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domenica, 3 dicembre 2006

Concluso sul Circuito di Sanremo-Ospedaletti il “tricolore” seniores 1972

Post inserito da: MDO alle ore: 19:42 // Classificato in:
1972,GOLDENYEARS,ITALIAN DOCUMENTS,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI //

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SPLENDIDA CONFERMA DI AGOSTINI (DOPPIA) E DI IEVA, GRAN RITORNO DI PASOLINI, IL NOME NUOVO E’ COCCHI

SANREMO – Il Campionato Italiano seniores si è concluso domenica 8 ottobre sulla Riviera dei Fiori che ha accolto con uno splendido sole ed una temperatura primaverile i centauri chiamati al terzo ed ultimo Impegno della caccia al titolo nazionale! Conferme e novità hanno caratterizzato la bellissima manifestazione come al solito dinamicamente organizzata dall’inesauribile comandante Allavena il quale a sera, nel discorso pronunciato durante la signorile premiazione nel salone del Casino sanremese, ha dato a tutti appuntamento al 1973 per la ventitreesima edizione del Gran Trofeo Internazionale di Sanremo-Ospedaletti: un augurio che accogliamo volentieri per la fortuna di una competizione che tiene alte le sorti dell’attività velocistica nella zona nordoccidentale del Paese, mentre ci permettiamo di raccomandare al Moto Club organizzatore qualche ulteriore sforzo per meglio attrezzare il difficile tracciato in fatto di sicurezza.
Torniamo alle gare ed al campionato.
Giacomo Agostini ha colto la seconda doppietta dl stagione, dopo quella iridata, confermandosi tricolore nelle classi 350 e 500. Salgono così a 13 i titoli nazionali conquistati dal 30enne centauro bresciano: sono due da junior nel 1963 (velocità e montagna) con la Morini 175, e 11 da senior così suddivisi:

Renzo Pasolini con l’Aermacchi bicilindrica precede la MV 4 cilindri di AgostiniGiacomo Agostini in azione con la MV Augusta 350Nella corsa delle 350 Pasolini è scattato in testa al viaPasolini vola con la sua Aermacchi verso la vittoria nella classe 250Gara delle 125Walter VillaL’olandese De Vries con la Kreidler 50Alberto Ieva con la MalancaOtello Buscherini (Morbidelli 125)

1965 Morini 250
1965 MV Agusta 500
1966 MV Agusta 500
1968 MV Agusta 500
1969 MV Agusta 500
1970 MV Agusta 350 e 500
1971 MV Agusta 350 e 500
1972 MV Agusta 350 e 500.

