
La storia di Medardo Monari, è stata quella di un grande appassionato di moto, e valido meccanico, proveniente dalla prolifica* “Fucina Bolognese” di piloti e costruttori artigianali di moto, fu ragazzo dal carattere aperto e gioviale, pilota dal talento innato, stella comparsa e scomparsa nell’arco di due soli anni di gare (1947/1948) nato a Pianoro il 28/06/1926, di famiglia modesta, il Padre Ettore, faceva il muratore e la Mamma Teodolinda casalinga. Erano tempi grami in Italia in quegli anni, cosa che portò la sua famiglia a immigrare diverse volte, da Pianoro , a Monte San Pietro, e subito dopo nel dicembre 1926 a Sasso Marconi, quando finalmente si stabilirono a Bologna il 01/06/1934
Nota:
*Dagli inizi del 1900 in poi, la grande “Fucina” Bolognese sfornò tanti validi piloti tra cui: Renato Sceti, Mario Cavedagni, Luigi Parravicini, Francesco Lama, Dorino Serafini, la famiglia di piloti Ruggeri e Alfonso Drusiani ideatore e realizzatore nel 1948 della stupenda Mondial 125 Bialbero. Molti furono anche i costruttori artigianali di moto (70 marche dal 1920 al 1950, dato fornitomi dal Dott. Antonio Campigotto di Bologna) fra le tante, le MM (fondata da Antonio Mazzetti e Alfonso Morini che nel settembre 1937 lasciò la MM, per mettersi in propio costruendo motocarri e relativi motori, subito dopo nel gennaio del 1938 fondò la Moto Morini, nel 1946 Alfonso Morini iniziò la produzione di motociclette con la T125 a due tempi, largamente ispirata alla DKW 125 RT del 1939), senza dimenticare le moto GD, CM e Ducati.
Il bravo Medardo per aiutare la famiglia, inizò a lavorare in giovane età, facendo il bigliettaio sulla funivia di San Luca, in seguito venne assunto dalle ferrovie statali, con mansioni di autista/operaio, e così lavorando duramente, e facendo pesanti sacrifici, riuscì a mettere via dei soldi per comperarsi una vecchia Matchless G3L (in produzione dal 1938 al 1946), un residuato bellico proveniente dai campi ARAR* di Cesena (la moto venne usata dai portaordini inglesi durante la seconda guerra mondiale) la Matchless, aveva una sola nota moderna, la forcella anteriore telescopica con smorzamento idraulico a olio, questa nuova forcella detta “TELEDRAULIC” venne introdotta dalla Matchless in anteprima mondiale sui modelli G3L dal 1941, il telaio era rigido posteriormente, motore da 349cc ad aste e bilanceri, forniva allora 16 CV a 5200 giri/min, il cambio classico inglese era separato, Medardo da ottimo meccanico che era, con la collaborazione dei suoi amici ferrovieri, modificarono la Matchless rendendola competitiva e affidabile, così nel 1947 iniziò a gareggiare nel Campionato Italiano di terza Categoria, con la Matchless vinse subito quattro gare, dimostrando subito una immensa perizia nella guida, frutto del suo naturale talento, ma oramai il motore più che sfruttato della sua vecchia G3L aveva dato tutto, e così si rese urgente avere una nuova moto per continuare a gareggiare…
Nota:
- I campi ARAR (Azienda Rilievo Alienazione Residuati) erano degli enormi depositi di materiali di ogni genere, lasciati in Italia dagli eserciti alleati al termine della seconda guerra mondiale.
Prontamente Medardo, con i suoi amici e colleghi Remo Galli, Walter Gualandi e Antonio Dovadoli, si misero al lavoro (autofinanziandosi) riciclando un motore monocilindrico Guzzi da 498,4cc che dava circa 17,5 CV a 4300 giri/min, tolto da un motocarro Guzzi Ercole, questo motore venne modificato, grazie anche all’utilizzo dell’officina del Compartimento Ferroviario di Bologna (che concesse l’uso) che era ottimamente attrezzata, realizzarono un nuovo Albero Motore, poi aumentarono il rapporto di compressione, e vari affinamenti alla distribuzione, che portarono il motore a girare a mille giri in più della versione di serie, venne anche realizzato in tempo record il telaio, prendendo esempio dalla Guzzi Condor, usata agli inizi carriera dal bravo pilota Arcisio Artesiani, che in seguito passò alla Gilera e infine alla MV AGUSTA, come pilota/collaudatore della nuova quattro cilindri dell’ ing. Remor.
Medardo, con questa replica della Condor efficiente e veloce, proseguì alla grande la stagione 1947 infatti vinse consecutivamente a: Oderzo, La Spezia, Senigallia, Ferrara, e fece il secondo posto a Bologna, il titolo gli sfuggì sul circuito di Dalmine, (prova conclusiva del campionato) per un problema ai freni. Comunque venne promosso in seconda categoria.
Nel 1948 Monari iniziò il Campionato Italiano di seconda categoria, con una Guzzi Condor originale, con questa moto, frantuma sistematicamente tutti i record alla Bologna-Osservanza, vinse anche a Faenza, subito dopo cambiò moto e corse con la Gilera Saturno “Sanremo”, affrontò tutte le gare con incredibile impegno, così da portarsi in testa alla classifica.
