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martedì, maggio 26, 2009

Giovanni Lombardi

Scritto da: MDO // Category: MOTO DA CORSA,PILOTI // 1:19 pm

Giovanni Lombardi su Moto Guazzoni

Lombardi su moto Guazzoni a pochi metri prima del curvone del Piccadilly.

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lunedì, maggio 18, 2009

S.Remo 1949: Fangio corre e vince la prima gara in europa

Signore e signori, ladies and gentlemen… ecco a voi un filmato davvero eccezionale, alla ricerca di materiale esclusivo sul nostro circuito ci siamo imbattuti in questo preziosissimo documento in bianco e nero della mitica “s.i.”, sembra davvero di rivivere quel fantastico giorno, i “siluri” pronti alla partenza sono lanciati sulle strade di Ospedaletti da uomini come Fangio, il principe Bira, Sommer, Campos, Chiron, Whitehead… i più grandi nomi italiani invece quali Ascari, Villoresi, Farina e Biondetti non furono presenti suscitando così un certo rammarico da parte degli spettatori, ma la corsa incendiò dopo pochi giri gli animi del pubblico, Bonetto su Ferrari contrastò validamente gli avversari stranieri e il piccolo principe siamese Bira stupì il pubblico con una serie di giri velocissimi in entrambe le manches, la prima lo vide rimontare in meno di otto giri sino alla terza posizione dopo una brutta partenza, l’uscita di Sommer poi gli permise di conquistare il secondo posto. Nella seconda manche in un duello a fuoco per ben 15 giri con l’argentino Campos, stabilì il nuovo primato della pista alla velocità di 104,896 Km/h. (link gp 1949).
Vincerà l’argentino Juan Manuel Fangio, conquistando così la sua prima vittoria in Europa su Maserati 4clt/48 (Maserati San Remo), era la domenica del 4 aprile del 1949, in una fantastica giornata di primavera i piloti corsero per 90 giri (3,38 Km) suddivisi in due manches da 45 ciascuna, per un totale di 304,200 Km. terminando a notte fatta… Qualche giorno prima, il 10 di aprile si disputò il 3° gran trofeo motociclistico con la vittoria di Bruno Ruffo su Moto Guzzi Albatros nella classe 250cc e di Umberto Masetti nella 500cc su Gilera Saturno “San Remo”..

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martedì, maggio 5, 2009

1937: VARZI GETTA IL SEME DEL MITICO GP S. REMO

Il Littoriale

LE CLASSIFICHE

Finale
1. Achille Varzi (Maserati 1800 quattro cilindri) che compie i 30 giri del percorso di km. 55,860 in 34’39”6, alla media oraria di km. 96,699.
2. Piero Dusio (Maserati 6 cil.) in 35’26”2.
3. Giovanni Rocco (Maserati 6 c.) in 35’31”.
4. Ermini Pasqualino (Maserati 4 cil.) in 35’40”6, fermato al 29. giro.

Giro più veloce:  il quarto, di Varzi, in 1’07” alla media di chilometri orari 100,048.
Ritirati: Villoresi Emilio al 2. giro e Lurani all’11.

PRIMA BATTERIA 

1. Dusio Piero (Maserati 6 cil.) che compie i 25 giri del percorso pari a km. 46,550 in 30’29”4, alla media oraria di km. 91,603.
2. Villoresi Emilio (Maserati 6 cil.) in 32’01”.
3. Villa (Bugatti) in 31’48”4, (fermato al 20. giro); 4. Bianco (Maserati) in 32’48” (fermato al 18. giro).

Giro più veloce: il 19. di Dusio in 1’10”2 alla media oraria di chilometri 95,487.

SECONDA BATTERIA

1. Varzi Achille (Maserati 4 cil.) che compie i 25 giri del percorso pari a km. 46,550 in 29’0” alla media oraria di km. 95,979.
2. Ermini Pasquale (Maserati 4 cil.) in 29’18”3, fermato al 24. giro.

