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martedì, maggio 29, 2007

A TUTTA MANETTA

Scritto da: MDO // Categoria: 1947, 1949, 1950, DRIVERS, GOLDENYEARS, ITALIAN DOCUMENTS, MOTO DA CORSA, MOTODROMO // 10:17 pm

Troppo spesso chi scrive queste sintetiche biografie si domanda quanto sia lecito introdurre nella storia fatti e sentimenti personali. Con Colnago devo farlo per forza perché si è trattato di un’amicizia tardiva e di uno strano rapporto sbocciato quando lui, da anni sofferente dopo che un ictus cerebrale l’aveva colpito nel 1982, conservava intatti ricordi ed esperienze straordinarie che avrei tanto desiderato sentirgli raccontare, ma che solo con molta fatica era in grado di evocare. Da diversi anni a questa parte, l’ultimo dell’anno lo si festeggiava in casa Colnago a Ospedaletti, in Liguria, lui e la sua effervescente e simpaticissima moglie Nini, mia moglie ed io. La consuetudine è stata rispettata anche alla fine del 2000, con un posto vuoto in tavola: Giuseppe se n’era andato pochi giorni prima, ìl 22 dicembre, una settimana dopo aver compiuto 77 anni. Potevo non raccontare questa profondissima emozione per rispettare l’imparzialità di cronista e biografo? No, proprio non mi sembrava giusto. Sarebbe stato come tradire una amicizia di così difficile espressione da parte sua. Come quando gli chiesi: «Ma il curvone di Monza si faceva davvero in pieno con la Guzzi 350?». Lo sguardo gli si ìlluminò, fece l’antico gesto della manopola tutta spalancata e sbiascicando un po’ le parole mi confermò senz’altro: «Tutto in pieno»

Giuseppe Colnago
E adesso rientro nei ranghi, non senza un groppo alla gola Giuseppe Colnago è stato tra i migliori piloti degli anni Cinquanta, prima con la sua Gilera Saturno, poi ufficiale con le Gilera quattro cìlìndri e le Moto Guzzi monocìlìndriche e la mitica OTTO cilindri (e scusate se otto lo scrivo maiuscolo).
La sua fama internazionale gli è derivata forse più per aver portato alla prima vittoria la otto cilindri a Siracusa il 19 marzo 1957 che dalle pur brìllanti gare disputate nei precedenti nove anni con la Gilera. C’era grandissima attesa per questa moto ancora oggi… avveniristica per concezione; Colnago era stato appena ingaggiato dalla Moto Guzzi per la stagione 1957, quella era la sua prima gara con la «otto» e fu lui a portarla per la prima volta alla vittoria. La notizia fece il giro del mondo motociclistico.
Giuseppe ColnagoGiuseppe Colnago
Giuseppe, un bell’uomo di taglia atletica, coraggioso ma riservato cresciuto sportivamente con la disciplina della «seconda-guida» in un periodo in cui il caposquadra era nientemeno che Geoffrey Duke, era elemento fondamentale per la squadra Gilera che lo trattò forse un po’ troppo da gregario. Assai meglio lo comprese e apprezzò la Moto Guzzi e l’ing. Giulio Cesare Carcano che lo collocarono subito tra i piloti di punta e con buona ragione, sia perché vincente, sia perché generoso al punto di rischiare oltre misura quando paradossalmente era indispensabile farlo in quell’arroventato 1957. Nato a Caponago, in provincia di Milano, il 15 dicembre 1923, inizia a correre nel 1947 con una Gilera Saturno in 3a categoria e già un anno dopo arrivano le prime vittorie. Nel ‘49 passa in 2a categoria, ma è nel 1950 che s’impone all’attenzione generale con una bellissima vittoria al Circuito di Ospedaletti, sotto la pioggia. La Gilera lo premia affidandogli una quattro cilindri con cui debutta al GP delle Nazioni a Monza. Colnago si trasferisce a Casale Monferrato dove lavora presso il concessionario Gilera Aldo Guaschino che assume anche il ruolo di suo «direttore sportivo», accompagnandolo frequentemente alle gare, molte delle quali vengono disputate col Saturno in alternanza alla quattro cilindri. La bella Saturno di Colnago si trova ancora presso la concessionaria Renault della figlia di Guaschino, Giuse, a Casale Monferrato. Con la Saturno Colnago vince a Locarno nel’ 51, a Mestre e Casale nel ‘52, ad Aix Les Bains e Genova nel ‘53. Con la «quattro» gli sfugge il GP dell’Ulster ‘52 per un guasto, ma nel’ 53 è primo a Siracusa, Senigallia e Faenza, terzo a Imola nella Coppa d’Oro Shell, più ottimi piazzamenti nel mondiale. Nel’ 54 è però fermato subito da una caduta che lo blocca per l’intera stagione.
Si rifà nel’ 55 vincendo il GP del Belgio e con una serie di secondi e terzi posti nelle gare in Italia. Nel’ 56 nuovo stop per una caduta a Faenza e nel ‘57 l’ingaggio della Moto Guzzi e subito la vittoria con la otto cilindri il 19 marzo a Siracusa. Ma un mese più tardi cade a Imola con la «otto» e può rientrare solo in luglio. Conclude alla grande l’annata con il secondo posto a Monza dopo la Gilera di Mc Intyre nella 350 e si aggiudica il titolo italiano della classe 500. Poi il ritiro della Moto Guzzi e l’addio alle corse.
Giuseppe Colnago
Nel 1960 si sposa con Nini, estroversa e piena di carica, e si stabiliscono ad Agrate Brianza dove Giuseppe apre una bella officina di riparazioni auto. Nel 1982, però, è improvvisamente colpito da un ictus cerebrale che compromette il resto della sua esistenza. Si stabilisce con la moglie a Ospedaletti in una bella villetta con ampia vista del golfo. Poco più sotto il Circuito dove colse nel 1950 una delle più significative vittorie. Poi l’aggravarsi della malattia e il silenzioso addio il 22 dicembre dell’anno 2000. Ma dimmi ancora una volta come si faceva il curvone. «A manetta. A tutta manetta».
E il gesto sembra adesso un saluto.

di Roberto Patrignani
(da In Moto – N.02/2002)



Trofeo Sanremo 2010