Giacomo è così – seppure di una sola unltà, 13 contro 12 – più titolato come campione d’Italia che come campione del mondo: vedremo in futuro come si svilupperanno le due strade dell’attività dell’asso bresciano, tenuto conta che la concorrenza va sempre più pericolosamente affilando le armi sia in campo nazionale che in campo mondiale. Renzo Pasolini è tornato in possesso di un casco tricolore, il primo conquistato con l’Aermacchi, dopo la doppietta 1969 con le Benelli 250 e 350: egli si è imposto nella 250 dominando la corsa dal principio alla fine. Nella 125 è salito alla ribalta un nome nuovo per l’albo d’oro del campionato italiano, ma ben conosciuto dagli appassionati di motociclismo, soprattutto emiliani: si tratta di Adriano Cocchi il quale con la sua Yamaha ha disputato una stagione molto soddisfacente che gli è valsa il titolo grazie a due secondi posti tra gli italiani (Modena e Sanremo) ed un quarto posto a Pesaro. Nella 50 ha confermato la sua posizione di numero uno in italia il biondino romano Alberto Ieva, con la differenza che quest’anno ha corso con la bolognese, Malanca mentre l’anno passato si era imposto con la pesarese Morbidelli.
Le gare sono state tutte validissime e spettacolari. Nelle cilindrate maggiori entusiasmante è stato il duello tra Agostini e Pasolini, un confronto che se da una parte ha confermato una certa superiorità globale, a tutt’oggi, del binomio dodici volte iridato, d’altra parte ha messo in evidenza i progressi tangibili fatti dalla Casa di Schiranna con le sue bicilindriche in continuo miglioramento grazie anche all’esperienza delle corse, miglioramento che è frutto di concreti ed incessanti sforzi di perfezionamento di motori e telai.
Pasolini, dal canto suo, sul piano dell’abilità personale – tanto esaltata da un tracciato sinuoso e altalenante così impegnativo – non è stato assolutamente inferiore al suo grande rivale: e pensate che, reduce dalla trasferta americana ad Ontario dove si era piazzato ottimo terzo su Harley Davidson 750 nella 250 Miglia vinta da Smart su Kawasaki, il riminese a Sanremo ancora non era riuscito a smaltire lo scompenso fisico provocato dal doppio sbalzo di fuso orario. Egli comunque è partito in testa in entrambe le gare, è stato superato, ha riconquistato la testa della corsa nella 500 per un’incertezza in curva di Agostini (9° giro) e nella 350 quando il campione del mondo (ancora alle 9″ tornata) si è trovato attardato dal sorpasso di Consalvi.
Ai due terzi di entrambe le gare Agostini ha forzato e se ne è andato definitivamente verso le sue meritate vittorie: nella 350, con un telaio sperimentale e non ottimo, Pasolini è finito a 10″9, nella 500 è stato invece costretto al ritiro per guasto al motore (era un 380 cc) al penultimo giro. Per la cronaca ecco i tempi in prova dei sei antagonisti:
nella 350 Agostini 1 ’44″9 – Pasolini 1 ’47″;
nella 500 Agostini 1,45″2 – Pasolini 1 ’47″4
Bravissimo in entrambe le gare Walter Villa, il quale nelle 350 con la Yamaha si è piazzato quarto (terzo è stato lo svedese Andersson) mentre nella 500, al termine di uno spettacolare, irresistibile inseguimento, dalla posizione di partenza piuttosto arretrata, ottavo o nono posto, si catapultava sul traguardo per conquistare la piazza d’onore con la sua Kawasaki dopo aver superato anche la MV Agusta di Alberto Pagani, troppo poco allenato per poter sperare di emergere a Ospedaletti.
Nella 250 Pasolini ha imposto irresistibilmente la superiorità della sua Aermacchi, ed ha fatto corsa a parte!! Successo tutto italiano in questa interessante e affollata cilindrata è stato completato dal secondo posto di Walter Villa con la macchina artigianalmente preperata nell’officina di Modena da lui e dal fratello Francesco. II centauro emiliano è stato ancora una volta magnifico perchè partito da lontano si è preso il lusso di raggiungere e superare Mandracci, Giansanti e Andersson. Una nota particolare merita la sfortuna di Mandracci, iI centauro di casa al quale bastava di arrivare terzo degli italiani per confermarsi tricolore: ebbene, a due giri dalla fine era proprio in terza posizione dietro Pasolini, Villa e Andersson (ma lo svedese ovviamente non contava per Il campionato) quando era malauguratamente costretto al ritiro perchè si era spezzata di netto una robusta leva d’acciaio del cambio, guaio che in due anni il sanremese non aveva mai registrato sulla sua Yamaha.
Molto sfortunato anche Otello Buscherini, il quale aveva in pugno la vittoria e quasi certamente il titolo nella 125, in cui era stato sempre in testa con la sua Morbidelli, quando al 17° giro cadeva rovinosamente al secondo ponticello, non riportava danni ma finiva nelle retrovie: addio sogni di gloria per il pur bravissimo forlivese. La corsa andava nelle mani di Mortimer il quale precedeva Jansson e Ieva: questi aveva sperato di vincere anche questo titolo dopo la caduta di Buscherini, ma Cocchi vigilava e non perdeva la tramontana e si contentava del quarto posto (secondo degli italiani) che gli permetteva di laurearsi tricolore in tutta tranquillità.

BelIa, ma senza colpi di scena la gara delle 50: De Vries, vice campione del mondo della categoria, andava in testa alla partenza e gli altri Io rivedevano solo a gioco fatto, sul podio del vincitore.
Le Malanca di Buscherini e Ieva procedevano di conserva davanti al gruppo senza curarsi del vantaggio che il fortissimo olandese della Kreidler andava accumulando, poichè al forlivese interessava arrivare primo degli italiani ed al romano di conquistare un piazzamento utile per confermarsi campione d’ltalia. Nessun inconveniente turbava questi elementari piani di battaglia, e la corsa si concludeva con i tre primattori felici e contenti, dopo aver doppiato tutta la concorrenza nella quale Lusuardi, che era da tener d’occhio dopo il successo di Pesaro, non ha potuto confermare appieno le sue buone qualità perchè costretto al ritiro all’8° giro mentre era salito in quarta posizione.
Per lui e per tanti altri se ne riparlerà l’anno prossimo. .

di Renato D’Ulisse – Motitalia 1972
CLASSIFICHE UFFICIALI

Classe 50:
1) De Vries ( Kreidler ) 37’54” media 96,317 (nuovo record precedente di Kunz su Kreidler 92,224 nel 1971);
2) Buscherini ( Malanca ) 39’07”
3) Jeve ( id. ) 39’51
4) Bianchi ( Minarelli ) a 1 giro
5) Pileri ( Kreidler )
6) Pasquier ( Derby )
7) Ringhini ( Ringhini )
8) F. Villa ( Villa )
9) Cipriani ( Veglia )
10) Mariannini ( Guazzoni ) a 2 giri
11) Spinello ( Villa ) a 4 giri.

Giro più veloce: il 12′ di De Vries 2’04″4 media 97.814 (nuovo record: precedente di Kunz su Kreidler 2’10″3 media 93.384 nel 1971)

Ritirati: Rinaudo (15′ giro), Larcher (13′), Lusuardi (8′), Mancini (8′), Cannizzaro (4′), Ribuffo (1′), Mencaglia (1′), Paolucci (1′).