Giro più veloce: Il 2. di Varzi in 1’07”8 alla media oraria di chilometri 98,867.
Ritirati: Marazza al 5. e Villoresi al 15. giro.

TERZA BATTERIA

1. Rocco Giovanni (Maserati 6 cil.) che compie 25 giri pari a km. 45,550 in 29’56” alla media oraria di km. 93,307.
2. Lurani Giovanni (Maserati 4 cil.) in 31’31”, compreso 1′ di penalizzazione per partenza anticipata.

Giro più veloce: Il 2. di Rocco in 1’10”2, alla media di km. 95
Ritirati: Rovere al 4., Barbieri al 5. e Carnevali al 12. giro.

LA BELLA GARA 
(dal nostro inviato)

SAN REMO. 25.
Dopo dieci lunghi mesi di assenza, Achille Varzi è ritornato alle gare ed il suo ritorno ha coinciso con una brillantissima e significativa vittoria.
Il campione è intatto nella grandissima classe e la folla, il cui spirito raramente si sbaglia, ha sottolineato questa vittoria nel primo circuito automobilistico di San Remo con alte grida e con visibile gioia Aveva ritrovato uno dei suoi campioni preferiti, e voleva salutarne il ritorno e la immediata vittoria con lo slancio sincero che derivava dal duplice fortunato evento. Il campione dal canto suo deve avere sentito il sottile brivido che viene dallo spettacolo di mille spettatori che sapeva adunati anche per lui, e il calore della lotta gli deve avere agito come stimolante sui nervi e sul cuore.

ESIBIZIONI DI CLASSE 

Superata con facilità e con stile ammirevoli la porta obbligata della batteria, Achille Varzi nel finale ha dato spettacolo, ritrovando in pieno sè stesso, irresistibile e pur composto nella serrata azione nei pochi giri in cui ebbe da superare Dusio sgattaiolato rapidissimo in prima posizione, meraviglioso poi, quando, libera la strada davanti, si doveva proseguire alla conquista della già intravista vittoria. I dieci mesi di assenza dalle corse, non hanno arrugginito Achille Varzi. E’ bastato qualche giro di prova per mettere a suo agio il pilota che pur non conosceva il mezzo meccanico a disposizione, e sono bastati pochi giri in corsa per far ritrovare al campione il senso della lotta e i mezzi e lo stile per conquistare il successo.
La vittoria del primo circuito di San Remo, conquistata di fronte ai giovani dello sport automobilistico nazionale, potrà forse non aggiungere molto alla fama grandissima di Varzi, uso a ben più aspri cimenti. Ma essa ha servito soprattutto a due cose: a far cadere una volta per tutte e per sempre le dicerie correvano sul suo conto………(parte illeggibile)……….. corse e di vincere; e Varzi ha dato al circuito l’aureola del suo grane nome. Un ritorno, insomma, e un debutto idealmente riuniti da un duplice vittorioso lauro.

