 114,264); 2. Read P. (Ducati) 44′ 47”6; 3. Parlotti G. (Ducati) 44’48”3; 4. Giuliano E. (Ducati) 44’56”1; 5. Campanelli P. (Kawasaki) 45’13”4; 6. Bertarelli S. (Kawasaki) 45’35”1; 7. Simmonds D. (Kawasaki) 46’06”4; 8. Zubani G.P. (Kawasaki) a un giro; 9. Vinci A. (Aermacchi): 10. Marcaccini G. (Aermacchi); seguono altri 6. Giro più veloce il 15° di Agostini – M.V. in 1’47”3 kmh 113,402 (record imbattuto Agostini-M.V. 1970 in 1’44″ kmh 117,0).

LE CLASSIFICHE FINALI DEL CAMPIONATO
In base ai risultati delle cinque prove titolate (Modena, Riccione, Imola, Pesaro e Sanremo Ospedaletti) le classifiche finali, non ufficiali del campionato seniores di velocità sono le seguenti: Classe 50 cc: 1. IEVA Alberto punti 60 (15+15+ 15+15+0); 2. Buscherini p. 45 (10+0+8+12+15); 3. Giuliano p. 36 (12+12+12+0+0); 4. Rinaudo p. 31 (6+5+0+8+12); 5. Orsenigo p. 15 (0+0+ 10+5+0); 5. Ringhini p. 15 (0+0+5+10+0). Classe 125 cc: 1. PARLOTTI punti 60 (15+0+ 15+15+15); 2. Villa W. p. 31 (0+15+12+0+4); 3. Buscherini p. 28 (12+12+0+4+0); 4. Pileri p. 23 (10+10+0+3+0); 4. Consalvi p. 23 (4+4+ 5+0+10); 6. Ribuffo p. 22 (3+5±24-0±12). Classe 250 cc: 1. MANDRACCI punti 54 (15+ 12+12+0+15); 2. Torelli L. p. 37 (12+0+5+10+ 10); 3. Grassetti p. 32 (8+0+15+5+4); 3. Isnardi p. 32 (5+6+6+15+0); 4. Giansanti p. 29 (0+8+ 8+8+5); 6. Brettoni p. 22 (0+0+10+12+0). Classe 350 cc: 1. AGOSTINI punti 72 (12+15+ 15+15+15); 2. Grassetti p. 38 (8+0+12±10±8); 3. Mandracci p. 24 (0+12+0+12+0); 4. Ellis p. 23 (5+8+10+0+0); 5. Marcaccini p. 15 (4+5+5+ 0+1). Classe 500 cc: 1. AGOSTINI punti 60 (15+0+ 15+15+15); 2. Gallina p. 30 (10+0+8+12+0); 3. Giuliano p. 22 (0+0 412+0+10); 4. Marcaccini p. 21 (4+0+6+8+3); 5. Zubani p. 17 (01-0+24. 10 4-5).

fonte: Motociclismo, ottobre 1971

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mercoledì, dicembre 15, 2010

IL TROFEO DI CLEMAR BUCCI


Grazie all’amico Fernando, ha fatto capolino questo magico cimelio, il trofeo vinto dal pilota argentino Clemar Bucci al GP San Remo del 1948, donato dal comune di Ospedaletti al primo pilota arrivato dei concorrenti esteri. L’anno seguente sarà Fangio a vincere la sua prima gara europea sullo stesso circuito. In una sua visita nella residenza di Bucci, Fernando Barragan ha notato e fotografato questo caro ricordo, e a chi se non agli amici oltre oceano poteva pensare?

Mille grazie a Fernando quindi ed al Sig. Bucci per la disponibilità!

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venerdì, dicembre 10, 2010

Gli assi del volante “provano„ a Sanremo

Sanremo, giovedì sera.

Fangio é giunto a Sanremo in automobile, arrivando direttamente da Pau, la città dei Pirenei dove egli ha vinto lunedì scorso, sconfiggendo Villoresi e Ascari.

Oggi cominciano gli allenamenti ufficiali. Fangio dispone, nelle prove, di un’Alfetta 158. E’ possibile che l’argentino si presenti alla partenza del Gran Premio, al volante di tale macchina, che ritorna alle corse dopo un lungo periodo di astensione della Casa milanese. Forse Fangio sarà affiancato da Sanesi. pure su Alfetta. Altrimenti, se l’Alfa limiterà i collaudi della 158 alle sole prove, il campione argentino piloterà la stessa Maserati con cui ha vinto a Pau.

I grandi avversari di Fangio saranno domenica Ascari e Villoresi, due dei tre moschettieri dell’automobilismo italiano, perchè il torinese Farina convalescente dall’incidente di Marsiglia si ripresenterà in gara soltanto a Silverstone il 13 maggio. La lotta a Sanremo sarà equilibrata e importante, specialmente se Ascari e Villoresi potranno disporre delle migliori Ferrari, quelle cioè che sviluppano circa 300 cavalli.

Il campo di gara è costituito da 90 giri del tortuoso e stretto circuito di Ospedaletti. La distanza totale tocca i 304 chilometri. La media oscillerà sul 100 all’ora.

Sanremo radunerà quanto di meglio è oggi pronto e disponiblle in fatto di piloti e di macchine.

Ecco i 24 iscritti: Ascari (Ferrari 1500); Villoresi (id.); Bonetto (Maserati 1500); Vallone (Ferrari 1500); Serafini (id.); Bracco (id.); Carini (Maserati 1500); Biondetti (id.); Rol (id.); Chiron (id.); Sommer (Ferrari 1500); Leveigh (Talbot 4500); Chaboud (id.); Fischer (S.V.A. 1100); De Graffenried (Maserati 1500); Parnell (Maserati 1500 d.s.); Brook (id.); Whitehead (Ferrari 1500); Principe Bira (Maserati 1500); Pian (id.); Gonzales (id.); Fangio (Alfetta 158 o Maserati 1500). E poi due « X ». Chi nascondono queste X? Una dovrebbe essere Sanesi su Alfetta 158. L’altra potrebbe svelare d’improvviso una grande sorpresa, di nome Nuvolari.

fonte: Nuova Stampa Sera, Giovedì 13 – Venerdì 14 Aprile 1950

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lunedì, dicembre 6, 2010

ASCARI E L’INCIDENTE DEL 1950

Scritto da: MDO // Category: 1950,AUTO DA CORSA,AUTODROMO,GOLDENYEARS,PILOTI // 7:09 pm

Un nuovo documento datato 1950. Durante il GP del 16 Aprile Alberto Ascari sulla Ferrari 125/49, all’inseguimento di Fangio su Alfa Romeo, ebbe un brutto incidente contro il muro d’ingresso alla quadrata al 60° giro, fortunatamente senza gravi conseguenze. Stessa sfortuna per la Ferrari di Raymond Sommer che a causa di un guasto tecnico alla pompa del carburante obbligò il compagno di squadra al comando della F 125/48, ad abbandonare la corsa. Nella foto in alto la Ferrari di Ascari dopo l’incidente, sotto le due Rosse all’ingresso della “quadrata”. Sul fondo, accanto al cordolo, la macchina di Ascari è girata nel senso opposto a quello di marcia a causa del testa-coda provocato dall’impatto contro il muro. In primo piano la Ferrari di Villoresi entra in curva. Vinse la gara Fangio, con l’Alfetta 158, davanti a Villoresi che fece il giro più veloce proprio al 90° sulla Ferrari gemella a quella di Ascari.