Classe 125:
1) Mortimer ( Yamaha ) 40’42″9 media 104,800 (nuovo record: precedente di Parlottl su Morbidelli .103,729 nel 1971)
2) Jansson (Maico) 40’50″5
3) leva ( Suzuki ) 40’51 “2
4) Cocchi ( Yamaha) 41 ’34”
5) De Lamarre ( id. ) 41’35″7
6) Consalvi ( Aermacchi ) 42’28”
7) Lazzarini ( Lazzarini ) 42’47”8
8) Bianchi ( Morbidelli ) a 1 giro
9) Ribuffo ( Tecnomoto )
10) Canizzaro ( Aermacchi )
11) Giovanardi ( Maico )
12) Novella ( Aermacchi )
13) Pileri ( D.R.S. )
14) Burlando ( Aermacchi )
15) Rinaudo ( i.d. )
16) Paolucci ( i.d. )
17) Buscherini ( Morbidelli ) a 2 giri.

Giro più veloce: il 17° di Mortimer 1’52”5 media 108,160.

Ritirati: Però (12° giro), Isnardi (14°), Tondo (9°).

Classe 250:
1) Pasolini ( Aermacchi ) 38’22”3 media 110,988 (nuovo record: precedente di Read su Yamaha 109,166 nel 1968)
2) W. Villa ( Yamaha ) 38’39”9
3) Andersson ( id. ) 38’52”2
4) Giansanti ( id. ) 38’57”
5) Torelli ( id. ) 39’17”7
6) Jansson ( id. ) 39’26”2
7) Anelli ( id. ) 39’31”4
8) Pileri ( id. ) 39’50”4
9) Bianchin ( id. ) 39’55’4
10) Lega ( id. ) a 1 giro
11) Proni ( id. )
12) Zera ( id. )
13) Necchi ( id. )
14) Orsenigo ( id. )

Giro più veloce: il 5° di Pasolini 1’48” media 112,667.

Ritirati: Mandracci (20° giro), Buffarello (14°), Lazzarini (12°), Gallina e Baroncini (7°), Cipriani (4°).

Classe 350:
1) Agostini ( MV Agusta ) 42’34”9 media 114,302 (nuovo record: precedente di Agostini su MV 113,973 nel 1970)
2) Pasolini ( Aermacchi ) 42’45”8
3) Andersson ( Yamaha ) 43’55”
4) W. Villa ( id. ) 44’19”3
5) Findlay ( id. ) a 1 giro
6) Consalvi ( id. )
7) Proni ( id. )
8) Lancaster ( id. )
9) Loro Vasco ( id. )
10) Maugliani ( id. )
11) Giorgi ( id. )
12) Pederneschi ( id. )
13) Gornati ( id. )

Giro più veloce: il 18° di Agostini 1’43”4 media 117,679 (nuovo record: precedente di Agostini 1’45”5 media 115,336 nel 1970).

Ritirati: Bianchin (15° giro), Marcaccini (10°), Ricca (6°), Bonalumi (7°), Cremonesi (4°), Torelli (3°), Isnardi (2°).

Classe 500:
1) Agostini ( MV Agusta ) 42’44”5 media 113,874
2) W. Villa ( Kawasaki ) 43’50”
3) Pagani ( MV Agusta ) 44’00”4
4) Findlay ( Suzuki – Jada ) a 1 giro.
5) Mandracci ( Suzuki )
6) Torracca ( Paton )
7) Bertarelli ( id. )
8) Giuliano ( Suzuki ) a 2 giri
9) Marcaccini ( Aermacchi )
10) Maugliani ( Seeley ) a 3 giri
11) Mongardi ( Ducati ) a 4 giri

Giro più veloce: il 17° di Agostini 1’44”1 media 116,888

Ritirati: Pasolini (23° giro), Gornati (22°), Mortimer (21°), Gallina (12°), Loro (11°), Campanelli (7°), Baroncini (6°), Zurbani (4°), Lancaster (3°).

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sabato, 2 dicembre 2006

LA SCOMPARSA DI SERGIO PINZA

Post inserito da: flavio alle ore: 0:43 // Classificato in:
GOLDENYEARS,LITTLE NURBURGRING,MOTO DA CORSA,MOTODROMO,PILOTI //

Sergio PinzaLo scorso 27 ottobre è venuto a mancare Sergio Pinza classe 1930. Pinza aveva iniziato a gareggiare all’inizio degli anni Cinquanta alternandosi alle guide delle sue MV Agusta 125 e Moto Guzzi 500. Nel 1954 con una Moto Guzzi privata si era aggiudicato la classe 500 alla Milano-Taranto ed il Campionato Italiano Cadetti sempre di questa categoria. Grazie a questi successi era stato poi ingaggiato dalla MV Agusta per la stagione seguente fra i Seniores. Con la casa di Cascina Costa Pinza gareggiò nella 175 e nella 500, portando in gara anche la prestigiosa quattro cilindri, con cui concluse all’ottavo posto il CIRCUITO di OSPEDALETTI del 1955.
Sergio Pinza sul Circuito di Ospedaletti

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