LE BATTERIE E LA FINALE 

Nel complesso, il primo circuito di San Remo è riuscito una manifestazione interessante e ben congegnata. Lo spettacolo delle quattro partenze e dei quattro arrivi, la relativa brevità dei percorsi, la quasi assoluta uguaglianza delle vetture e l’ardore posto da ognuno dei corridori in ogni momento della lotta sono stati altrettanti motivi a favore dell’interesse della corsa.
Fatta eccezione per la prima batteria, nella quale Dusio, partito in testa, è sempre rimasto in prima posizione davanti a Villoresi Emilio, leggermente ritardato dal non perfetto funzionamento della macchina, nelle altre due si è lottato veramente a fondo. E tanto in quella vinta da Varzi, nella quale Villoresi Luigi e Righetti si sono impegnati al limite estremo delle possibilità e di quelle delle macchine, al punto da fare il gioco dell’ottimo « Pasquino » che, dopo avere inseguito a distanza, poteva superarli entrambi approfittando dei sopravvenuti guasti di macchina, quanto nell’ultima, nella quale Rocco si è duramente impegnato per superare Lurani, la folla ha vissuto momenti di autentico godimento sportivo.
La finale fu appassionante nei primi tre giri durante i quali Varzi, partito con circospezione passò all’inseguimento e all’attacco di Dusio. L’ottimo dilettante torinese si difese bene, per niente intimorito dal grande nome dell’avversario. Varzi passò avanti in virtù di una classe che rifulgeva ad ogni istante: per la scioltezza dell’azione, per la tempestività dell’attacco, per la decisione e per lo stile. Quando alla fine del terzo giro Varzi passò Dusio, la gara non cadde egualmente. Perchè da un lato Varzi continuò a dare spettacolo di abilità e di classe e perchè alle calcagna di Dusio si gettò l’ottimo pilota napoletano Rocco. Per molti giri, anzi, Rocco lentamente rosicchiò metro su metro il vantaggio che nella sfuriata iniziale, per tenere testa a Varzi, Dusio era riuscito a prendere su di lui; poi la distanza si stabilì e rimase invariata perchè se Rocco moltiplicava coraggio e bravura, Dusio non era da meno. L’arrivo vide Varzi primo con 37” di anticipo e il primato assoluto sul giro ad oltre cento di media, Dusio secondo e Rocco terzo a poco più di 4”.

SUCCESSO ORGANIZZATIVO 

L’esperimento tentato dunque con questo primo circuito di San Remo, il più cittadino e il più breve fra tutti i circuiti, ha quindi pienamente raggiunto lo scopo. Non soltanto nessun incidente è venuto a turbare la serenità di una giornata sportivamente ideale, ma chiarissima in ogni momento è stata la visione che ha avuto la folla, serrate e leali le diverse battaglie, irreprensibilmente regolari i risultati, avvincente e mai languente lo spettacolo.
Gli organizzatori di San Remo hanno dunque vinto in pieno la bella battaglia e l’hanno vinta profondendo tesori di passione e di volontà e permettendo a Renzo Castagneto, che è stato l’organizzatore tecnico e il direttore di corsa, di preparare un quadro organizzativo eccellente e di inserirvi una serie di competizioni sportivamente complete.

I CORRIDORI E LE MACCHINE 

Vi è dunque di che compiacersi per questo eccellente debutto di San Remo nel campo delle manifestazioni automobilistiche: occorrerà non disperdere il seme gettato su un terreno che darà immediati vigorosi germogli.
Fra i corridori, dopo Varzi, grande impressione hanno dato Dusio, che ha anche il vanto di avere stabilito il tempo migliore sul giro dopo quello costituente il primato segnato da Varzi, e Rocco che ha vinto la batteria e che si è battuto benissimo nella finale.
Rocco ha, come Dusio, affermato una classe degna di tutto il rispetto. Lurani, quando la macchina lo assecondò, fece ottima impressione, così come ottima impressione hanno fatto i due fratelli Villoresi, entrambi irruenti e coraggiosi; Righetti che è sempre alla ruota dei più veloci; Ermini, che è stato addirittura cronometrico. Rovere non potè neppure impegnarsi, e quasi altrettanto capitò a Bianco e a Marazza.
Tecnicamente la vittoria della Maserati quattro cilindri messa a disposizione di Varzi da Gino Rovere, costituisce un’altra riprova della bontà della costruzione Maserati anche perchè il circuito era duro e selezionatore.
Dell’organizzazione si è implicitamente detto più sopra. Si può aggiungere che apparve eccellente in ogni dettaglio compresi il servizio di cronometraggio che Ottolini, Radice, Mazzier e Nebuloni disimpegnarono a meraviglia, e quello di segnalazione che fu completo, con tempestive e precise comunicazioni. Tutto il comitato organizzatore del circuito di San Remo vuole un plauso alto e sincero e con esso Renzo Castagneto che fu all’altezza della sua solida fama.
Una numerosissima folla ha assistito alla gara. Era presente, oltre alle autorità locali, anche il Presidente della Commissione Sportiva Automobilistica Italiana comm. Giuseppe Furmanik.

Corrado Filippini
Fonte: Il Littoriale, Roma 26 luglio 1937