La Gilera Saturno, assecondò in pieno le caratteristiche di guida di Monari che erano un giusto mix di irruenza, tecnica e coraggio, il Medardo, aveva anche una folta schiera di ammiratori al seguito e presenti in molte delle vittorie ottenute in quest’anno, c’erano di sicuro anche alla decisiva e memorabile gara che Medardo, fece sulla pista di Monza, avvenuta il 24/10/1948, la gara partì sotto la pioggia battente, che creò non pochi problemi ai piloti e alle moto, non a caso dei 22 partenti finirono la gara solo in sette.
Allo start Medardo và in prima posizione seguito da Geminiani e Masetti, quando dopo pochi giri ebbe un guasto ai freni, che lo costrinse ad uno stop ai “box”, riparato il guasto Medardo riparte con una grinta incredibile e giro dopo giro recupera il grande distacco che aveva accumulato sui due battistrada, d’impeto supera sia Masetti che Geminiani, lasciandoli entrambi di stucco, e tra il tripudio generale vince gara e campionato italiano classe 500cc di seconda categoria.
Il 1949 che doveva essere la stagione che lo avrebbe consacrato nell’olimpo dei migliori piloti di sempre, la Gilera gli affidò in forma ufficiale una Saturno Sport, per potersi allenare sulle strade e i dintorni di Bologna, ecco che il fato volle che nulla si realizzasse più per lui, in un tragico Martedi sera dell’ 8 febbraio, mentre allenandosi alla guida della Saturno, percorrendo la curva di S.Anna, presso i caseggiati di Osteriola (BO) sulla strada Porrettana o Ferrarese, sbandò, cadde, e a seguito del grave trauma cranico subito, nonostante venisse subito soccorso, spirò al locale ospedale, così si spensero tragicamente i sogni del bravo Medardo, egli lasciò un vuoto incolmabile alla moglie e alla figlia ancora molto piccola, a tutto l’ambiente motoristico bolognese e nazionale che perse in un solo colpo un vero CAMPIONE in pista e nella vita.
Medardo è sepolto alla Certosa di Bologna campo 1945 corsia est, loculo n° 538
Al Moto Club, creato nel 1947, dopo la morte di Medardo Monari, fu dedicato a lui, da parte degli amici e dai compagni ferrovieri di Bologna .
A quasi tutti i piloti periti in gara su Moto Gilera, fino al 28/05/1950 data in cui venne inaugurata (in occasione del raduno) ad Arcore nella fabbrica Gilera, una lapide dedicata a Medardo Monari, Jader Ruggeri e Oscar Clemencigh, erano presenti Giuseppe Gilera la moglie IDA e il figlio Ferruccio, centinaia i motociclisti giunti per l’evento e presenti anche tutti i concessionari Gilera italiani.
Per dovere di cronaca voglio citare anche i nomi di altri piloti Gilera periti in gara fino alla data di cui sopra: Umberto Vitaloni e Giovanni Agosti che non vennero citati nella lapide, entrambi ebbero un incidente durante la terribile MILANO-TARANTO del 15/05/1938, Settima Coppa Mussolini, e anche il giovane pilota Emilio Soprani (di soli 22 anni) che ebbe un incidente mortale sul circuito della Superba a Genova il 05/05/1947, era al debutto con la Gilera quattro cilindri.
RINGRAZIO:
Lamberto, del Moto Club Medardo Monari, di Bologna per i basilari articoli, della rivista Motociclismo a me trasmessi.
Il Prof.Enrico Ruffini per avermi inviato la sua Biografia su Monari, apparsa nel 1993 sul volumetto edito in occasione del 9° Memorial Ruggeri, organizzato dal Moto Club “A e J Ruggeri” di Bologna.
Il Museo del Patrimonio Industriale di Bologna nella persona del Dott. Antonio Campigotto.
la signora Chiara Masetti del Gruppo Hera Serv.Cimiteriali di Bologna per le info che mi ha fornito su Monari.
La signora Alessia Scenna dell’ Archivio Storico di Sasso Marconi.
La Signora Sandra Sarti del Comune di Pianoro.
Foto in B/N tratte da Motociclismo anni 1948/49/50

Matchless G3L 1941, in versione militare, con una moto di questo tipo modificata e adattata alle corse, Monari iniziò il la stagione 1947 vincendo quattro gare, notare la moderna forcella anteriore nominata dalla Matcless”Teledraulic”

24/10/1948 Monari rannicchiato sulla sua GILERA SATURNO 500 in posizione di massima velocita’ a Monza notare l’asfalto bagnato… mentre si invola verso la splendida vittoria della gara, e la conquista del Campionato Italiano Classe 500cc di seconda Categoria.
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- 24/10/1948 Una bella foto di Medardo Monari con il viso sorridente e sbarazzino al termine della sua splendida e audace gara a Monza, foto sotto una Gilera Saturno 500 Sport simile a quella che gli venne affidata dalla Gilera in forma ufficiale per allenarsi, in vista della nuova stagione di gare nel 1949
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Gianmario






















